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“The Devil”, atlante illustrato del lato oscuro di Demetrio Paparoni, 24 ORE Cultura

April 3, 2017 Leave a comment

The Devil. Atlante illustrato del lato oscuro a cura di Demetrio Paparoni

The Devil. Atlante illustrato del lato oscuro a cura di Demetrio Paparoni

Il male è una componente dinamica della vita. La sua presenza nell’arte, come personificazione o come emanazione, rivela anche la struttura essenzialmente polare del pensiero umano.
Con una ricchissima storia per immagini dedicata alla storia, alla simbologia e alle manifestazioni del diavolo nell’immaginario collettivo di ieri e di oggi, Demetrio Paparoni analizza la rappresentazione del demonio e delle manifestazioni del maligno nelle arti d’Occidente e d’Oriente, di ieri e di oggi: da Giotto a Picasso, da Pollock a Serrano, dai tarocchi ai videogiochi.

Nell’Atlante, con un linguaggio chiaro e accattivante Paparoni introduce la figura del diavolo attraverso capolavori della storia dell’arte, incisioni, manifesti, tarocchi, cover di dischi, film, fumetti, oggetti di moda e design, e altre curiosità sul mondo dei demoni, dell’occulto e della stregoneria.

Scrive Paparoni: «La capacità di creare conflitti è insita nell’etimologia della parola “diavolo”, dal greco “dia-ballein”, che significa “separare”. Il diavolo è colui che separa l’uomo dalla compiutezza cui aspira… Che si creda o no alla sua esistenza, rimane il fatto che, continuando a rappresentare nella maggior parte dei casi la perfidia e l’inganno, la flebile fiamma del diavolo, nella sua narrazione originaria, ci ricorda che per giungere alla pienezza del sé l’individuo deve fare i conti con le negatività che si nascondono nel proprio inconscio».

Una selezione di fotografie tratte dal libro sulla figura del diavolo di Wang Guangyi, Guido Harari, Tony Oursler, Andres Serrano, Paul Solberg e Morten Viksum a cura di Demetrio

Demetrio Paparoni (Siracusa, 1954), critico, saggista e curatore, fra i più attenti osservatori dell’arte contemporanea, ha fondato la rivista d’arte contemporanea Tema Celeste nel 1983. Ha insegnato Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea alla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Catania dal 1996 al 2008. Ha curato numerose mostre tra cui Anish Kapoor e Tony Oursler con Gianni Mercurio (2011) e le monografie di Jonathan Lasker (2002); Chuck Close (2002); Wang Guangyi (2013). Tra i saggi recenti: Eretica, Skira, 2006; Il corpo vedente dell’arte, Castelvecchi, 1997; Il corpo parlante dell’arte, 1997; L’arte contemporanea e il suo metodo, Neri Pozza, 2005; Il bello, il buono e il cattivo /Come la politica ha condizionato l’arte negli ultimi cento anni, Ponte alle Grazie, 2014; Cristo e l’impronta dell’arte, Skira, 2015; The Devil, 24 Ore Cultura, 2017.

The Devil. Atlante illustrato del lato oscuro.

Da Giotto a Picasso, da Pollock a Serrano, dai tarocchi ai videogiochi a cura di Demetrio Paparoni
Cartonato 16,5×24 cm, 384 pagine, 400 illustrazioni
Pubblicato da 24 ORE Cultura 35,00 €

“Come mi vesto oggi?”, nuovo libro di Ines de la Fressange e Sophie Gachet, L’ippocampo Edizioni

April 3, 2017 1 comment

Come mi vesto oggi?, nuovo libro di Ines de la Fressange

Come mi vesto oggi?
Book signing con Ines de la Fressange

Ines de la Fressange firma il suo nuovo libro Come mi vesto oggi?, pubblicato da L’ippocampo Edizioni, Giovedì 23 marzo 2017 alla libreria Galleria Carla Sozzani dalle ore 16.00 alle ore18.00.

Esce anche in Italia l’atteso nuovo libro di Ines de la Fressange e Sophie Gachet. Una guida per tutte coloro che vedono nei consigli di Ines il miglior alleato della donna contemporanea. In banca, al lavoro, a cena con l’ex, o semplicemente per stare bene con sé stesse, sempre libere di poter contare su un guardaroba, dal quale, partendo da pochi indumenti base, Ines riesce a estrarre 50 favolosi look per 50 occasioni.

Basta possedere già pochi ma irrinunciabili “ingredienti” e seguire le “ricette”, i consigli, su come trasgredirle e adattarle meglio a noi. Un cilindro magico, quello di Ines e della giornalista Sophie Gachet, pressoché inesauribile di risorse. Come mi vesto oggi? Il look-book della Parigina conserva lo stile frizzante e ironico a cui l’autrice ci ha abituato con la sua scrittura.

Questa guida, sorta di calendario perpetuo, risponde a tutte le domande su come essere stilose senza troppa fatica. Per avere classe bastano una camicia bianca e un paio di pantaloni neri. La classe della Parigina, ovviamente.

Ines de Seignard de la Fressange è nata l’11 agosto 1957 da una delle più antiche famiglie aristocratiche francesi. All’età di 17 anni Ines intraprende la carriera di modella e rapidamente rientra nella categoria delle indossatrici più talentuose e celebri al mondo, sfilando sulle passerelle internazionali per conto di grandi firme come Christian Dior, Jean-Paul Gaultier e Christian Lacroix, fino a diventare nel 1983, grazie a Karl Lagerfeld, musa e ambasciatrice della maison Chanel. Oggi, oltre che modella, Ines de la Fressange è donna d’affari, direttore artistico di una maison propria, testimonial per importanti brand come Roger Vivier e L’Oréal, giornalista e scrittrice.

L’IPPOCAMPO EDIZIONI ufficiostampa@ippocampoedizioni.it

Come mi vesto oggi?
Il look book della Parigina
Ines de la Fressange e Sophie Gachet L’ippocampo Edizioni
160 pagine, 150 ill, 17,5 x 26 cm
€ 25,00

Kris Ruhs

April 3, 2017 Leave a comment

Kris Ruhs

Kris Ruhs

1952 – Nasce a New York (USA) da genitori di origine tedesca

1972 -1975 Frequenta la School of Visual Arts, New York.

1972 -1996. Lavora a New York.

1996- ad oggi. Lavora tra Milano e Parigi.

Kris Ruhs frequenta la School of Visual Arts a New York e inizia le sue esplorazioni artistiche negli anni Settanta, quando nelle arti visive si tendeva a tornare alle basi creative nelle diverse tecniche espressive dando la stessa attenzione tanto al processo creativo in azione quanto alle opere finite.

In questi anni supera velocemente carta e pittura come mezzo espressivo e realizza una prima serie di sculture ispirate da legname scartato nelle vie vicino al suo studio a sud di Broadway. Scarti materici dalle forme e misure sempre diverse diventano i suoi materiali preferiti. Il legno vecchio viene segato, piallato, dipinto e bruciato per dare una nuova superficie e una nuova forma che implicano una profondità e un peso metaforici.

Anche se ancora riconoscibile come legno, queste prime “scatole” riflettono i nuovi processi a cui sono sottoposte. Le scatole degli anni Ottanta prefigurano il modello germinale delle opere successive e della relazione dell’artista con nuovi materiali: dalla corda, al ferro, dalle ceramiche al vetro, dall’acciaio corten alla luce.

Mentre vive a New York alla fine degli anni Settanta, l’amicizia di Ruhs con il leggendario designer di gioielli Robert Lee Morris di Art Wear lo porta ad esplorare un suo personale concetto di arte da indossare.

Negli anni Ruhs ha costituito un consistente corpus di gioielli dove ogni lavoro viene martellato, modellato e assemblato in un modo che rievoca le sue grandi sculture.

La sua forte capacità di estrapolare il potenziale espressivo da una struttura, dai materiali  e dai colori gli permette di superare i consueti confini tridimensionali della scultura e bidimensionali della pittura: dalla superficie di una carta, di un legno e di una tela,  al sottile confine che oscilla tra l’astrazione e la rappresentazione.

Questa continua ricerca del processo e della sua espressione lo porta a soluzioni estetiche differenti, con cui Ruhs continua a confrontarsi. La luce in movimento – in processo – e la luce ferma sulla superficie inerte di un’opera rivelano un nuovo livello del processo creativo nel tempo. Materia e luce si possono muovere o rimanere in stato di riposo. Il loro processo di crescita e dissoluzione viene fermato o guidato dall’artista come un compagno che rivela il loro processo interno, non il proprio.

Il dialogo serrato tra l’artista e i suoi materiali permette a Ruhs di utilizzare qualunque cosa come materia e di adattare ogni genere di tecnica al proprio processo creativo.

Il risultato del suo fare arte fa si che la disciplina formale e la padronanza tecnica si riflettano in quel misterioso processo spazio-temporale che agisce sulle cose e che Kris Ruhs rivela in ogni elemento della sua opera.

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“Liquid Walls – Broken Forest”, personale dell’artista Kris Ruhs presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

April 3, 2017 Leave a comment

KRIS RUHS

Liquid Walls Broken Forest

Inaugurazione

Lunedì 3 aprile 2017, ore 19.00

In mostra da sabato 1° aprile a lunedì 1° maggio 2017 tutti i giorni, 10.30– 19.30
mercoledì, giovedì 10.30 – 21.00

Aperture speciali – Salone del Mobile 2017

4 – 9 aprile 2017 cocktails 19.00 – 21.00

Galleria Carla Sozzani

Liquid Walls – Broken Forest, inaugura alla Galleria Carla Sozzani lunedì 3 aprile 2017 alle ore 19.00, alla presenza dell’artista.

In linea con le precedenti installazioni ambientali di Ruhs, le pareti liquide sperimentano qui un nuovo ambiente luminoso riflesso in cui la luce, di solito una parte inconscia del nostro mondo di tutti i giorni, assume un ruolo di primo piano come “oggetto” nello spazio creato.

La sala è stata costruita appositamente per la Galleria. Si entra in un rettangolo alterato di tre metri per quattro interamente ricoperto da lastre di vetro intensamente lavorate. Lavorare i materiali in modo aggressivo con tecniche innovative è da sempre una caratteristica distintiva del lavoro di questo artista. Qui, attraverso l’introduzione di inchiostro sulle superfici complesse delle pareti di vetro, Ruhs crea una serie di ostacoli visivi, quasi delle forme organiche che rendono la luce che filtra attraverso il vetro una componente attiva, piuttosto che un elemento passivo della nostra esperienza.

È l’effetto di entrare e immergersi in una foresta di frammenti rotti. Questa è la luce che si prova nelle immersioni subacquee e attraverso cui non si riesce a passare. Lo spazio include lo spettatore nell’opera, come se lui stesso fosse una flora esotica in mostra.

Al centro di questo ambiente luminoso in cui ci troviamo, c’è una piccola scatola rettangolare, un altro degli elementi totemici di Ruhs. Qui le sculture richiamano l’ area liminale dei nostri sogni, le fantasie subacquee che non hanno nome e che tuttavia riconosciamo subito con il cuore.

biografia

Artista, scultore, e designer, Kris Ruhs è nato nel 1952 a New York, ha studiato alla School of Visual Arts, con diverse mostre personali a New York e Los Angeles all’inizio della sua carriera, prima di trasferirsi in Italia, nel 1996. Installazioni su ampia scala, come “Falling to Earth” al Wapping Hydraulic Station di Londra (2012), e “Hanging Garden” alla Galleria Azzedine Alaïa di Parigi (2016) sono una piccola parte della sua opera.

Inaugurazione: lunedì 3 aprile 2017, ore 19.00

In mostra dal 4 aprile al 1°maggio 2017
Orari: tutti i giorni, ore 10.30 – 19.30; mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00

Orari speciali Design Week: 4 – 9 aprile 2017, ore 19.00 – 21.00

Read more at http://www.mymi.it/liquid-walls-broken-forest/#dQzsiY5eijRRQXFS.99

Pierre Cardin

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Pierre Cardin

Pierre Cardin

(1922, Italia/Francia)

Nel 1945 si trasferisce a Parigi dove lavora prima per Paquin poi per Schiaparelli. Conosce Jean Cocteau e Christian Berard, con i quali realizza diversi costumi e maschere per film come “La Bella e la Bestia”. Nel 1946  lavora per Christian Dior che ha appena aperto il suo atelier e nel 1950 fonda il proprio atelier dove crea principalmente  costumi e maschere per il teatro. Tre anni dopo presenta la sua prima collezione. Nel 1954 i suoi vestiti “bulles” trionfano in tutto il mondo. Inaugura la prima boutique “Eve” a Parigi. Nel 1957 inaugura la seconda boutique “Adam” dedicata all’abbigliamento maschile. È nominato Professore Ordinario alla scuola di stilismo di Bunka  Fukusou, Giappone. Nel 1958 riceve a Boston il premio dei “giovani stilisti”. Presenta nel 1959 la prima collezione di prêt-à-porter femminile nel grande magazzino parigino “Au Printemps” e, l’anno seguente, la prima collezione maschile. Nel 1970 apre a Parigi l’ “Espace Pierre Cardin” che comprende un teatro, un ristorante, una galleria d’arte e uno studio di creazione di arredamento. Nel 1977, riceve il premio “d’or” dell’Alta Moda francese destinato alla collezione più creativa della stagione. Presenta la prima linea di mobili: sculture Utilitaires. Apre la Boutique Maxim a Parigi. Nel 1979 Pierre Cardin riceve per la seconda volta il premio dell’Alta Moda francese “Dé D’or”. Presenta le collezioni uomo e donna a Pechino e Shanghai. A New York nel 1980 celebra i suoi trent’anni di attività al Metropolitan Museum e inaugura la sua sede nella 57ma Strada. Nel 1981 rileva il famoso ristorante Maxim’s in rue Royal a Parigi. Al Grand Palais presenta la retrospettiva sui 30 anni di carriera e, l’anno seguente, in Giappone. Riceve il suo terzo “Dé d’or” dell’Alta Moda Francese. Nel 1983 riceve la Légion d’Honneur. Inaugura un ristorante Maxim’s a Pechino e a Rio de Janeiro. È nominato “Commandeur de l’ordre du Mérite” dal Presidente della Repubblica francese nel 1985. Riceve l’Oscar della Moda all’Opéra di Parigi. Nel 1986 firma di un contratto con l’Urss per la fabbricazione in loco del prêt-à-porter uomo, donna e bambino e per l’apertura di uno show room di 10.000 m². Nel 1988 è nominato Grande Ufficiale del merito della Repubblica italiana. Nel 1990 al Victoria & Albert Museum di Londra espone la retrospettiva sui quarant’anni di moda femminile e trent’anni di moda maschile. È promosso al grado di “Officier” della Légion d’Honneur nel 1991. Riceve il premio dell’Ordine del Sacro Tesoro e la Stella d’oro e d’argento, la maggiore onorificenza del governo giapponese. Nel 1992 è eletto membro dell’Accademia delle Belle Arti. Nel 1994 è organizzata una sua retrospettiva a San Paolo, Brasile. Nel 1995 inaugura la prima boutique Pierre Cardin a San Pietroburgo. Due anni dopo è elevato al grado di Commendatore della Légion d’Honneur. All’Espace Pierre Cardin viene inaugurata una retrospettiva sui cinquant’anni di carriera. Presenta nel 2000 di una retrospettiva a Shangai e Pechino e nel 2002, a Los Angeles e Tokio, nel 2003, a Firenze. Nel 2009 viene nominato Goodwill Ambassador of the Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO).

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“Pierre Cardin. Les Sculptures Utilitaires”, personale del grande maestro presso Galleria Carla Sozzani di Milano

April 3, 2017 Leave a comment

Pierre Cardin. Les Sculptures Utilitaires

Pierre Cardin sarà presente all’inaugurazione della mostra

Inaugurazione lunedì 3 aprile 2017 dalle ore 18.00 alle ore 22.00

In mostra da martedì 4 aprile a lunedì 1° maggio 2017 Tutti i giorni, 10.30 – 19.30
Mercoledi e giovedì, 10.30 – 21.00

Aperture speciali – Salone del Mobile 2017

3 – 9 aprile 2017 cocktails 19.00 – 21.00

Galleria Carla Sozzani

Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080 press@galleriacarlasozzani.org http://www.galleriacarlasozzani.org

“I miei mobili sono sculture. Mi piace lavorare come uno scultore, è la mia vita, la mia passione, la mia felicità e la mia gioia. La ragione del mio lavoro.” Pierre Cardin

In occasione del Salone del Mobile 2017, la Galleria Carla Sozzani presenta Pierre Cardin. Les Sculptures Utilitaires.
La mostra rende omaggio a Pierre Cardin, straordinario precursore di forme e idee attraverso i progetti di design che negli anni Settanta hanno definito la visione del grande couturier.

Le “Sculptures Utilitaires” sono arredi e luci in cui Pierre Cardin, lo scultore della moda, traduce le sue figure geometriche, i tagli simmetrici, le curve, nell’arredo quotidiano. «Ragiono come uno scultore, creo una forma. È un procedimento per cui ciò che conta è la creazione di una linea che non c’era prima. E che è destinata a durare».

Da questo percorso nascono forme futuristiche che conciliano le tecniche della lacca tradizionale e dell’ebanisteria con le geometrie elementari. L’intuizione innovativa di Pierre Cardin diventa struttura e componente estetica.

Dice Pierre Cardin: «Volevo dar forma a mobili come a sculture da poter guardare da diverse angolazioni come i corpi che vesto».

Mobili spaziali, lampade lunari, oggetti funzionali come armadi, cassettiere, scaffali, sono progettati da più prospettive e la loro funzionalità viene quasi nascosta dalla superficie laccata.

Con le parole di Maurice Rheims de l’Académie française «Una vera evoluzione si verifica nel design di Pierre Cardin, là dove l’idea di un mobile dà luogo a un’immagine scolpita. Di rado nelle arti decorative abbiamo potuto percepire come l’artigiano fosse toccato dalla grazia».

Pierre Cardin, 1922, di origine italiana e di formazione francese, è stato il primo designer
a creare il prêt-à-porter nel 1959 sfilando dai grandi magazzini Printemps; il primo a creare la collezione moda per l’uomo nel 1960; il primo ad andare in Giappone, in Cina e in Russia aprendo boutiques; il primo ad applicare le licenze nella distribuzione di prodotti che non fossero solo abbigliamento, il primo ad allestire mostre e il primo a vestire ogni ambito del vivere, dagli occhiali ai ristoranti, dalle navi agli aerei.

Profondamente attratto dal mondo del teatro e del cinema, Cardin ha lavorato con Jean Cocteau e Jeanne Moreau, fino ad aprire nel 1970 a Parigi, l’Espace Pierre Cardin, dedicato
al teatro, al cinema e alla danza, e a fondare nel 2000 il Festival Château Lacoste in Provenza.

Nel 2006 ha disegnato le coreografie di Marco Polo per l’Opera di Pechino. Nel giugno 2016 Pierre Cardin ha prodotto Dorian Gray al Teatro La Fenice di Venezia e ha disegnato i costumi. Nel novembre dello stesso anno ha luogo la sfilata Pierre Cardin per settanta anni di Design all’Institut de France a Parigi. Nella primavera 2017 presenterà il libro «Seventy Years

of Design» di Jean-Pascal Hesse, Assouline editore.

Tra i molteplici riconoscimenti, i tre Gold Thimbles dalla Haute-Couture di Francia nel 1977, 1979, 1982; la Legione d’onore nel 1982, la nomina ad Ambasciatore Onorario dall’Unesco nel 1991 e a Membro dell’Académie des Beaux Arts nel 1992, Goodwill Ambassador FAO nel 2009, il Legend Award della città di New York nel 2010, il Leone d’Oro della Regione Veneto nel 2012, l’ Ordine dell’Amicizia della Federazione Russa nel 2014.

Galleria Carla Sozzani

corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080 press@galleriacarlasozzani.org http://www.galleriacarlasozzani.org

“ROBOT”, libro di Luca Beatrice, 24 Ore Cultura

April 3, 2017 Leave a comment
robot Luca Beatrice
ROBOT Il grande atlante visivo sul robot, dall’antica Grecia alle intelligenze artificiali

A cura di Luca Beatrice

Il grande atlante visivo sull’estetica robot, inesauribile fonte di ispirazione per la moda, la musica e il design.
Fin dall’epoca rinascimentale, l’uomo tenta di costruire una copia di se stesso, un automa che ne copi le funzioni, e anzi possibilmente le migliori.
E infatti non c’è disciplina culturale che non abbia guardato alla robotica come a un campo di indagine ricco e stimolante, con accezioni e significati ogni volta diversi. Il robot tamburino di Leonardo da Vinci e l’uomo-macchina futurista; la letteratura (da Frankenstein a Isaac Asimov); il teatro (Edward Gordon Craig e l’attore come supermarionetta); la musica (dalla disco music contemporanea dei Daft Punk passando per i Kraftwerk, la band di krautrock che a fine concerto si faceva sostituire da altrettanti manichini); il cinema (da Metropolis di Fritz Lang a Blade Runner, dal genio di Stanley Kubrick alla saga di Guerre Stellari). I fumetti e le serie tv animate (a cominciare da Astro Boy fino alla saga dei supereroi americani della Marvel, per arrivare ai giapponesi Mazinga e Jeeg Robot d’Acciaio); e ancora il design, l’architettura e la moda: un ricchissimo immaginario artificiale in continua evoluzione. E oggi, che esiste il computer, vero robot dell’era contemporanea, quello vecchio di latta e acciaio ha assunto un irresistibile sapore vintage che lo rende ancor più affascinante e caro.

272 pagine •

200 immagini e illustrazioni

35,00 €

978-88-6648-319-9

Cartonato 21 x 28,5 cm

24 Ore Cultura