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Archive for April, 2022

Questa guerra di Putin non è rivolta all’Europa… 

Questa guerra di Vladimir Putin non è rivolta all’Europa… il gioco della nuova guerra in Europa ha trame sottili e ben affusolate, che iniziano con una provocazione velata da parte degli Stati Uniti d’America sotto la presidenza di Barack Obama, lo ricordare il presidente nero sorridente e accomodante… una lusinghiera facciata! Joe Biden tesseva le fila di una guerra in sordina nascosto agli occhi del mondo, ma non a quelli della Nato… diciamo che faceva buon viso e cattivo gioco! Sarebbe stato facile inasprire i cuori degli ucraini piazzando benessere e savoir faire di tipo americano in un paese abituato al rigore! Noi siamo stati svezzati con hamburger e coca cola! Mentre con la scusa di formare false democrazie (pandemia, vaccini, tamponi e green pass sono un esempio) negli anni furono promosse guerre su guerre portatrici di morte e distruzione! Ma fino a quando erano lontane da casa tutto filava liscio… La Nato era contenta di vendere armi al popolo e al governo e un nuovo ideale di vita in Ucraina! Ma il profitto era ciò che contava! Nulla di più! Per i contestatori contrari e i filo-russi nel Donbass se ne occupavano le milizie azov e aidar… tanto i nazionalsocialisti discendenti delle Schutzstaffel SS sono annidati anche nei poteri delle potenze occidentali! Era tutto in famiglia! … Questa guerra di Putin non è rivolta all’Europa… questa guerra è stata progettata contro la Russia, ma il presidente russo l’ha semplicemente anticipata con un’invasione. La guerra ci sarebbe stata ugualmente! Sarebbe stata escogitata dopo l’entrata di Zelens’kyj in Nato… era imminente entro i primi di marzo… ma questo Putin lo ha evitato sventando l’inizio di una guerra tra potenze mondiali! E mentre in Ucraina si combatte per far crollare un complotto occidentale che brama per il controllo globale, nel contesto gli ucraini sono tra l’incudine e il martello, dal lato ovest del mondo si cerca in tutti i modi di trasformare un conflitto per il controllo dei confini degli stati cuscinetto in una guerra che abbia il sentore di terza guerra mondiale! E quel che la Nato sembra aver dimenticato è che la Russia per ben due volte nella storia delle grandi guerre è stata al fianco della salvaguardia dei paesi europei, tra errori misfatti e alleanze, mentre il governo democratico americano ha sempre cercato di frammentarne la forza, la compattezza, l’unione della Grande Europa, cuore del Vecchio Mondo!

Marius Creati

Catherine Spaak, muore la famosa attrice francese

April 18, 2022 Leave a comment

Attrice, cantante e conduttrice: è scomparsa a Roma a 77 anni dopo una lunga malattia. Tra le interpretazioni più note, “Il Sorpasso”, “L’Armata Brancaleone” e “Febbre da cavallo”. In tv lanciò Forum, poi per anni fu il volto di “Harem”, primo talk al femminile

Il mondo dello spettacolo ha perso oggi una delle sue rappresentanti più note ed eclettiche. È morta a 77 anni in una clinica romana Catherine Spaak: malata da tempo, l’attrice, conduttrice, cantante, ballerina e scrittrice è stata colpita da un’emorragia cerebrale. La conferma è stata data dal ministro della Cultura Dario Franceschini: “Apprendo con dolore della scomparsa di Catherine Spaak, artista poliedrica, colta ed elegante che nel nostro Paese ha trovato una casa che l’ha accolta e amata. Mi stringo ai familiari e agli amici in questa triste giornata”.

DAL CINEMA ALLA TV 

La Spaak era nata in Francia, a Boulogne-Billancourt il 3 aprile del 1945 da una famiglia belga. Naturalizzata italiana, qui aveva ha conosciuto la fama negli anni Sessanta e Settanta. Il suo debutto nel cinema italiano ad appena 15 anni, nel film Dolci inganni di Alberto Lattuada. La consacrazione è arrivata con La voglia matta di Luciano Salce e soprattutto con Il sorpasso di Dino Risi. Da non dimenticare la sua partecipazione ad altre pellicole amatissime dagli italiani come L’armata Brancaleone di Mario Monicelli e Febbre da cavallo. Nella musica trovò il successo grazie soprattutto alla cover di Tous les garçons et les filles di Françoise Hardy e L’esercito del surf. Negli Anni 80 trovò spazio anche nel piccolo schermo: fu la prima conduttrice di Forum che guidò per le edizioni del 1985 e 1986 ma soprattutto volto di Haremche, su Raitre, fu il primo vero talk al femminile, quindi alcune partecipazioni in Un posto al sole e Un medico in famiglia e persino una breve partecipazione all’Isola dei famosi 2015 che lasciò dopo poco tempo dall’inizio.

QUATTRO MATRIMONI  

Catherine Spaak riempì le pagine di rotocalchi e settimanali anche grazie alla sua movimentata vita sentimentale. È stata infatti sposata quattro volte. La prima negli anni Sessanta con Fabrizio Capucci, incontrato sul set della pellicola La voglia matta, da cui ebbe una figlia, Sabrina. Più tardi, dal 1972 al 1979, con Johnny Dorelli, da cui ha avuto un altro figlio, Gabriele. Quindi con l’architetto Daniele Rey, dal 1993 al 2010, e tre anni più tardi con Vladimiro Tuselli, che lasciò nel 2020.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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“The Red Hot”, mostra giapponese a Carrara

April 8, 2022 Leave a comment

The Red Dot una grande mostra di arte giapponese a Carrara presso Vôtre Spazi Contemporanei – dal 9 aprile al 26 giugno

Dal 9 aprile al 26 giugno 2022, le sale di Vôtre Spazi Contemporanei presso Palazzo del Medico a Carrara ospitano la mostra The Red Dot, a cura di Nicola Ricci e Federico Giannini, con testo critico di Federico Giannini e patrocinio dell’ambasciata del Giappone in Italia. The Red Dot è una mostra che raduna circa quaranta opere di quindici artisti giapponesi contemporanei. La selezione include opere di scultura e pittura di artisti storicizzati, mid-career ed emergenti, con l’obiettivo di fornire al pubblico una panoramica sulle attuali tendenze dell’arte giapponese. Gli artisti in mostra sono Takako Hirai, Misaki Kawai, Ayumi Kudo, Fumitaka Kudo, Kazumasa Mizokami, Tomoko Nagao, Hidetoshi Nagasawa, Maki Nakamura, Yoshin Ogata, Akiko Saheki, Yuji Sugimoto, Isao Sugiyama, Sisyu, Kenji Takahashi, Kan Yasuda. 

The Red Dot: il rosso richiama il colore dell’Hinomaru, il “disco solare” che campeggia al centro della bandiera del Giappone, mentre dot, letteralmente “punto” in inglese, vuol essere, oltre a un ulteriore richiamo alla forma dell’Hinomaru, anche una sorta di dichiarazione d’intenti. Stabilire dunque un punto fermo, senza pretesa di esaustività, per operare una prima ricognizione, una panoramica a volo d’uccello sull’arte giapponese dei giorni nostri, in un momento storico in cui le produzioni nipponiche cominciano a riaffacciarsi con decisione sul mercato, grazie anche a una nuova generazione di artisti che, lavorando sulla lezione dei grandi maestri (alcuni dei quali presenti in mostra: Kazumasa Mizokami, Maki Nakamura, Hidetoshi Nagasawa, Yoshin Ogata, Kan Yasuda) e assorbendo l’estetica tipica del paese, dànno luogo a risultati oltremodo interessanti.

La mostra di Vôtre vuole gettare uno sguardo sulle produzioni di alcuni importanti artisti giapponesi dei giorni nostri, orientando l’indagine su tre linee: la scultura contemporanea giapponese (in particolare quella in marmo), l’arte legata alla cultura pop del Giappone, e le produzioni di illustratori e artisti più legati alla tradizione. L’obiettivo è quello di far emergere la ricchezza di un panorama che, dagli anni Sessanta-Settanta a oggi, non ha smesso di rinnovarsi, guardando alle produzioni occidentali ma senza mai perdere il legame con la tradizione e giungendo pertanto a risultati di assoluta originalità. 

“In un momento in cui l’arte contemporanea asiatica viene comunemente associata alle produzioni cinesi e coreane, anche nel nostro paese, la scena giapponese rimane in realtà molto vitale”, dichiarano i curatori Ricci e Giannini. “La mostra The Red Dot intende pertanto fornire al pubblico alcuni spunti per cogliere questa vivacità, senza naturalmente porsi l’obiettivo di restituire ai visitatori una veduta completa su ciò che il Giappone delle arti oggi riesce a offrire, dal momento che il panorama è ben più vasto. È stata comunque operata una selezione rappresentativa di alcune delle principali tendenze che, emerse alcuni decenni fa, continuano a informare gli attuali sviluppi dell’arte in Giappone. Da molto tempo non si teneva una mostra sull’arte giapponese con questi obiettivi e di questa portata. Inoltre, un particolare focus, dal momento che la mostra si tiene a Carrara, è stato dedicato alla scultura in marmo, materiale molto apprezzato dagli scultori giapponesi attivi in Italia, che hanno ampliato le possibilità di espressione che il marmo offre”.

The Red Dot è visitabile presso le sale di Vôtre Spazi Contemporanei (Palazzo del Medico, piazza Alberica 5, Carrara) dal lunedì al sabato dalle 15:30 alle 19:30, dal 9 aprile al 26 giugno. Inaugurazione aperta a tutti sabato 9 aprile dalle 18 alle 21. La mostra è a ingresso gratuito. Per informazioni telefonare al numero +39 3384417145, inviare una mail all’indirizzo associazionevotre@gmail.com oppure visitare il sito https://www.votrespazicontemporanei.it.

Categories: Vernissages e Mostre

“Contraddizioni Virali” di Claudio Amicantonio, Edizioni Solfanelli

April 6, 2022 Leave a comment

Un intenso e serrato confronto con le contraddizioni che nel nostro tempo strangolano il pensare, il decidere e l’agire umano. Attraverso una ricognizione, insieme storica e teoretica, le riflessioni di Amicantonio intorno ad alcuni dei nodi problematici principali della scienza, della democrazia e del cristianesimo, conducono il lettore sulle soglie delle domande fondamentali per la comprensione della radice, lontana nel tempo, di ogni contraddizione: il nichilismo.

     Ogni saggio prende avvio da questioni di attualità, legate soprattutto all’avvento della pandemia, invitando il lettore a porsi interrogativi radicali per comprendere cosa potrebbe nascondersi dietro le ovvietà del linguaggio, al fine di poter “osservare” ciò che ci circonda – e a volte sembra schiacciarci – da una prospettiva nuova e, per certi versi, spiazzante.

     Le grandi voci della tradizione vengono incessantemente interrogate per comprendere, da ultimo, il fondamento della civiltà occidentale, sulla scia dell’opus severiniano.

[ISBN-978-88-3305-382-0]

Pagg. 120 – € 12,00