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Archive for November 13, 2016

Australia, continente in movimento di svariati millimetri ogni anno

November 13, 2016 Leave a comment
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Un ricercatore dell’Università di Newcastle ha dimostrato che il continente australiano si sposta di svariati millimetri ogni anno, a causa dell’alterazione del centro di massa della Terra. I risultati sul Journal of Geophysical Research

Nel corso dei secoli e dei millenni la crosta terrestre ha subito continui cambiamenti, fino ad assumere la struttura attuale.

È ciò che studiamo fin dai primi anni di scuola sotto il grande capitolo di ‘tettonica delle placche’, teoria su cui oggi concordano quasi tutti i ricercatori che si occupano di scienze della Terra.

In base a questo approccio, ancora oggi continenti e oceani continuano a trasformarsi impercettibilmente. E in alcune circostanze, questi movimenti si fanno via via più importanti: come nel caso dell’Australia, che secondo un nuovo studio si sposterebbe ogni anno di diversi millimetri.

L’articolo, firmato dal geologo Shin-Chan Han dell’Università australiana di Newcastle e pubblicato sul Journal of Geophysical Research, afferma che questi movimenti dipendono da alterazioni nel centro di massa della Terra.

Si tratta di un punto collocato approssimativamente nel cuore bollente del nostro Pianeta, circa 6.000 chilometri sotto la superficie.

Con l’alternanza delle stagioni, cambia la distribuzione dell’acqua sulla crosta terrestre, in particolare per quanto riguarda le piogge e l’evaporazione dei liquidi.

Sarebbe proprio questo fenomeno il responsabile della leggera modifica del centro di massa del Pianeta, che causerebbe a sua volta lo spostamento del più piccolo continente della Terra.

“L’acqua migra nel corso di ogni stagione – spiega Shin-Chan Han – e questo movimento provoca una deformazione dell’Australia piuttosto considerevole e misurabile”.

La ‘deformazione’ di cui parla lo studio corrisponde a circa 1 millimetro a nord-ovest e 2-3 millimetri a sud-est durante l’estate (corrispondente al nostro inverno). Nel corso dell’inverno australiano, invece, il movimento si inverte, provocando una sorta di ‘altalena’ con il passare delle stagioni.

Questi movimenti non sono abbastanza grandi da essere percepiti dagli abitanti del paese, mentre i satelliti sono perfettamente in grado di registrarli.

Shin-Chan Han lo ha dimostrato utilizzando i dati di 14 diverse stazioni GPS sparse sul continente, che possono rivelare cambiamenti anche impercettibili della superficie terrestre a 20.000 chilometri di distanza dal nostro Pianeta.

Lo scienziato si è poi servito dei risultati del progetto Gravity Recovery and Climate Experiment (GRACE) della NASA, che hanno confermato i lenti ma inesorabili movimenti del suolo australiano.

Fonte: Asi

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Atlantide, alla ricerca della città sommersa tra mito e realtà

November 13, 2016 Leave a comment

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E’ necessario “Unire tutte le autorità per tentare di dare la risposta alla millenaria ricerca del mito di Atlantide”, la famosa isola leggendaria.

Anna Arzhanova, presidente della Cmas (Confederazione Mondiale Attività Subacquee), ha espresso la volontà di ripercorrere un sogno, un mito: “Unire tutte le autorità per tentare di dare la risposta alla millenaria ricerca del mito di Atlantide“, ha detto la Arzhanova  a Paestum, in occasione della XIX edizione della Bmta (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico). Se inizialmente si pensava che Atlantide potesse trovarsi nell’Oceano Atlantico (si ipotizzava all’altezza delle Canarie), teorie più moderne la collocherebbero proprio nel Mediterraneo, tra Creta, Italia (Argentario, Sicilia o Sardegna, con quest’ultima ipotesi più accreditata, come ha descritto il giornalista archeologo Sergio Frau) e Spagna.

Fonte: MeteoWeb

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Krill, catena alimentare a rischio

November 13, 2016 Leave a comment

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Oggi questo ecosistema è minacciato dalla pesca commerciale. Il tesoro più ambito è il krill, piccolissimi crostacei pescati per nutrire i salmoni d’allevamento e per produrre olio per le formulazioni di cosmetici e per integratori alimentari: ne viene pescato troppo e troppo in fretta. Sul krill si regge buona parte della catena alimentare antartica: è infatti nutrimento per balene, foche, pinguini e uccelli di mare. Con l’enorme e indiscriminato prelievo di krill si mettono in pericolo molte specie. La riserva non fermerà la pesca nell’Antartico, ma terrà le navi lontane dai luoghi ecologicamente più sensibili.

Fonte: Focus

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Antartide, nasce l’area marina protetta più grande al mondo

November 13, 2016 Leave a comment
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A 175 anni dalla scoperta, il Mare di Ross diventa area marina protetta: è la più vasta sul pianeta e la prima in acque internazionali.

1,55 milioni di chilometri quadrati, più grande di Italia, Francia e Spagna messe assieme: è l’area marina protetta più estesa del mondo, nata dall’accordo di 24 Paesi più l’Europa. L’ambiente è quello del Mare di Ross, in Antartide, definito dagli scienziati “l’ecosistema marino meno contaminato dall’uomo sul pianeta” (vedi abstract in inglese). Ci sono voluti cinque anni e parecchie negoziazioni fallite, ma alla fine la Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (CCAMLR) garantirà la protezione del Mare di Ross per i prossimi 35 anni. E non sarà solo il più grande, ma anche il primo parco marino istituito in acque internazionali.

Il Mare di Ross occupa una porzione dell’Antartide, a sud-est della Nuova Zelanda, da Cape Adare alla Edward VII Peninsula. Diventerà ufficialmente area protetta dal 1 dicembre 2017, data a partire dalla quale diventerà quasi interamente una no-take zone, cioè una zona da cui non sarà possibile prelevare nessuna risorsa. Sarà perciò anche categoricamente bandita ogni attività di pesca.

Solo poche aree del parco faranno eccezione, ma la pesca sarà ammessa esclusivamente a scopo di ricerca: in quelle zone gli scienziati potranno monitorare la salute dell’ecosistema e confrontarlo con altre al di fuori della riserva, dove la pesca è invece consentita. La riserva sarà dunque un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per studiare anche l’effetto dei cambiamenti climatici.

I NUMERI DELLA BIODIVERSITÀ. Anche se in un luogo tanto remoto, il Mare di Ross ha un ruolo ecologico cruciale per l’equilibrio del pianeta. Tre quarti dei nutrienti che sostengono la vita negli oceani provengono infatti proprio da qui.

Da sola, poi, questa regione ospita più di 16.000 specie. Qui abita il 30% della popolazione mondiale di uccelli procellariformi (ordine a cui appartengono uccelli delle tempeste e albatri) e il 50% delle orche assassine. Si contano 32.000 esemplari di foche di Weddell, 155.000 pinguini imperatore e più di 2,5 milioni di pinguini di Adelia, il 38% della popolazione mondiale. E naturalmente le balene: il Mare di Ross è uno degli habitat del berardio australe e della balenottera minore.

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UN TUFFO PER GLI OCEANI. La fondazione del parco è un esempio senza precedenti di cooperazione internazionale per la protezione del mare. La pensa così anche Lewis Gordon Pugh, sponsor delle Nazioni Unite per gli Oceani e intrepido nuotatore, che per sensibilizzare alla protezione del Mare di Ross nelle sue acque glaciali si era tuffato più e più volte. Buone notizie per gli oceani, quindi. Ora il raggiungimento del target fissato dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature) che prevede di rendere area marina protetta il 30% di tutti gli oceani sul pianeta appare più vicino.

Fonte: Focus

Categories: Antartide