Home > Obituario > Laura Biagiotti, muore la signora della moda

Laura Biagiotti, muore la signora della moda

Laura Biaggiotti
La stilista aveva 73 anni. Èra stata ricoverata mercoledì sera al S.Andrea in seguito a un arresto cardiaco. Nel 2015 aveva festeggiato 50 anni di attività: sabato i funerali. È stata definita dal «New York Times» la «regina del cashmere». Ha sfilato a Pechino e a Mosca prima degli altri brand

Nella notte, in seguito a un nuovo arresto cardiocircolatorio, la stilista Laura Biagiotti è morta dopo due giorni di agonia all’ospedale Sant’Andrea di Roma, che ne ha certificato il decesso alle 2,47 di venerdì. A differenza di quanto annunciato in un primo momento, non sarà allestita alcuna camera ardente nella sua residenza di Guidonia, metre i funerali si terranno sabato alle 11 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, a piazza della Repubblica. Già poche ore dopo l’arrivo in ospedale i medici avevano hanno dovuto avviare le procedure per l’accertamento della morte cerebrale. La designer, 73 anni, mercoledì sera era stata colta da un malore improvviso nel suo castello alle porte di Roma e ricoverata in condizioni disperate all’ospedale Sant’Andrea.

Il comunicato

Biagiotti era stata ricoverata martedì alle 21.30: un’ambulanza l’aveva trasportata in ospedale dalla sua residenza di Guidonia, vicino a Roma, il Castello dell’ XI secolo «Marco Simone». Il Sant’Andrea, in un comunicato, aveva ricostruito quanto accaduto: «Le manovre rianimatorie, avviate già prima che la paziente giungesse in ospedale, e poi ripetute più volte al pronto soccorso, hanno consentito la ripresa dell’attività cardiaca, ma il quadro clinico e gli accertamenti effettuati attestano un grave danno cerebrale di tipo anossico – si leggeva – La signora Biagiotti è ricoverata in terapia Intensiva in condizioni gravissime e stanno per essere avviate le procedure per l’accertamento strumentale della condizione di morte cerebrale». Poi, alle 2.47 di venerdì, un nuovo arresto cardiocircolatorio e la morte. La figlia Lavinia Biagiotti Cigna ha lasciato Londra, dove si trovava per lavoro, ed è rientrata urgentemente nella Capitale.

Visse d’arte, archeologa per formazione di studi e stilista per le avventure della vita che — spiegava sorridendo — è sempre capace di sorprenderci, collezionista d’arte futurista di importanza mondiale grazie al gusto infallibile più che ai budget illimitati da hedge fund asiatico, donna coltissima che ai backstage delle sfilate e all’uscita finale in passerella preferiva la compagnia dei diecimila libri della sua biblioteca e dei suoi adorati cani, tutti trovatelli: Laura Biagiotti, scomparsa improvvisamente per un attacco cardiocircolatorio a soli 73 anni, è stata sì «la regina del cashmere» (New York Times) ma soprattutto una dei pionieri della moda italiana, romana cosmopolita che sfilò in Cina quando i marchi giganteschi della moda globalizzata di oggi non esistevano o magari erano valigerie di lusso, in Russia quando gli stilisti superstar di oggi facevano ancora gli assistenti o magari erano ancora alle scuole superiori.

Mezzo secolo di attività

La designer romana, nota anche come la «Regina del cachemire», aveva da poco festeggiato i 50 anni di attività. Intensa, ininterrotta e, per un bel tratto di strada, alla guida di un’azienda tutta al femminile, prima con la mamma Delia e poi, dopo la prematura scomparsa, nel 1996, del marito Gianni Cigna, a fianco della figlia Lavinia, dal 2005 vicepresidente del gruppo.

Gli esordi nell’atelier della madre

Era il 1965 quando Laura, che da giovanissima aveva lavorato nell’atelier della madre, creatrice delle prime divise delle hostess Alitalia, fonda una società per acquisire produzione e distribuzione di grandi firme dell’alta moda romana: Schuberth, Capucci, Litrico, Barocco. Nel 1972 esce la prima collezione «Laura Biagiotti» e dalle sartorie di via Veneto e della Dolce Vita, la stilista, non ancora trentenne, conquista le passerelle del pret-à-porter milanese insieme a Krizia, Missoni, Walter Albini . Negli anni Ottanta sarà la prima a sfilare nella Cina comunista. E meno di dieci anni dopo, nel 1995, le si aprono le porte del Teatro del Cremlino a Mosca.

Gli abiti morbidi e i profumi

Figlia di Delia Soldaini Biagiotti, che aveva una bella sartoria romana, prese il business di famiglia e lo trasformò in un’impresa globale, un’azienda di donne fondata da sua madre diretta da lei e, dal 2005, in collaborazione con l’amatissima figlia Lavinia: in un mondo spesso cattivello come quello della moda di lei si sentiva dire soltanto una cosa, anzi due: che era «una signora» oppure «una gran signora». Incapace di vantarsi d’aver conosciuto l’ultimo imperatore della Cina anni prima del film di Bertolucci che trionfò all’Oscar, allergica al trionfalismo – e al vantarsi di qualcosa d’importante – anche quando la Repubblica Italiana la onorò, giustamente, con un francobollo. La moda ricorderà decenni di sfilate di abiti che la signora Biagiotti voleva morbidi come una carezza per coccolare un po’ le donne, che in un mondo così complicato ne hanno bisogno, il beauty ricorderà profumi di gran successo sempre dedicati a Roma la sua città (ma amava Milano, dove sfilava, dell’amore sincero dei romani laboriosi che riconoscono come sia una grande vetrina internazionale per il business e la città ideale per lavorare).

La passione per l’arte futurista

A Milano prestò, con la generosità di sempre, una delle cose più belle dell’Expo 2015, il grande quadro del «Genio Futurista» di Giacomo Balla, gloriosa esplosione di schegge del nostro tricolore che incantò milioni di visitatori: perché di Balla, Laura Biagiotti fu collezionista privata di riferimento, sempre disposta a mandare per il mondo opere alle mostre sul Futurismo da New York a Tokyo che ne facevano richiesta. Collezionista guidata dal gusto e, ancora una volta, dalle vicende della vita: «Una visita casuale in una galleria romana. Una piccola mostra nel 1986 – spiegò a la Lettura del Corriere della Sera – Mi piacque davvero tanto, uscimmo e mio marito mi disse comprali se ti sono piaciuti tanto. Così cominciò tutto, con una decina di pezzi minori».

Fonte: Corriere Della Sera

Advertisements
Categories: Obituario Tags:
  1. No comments yet.
  1. No trackbacks yet.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: