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Archive for June, 2022

“Figurarsi il tempo”, mostra bipersonale presso Castello Museo delle Arti di Nocciano

June 28, 2022 Leave a comment

Figurarsi il tempo

Bipersonal Exhibition con Giorgio Cutini e Marco Stefanucci. A cura di Anthony Molino 

con il patrocinio del Comune di Nocciano

dal 2 al 31 Luglio 2022 | Castello De Sterlich / Museo delle Arti di Nocciano (Pe) 

Istituzione Castello e Museo delle Arti di Nocciano -Nocciano (Pe) www.castellonocciano.it/

L’arte abuso della politica mentre la Russia recede dall’EXPO-2030 

L’operazione militare in Ucraina avanza oltre misura e non sembra voler trovare un riscontro immediato che ne decreti la conclusione, gettata a capofitto in una continua escalation di morte a discapito delle migliaia di persone coinvolte, tra militari delle fazioni avverse che combattono in procinto di una guerra inarrendevole e civili inermi che soccombono di conseguenza sotto i continui scontri. 

Tra i costanti colpi di scena e le pesanti sanzioni economiche, che perlopiù colpiscono i paesi europei sempre più sfiancati dal carovita incalzante nonostante le misure eccezionali che il parlamento europeo sembra voler edificare continuamente a nostro vantaggio o meno, dipende dal punto di vista, traspare una linea sottile di demarcazione chiamata “cultura” che fa del conflitto una propaganda mediatica e nella propaganda sociale trova una riscontro belligerante, ma tra i continui riverberi dei media contro i filo-russi e le accuse incessanti di categoria, tra giornalisti inarrestabili, opinionisti apolidi, blogger imperterriti, virostar e politici polifunzionali che si avvicendano senza sosta nelle assordanti trasmissioni televisive, si innalza l’eco del ritornello virale che echeggia alle “armi all’Ucraina”, divenuto fastidievole leitmotiv indiscusso che barcamena nella melodia del nucleare mentre nella contropartita dura e irreversibile dei dissidenti partigiani della pace, maldestramente dichiarati pro putiniani, al di là della presunta malaccortezza, ne difendono la quiete.  

L’arte diventa abuso della politica, coalizzata nel suo insieme, e nella cultura trova una nuova arma propagandistica strumentalizzata contro l’immagine russa a difesa di una continuità delle azioni ostili nelle frontiera ucraina. La Russia bandita dalle manifestazioni artistiche occidentali, l’EBU-UER ne ha decretato la sospensione rappresentativa, ovviamente si prende in considerazione soltanto l’assolutismo del superfluo, l’arte sovietica diventa improvvisamente pericolosa, per alcuni esponenti politici addirittura deleteria mentre per altri un’arma a doppio taglio da usare contro la stessa civiltà russa ignara di subire il boicottaggio esistenziale della propria libertà d’espressione. 

Recentemente una dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha reso noto che Mosca ha deciso di ritirare volontariamente la propria candidatura per il diritto di ospitare l’EXPO-2030. La rispettiva notifica è stata presentata all’Ufficio Internazionale delle Esposizioni. “Siamo costretti a constatare che il movimento fieristico internazionale si è rivelato un’altra vittima della grande campagna anti-russa lanciata dall’Occidente collettivo per estromettere il nostro Paese da tutte le aree di cooperazione. In tali condizioni, purtroppo, non è possibile parlare di concorrenza leale per il diritto di ospitare esposizioni universali mondiali. È ovvio che la candidatura di Mosca per ospitare l’EXPO-2030 in competizione con gli altri quattro candidati non può contare su una valutazione equa e imparziale, per quanto possa avere innegabili vantaggi. Non c’è dubbio che la pressione sulla Russia e sui nostri partner sia un altro tentativo senza scrupoli da parte di diversi Paesi di denigrare il nostro Paese. Il mondo intero ha visto il padiglione russo all’EXPO 2020 di Dubai, unico nel suo genere, che includeva una presentazione high-tech di Mosca come città candidata per l’EXPO 2030. A qualcuno è sembrato che, invece di competere ad armi pari, fosse meglio agire spudoratamente, ricorrendo a metodi senza scrupoli.”

La cultura non dovrebbe manifestare un abuso di stato. L’idea che la Russia possa essere stata esclusa dai contesti social e culturali dell’Occidente soltanto perché poco affine al pensiero politico atlantista, per così dire, se non addirittura perché incline al conflitto contro l’Ucraina è un’azione ignobile che collide l’ideologia della civiltà, quale simbolo di pace e condivisione tra i popoli, anche e soprattutto per quelli in contrasto tra di loro. I dissidi di gabinetto tra gli Stati non hanno nulla da condividere con le emozioni dell’animo, ragion per cui penalizzare l’arte e il patrimonio dottrinale che racchiude in se, solo per un’affinità nazionale è un grave insulto alle leggi dell’uomo, nella consapevolezza che un tale misfatto venga amministrato come atto persecutorio, contro un paese che motiva argomentazioni sensate per muoversi contro un pari avversario, che con l’arte, in sé per sé, non ha nulla da spartire! 

Il compromesso della partecipazione affettiva degli artisti russi alle rappresentazioni culturali occidentali sarebbe sentito come un primo passo europeo verso una strategia di pace, cui vocifera continuamente il presidente Mario Draghi dal ritorno dal suo viaggio in America, non che spunto di riflessione che spinga verso quei termini di resa dalle armi che, malgrado tutto, continuano ad uccidere uomini donne e bambini senza compromessi di razza, odore e colore di popolo. L’arte e la cultura rappresentano simboli inviolabili della nostra coesione con il mondo. 

In sintesi l’Italia, o meglio la politica italiana al potere, dovrebbe arguire la differenza!

di Marius Creati

“Siate voci fuori dal coro”, aforisma di Bertrand Russell

June 21, 2022 Leave a comment

Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. 

Non esiste la verità assoluta. 

Non smettete di pensare.

Siate voci fuori dal coro. 

Siate il peso che inclina il piano. 

Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma. 

Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un’arma. 

Forse non cambierete il mondo, ma avrete contribuito a inclinare il piano nella vostra direzione e avrete reso la vostra vita degna di essere raccontata.

Un uomo che non dissente è un seme che non crescerà mai.

Presentazione del libro “Prigionieri del Tempo” di Tino Di Cicco, presso Dopolavoro Ferroviario a Pescara

June 20, 2022 Leave a comment


Tino Di Cicco

PRIGIONIERI DEL TEMPO

io non vorrei scrivere poesie
ma debbo esercitarmi
a capire
perché si nasce
e perché si muore

perché siamo qui
prigionieri del tempo
e tutti facciamo finta
di niente

Come sarebbero diverse le nostre vite […], se fossimo venuti al mondo in un humus dove si potesse ri/conoscere, già dalle nostre cellule più infinitesimali, che il vivere e il morire sono processi intrecciati, simultanei e coterminali, per cui sapremmo di cominciare a morire dal momento in cui nasciamo. Moriamo, insomma, mentre viviamo, ma ciò non sarebbe un dramma nella misura che la coincidenza rientra, letteralmente, nell’ordine più semplice e dato delle cose. E come sarebbe diverso, di conseguenza, il nostro rapporto col tempo, e con la grandiosità, al contempo feroce e sublime, della vita.

(Dalla prefazione di Anthony Molino)

Presentazione del libro PRIGIONIERI DEL TEMPO di Tino DI Cicco a Pescara, presso Dopolavoro Ferroviario, via Vittorio Emanuele 257/A, Pescara – 23 giugno 2022 ore 18:00

“Prigionieri del Tempo” di Tino Di Cicco, Edizioni Mondo Nuovo

June 20, 2022 Leave a comment

Tino Di Cicco

PRIGIONIERI DEL TEMPO

io non vorrei scrivere poesie
ma debbo esercitarmi
a capire
perché si nasce
e perché si muore

perché siamo qui
prigionieri del tempo
e tutti facciamo finta
di niente

Come sarebbero diverse le nostre vite […], se fossimo venuti al mondo in un humus dove si potesse ri/conoscere, già dalle nostre cellule più infinitesimali, che il vivere e il morire sono processi intrecciati, simultanei e coterminali, per cui sapremmo di cominciare a morire dal momento in cui nasciamo. Moriamo, insomma, mentre viviamo, ma ciò non sarebbe un dramma nella misura che la coincidenza rientra, letteralmente, nell’ordine più semplice e dato delle cose. E come sarebbe diverso, di conseguenza, il nostro rapporto col tempo, e con la grandiosità, al contempo feroce e sublime, della vita.

(Dalla prefazione di Anthony Molino)


Tino Di Cicco – Nato a San Vincenzo Valle Roveto (AQ), vive a Pescara. Ha pubblicato i seguenti libri: In principio era il caos (Rebellato, Venezia, 1977); La crisi veniale (Bastogi, Foggia, 1983); Un altro tempo(Vecchio Faggio, Chieti, 1988); Wender Strasse (Tracce, Pescara, 1994); I Castelli del tempo (Tracce, Pescara, 1998); Il tempo pieno e il nulla (Moretti e Vitali, 2006); La volontà docile (Edizioni Feeria, Firenze, 2010); Le stagioni e l’azzurro (Youcanprint, Tricase, 2013); Quasi amore (Ed. Feeria, Firenze, 2014); Senza mentire (Ed. Noubs, Chieti, 2014); Avrei dovuto amare di più (Ed. Mondo Nuovo, Pescara, 2017); Venne poi l’identità (Ed. Mondo Nuovo, Pescara, 2019); La colpa e la primavera (Ed. Mondo Nuovo, Pescara, 2020).

SCHEDA TECNICA

Collana: Liminaria
Formato: 15 x 21
Pagine: 172
Prezzo: € 15,00
ISBN: 9788832115963
Uscita: 24 giugno 2022

“La variante DC. Storia di un partito che non c’è più e di uno che non c’è ancora” di Gianfranco Rotondi, Solferino Libri

June 20, 2022 Leave a comment

Che fine ha fatto la Dc? È davvero scomparsa, superata dagli eventi politici e da nuovi protagonisti, archiviata con la crisi dei partiti tradizionali? Gianfranco Rotondi, che ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia cristiana, ne ricostruisce la storia in queste pagine concentrandosi sulla parabola discendente della «Balena bianca» ma anche sulle sue molteplici mutazioni e resurrezioni susseguitesi in trent’anni di vita politica. Ne emerge un racconto appassionato e sinceramente di parte. La testimonianza di un protagonista che ha vissuto la dissoluzione del partito e la racconta senza peli sulla lingua e con una prospettiva privilegiata sulla storia politica italiana nazionale.
Si va dalla morte ufficiale della Dc alla seconda vita dei democristiani fuori dal partito dello scudo crociato, dal centrosinistra al centro-destra, dal Patto Segni al Partito popolare, da Martinazzoli a Buttiglione, dall’Ulivo al Ccd, da Forza Italia alla Balena verde e oltre. Per scoprire che forse la Dc non è mai finita e i suoi eredi non sono solo i nostalgici.

Informazioni

  • AUTORE GIANFRANCO ROTONDI 
  • LINGUA ITALIANO 
  • PAGINE 256 
  • ANNO 2021 
  • ISBN978-88-282-0794-8 
  • COLLANA TRACCE 
  • FORMATO BROSSURA CON ALETTE 
  • PREZZO DI COPERTINA 17 EURO