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Archive for May, 2019

Simone Menegoi

May 30, 2019 Leave a comment

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Simone Menegoi (1970, vive a Bologna e Milano). Critico, curatore e docente d’arte contemporanea, dal luglio del 2018 è Direttore artistico di Arte Fiera (Bologna). è stato redattore di Tema Celeste e del Giornale dell’Arte e ha collaborato con numerose riviste d’arte e di design, tra cui Mousse magazine, Kaleidoscope e Artforum, testata su cui scrive con continuità dal 2011.
Dal 2005 cura regolarmente mostre in spazi privati e pubblici, in Italia e all’estero. Uno dei suoi interessi principali è il dialogo fra la scultura e altri media (fotografia, performance, video, suono), cui ha dedicato diverse esposizioni. Ha curato mostre in spazi espositivi in Italia e all’estero, tra cui: Nouveau Musée National de Monaco; Museo Marino Marini, Firenze; Triennale di Milano; David Roberts Art Foundation, Londra.
è autore di numerosi testi su aspetti dell’arte contemporanea e di scritti monografici su vari artisti, fra i quali Caroline Achaintre, Mirosław Bałka, Becky Beasley, Manon de Boer, Ulla von Brandenburg, Peter Buggenhout, Hubert Duprat, Attila Csörgő, John Duncan, Flavio Favelli, Francesco Gennari, Wolfgang Laib, Mark Lewis, Roman Ondák, Giulio Paolini, Joachim Schmid. I suoi scritti sono comparsi nelle pubblicazioni di varie istituzioni internazionali, fra le quali Tel Aviv Art Museum; Ludwig Museum, Budapest; Villa Romana, Firenze; Kunstforum Aachen; Fondazione Prada (Milano e Venezia); Camden Arts Centre, Londra; GAM – Galleria d’Arte Moderna, Torino; S.M.A.K., Ghent; Palazzo Fortuny, Venezia; Museion, Bolzano; MUDEC – Museo della Culture, Milano; Hangar Bicocca, Milano; MASI – Museo d’Arte della Svizzera Italiana, Lugano.
Nel 2008 è stato guest curator presso La Galerie (Noisy–Le–Sec, Parigi), dove ha realizzato la mostra Fables du Doute. Nel 2013 e 2014 è stato curatore dello CSAV – Artists’ Research Laboratory della Fondazione Ratti, Como. Nel 2016 è stato guest curator presso la XXIer Haus, Vienna. Dal 2009 al 2016 ha collaborato più volte, e in varie vesti, con Artissima – Fiera internazionale d’arte contemporanea, Torino. Dal 2012 al 2014, insieme a Cecilia Canziani, ha ideato e curato ZegnArt Public, un programma di commissioni di opere pubbliche in Paesi emergenti e residenze per artisti in Italia, sostenuto dal gruppo Ermenegildo Zegna.

 

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Jared Leto, interpretare un vampiro è sempre stato uno dei suoi interessi

May 25, 2019 Leave a comment

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Il protagonista di Morbius, Jared Leto, ha rivelato perché interpretare un vampiro è sempre stato uno dei suoi interessi

In seguito all’enorme successo del primo adattamento Spider-Verse della Sony, VenomJared Leto interpreterà l’anti-eroe Morbius nell’omonimo film. Proprio nel bel mezzo delle riprese della pellicola, attualmente in corso a Londra, l’attore ha rivelato il motivo per cui, da sempre, ha desiderato calarsi nei panni di un vampiro:

Quando ero un ragazzino, mi ricordo di quando ero a casa di mia nonna in Louisiana  e pensavo che il Dracula originale stesse per arrivare. Ero stato particolarmente colpito da quel film, così come la maggior parte delle persone quando l’hanno visto. Inoltre, insieme a mio fratello, eravamo grandi appassionati di Anne Rice. Non facevamo altro che scambiarci quei libri.

Durante la sua infanzia, Jared Leto amava vedere film classici di vampiri, incluso forse Dracula  del 1931, con Bela Lugosi. Era anche un avido lettore della serie di romanzi di Anne Rice, Cronache dei vampiri, che sono stati adattati per il grande schermo tramite Intervista col vampiro del 1994 e La regina dei dannati del 2002.

L’attore ha anche menzionato la performance di Gary Oldman in Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola, del 1992, come una delle sue preferite.

Fonte: Cinematographe.it

 

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Cosa ti manca per essere felice? Con Simona Atzori, spettacolo Oratorio San Filippo Neri a Busto Arsizio

May 23, 2019 Leave a comment

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Cosa ti manca per essere felice? Con Simona Atzori

Ricco programma per la Festa dell’Oratorio San Filippo Neri

Busto Arsizio, 22 maggio 2019 – L’Oratorio San Filippo Neri (Parrocchia San Michele Arcangelo di Busto

Arsizio) in collaborazione con Cinema Teatro Manzoni presenta lunedì 27 maggio alle ore 21.00 Cosa t

manca per essere felice? Spettacolo di danza, pittura e incontro con Simona Atzori. I biglietti – 20 Euro

intero e 15 Euro ridotto – sono acquistabili presso il botteghino del teatro oppure online sul sito

http://www.cinemateatromanzoni.it.

Simona Atzori nasce a Milano nel 1974. Fin bambina coltiva con passione i sogni della pittura e della danza, grazie al supporto della famiglia. Nel 1983 entra a far parte dell’Associazione dei Pittori che Dipingono con la Bocca e con il Piede. Nel 2014 dona a Papa Francesco il ritratto esposto in sala Nervi, in Vaticano. Nel 2010 nasce la SimonArte Dance Company, che ha all’attivo tre produzioni in collaborazione con danzatori del Teatro alla Scala di Milano, e nel 2012 Simona apre la quarta serata del Festival di Sanremo. Durante la sua carriera scrive tre libri: Cosa ti manca per essere felice?, Dopo di te e La strada nuova.

Lo spettacolo si inserisce nel ricco programma della Festa dell’Oratorio San Filippo Neri che si terr®§ dal 24 maggio al 3 giugno con numerose iniziative di spettacolo e intrattenimento. Don Alberto Ravagnani e la Commissione Eventi spiegano il senso della festa: “Il titolo cha abbiamo scelto e  Oltre cio  che vedi. E  uno slogan che sintetizza alcune idee, che ci stanno a cuore per la nostra comunit®§ e non solo. La festa dell’oratorio 2019 propone di guardare oltre per vedere il cambiamento con occhi diversi, come un’opportunit®§ e non un limite, proponendo di guardare al futuro che si puo  costruire insieme!”.

Si inizia venerdì 24 maggio: ritrovo alle ore 18.45 in piazza San Michele , da cui partir®§ il corteo per raggiungere l’oratorio (via don D. Albertario, 10) dove si terr®§ la cena inaugurale, aperta a tutti. I festeggiamenti si concluderanno lunedì 3 giugno con la cena finale in programma dalle ore 20.30. Per informazioni e  possibile contattare l’organizzazione inviando una e-mail all’indirizzo event@ilneri.it.

COSA TI MANCA PER ESSERE FELICE? Con Simona Atzori

Date: 27 maggio 2019 ore 21.00

Genere: danza e pittura

Costo del biglietto: Intero 20€ – Ridotto 15€

B otteghino : via Calatafimi, 5 – da luned®¨ a venerd®¨ dalle 17.00 alle 19.00 – tel. 0331677961

Prevendite online: http://www.cinemateatromanzoni.it

Erika Montedoro Cinema Teatro Manzoni

Ufficio Stampa Cinema Teatro Manzoni Via Calatafimi, 5 – 21052 Busto Arsizio VA

stampa@cinemateatromanzoni.it http://www.cinemateatromanzoni.it

FESTA DELL’ORATORIO SAN FILIPPO NERI “OLTRE CIÒ CHE VEDI”

PROGRAMMA COMPLETO DELLA MANIFESTAZIONE

Venerdì 24 maggio 2019

19:30 – 21:30 Cena di inizio della festa

21:30 – 23:50 Esibizione Telesuono Band

Sabato 25 maggio 2019

15:00 – 18:00 Laboratorio Ricreo

18:00 – 19:00 Esibizione piccole promesse della societ®§ sportiva Pro Patria Bustese sportiva e

Pro Patria Bustese Twirling

21:30 Arrivo della fiaccola in oratorio

22:00 – 23:50 Esibizione AliBi Band

Domenica 26 maggio 2019

10:30 – 12:00 S. Messa e dedicazione della cappellina a San Filippo Neri

12:30 – 14:00 Pranzo della comunit®§

15:00 – 18:00 Filippaidi

18:30 – 19:30 Spettacolo di giocoleria “Il colore e  divertimento”

19:30 Pre-serata con i bambini della scuola materna S.S. Giuseppe e Paolo

21:30 Serata comica con Enzo Emmanuello

Lunedì 27 maggio 2019

21:00 Spettacolo “Cosa ti manca per essere felice?” con Simona Atzori

(Presso Cinema Teatro Manzoni)

Martedì 28 maggio 2019

20:00 Neri Streetball 3×3

20:30 Torneo di calcio balilla

Mercoledì 29 maggio 2019

19:00 Processione con la Madonna degli scout da Madonna in prato all’oratorio

Giovedì 30 maggio 2019

18:30 Serata per festeggiare l’anno sportivo

21:00 Incontro formativo con A.S.D. Oratorio San Filippo e Parma calcio Academy

Venerdì 31 maggio 2019

18:30 Corsa “Busto di sera”

22:00 Serata Dr. Why

Erika Montedoro Cinema Teatro Manzoni

Ufficio Stampa Cinema Teatro Manzoni Via Calatafimi, 5 – 21052 Busto Arsizio VA

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Sabato 1 giugno 2019

14:30 – 19:00 Calcio Saponato

21:15 Serata Country con Chaltrones

Domenica 2 giugno 2019

10:00 S. Messa

15:00 – 19:00 Pallavolo acquatica

17:30 – 18:30 Spettacolo di magia “Magico Pongo Show”

18:30 Pranzo della comunit®§

19:30 Estrazione Lotteria

21:30 DJset: Full Night, c’e  un tempo per danzare

21:30 Spettacolo pirotecnico

Lunedì 3 giugno 2019

19:30 S. Messa di ringraziamento

20:30 Cena di conclusione della festa

Erika Montedoro Cinema Teatro Manzoni

Ufficio Stampa Cinema Teatro Manzoni Via Calatafimi, 5 – 21052 Busto Arsizio VA

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Categories: Eventi

Niki Lauda, muore una grande leggenda della Formula 1

May 22, 2019 Leave a comment

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Addio ad una grande leggenda della Formula 1. Niki Lauda è morto, all’età di 70 anni,  lasciando un vuoto a tutti gli amanti dell’adrenalina e dei motori.

Ad annunciare la triste notizia la famiglia dell’ex pilota. La leggenda austriaca, fra i più grandi piloti di sempre, era ricoverato in una clinica in Svizzera per problemi ai reni che lo costringevano alla dialisi.

Dall’anno scorso le sue condizioni erano precipitate anche perché dal 1976 i polmoni dell’ex ferrarista risentivano sempre delle conseguenze del terribile incidente sul circuito tedesco del Nürburgring, quando la monoposto con la quale gareggiava prese fuoco e il pilota inalò molto fumo, provocando una parziale bruciatura dei polmoni. L’austriaco rimase gravemente ustionato soprattutto  sul volto, ma era tornato a gareggiare appena 42 giorni dopo l’incidente. Anni dopo ha subito due trapianti di rene.

auda, nato a Vienna il 22 febbraio del 1949 da una famiglia di banchieri che non lo sostenne nella sua passione per i motori, ha vinto i titoli mondiali del 1975, 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren. Era anche a capo del consiglio di sorveglianza del team Mercedes e presidente non esecutivo della scuderia Mercedes AMG F1. Inoltre è il fondatore e il massimo azionista della compagnia aerea Laudamotion. Era definito il “Computer” per la sua capacità di analizzare pregi e difetti di ogni vettura che tuttavia lui guidava – gli piaceva dirlo – “con il sedere”.

Ha corso in 171 Gran Premi vincendone 25, con 24 pole position. E’ stato ingaggiato da March, BRM, Ferrari, Brabham e McLaren.  E’ considerato uno dei migliori piloti della storia.

Fonte: Positano News

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May 15, 2019 Leave a comment
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17 maggio – 15 luglio 2019
Inaugurazione giovedì 16 maggio, ore 18.30

Apre il 16 maggio 2019 al Museo MARCA di Catanzaro la mostra “Emilio Scanavino. Come fuoco nella cenere” che raccoglie, fino al 15 luglio, un significativo nucleo di opere, tutte di grandissimo formato.

Sono stati i generosi spazi del Museo delle Arti di Catanzaro, tra le realtà museali più vivaci dell’Italia meridionale, a indurre i curatori Greta Petese e Federico Sardella, in collaborazione con l’Archivio Scanavino, a selezionare per quest’esposizione i dipinti più imponenti dell’artista.

Il corpus di opere include oltre venti lavorirealizzati a partire dagli Sessanta: oli su tela, su tavola e carte provenienti dalle collezioni italiane più prestigiose, oltre che dalla Collezione Scanavino. Esposta, vi è anche l’opera che dà il titolo alla rassegna, “Come fuoco nella cenere”, presentata per la prima volta nella sala personale dedicata a Scanavino in occasione della XXX Biennale di Venezia, nel 1960, ed ora posta in dialogo con dipinti degli anni subito successivi.

I lavori selezionati propongono uno spaccato lineare sul percorso artistico di Scanavino, offrendo gli esempi più alti di alcune delle sue serie tipiche e coprendo un arco temporale di circa vent’anni, a partire dalla piena maturità, come Alfabeto senza fine del 1974 e I nostri fioridel 1973.

Il fare come necessità e la consapevolezza di un mondo di presenze da evocare attraverso la pittura costituiscono le ispirazioni preminenti dell’opera dell’artista e sono rintracciabili in tutta la sua riflessione esistenziale, estetica ed artistica.

Le opere esposte, infatti, oltre ad essere accomunate dall’imponenza dimensionale, rivelano ulteriormente come quella di Scanavino sia una pittura di evocazione, ricca di presenze.

Come l’artista stesso rileva in una video intervista del 1961, sino ad oggi mai trascritta e trasposta nel catalogo realizzato per l’occasione: “Per me la pittura è condizione. E per condizione intendo il mio modo di vivere, le mie aspirazioni eccetera. [.] Ieri il pittore andava all’aperto, dipingeva col cavalletto e faceva il paesaggio. Direi che oggi son cambiate molte cose e il pittore ha necessità di guardarsi di più dentro, di sentire la vita direttamente, meditando certe emozioni, che non son più, diciamo così, panoramiche, ma sono interiori”. Aggiunge Federico Sardella nel suo saggio: “Lo spazio sembra aprirsi, incontrare ostacoli, punte, grovigli per poi assorbirli, compenetrarli e sommergerli, spostandosi dal pieno al vuoto, dall’indifferenziato al distinto, dall’esterno all’interno. [.] La sua pittura è pura emanazione nella quale presenze materiche, fautrici di presagi, sembrano cela re qualcosa di inviolabile”.

La mostra è accompagnata da un volumebilingue italiano/inglese pubblicato da Silvana Editoriale con saggi di Greta Petese, Federico Sardella e Sara Uboldi, due conversazioni tra Nini Ardemagni Laurini, Greta Petese, Federico Sardella e Antonella Zazzera, la trasposizione di una video intervista a Emilio Scanavino andata in onda nel 1961, e un’ampia selezione di immagini, molte delle quali inedite.

 

a cura di Greta Petese e Federico Sardella
in collaborazione con l’Archivio Scanavino
MARCA Museo delle Arti Catanzaro
17 maggio – 15 luglio 2019
Inaugurazione giovedì 16 maggio, ore 18.30
Via Alessandro Turco 63, 88100 Catanzaro
mart.-dom. h. 9.30/13 – 15.30/20. Chiuso lunedì.
t. 0961.746797 | info@museomarca.com| www.museomarca.info

Categories: Eventi

May You Live In Interesting Times, Biennale di Venezia 58. Esposizione Internazionale d’Arte

May 11, 2019 Leave a comment

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Si è aperta al pubblico sabato 11 maggio 2019 la 58. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo May You Live In Interesting Times, a cura di Ralph Rugoff. La pre-apertura per la stampa e gli addetti ai lavori si è svolta l’8, 9 e 10 maggio; la Cerimonia di premiazione e inaugurazione ha avuto luogo a Ca’ Giustinian, sede della Biennale, sabato 11 maggio.
“Ci siamo spesso interrogati” – ha dichiarato il Presidente Paolo Baratta – “sul ruolo della Biennale e sulle sfide che deve affrontare, consapevoli delle molteplici ambivalenti possibili letture del nostro lavoro (della nostra missione), che si distingue da tanti altri non per quello che si fa (Exhibitions) ma forse per lo spirito con cui lo si fa e per le modalità con cui si opera, modalità che a loro volta devono essere coerenti con quello spirito.
In tempi di grandi cambiamenti è parso a tutti necessario essere attenti all’evoluzione del mondo e del mondo dell’arte. Devo riconoscere che alla guida della Biennale di Venezia siamo agevolati in questo esercizio dall’essere attivi in diversi settori artistici – dal Teatro alla Musica alla Danza al Cinema all’Architettura – non cessano mai gli stimoli, le sfide e le sollecitazioni”.

La mostra si articola tra l’Arsenale (Proposta A) e il Padiglione Centrale (Proposta B) ai Giardini e include 79 partecipanti da tutto il mondo, ciascuno dei quali è presente in entrambe le sedi espositive, con opere diverse che mostrano aspetti diversi della pratica di ciascun artista.
«Molte delle opere esposte affrontano le tematiche contemporanee più preoccupanti – spiega Ralph Rugoff – dall’accelerazione dei cambiamenti climatici alla rinascita dei programmi nazionalisti in tutto il mondo, dall’impatto pervasivo dei social media alla crescente disuguaglianza economica. Tuttavia, dobbiamo partire dal presupposto per cui l’arte è più di una mera documentazione del periodo storico in cui viene realizzata».
«May You Live In Interesting Times mette in evidenza opere la cui forma attira l’attenzione su ciò che la forma stessa nasconde e sui molteplici scopi perseguiti dalle opere. Forse, indirettamente, queste opere possono diventare una sorta di guida per vivere e pensare in ‘tempi interessanti’. Possiamo senza dubbio imparare qualcosa dal modo in cui gli artisti di questa Biennale sfidano le consuetudini del pensiero e ampliano l’interpretazione che diamo a oggetti e immagini, scenari e situazioni decisamente eterogenei».

La mostra è affiancata da 89 Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 4 i paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Ghana, Madagascar, Malesia e Pakistan. Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è a cura di Milovan Farronato.
Completano il panorama espositivo della Biennale Arte 2019 i 21 Eventi collaterali ammessi dal Curatore e promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali, organizzati in numerose sedi della città di Venezia.
• La mostra sarà aperta fino a domenica 24 novembre 2019.

Peter Mayhew, muore l’amato Chewbecca di Star Wars

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L’attore britannico aveva 74 anni. Alto 2,21 metri, ha interpretato il peloso co-pilota di Han Solo in cinque film della saga, dal 1977 al 2015. Il ricordo degli amici e colleghi, da George Lucas “Era l’essere umano più vicino a un Wookiee”, a Mark Hamill “Era il più gentile dei giganti”

È morto, a 74 anni in Texas, Peter Mayhew, l’attore che ha indossato i panni di Chewbecca – o Chewbacca in lingua originale – in cinque film della saga di Star Wars. Chewbe (come veniva affettuosamente chiamato) era il peloso co-pilota di Han Solo, interpretato da Harrison Ford, sin dal primo film del 1977.

Lo ha reso noto la famiglia via Twitter, precisando che il decesso è avvenuto il 30 aprile e che l’attore era circondato dai suoi cari. “La famiglia di Peter Mayhew – si legge nel tweet – con profondo amore e tristezza, si rammarica di condividere la notizia che Peter è scomparso. Ci ha lasciato la sera del 30 aprile con la sua famiglia al suo fianco nella sua casa del Texas settentrionale”.

L’amato Chewbecca, protagonista di Star Wars

Chewbecca è uno dei personaggi più amati della saga: l’enorme essere peloso è un misto tra un orso, un cane e un umano. Nell’universo creato da George Lucas, Chewba è un Wookiee, originario del pianeta arboreo Kashyyyk dove si parla lo Shyriiwook (lingua del popolo degli alberi).

A bordo del Millennium Falcon, Han Solo è l’unico a capire perfettamente i grugniti inarticolati del fedele compagno e copilota. Per i suoni emessi da Chewba, l’inventore degli effetti sonori della saga di Star Wars, Ben Burtt, ha messo insieme i versi di un tricheco e di un orso, ma l’espressività e i gesti di Peter Mayhew sotto l’imponente travestimento (si pensa fatto con i capelli di yak) hanno contribuito al successo del suo personaggio.

Peter Mayhew, il cuore gigante nel costume da Chewbecca

Nato a Londra nel maggio del 1944, Peter Mayhew era alto 2,21 metri, il che gli permise di sbarcare il suo primo ruolo cinematografico nel 1976 nelle riprese di Sinbad e l’occhio della tigre, in cui interpretava un minotauro. L’anno seguente, è stato scelto da Lucas per interpretare Chewbacca nel primo film di Star Wars (Episodio 4 – Una nuova speranza) e ha continuato a recitare nei panni del famoso Wookie fino a Episodio 7 – Il risveglio della Forza (2015), prima di essere sostituito a causa di problemi di salute. Rimase, tuttavia, un “consulente” per consigliare il suo successore nel ruolo di Chewbecca, il giocatore di basket finlandese Joonas Suotamo (2.09 metri). Dopo il ritiro Mayhew, che aveva perso molta mobilità, ha continuato a dedicarsi ai fan della saga e ha partecipato a molti raduni in tutto il mondo.

Amici e colleghi ricordano Peter Mayhew e il suo Chewba

Il primo Chewbecca sarà celebrato il 4 maggio in occasione dello Star Wars Day, ma sui social tra i messaggi di amici e colleghi i fan dedicano un pensiero con decine di foto scattate con Mayhew. “Era il più gentile dei giganti, un uomo alto con un cuore ancora più grande che non mancava mai di farmi sorridere, un amico leale che amavo profondamente” ha scritto Mark Hamill su Twitter. In molti riportano le parole di George Lucas: “Peter era un uomo fantastico. Era l’essere umano più vicino a un Wookiee: grande cuore e animo gentile. Ho imparato a lasciarlo sempre vincere. Era un buon amico e sono triste per la sua scomparsa”. Harrison Ford lo ricorda come “una persona gentile, con una grande dignità e un nobile carattere. Ha portato in Chewbecca questi aspetti della sua personalità, in aggiunta al suo senso dell’umorismo e alla sua grazia. Siamo stati colleghi nei film e amici nella vita per oltre 30 anni e gli volevo bene”.

La produttrice Kathleen Kennedy, che ha lavorato agli ultimi film della saga di Star Wars, da Il risveglio della forza (2015) all’ultimo in arrivo, Star Wars: The Rise of Skywalker, ha scritto: “Dal 1976, l’iconico ritratto di Peter del leale e amabile Chewbecca è stato assolutamente parte del successo del personaggio, e di tutta la saga stessa di Star Wars“. Billy Dee Williams, interprete del personaggio di Lando Calrissian, ha invece scritto sul social: “Era molto più di Chewie per me, il mio cuore è in pena, mi mancherai caro amico mio”. Joonas Soutamo, nuovo interprete di Chewbecca dal 2015, ha pubblicato un’immagine che riprende una sua lettera: “Il caldo benvenuto di Peter quando sono salito a bordo come suo sostituto nel Risveglio della Forzaha significato molto per me. È sempre stato un compito spaventoso studiare il personaggio che lui aveva aiutato a creare, ma fu reso semplice dai suoi consigli e dalla sua gentilezza. Mentre tutto l’universo di Star Wars piange per la terribile perdita i miei pensieri e le mie preghiere vanno a sua moglie Angie, alla sua famiglia e a tutti i fan sui quali ha avuto una grande influenza. State sicuri che la sua eredità continuerà a vivere e lo spirito che ha dato al personaggio quando indossò per la prima volta il costume non sarà mai dimenticato. Riposa in pace amico mio”. Il regista J.J. Abrams lo ricorda come una persona “gentile e paziente, solidale e incoraggoiante”.

Il regista degli Ultimi Jedi, Rian Johnson, ha scritto: “Creare un personaggio amato con calore umano e comicità è il testamento dello spirito di ogni attore. Per farlo sotto mezza tonnellata di peli di yak ci vuole una vera leggenda”. L’attore Alan Tudyk, che ha interpretato il droide K-2SO in Rogue One: A Star Wars Story, ha aggiunto: “Peter Mayhew ha creato uno dei più grandi personaggi dei film di tutti i tempi. Chewbecca era divertente, coraggioso e premuroso. È riuscito a fare tutto ciò senza l’utilizzo della parola, solo versi e lamenti che un fan su cento sa fare molto bene solo quando è ubriaco”.

Fonte: Repubblica