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Archive for June, 2016

Carlo Pedersoli, muore il popolare attore italiano Bud Spencer

June 28, 2016 Leave a comment

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Cinema, è morto Bud Spencer, il grande buono del cinema italiano

Insieme a Terence Hill ha scritto momenti diversi e importanti di alcune tra le stagioni più felici della produzione italiana: dalla serie indimenticabile degli ‘Spaghetti western’, all’avventura comica, dal cinema di qualità come un indimenticabile protagonista per Ermanno Olmi, alle produzioni internazionali di intrattenimento.

E’ morto a Roma l’attore Carlo Pedersoli, meglio conosciuto come Bud Spencer. Aveva 86 anni. Lo ha annunciato il figlio Giuseppe Pedersoli: “Papà è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata ‘grazie”. Era nato a Napoli il 31 ottobre 1929.

“Quando il Padreterno mi chiamerà, voglio andare a vedere che cosa succede. Perché se non succede niente, m’incazzo. M’hai fatto alzare ogni mattina per ottantasette anni per non andare, alla fine, da nessuna parte? Io, di fronte a tante cose enormi che non comprendiamo, mi posso attaccare solo a lui. E sperare che quando mi chiamerà, mi si chiarirà tutto. Perché oggi, mi dia retta, non si capisce proprio più niente”. Era già un Carlo Pedersoli affaticato, ma sempre combattivo, spiritoso, loquace quello che ci raccontava, pochi anni fa, cosa pensava del momento in cui sarebbe stato chiamato “dall’altra parte”. Una curiosità perfino eccessiva per l’uomo che, sempre, aveva professato – e vantandosene – il “futteténn’” come filosofia di vita. Forse per via di quelle radici napoletane dalle quali non s’era mai staccato, classe 1929, mamma Rosa e papà Alessandro, rione di Santa Lucia, a scuola con il vicino di casa Luciano De Crescenzo. “Cosa ricordo di Napoli? Le bombe. Sa, c’era un po’ di guerra…. Ero cresciutello e me la ricordo bene”.

Da Napoli a Roma, dove il padre è costretto a trasferirsi per motivi di lavoro all’inizio degli anni Quaranta, e lì Carlo entra in un club di nuoto, i primi sentori di quello che, per un pezzo di strada, sarebbe stato il suo destino. Ma è ancora il lavoro del padre che lo allontana dalle cose alle quali si sta legando: stavolta lontano parecchio, in Sudamerica, dove tutta la famiglia Pedersoli resterà fino alla fine degli anni Quaranta, fra il Brasile e l’Argentina. Carlo viene tesserato dalla società sportiva Lazio Nuoto, si afferma nello stile libero e nelle staffette miste, macina campionati, entra nella storia come il primo italiano a infrangere la barriera del minuto netto, per l’esattezza 59”5 (nel 1950 a Salsomaggiore e poi a Vienna). Il nuoto ormai è il suo presente e il suo futuro, viene convocato per la Nazionale, partecipa agli Europei di Vienna, vince due medaglie ai Giochi del Mediterraneo del 1951 in Egitto.

E quel fisico, robusto e sportivo, gli permette di cimentarsi anche con il rugby. Torna all’università, lasciata ai tempi del trasferimento in Sudamerica, frequenta sia Giurisprudenza che Sociologia, non porta a termine nessuna delle due ma comincia ad avvicinarsi al mondo del cinema. Sono gli anni della Hollywood sul Tevere, delle grandi produzioni internazionali che scelgono Roma come quartier generale ed è proprio in “Quo vadis?”, il celebre “peplum”, che debutta sul grande schermo, anche se solo nei panni di una guardia dell’Impero romano.

Ma il 1952 è alle porte e con esso le Olimpiadi di Helsinki. Vi partecipa con i colori dell’Italia, poi insieme ad altri atleti viene inviato alla Yale University, per alcuni mesi vive in America, continua con i Giochi, da quelli del Mediterraneo a Barcellona alle Olimpiadi di Melbourne. Ma qualcosa si rompe. La dedizione allo sport, gli studi, la bella vita non gli bastano, o forse sono troppo e gli fanno perdere di vista quello che sta cercando. “Ero stanco della vita ai Parioli” dirà, facendo una scelta radcale. Torna in Sudamerica e si mette a lavorare alle dipendenze di un’impresa Usa impegnata nella costruzione della Panamericana, la strada di collegamento fra panama e Buenos Aires.

Poi lavora anche all’Alfa Romeo di Caracas, dove resta fino al 1960. E’ l’anno delle Olimpiadi di Roma alle quali partecipa perché lui s’è voluto allontanare dallo sport ma lo sport non l’ha mai voluto abbandonare. Né lo ha lasciato Maria, la compagna conosciuta quindici anni prima e che finalmente Carlo sposa. Diventando genero di Peppino Amato, uno dei più noti proprietari di sale cinematografiche nonché produttore, ma pure padre di Giuseppe, il primogenito, al quale seguiranno Christiana, nel 1962, Diamante nel 1972.

Fra un contratto discografico con la RCA e l’attività di produttore di documentari per la Rai, Pedersoli torna a frequentare i set. La svolta arriva con “Dio perdona… io no!”: sul set conosce Mario Girotti, il suo futuro, inseparabile compagno. Ma data l’esterofilia in voga all’epoca, anche a loro – come a tanti altri – viene consigliato di cambiare i nomi sulla locandina. E’ così che nascono Bud Spencer e Terence Hill, coppia d’oro del botteghino grazie a film come “Lo chiamavano Trinità” (1970), un successo di portata europea seguito da “…continuavano a chiamarlo Trinità”.

Inutile, per Spencer/Pedersoli, sperimentare altri generi cinematografici. La sua partecipazione a “Quattro mosche di velluto grigio” di Dario Argento (1971) e al film drammatico, di denuncia, “Torino nera” diretto da Carlo Lizzani (1972) non gli danno il successo che invece ottiene in coppia con il sodale Hill/Girotti. Successo anche come solista, con la tetralogia di Piedone: “Piedone lo sbirro, Piedone a Hong Kong, Piedone l’Africano e via elencando, mentre continua il sodalizio con Terence, celebrato dal trionfo ai botteghini di “Più forte ragazzi” (1972), “Altrimenti ci arrabbiamo” (1974), “Porgi l’altra guancia” (1974). Nasce il “western comico”, i due piacciono perché sono una specie di cartone animato. Grande e grosso e a far la parte del cattivo Spencer, scattante e belloccio ma senza crederci troppo Hill, i due portano sul grande schermo storie in cui la fanno da padrone le scazzottate, rumorose e grottesche ma mai violente, le sparatorie, film per tutti che li trasformano in idoli anche dei bambini. Perché nessuno si fa mai male davvero, nessuno muore, tutti quelli che cadono si rialzano.

Sarà la televisione a separarli consensualmente, regalando a ciascuno dei due ancora grandi soddisfazioni. Bud Spencer conquisterà il pubblico con alcune serie, da Big Man (1988) a Detective extralarge (1991-1993), Terence Hill con la fiction che gli permetterà di diventare un “eroe” degli ascolti record, soprattutto con la “saga” di Don Matteo. Nonostante tutto, Pedersoli non si monta mai la testa. Resta sempre ben ancorato con i piedi per terra, ben distante dall’idea di “star”. “Per me nella vita vale sempre una parola sola: la decenza. Non devi mai credere di essere uno che può spaccare tutti, la decenza di capire che domani mattina puoi incontrare due-tre personaggi che ti fregano tutto quello che hai fatto. Succede, perché è la vita. E questo me l’ha insegnato lo sport”.

“Nella mia vita ho fatto di tutto – raccontava – ma proprio di tutto. Solo due cose non ho potuto fare, il ballerino classico e in fantino”. In compenso, dalla metà degli anni Settanta fino agli anni più recenti, parallelamente all’attività cinematografica e televisiva trovò il tempo di conseguire la licenza di pilota di elicottero, lanciare una linea di jeans, fondare una compagnia aerea, la Mistral, scrivere alcune canzoni, pubblicare la propria biografia, “Altrimenti mi arrabbio: la mia vita”, dilettarsi – altra sua passione – con la filosofia, mangiare – arrivò a pesare 156 chili – e mai mettersi a dieta, una battaglia durata tutta la vita.

Fieramente di destra, candidato nel 2005 alle Regionali nel Lazio con Francesco Storace, aveva trasmesso l’interesse per la politica anche alla figlia Christiana, che si era candidata a sua volta nel 2013 alle comunali di Roma con il Popolo delle libertà. Ma nonostante le molte esperienze, e un curriculum di circa 130 film (nel 2003 anche con Olmi in “Cantando dietro i paraventi”), i successi più importanti, per Pedersoli, rimasero sempre quelli sportivi. “Perché il successo, in tutto il resto, è il pubblico che lo decreta. Quando invece vinci nello sport, quella è tutta roba tua, e nessuno te la può togliere”.

Fonte: La Repubblica

 

“Guardare Oltre”, personale di Pier Giorgio Balocchi presso Galleria Duomo di Carrara

June 26, 2016 Leave a comment

Pier Giorgio Balocchi GUARDARE OLTREGalleria Duomo presenta Pier Giorgio Balocchi GUARDARE OLTRE a cura di Filippo Rolla

Dal 24 giugno al 14 agosto 2016, Galleria Duomo – Via Finelli 22/b Carrara (MS)

Inaugurazione venerdì 24 giugno ore 18.00 presso la Galleria Duomo, Via Finelli 22/b – Carrara (MS)

Orari di apertura: ven. sab. dom. 19.00 – 24.00

Patrocini: Comune di Carrara e Club UNESCO Carrara dei Marmi

Info tel. 0585-71839 – info@galleriaduomo.it

Pier Giorgio Balocchi originario di Siena è titolare della Cattedra di Scultura nella Accademia di Belle Arti di Carrara e Membro della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Partecipa a partire dal 1975, anno in cui viene invitato alla X Quadriennale di Roma La Nuova Generazione, a importanti mostre in Italia ed all’estero. Nel 1981 tiene la sua prima personale presso la Galleria Toninelli di Piazza di Spagna a Roma presentato da Enzo Carli, lo storico dell’arte che fin dall’inizio ha voluto occuparsi del suo lavoro curandone ogni aspetto e segnandolo profondamente fino alla sua scomparsa.
In questi anni si lega inoltre di profonda amicizia con Mariano Apa da cui viene invitato alla Biennale di Venezia del 1984 e di seguito alla Quadriennale di Roma del 1986.
Nel 1988 dopo varie esperienze didattiche ottiene la Cattedra di Scultura nella Accademia di Belle Arti di Carrara e sul finire di questo decennio fino ai primi anni 90 rallenta l’attività espositiva, dedicandosi particolarmente a scolpire monumenti per spazi pubblici e privati.
La mostra vuole nelle intenzioni del curatore Filippo Rolla, riflettere sulla poetica di Pier Giorgio Balocchi come traccia concreta dell’esistenza e finestra sul mondo, dove lo scultore fissa il moto fuggevole del tempo nel marmo.
Innumerevoli le suggestioni: dal paesaggio della Val d’Orcia ai poeti giapponesi di Haiku, storie, paesaggi, personaggi, amici, amiche che diventano diari scultorei a cui attingere, dove l’atteggiamento artistico ed il gesto creativo, per descrivere la natura e le vicende umane, è svelato come essenza in cui l’attimo fuggente è perfettamente percepito e scolpito.
Una personalità raffinata con un tratto artistico caratterizzato da intime profondità, che ispira la volontà di trasmettere all’osservatore curiosità e stupore, perché l’osservazione non riguarda solo fatti ed eventi visibili ma anche e soprattutto la loro assenza, lasciando la consapevolezza di non doversi fermare sempre all’apparenza, ma di voler guardare oltre.

 

Cavallo di Troia, probabilmente sfatato il mito millenario del quadrupede

June 25, 2016 Leave a comment
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Navi fenicie ‘Hippoi’ (particolare del bassorilievo del palazzo di Khorsabad, antica Dur Sharrukin, la ‘Fortezza di Sargon’, capitale dell’impero assiro al tempo di Sargon II, 722-705 a.C.). (Parigi, Louvre)

Il Cavallo di Troia non era un cavallo di legno, bensì una speciale nave da guerra. L’archeologia navale arriva ora in soccorso dell’interpretazione del celebre episodio narrato da Omero: non il mitico (e improbabile) quadrupede i Troiani avrebbero introdotto dentro le mura della città – in parte abbattendole per farcelo entrare – ma l’Hippos, una nave di tipo fenicio con la polena a testa di cavallo. La sorprendente rivelazione, anticipa l’AdnKronos, arriva dai recenti studi dell’archeologo navale Francesco Tiboni, ricercatore dell’Università di Aix-en-Provence e Marsiglia, che pubblica i risultati della sua indagine sulla rivista “Archeologia Viva” (Giunti editore).

Un equivoco millenario di una traduzione di un termine ha impedito di conoscere in realtà il marchingegno che fu utilizzato per abbattere le mura di Troia, sostiene l’archeologo italiano che insegna in Francia. Tiboni spiega che l’inganno ideato da Ulisse e allestito dagli Achei fu messo in atto per mezzo di “una nave, piuttosto che di un cavallo”, perché l’Hippos va identificato con un vascello e non con un quadrupede.

Ma come e quando la nave è diventata un cavallo? Intorno al VII secolo a. C. è nato l’equivoco, poi ingenerato successivamente anche da Virgilio che ne fu inconsapevole trasmettitore rispetto all’originale di Omero. “Dal punto di vista lessicale, appare evidente che l’apparizione del cavallo risulta legata a un errore di traduzione, un’imprecisione nella scelta del termine corrispondente che, modificando di fatto il contenuto della parola originaria, ha portato alla distorsione di un’intera vicenda”, scrive Francesco Tiboni.

“Se, infatti, esaminiamo i testi omerici, reintroducendo il significato originale di nave – certamente noto ai contemporanei – non solo non si modifica in alcun modo il significato della vicenda, ma l’inganno tende ad acquisire una dimensione meno surreale – spiega Tiboni – E’ di certo più verosimile che un’imbarcazione di grandi dimensioni possa celare al proprio interno dei soldati, e che loro possano uscire calandosi rapidamente da portelli chiaramente visibili sullo scafo e per nulla sospetti agli occhi di chi osserva”.

E appare più plausibile anche ipotizzare che una grande nave, di un tipo noto per essere solitamente utilizzato per pagare tributi, possa essere non solo interpretata come un dono e un segno di resa, ma anche come un eventuale voto divino.

E’ possibile che, nel corso dei secoli, essendo caduto in disuso il termine navale, l’identificazione dell’Hippos con uno scafo “non fosse più automatica”, sottolinea l’archeologo.

“Se consideriamo l’iconografia, notiamo che tra le pochissime figurazioni del cavallo (venticinque in tutta la storia dell’arte antica), le prime si datano al VII secolo a.C., periodo cui risalgono le opere post-omeriche prese a riferimento da Virgilio”. Dunque, è più che possibile che l’equivoco millenario della traduzione dell’Hippos omerico si possa collocare in questo momento – spiega sempre Francesco Tiboni – E che Virgilio, cui si deve la vera grande diffusione del tema nella cultura occidentale, abbia codificato tale passaggio utilizzando il termine latino ‘equus’ (che significa ‘cavallo’), forse a causa della tradizione post-omerica, come farà anche il filosofo bizantino Proclo (412-485 d.C.) nella Crestomazia, riportando testi di Lesche di Mitilene (VIII-VII sec. a.C.) e di Arctino di Mileto (VIII sec. a.C.).

“La sottovalutazione incolpevole – e ante litteram – dell’archeologia navale, intesa come capacità di analisi delle diverse fonti a disposizione degli studiosi finalizzata al riconoscimento e studio dei modelli di imbarcazione antichi, potrebbe quindi aver determinato questo equivoco plurisecolare, che, oggi, proprio l’archeologia navale può finalmente sanare”, conclude Tiboni.

Fonte: Adnkronos

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“David Bowie Is”, prima retrospettiva internazionale al MAMbo di Bologna

June 21, 2016 Leave a comment

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In arrivo a Bologna “David Bowie Is”, la prima retrospettiva internazionale dedicata alla straordinaria carriera di David Bowie.

Arriva finalmente in Italia David Bowie Is, una delle mostre di maggior successo degli ultimi anni realizzata dal Victoria and Albert Museum di Londra, la prima retrospettiva dedicata alla straordinaria carriera di David Bowie, uno degli artisti più audaci, influenti e innovativi nel panorama musicale contemporaneo.

David Bowie Is, partita da Londra nel 2013, dopo essere stata a Chicago, San Paolo, Toronto, Parigi, Berlino, Melbourne e Groningen, approderà dal 14 luglio al 13 novembre 2016 al MAMbo. Sarà l’unica tappa italiana e l’ultima tappa europea.

La mostra celebra la prolifica carriera di David Bowie capace in cinque decadi di perseguire in modo duraturo l’innovazione senza mai tradire se stesso e il suo pubblico.
Il percorso si sviluppa attraverso contenuti “multimediali” che conducono il visitatore all’interno del processo creativo del Duca Bianco e descrive come il suo lavoro abbia canalizzato i più ampi movimenti nell’ambito dell’arte, del design, del teatro e della cultura contemporanea. Il ritratto che emerge è quello di un artista capace di osservare e reinterpretare la società contemporanea con uno sguardo innovatore lasciando tracce indelebili nella cultura visiva e pop.

I curatori della mostra Victoria Broackes Geoffrey Marsh hanno selezionato più di 300 oggetti dell’archivio personale del musicista, che saranno visibili a Bologna.

Per tutte le informazioni e prevendita dei biglietti: www.davidbowieis.it.

Foto: Installation Shot of David Bowie is courtesy David Bowie Archive (c)Victoria and Albert Museum, London

 

“David Bowie Is”, mostra cinematografica esclusiva dal Victoria and Albert Museum di Londra

June 21, 2016 Leave a comment

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Nexo Digital presenta

Dal Victoria & Albert Museum di Londra

DAVID BOWIE IS
AL CINEMA
La mostra definitiva!

11-12-13 LUGLIO
UN EVENTO CINEMATOGTAFICO ESCLUSIVO

Nel 2013 il Victoria and Albert Museum di Londra inaugurò la più incredibile mostra mai allestita un tributo multimediale all’artista, una vera e propria “Bowie Experience”, il pubblico la prese d’assalto e il Museo registrò ingressi da record. Visitare David Bowie Is è un’esperienza unica: un viaggio nel tempo e nello spazio, fra trasformazioni e personaggi, eccentrici costumi di scena indossati da manichini con le sue sembianze e una colonna sonora di canzoni leggendarie: 300 pezzi che includono filmati, fotografie, manoscritti e lettere, storyboard per i video, bozzetti di costumi e scenografie. Grazie alla disponibilità di Bowie, che ha reso possibile l’accesso ai suoi archivi: tutti possono esplorare l’universo dell’uomo che ha esteso i confini e la bellezza della musica. Descritta da The Times come “elegante e oltraggiosa” e da The Guardian come “un trionfo”, la mostra su Bowie, insieme al catalogo edito in Italia da Rizzoli, è stata un successo clamoroso e un primato nella storia del V&A Museum.
Nel film documentario con lo stesso titolo veniamo accompagnati nell’allestimento del V&A da guide molto speciali, tra cui il leggendario stilista giapponese Kansai Yamamoto e il front-man dei Pulp Jarvis Cocker, che ci fanno scoprire le storie dietro ad alcuni dei migliori pezzi esposti. I curatori Victoria Broackes e Geoffrey Marsh del Dipartimento di Teatro & Performance V&A hanno dichiarato: “Siamo felici che questa mostra straordinaria viaggi per il mondo, che le persone possano immergersi nel tour cinematografico dell’esposizione di Londra. Il film offre affascinanti dettagli sugli oggetti chiave del David Bowie Archive, commenti di ospiti speciali e naturalmente… una fantastica colonna sonora! “.

NB. Conservando il tagliando del cinema e presentandolo alla biglietteria del MAMbo di Bologna o in uno dei punti vendita Vivaticket gli spettatori avranno la possibilità di acquistare un biglietto di ingresso alla mostra “David Bowie Is” al costo ridotto di 13€ ed il giovedì con apertura serale a 10 €. Allo stesso modo, presentando la prenotazione della mostra alle biglietterie delle sale cinematografiche che aderiranno alla promozione, si potrà acquistare il biglietto del film a prezzo ridotto.

Programmazione cinematografica in Italia: David Bowie is – Al Cinema

David Bowie, settimana dedicata al ricordo del Duca Bianco

June 21, 2016 Leave a comment

David Bowie

Una settimana dedicata al ricordo di David Bowie: oltre alla proiezione di “David Bowie is”, la mostra/evento arriverà anche in Italia, al Mambo di Bologna.

Omaggio a David Bowie: una settimana a luglio (dall’11 al 17) sarà interamente dedicata al ricordo di David Bowie, scomparso lo scorso 10 gennaio. È inoltre in programma un’iniziativa sui social, tramite l’hashtag #OmaggioABowie, che invita tutti a raccontare il proprio rapporto con Bowie, con, per esempio, un’immagine o un testo: i contributi più originali verranno pubblicati e condivisi sulle pagine social ufficiali dell’evento.

Centrale sarà la proiezione di David Bowie is, dall’11 al 13 luglio, nelle sale aderenti all’iniziativa: si tratta di un viaggio nella mostra evento/record d’incassi del Victoria & Albert Museum di Londra. La mostra sarà presente proprio in Italia il 14 luglio al MAMbo di Bologna, nella sua unica tappa italiana e ultima tappa europea. L’esposizione, visitabile fino al 13 novembre, sarà accompagnata da un catalogo, edito in Italia da Rizzoli.

Grazie a una serie di contenuti multimediali, lo spettatore sarà guidato in un viaggio nel processo creativo di Bowie, che ci restituisce un ritratto profondo e articolato di uno dei più grandi artisti degli ultimi decenni. Saranno 300 gli oggetti esposti, selezionati dai curatori di David Bowie Is dall’archivio personale dell’artista, tra cui l’outfit di Ziggy Stardust disegnato da Freddie Burretti, le fotografie di Brian Duffy, le cover artistiche degli album a cura di Guy Peellaert e Edward Bell, e molto altro ancora.

questo link trovate la pagina FB ufficiale di David Bowie isqui quella Twitter.

Fonte: La Bottega di Hamlin

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Anton Yelchin, muore il giovane attore di “Cuori in Atlantide”

June 21, 2016 Leave a comment
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È morto Anton Yelchin, il Pavel Chekov di “Star Trek” e il Bobby Garfield di “Cuori in Atlantide”

È morto Anton Yelchin, il Pavel Chekov dell’undicesimo film di Star Trek, prodotto e diretto da J. J. Abrams. Yelchin ha interpretato Chekov anche in Into Darkness – Star Trek Star Trek Beyond.

Il corpo senza vita dell’attore è stato trovato schiacciato tra la sua auto e una cassetta della posta in mattoni, all’esterno della sua villa in California. L’edificio si trova su un piano inclinato e, al momento del ritrovamento del cadavere, l’auto era in folle e con il motore acceso.

Una brutta notizia, che coinvolge questo promettente attore russo, naturalizzato statunitense, classe ’89: i suoi genitori, Irina Korina e Viktor El’čin, si erano stabiliti dalla Russia negli Stati Uniti alla fine degli anni Ottanta, con lo status di rifugiati. Yelchin ha partecipato a numerose pellicole, come 15 minuti – Follia omicida a New York e Nella morsa del ragno. Inoltre, è stato Bobby Garfield nella trasposizione cinematografica di Cuori in Atlantide. Nel 2006 ha recitato in Alpha Dog, mentre nel 2009 ha vestito i panni di Kyle Reese in Terminator Salvation. Nel 2011, Yelchin è stato protagonista, accanto a Felicity Jones, di Like crazy.

Fonte: La Bottega di Hamlin

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“Il buio oltre la siepe” di Harper Lee, Feltrinelli Editore

June 10, 2016 Leave a comment

Il buio oltre la siepe

In una cittadina del “profondo” Sud degli Stati Uniti l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l’innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l’episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con  bravura eccezionale.

Genere: letteratura internazionale 

Listino:€ 9,50

Editore: Feltrinelli

Collana: Universale economica

Data uscita: 25/02/2013

Pagine: 304

Formato: Tascabile

EAN:9788807881558

Cèramica, XXIV edizione del festival internazionale della ceramica

June 1, 2016 Leave a comment

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Da giovedì 2 a domenica 5 giugno 2016; con orario 10.00 – 23.00

La XXIV edizione di Cèramica, festival internazionale della ceramica, si terrà da giovedì 2 a domenica 5 giugno 2016; con orario 10.00 – 23.00

Per il 2016 Cèramica entra a far parte di Buongiorno Ceramica, una tre giorni (da venerdì 3 a domenica 5) di puro artigianato ceramico, eventi sul tema della ceramica e laboratori aperti, promossa a livello nazionale da A.I.C.C. ( Associazione Italiana Città della Ceramica).

Tante le novità che caratterizzeranno l’edizione 2016 della manifestazione, fra queste è da segnalare una vera e propria ricostruzione in piazza dell’Unione Europea di una fabbrica di ceramica in cui vengono riproposti tutti i passaggi della lavorazione della ceramica.

I produttori delle aziende aderenti alla Strada della ceramica mostreranno ai visitatori i diversi passaggi della filiera produttiva, fornendo spiegazioni e rispondendo alle domande.

Importanti le opere in mostra quest’anno a Montelupo, realizzate da celebri nomi dell’arte contemporanea, nell’ambito del progetto MATERIA PRIMA.

Il palazzo podestarile ospita la mostra dedicata a Leoncillo, Giuseppe Spagnulo, Luigi Mainolfi, Giacinto Cerone, Giuseppe Ducrot. Sabato 2 giugno saranno poi inaugurate le opere site specific progettate per Montelupo da Ugo La Pietra, Hidetoshi Nagasawa, , Loris Cecchini, Bertozzi & Casoni. Sono state realizzate dalle aziende locali e rimarranno in maniera permanente in città. Si aggiungono a quelle già inaugurate lo scorso 19 marzo e progettate da Lucio Perone, Fabrizio Plessi e Gianni Asdrubali.

Sempre nell’ambito di MATERIA PRIMA sarà dato ampio spazio anche alle nuove generazioni di artisti con la Project Room allestita presso il palazzo Podestarile con gli allestimenti di Irene Lupi e Morgane Tschiember.

La centralissima piazza della Libertà e corso Garibaldi ospiteranno una mostra en plein air dedicata a Paolo Staccioli. Il corso si popola, quindi, dei celebri “Guerrieri”, esili eppur possenti figure di arcana e sognante memoria. La lavorazione a lustro accende e anima i personaggi delle ceramiche conducendo il visitatore nel mondo sognante e poetico di Staccioli.

Da segnalare le esposizioni di altri due ceramisti toscani: Vinicio Zapparoli e Maria Letizia Duranti. La tradizione montelupina farà bella mostra di sé nello spazio di piazza della Libertà gestito dall’Unione Fornaci della Terracotta: uno spettacolo che di anno in anno affascina i visitatori della manifestazione.

Gli appassionati di ceramica avranno anche modo di ammirare in un unico luogo una rassegna delle migliori produzioni nazionali e, magari, anche di acquistare oggetti di pregio fra gli espositori della mostra mercato “Le forme della terra”, organizzata in collaborazione con l’associazione Arte della Ceramica.

Questa edizione di Cèramica sarà caratterizzata anche da una particolare attenzione negli allestimenti e nelle attività pratiche che tutti i visitatori avranno modo di sperimentare.

La manifestazione diventa sempre più un’occasione per presentare la lavorazione della Cèramica al grande pubblico e nello stesso tempo per qualificare Montelupo come un punto di riferimento in Italia per questo tipo d’arte.

INFORMAZIONI

www.festaceramica.it

cultura@comune.montelupo-fiorentino.fi.it ; 0571/917552

info@musemontelupo.it ; 0571/51352

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