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Archive for September, 2018

Robert Englund, cameo di Freddy Krueger nella sesta stagione di The Goldbergs

September 25, 2018 Leave a comment

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A distanza di 15 anni da Freddy vs. Jason, Robert Englund torna a interpretare Freddy Krueger in un episodio di The Goldbergs

Senza ombra di dubbio Freddy Krueger è uno dei protagonisti dei film horror più celebri della storia del cinema, uno dei “cattivi” per antonomasia, basti pensare che si trova al quaranteimo posto dell’AFI’s 100 Years… 100 Heroes and Villains. Il suo interprete storico è l’attore Robert Englud che nel 2003, quindici anni fa, ha vestito per l’ultima volta i panni di questo personaggio nel film Freddy vs. Jason. Ora Robert Englund si appresta a tornare nei panni proprio di Freddy Krueger, non in un nuovo film della saga Nightmare, ma in una puntata della sesta stagione della sitcom The Goldbergs.  The Goldbergs 6: nel cast anche Robert Englund  La sesta stagione di The Goldbergs farà il proprio debutto televisivo negli Stati Uniti, su ABC, mercoledì 26 settembre. Attraverso un breve video postato sul profilo Twitter ufficiale della serie TV, Wendi McLendon-Covey, ovvero l’attrice che interpreta Beverly Golderber, annuncia la presenza in una puntata della sesta stagione di Freddy Krueger.

Ovviamente quello di Robert Englund sarà solamente un cameo, voluto dai produttori considerato che la serie è ambientata negli anni ’80, quelli in cui sono usciti nei cinema i primi film della serie horror Hightmare. Ecco il tweet con il video annuncio della presenza di Freddy Krueger nella sesta stagione di The Goldbergs.

Freddy Krueger: Robert Englund annuncia il suo erede  A proposito di Freddy Krueger e di Nightmare, da tempo circola la voce che la saga potrebbe tornare nei cinema con nuovi film. A parlarne è stato anche Robert Englund che ha anche scelto il suo erede per il ruolo.  “Ho sentito diversi rumor e non so quanto siano credibili, ma vi è un attore di cui ho sentito parlare come possibile candidato per il ruolo di Freddy Krueger: è Kevin Bacon – aveva dichiarato Robert Englund – non so se gli sia già stata fatta una proposta, ma sarebbe grandioso. E’ in uno dei miei horror preferiti, Echi mortali. Credo che Kevin sa la persona giusta, credo che abbia rispetto per il genere horror”.

Fonte: Popcorn Tv

“Il pane del diavolo” di Valeria Montaldi, Edizione Piemme

September 24, 2018 Leave a comment

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1416, Castello di Fénis. Marion è una cuoca straordinaria. Le sue origini saracene ne hanno forgiato il gusto: le spezie, gli aromi, i condimenti insoliti con cui arricchisce i piatti entusiasmano il palato dei nobili commensali riuniti a banchetto. Talento e inventiva, tuttavia, non bastano a farle ottenere rispetto e considerazione: vessata da Amizon Chiquart, il celebrato maestro di cucina del duca Amedeo di Savoia, è costretta a subire umiliazioni continue, accettate sotto l’amara maschera della deferenza. Sì, perché lei è solo una donna e non potrà mai ambire a un ruolo superiore a quello di sguattera. O almeno così crede Chiquart, sottovalutando la tenacia, il coraggio e la rabbia che animano Marion. E soprattutto ignorando che un’ inutile saracena sappia leggere e scrivere. L’ultima scelta di una donna coraggiosa, la sua vendetta. 2016, Fénis. Il cadavere ritrovato nel bosco è quello di Alice Rey: la gola squarciata, il sangue che intride ancora la neve. L’indagine sul delitto è affidata al maresciallo Randisi del Comando dei carabinieri di Aosta. Da subito, gli indizi convergono sul marito della vittima, Jacques Piccot, chef stellato del ristorante di proprietà della moglie e appassionato collezionista di antichi ricettari. Le indagini sembrano confermare i primi sospetti, ma un secondo omicidio scoperchia un calderone pieno di segreti, rancori e ricatti che coinvolge l’intero ristorante. E a Randisi non resta che scavare a fondo fra presente e passato per scoprire di quanti veleni sia fatto un pane che ha il sapore del diavolo.

Sono passati quasi vent’anni dalla pubblicazione del mio primo romanzo, ma l’entusiasmo che mi animava allora non si è mai spento. La voglia di raccontare e di costruire personaggi è rimasta intatta e ha sempre governato la mia scrittura. Come è accaduto per Il pane del diavolo. La curiosità verso il variegato mondo della cucina mi ha spinto ad approfondirne alcuni aspetti, che si sono rivelati intriganti e, a mio avviso, degni di essere raccontati.

L’arte culinaria del passato, straordinariamente simile alla nostra odierna, e la deferenza tributata agli antichi chef, affine al plauso ottenuto da quelli contemporanei, mi hanno fornito lo spunto per questo nuovo romanzo che, come il precedente, si snoda fra epoche diverse: fumose cucine medievali e asettici ambienti moderni, misteriosi intrighi del passato ed efferati omicidi perpetrati appena ieri. E poi, come d’abitudine, la condizione femminile, argomento che mi è molto caro. Che siano protagoniste o comprimarie, le donne hanno sempre un posto di rilievo nelle mie storie: le vessazioni e la sopraffazione a cui sono sottoposte da secoli, la loro indomita forza di carattere, la volontà di diventare padrone della propria vita percorrono, e continueranno a percorrere, tutte le mie pagine.

  • GenereThriller e gialli
  • Listino:€ 18,90
  • Editore:Piemme
  • Collana:Storica
  • Data uscita:18/09/2018
  • Pagine:336
  • Formato:rilegato
  • Lingua:Italiano
  • EAN:9788856666434

HD 26965b alias Vulcano, esiste il pianeta del signor Spock di Star Trek

September 19, 2018 Leave a comment

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Esiste davvero il pianeta Vulcano, del signor Spock il vulcaniano, nel cui cielo brillano tre stelle ed è proprio dove la saga di Star Trek lo aveva immaginato: ruota intorno alla stella 40 Eridani A, che è distante 16 anni luce dalla Terra. Ha una massa otto volte superiore a quella della Terra e potrebbe sostenere forme di vita, perché si trova nella zona abitabile del sistema, dove le temperature consentono la presenza dell’acqua liquida. Descritto sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è stato scoperto dai ricercatori coordinati dall’astronomo Jian Ge, dell’università della Florida, nell’ambito del programma Dharma Planet Survey.

“Questa stella è visibile a occhio nudo. Chiunque può vederla e indicare la casa di Spock”, rileva Bo Ma, dell’università della Florida. Nella saga di Star Trek il pianeta dei Vulcaniani è stato immaginato proprio intorno alla stella 40 Eridani A, nella costellazione meridionale dell’Eridano, che è coetanea del Sole: ha infatti circa 4 miliardi di anni, e “un suo pianeta avrebbe avuto il tempo di evolvere un essere come Spock” scrisse nel 1991 l’inventore della serie, Gene Roddenberry, in una lettera alla rivista Sky and Telescope.

Nel frattempo, una scoperta del 2016 aveva cominciato a confermare l’intuizione: 40 Eridani A fa parte di un sistema di tre stelle, proprio come il sistema stellare del pianeta dei Vulcaniani. Ora, è stato scoperto che la stella più grande del sistema ha davvero un pianeta. Inizialmente indicato con la sigla HD 26965b, il pianeta non ha potuto che essere chiamato Vulcano.

Fonte: Ansa

“Marina Abramović. The Cleaner”, personale dell’artista presso Palazzo Strozzi di Firenze

September 14, 2018 Leave a comment
Marina Abramović. The Cleaner
ORGANIZZATA DA: Fondazione Palazzo Strozzi
A CURA DI: Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi, Lena Essling, Moderna Museet, con Tine Colstrup, Louisiana Museum of Modern Art, e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle Bonn

Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 Palazzo Strozzi ospita una grande mostra dedicata a Marina Abramović, una delle personalità più celebri e controverse dell’arte contemporanea, che con le sue opere ha rivoluzionato l’idea di performance mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione.

L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva che riunirà oltre 100 opere offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera, dagli anni Settanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance attraverso un gruppo di performer specificatamente formati e selezionati in occasione della mostra.

L’esposizione nasce dalla collaborazione diretta con l’artista nella volontà di proseguire – dopo Ai Weiwei e Bill Viola – la serie di mostre che hanno portato a esporre a Palazzo Strozzi i maggiori rappresentanti dell’arte contemporanea. Il palazzo verrà nuovamente utilizzato come luogo espositivo unitario, permettendo a Marina Abramović di confrontarsi per la prima volta con un’architettura rinascimentale e in cui verrà sottolineato lo stretto rapporto che ha avuto e continua ad avere con l’Italia.

Sabato 22 settembre alle ore 15.30 l’artista sarà protagonista dello speciale appuntamento già SOLD OUT organizzato dalla Fondazione Palazzo Strozzi presso il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. In conversazione con Arturo Galansino, curatore della mostra e direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, l’artista affronterà alcuni temi del suo percorso esistenziale e creativo, ripercorrendo le tappe della sua carriera dagli esordi in Serbia alle ultime grandi performance in tutto il mondo.

La mostra è organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, prodotta da Moderna Museet, Stoccolma in collaborazione con Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk e Bundeskunsthalle, Bonn.
A cura di Arturo Galansino, Fondazione Palazzo Strozzi, Lena Essling, Moderna Museet, con Tine Colstrup, Louisiana Museum of Modern Art, e Susanne Kleine, Bundeskunsthalle Bonn.

“Sarah Moon. Time at Work”, personale presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

September 13, 2018 Leave a comment

Sarah Moon. Time at Work audrey_1998

Sarah Moon Time at Work

Sarah Moon sarà presente all’inaugurazione della mostra

Inaugurazione

Martedì18 settembre 2018 Ore 18.00 – 21.00

In mostra

19 settembre – 6 gennaio 2019 Tutti i giorni, 10.30 – 19.30 Mercoledì e giovedì, 10.30 – 21.00

Sabato, domenica e festivi Ingresso 5 € Ridotto 3 € (6-26 anni) Ingresso libero da lunedì a venerdì

 

Milano rende omaggio a Sarah Moon, artista e fotografa che abita i territori dell’arte e dellafotografia, con due mostre che avranno luogo presso la Fondazione Sozzani e Armani/Silos.

La Fondazione Sozzani con la mostra “Sarah Moon. Time at Work” mette in evidenza il percorsoartistico dell’artista, dal 1995 al 2018. Circa novanta opere, accompagnate da uno storico film documentario di Sarah Moon su Lillian Bassman (“There is something about Lillian”, 2001) e dal cortometraggio “Contacts” (1995), saranno esposte negli spazi della Galleria Carla Sozzani.

In parallelo, Armani/Silos espone “From one season to another”, una raccolta di oltre 170 opere –a colori e in bianco e nero – che offre uno sguardo trasversale sul lavoro di Sarah Moon, accostando opere inedite e meno conosciute alle sue evocative immagini di moda.

Artista francese tra le maggiori fotografe contemporanee, Sarah Moon da molti anni indaga la bellezza e lo scorrere del tempo con un linguaggio proprio e inconfondibile, con cui ha saputo leggere un mondo onirico, in equilibrio tra fiaba e fantasia.

Scrive Sarah Moon: “Time at Work. Questa è la storia del tempo che passa e cancella. Qui e ora, la storia che racconto non è completamente mia, è la storia di queste fotografie prima che scompaiano. È il tempo al lavoro. Per caso ho ritrovato queste immagini in positivo da polaroid che non ho terminato; alcune erano inaspettate, altre solo rovinate, molte sbiadite poco a poco. Le ho raccolte e unite con alcuni lavori recenti.”

Con le sue visioni, in una forma volutamente evanescente, l’artista evoca momenti, sensazioni e coincidenze provenienti da una realtà immaginaria, filtrata dal ricordo e dall’inconscio.

Le sue fotografie sono così misteriose, così cariche di tensione drammatica e tuttavia riservate, rappresentano un intero mondo visto attraverso uno spiraglio luminoso.

Fondazione Sozzani
Sarah Moon. Time at Work.
Dal 19 settembre 2018 al 6 gennaio 2019

Sarah Moon ha iniziato la sua carriera come fotografa di moda nel 1970 e dal 1985 ha continuato a sviluppare un percorso artistico più intimo e personale. Le sue foto sono apparse su molte riviste e sono state oggetto di numerosi libri fotografici, tra cui “Now and then”, “Coïncidences”, “Circuss”, “L’Effraie”,“Le Fil Rouge”, “La Sirène d’Auderville” e “Le petit Chaperon Noir”.

Nel 2008 il libro “1.2.3.4.5” ha ricevuto il Prix Nadar.

Nel 2015 una sua ampia retrospettiva “Now and Then” è stata presentata alla Deichtorhallen Hamburg.
Nel 2003 una grande mostra personale è stata alla Maison Européenne de la Photographie, in tour a Mosca, Shanghai e Pechino, al Kyoto Museum of Contemporary Art (2002) e al Royal College of Art di Londra (2008).

A partire dal 1982, l’opera di Sarah Moon è stata presentata in numerose istituzioni pubbliche e private, come: Galerie Delpire (Parigi), Centre National de la Photographie (Parigi), Galerie Camera Obscura (Parigi),Maison Européenne de la Photographie (Parigi), Rencontres Internationales de la Photographie d’Arles, Muséum National d’Histoires Naturelles (Parigi), Festival International de la Mode et de la Photographie(Hyères), Hôtel des Arts de Toulon, L’Isle sur la Sorgue, Le Botanique (Bruxelles), Michael Hoppen Gallery(Londra), Royal College of Art (Londra), Fotografia Europea (Reggio Emilia), Galleria Carla Sozzani (Milano), Palazzo Fortuny (Venezia), Palazzetto Eucherio Sanvitale, Parma, Deichtorhallen (Amburgo), Fotografie Forum (Francoforte), Camera Work (Berlino), Maison de la Photographie (Mosca), Foto Art Festival (Bieslsko-Biala, Polonia), Fotografiska (Stockholm, Suède), ICP, The International Center of Photography (New York), Howard Greenberg Gallery (New York), Koch Gallery (San Francisco), Weinstein Gallery (Minneapolis), Fotogaleria del Teatro San Martin (Buenos Aires), Navio Museum of Art (Osaka), Kahitsukan Museum (Kyoto), Akio Nagasawa Gallerie (Tokyo), Musée des Beaux Arts de Shanghaï, Musée National de Pekin (Beijing), Seoul Arts Center (Seoul).

Sarah Moon ha diretto numerosi video e film, tra cui il lungometraggio “Le montreur d’images”, “Mississippi One”, e film storici su fotografia e fotografi su “Henri Cartier-Bresson” e “Lillian Bassman”. Ha lavorato a cinque cortometraggi ispirati ai racconti di Hans Christian Andersen e Charles Perrault, tra cui: “Circuss”,“L’Effraie”, “Le Fil Rouge”, “La Sirène d’Auderville” e “Le petit Chaperon Noir”.

Tra i numerosi premi e i riconoscimenti, il premio DADA a New York nel 1972; il leone d’argento per i filmpubblicitari nel 1989 a Cannes; il premio libri per l’infanzia a Bologna con “Le petit Chaperon rouge” nel1986; il Leone d’oro per i film pubblicitari a Cannes con Cacharel; il Grand Prix de la Société allemande de photographie, GMBPH, Berlino e il Prix Nadar a Parigi nel 2008; Grand Prix de la Photographie, Parigi nel 2005.

Fondazione Sozzani

La Fondazione Sozzani è un’istituzione culturale costituita a Milano da Carla Sozzani nel 2016
per la promozione della fotografia, della cultura, della moda e delle arti. La Fondazione ha assunto il patronato della Galleria Carla Sozzani e intende proseguire il percorso dell’importante funzione pubblicache la galleria svolge da 28 anni.

Valeria Montaldi

September 3, 2018 Leave a comment

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È nata a Milano, dove ha seguito gli studi classici e si è laureata in Storia della Critica d’Arte. Dopo una ventina d’anni di giornalismo dedicato a luoghi e personaggi dell’arte e del costume milanese, nel 2001 ha esordito nella narrativa con Il mercante di lana (Premio Città di Cuneo, Premio Frignano, Premio Roma), a cui sono seguiti Il signore del falco, Il monaco inglese (finalisti Premio Bancarella), Il manoscritto dell’imperatore (Premio Rhegium Julii), La ribelle (Premio Città di Penne, Premio Lamerica, Prix Fulbert de Chartres), La prigioniera del silenzio.
I suoi romanzi sono pubblicati in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Grecia, Serbia, Ungheria, Brasile.

 

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