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Archive for July, 2016

Anna Marchesini, muore la celebre attrice dell’ironia italiana

July 31, 2016 Leave a comment
Anna Marchesini
Aveva 62 anni. Quarant’anni di teatro ma la popolarità grazie alla televisione insieme a Lopez e Solenghi che oggi dice: “È stata una grande amica”. In una sorta di testamento ironico sul suo sito aveva scritto: “Mettete le mie ceneri in un cofanetto di porcellana nella vetrina dell’Accademia”

Addio alla Signorina Carlo, alla sessuologa Merope Generosa, alla Sora Flora, alla cameriera secca dei signori Montagné e soprattutto alla bella figheira, alla Monaca di Ponza, alla Lucia manzoniana del piccolo schermo. È morta l’attrice Anna Marchesini, a darne l’annuncio su Facebook il fratello Gianni. “Prima che lo sappiate da quel tritacarne dell’informazione – dice in un post – tengo a dirlo io. Ora in questo momento è morta mia sorella Anna Marchesini. Grazie a tutti. Non sarò in grado di rispondervi”. L’attrice, storica componente del Trio assieme a Tullio Solenghi e Massimo Lopez, era nata a Orvieto ed era malata da tempo di artrite reumatoide. Avrebbe compiuto 63 anni a novembre. Lunedì i funerali nella sua città.

“In questo momento mi piace ricordare Anna e non la Marchesini. Mi piace ricordare, cioè, l’amica e la sorella con la quale ho condiviso 12 anni di vita in comune – ha detto Solenghi, primo dei colleghi a ricordarla  – Preferisco pensare ad Anna non soltanto come ad una grande attrice comica, quale è stata per 40 anni. Ma ad un’amica di cui si ricordano tutti gli aspetti privati. È stata un prodigio e ha contribuito a far diventare il Trio quello che è stato per tanti anni. Ma ora penso soprattutto alla persona che è stata”.

Dal teatro alla tv: la nascita del trio. Il debutto a teatro avvenne quando ancora era un’allieva dell’Accademia d’Arte drammatica Silvio d’Amico, nell’estate del 1976, con lo spettacolo Il Borghese Gentiluomo diretto da Tino Buazzelli. Diplomata tre anni dopo, entrò in compagnia con lo spettacolo Platonov di Anton Cechov per la regia di Virginio Puecher (Piccolo di Milano). L’incontro con i due colleghi che cambieranno la sua carriera è all’inizio degli anni Ottanta, nella sua biografia on line l’attrice scriveva “In Svizzera in un programma per gli italiani incontro Tullio Solenghi e già rido. Nel frattempo al doppiaggio di cartoni animati a cui mi dedicavo fra uno spettacolo e l’altro, conosco Massimo Lopez e ancora ridiamo”. Il sodalizio, come si dice in gergo, durerà tutta la vita anche se ufficialmente il trio si scioglierà nel ’94 pur tornando qualche volta insieme. L’esordio in tv è con lo spettacolo su Raidue Helzapoppin a cui seguirono negli anni Ottanta Tastomatto, Domenica In, Fantastico. Il trio conquistò il pubblico televisivo e poi lo traghettò a teatro: il loro primo spettacolo teatrale come trio Allacciare le cinture di sicurezza debuttò nel 1987 al Sistina di Roma e fece il tutto esaurito per tre anni consegnando loro di diritto il Biglietto d’oro.

Il boom dei Promessi sposi. Il successo straordinario della parodia del classico di Manzoni, trasmesso nel 1990 in 5 puntate da Rai 1 con un ascolto medio di 13 milioni e picchi di 17 milioni, li consacrò definitivamente. A quell’exploit tv seguì nel 1991 un secondo spettacolo a tre per il teatro In principio era il Trio, grande successo, biglietto d’oro e tre stagioni di turnée. Nel 1994 il trio si sciolse perché Massimo Lopez scelse di sperimentare la carriera solista. A questo periodo risalgono gli spettacoli a due, con Tullio Solenghi, La Rossa del Roxy Bar (in tv) e Due di Noi di Michael Frayn (a teatro). Poi arrivò la scelta di una serie di show da solista per l’attrice e regista che anche sola riempie il Teatro Olimpico. Dell’autore inglese Alan Bennett oltre a Una patatina nello zucchero portò in scena anche L’occasione d’oroLa cerimonia del massaggio, spettacoli che univano bene l’umorismo “british” dello scrittore con la sua ironia. Nel 2008 il ritorno del Trio in tv per la celebrazione dei 25 anni, con la conduzione a tre di Non esiste più la mezza stagione. Tra un impegno teatrale e uno televisivo Anna Marchesini si è dedicata molto anche al doppiaggio prestando la voce in una serie di cartoon: i francesi La profezia delle ranocchie e Principi e principesse e i film Disney Le follie dell’imperatore e Hercules, ma anche a Judy Garland nel nuovo doppiaggio de Il mago di Oz degli anni Ottanta e alcuni episodi di Star Trek e La casa nella prateria.

I libri e gli ultimi spettacoli. Scrittrice per il teatro naturalmente ma anche per la narrativa, Anna Marchesini ha pubblicato una serie di libri: con Solenghi Uno e trinoChe siccome che sono cecata di matrice teatrale, mentre più recentemente invece si era dedicata alla narrativa pubblicando per Rizzoli Il terrazzino dei gerani timidi e Di mercoledì. Anche il suo ultimo lavoro teatrale, Cirino e Marilda non si può fare in scena al Piccolo Teatro di Milano nel 2014, era tratto dal suo libro Moscerine, una galleria di personaggi femminili dolorosi e comici come quelli che nella sua lunga carriera aveva portato a teatro. Prima di questo la sua ultima sfida era stata portare in scena Giorni felici di Samuel Beckett nonostante le difficoltà causate dalla sua malattia.

Da allieva (bocciata) ad insegnante. Negli ultimi anni Anna Marchesini aveva insegnato all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, una cosa di cui andava molto fiera perché entrare in Accademia era sempre stato il suo sogno fin da ragazza e per riuscire a realizzarlo aveva dovuto tentare l’ammissione tre volte, dal momento che le prime due l’avevano bocciata. “Certe volte entravo nella scuola salivo l’ascensore fino al 5° piano – la sede allora era in via 4 Fontane nel palazzo di una Marchesa – diceva – Salivo in “Paradiso” solo per sentire l’odore, attraversare un corridoio fare una domanda solo per “stare lì”. L’Accademia per me è uno dei posti più “evocativi” come dicono i poeti”.

L’ironia anche nel suo “testamento”. “Ho già adocchiato una vetrinetta in sala riunioni con un piccolo cofanetto verde di porcellana, credo. Ritengo sia ideale per contenere le mie ceneri – scriveva con la sua solita ironia sul suo sito – È una aspirazione che piano piano troverò il coraggio di far uscire alla luce. Che detto di un mucchietto di ceneri non è appropriato. Posso tentare…. e se mi ribocciano? E se poi l’Accademia trasloca? E se durante il trasloco il cofanetto verde si rompe? No eh! essere spazzata via dall’Accademia no mai più!”. Lascia la figlia Virginia di 23 anni appena laureata.

Fonte: La Repubblica

 

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Marta Marzotto, muore la celebre stilista italiana

July 30, 2016 Leave a comment
marta-marzotto
Si è spenta nella clinica dove era ricoverata a Milano. Era malata, aveva 85 anni. A darne notizia la nipote Beatrice Borromeo. Lunedì i funerali

E’ morta Marta Marzotto. La stilista si è spenta stamattina a Milano, aveva 85 anni. A darne notizia la nipote Beatrice Borromeo, con un tweet di addio alla amata nonna. “Ciao nonita mia”, ha scritto pubblicando una foto. Già da diversi giorni era ricoverata nella clinica La Madonnina, dove è morta. “Marta Marzotto se n’è andata stamattina nel sonno dopo una breve malattia. Era serena e circondata dai figli e dai nipoti che negli ultimi mesi sono stati sempre con lei, testimoni dell’allegria, ironia e generosità che l’hanno accompagnata fino all’ultimo momento”. Questo il messaggio della famiglia. Lunedì 1 agosto saranno celebrati i funerali.

“Aveva grande ottimismo e fame di vita – ha detto Matteo Marzotto, il figlio più giovane – ci ha sempre spronato ad andare avanti, a mettere a frutto i propri talenti. E’ questa l’eredità morale che ci lascia. La mamma a Milano ha passato sostanzialmente tutta la sua vita, è tornata dopo un lungo periodo di amore-odio con Roma, e alla fine si è spenta qui. Credo che Milano la abbia sempre accolta con grande affetto”.

Nata a Reggio Emilia nel 1931, esuberante, estroversa, è stata la signora dei salotti, dall’arte, della politica, della moda, del charity. Aveva appena pubblicato la sua ultima autobiografia, in cui raccontava la sua vita: l’infanzia povera, il lavoro da mondina, il matrimonio da fiaba. E poi l’amore per Guttuso e Lucio Magri. La mondanità. Craxi, Pertini, il Pci. Stilista ed ex modella, disegnatrice di gioielli, musa, ha lasciato un segno profondo nella vita culturale del Paese.

Nata Marta Vacondio, figlia di un casellante delle ferrovie e di una mondina, vive i primi anni della sua vita a Mortara, in Lomellina. Comincia a lavorare molto giovane, per poi muovere i primi passi nel mondo della moda, a Milano. Conosce così il conte Umberto Marzotto, uno dei fratelli eredi della dinastia industriale tessile vicentina dei Marzotto. Dalla loro unione nascono cinque figli: Paola, Annalisa (morta per una malattia), Vittorio Emanuele, Maria Diamante e Matteo. Anche dopo il divorzio, la contessa Marta Marzotto continuerà a usare il cognome del marito.

Nel 2006 gli eredi di Guttuso la portano in tribunale per una vicenda che riguardava 700 riproduzioni dei opere del maestro, per il quale Marta Marzotto è la sua “dolce libellula d’oro”, e anche “miele, sangue, respiro, amore”. Viene prima condannata a otto mesi, poi tre anni dopo la Corte d’appello di Milano annulla la sentenza. Il rapporto tra i due cessa improvvisamente dopo circa venti anni.

“Io alla vita ho sempre sorriso, lei a me non sempre”, diceva pensando alla morte della figlia. E sulla sua età, sul tempo che passava tagliava corto: “Io no ho età, sono immortale. Bloccatemi se siete capaci”.

I funerali saranno celebrati lunedì 1 agosto alle 11 del mattino nella Chiesa di Sant’Angelo in piazza Sant’Angelo a Milano. Lo comunica una portavoce della famiglia. La camera ardente sarà aperta in forma privata sabato 30 e domenica 31 luglio presso l’impresa funebre San Siro in via Corelli 120 a Milano, dalle 9 alle 19.

Fonte: La Repubblica