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Archive for December, 2015

Lemmy Kilmister, muore la leggenda del rock leader del Motörhead

December 29, 2015 Leave a comment

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È deceduto, a causa di un tumore il cantante, bassista e fondatore del gruppo, leggenda del rock duro e puro. Aveva 70 anni. Il 23 gennaio doveva iniziare una nuova tournée in Europa. Il batterista, Mikkey Dee, annuncia lo scioglimento dei Motörhead

LOS ANGELES – Se n’è andato a 70 anni, Lemmy Kilmister, il leader dei britannici Motorhead, gruppo cult del rock pesante. È morto a Los Angeles dopo “una breve battaglia contro una forma aggressiva di cancro”. Questo l’annuncio della band su Facebook: “Aveva saputo della malattia il 26 dicembre. Era a casa, seduto davanti al suo videogame preferito, con la sua famiglia. Non ci sono parole per esprimere il nostro shock e la nostra tristezza”. Nel post Lemmy viene definito “il nostro nobile e poderoso amico” mentre si invitano i fan a ricordarlo suonando la sua musica a tutto volume.

Poco dopo l’annuncio della sua morte, il batterista Mikkey Dee, ha annunciato lo scioglmento della band durante un’intervista rilasciata al sito del tabloid svedese Expressen. “I Motörhead sono finiti, naturalmente. Non faremo più tour o altro e non ci saranno più dischi ma il marchio sopravvive e Lemmy continua a vivere nei cuori di tutti”. Dee ha anche lodato la forza e l’impegno di Kilmister al servizio della band: “Dava ogni stilla di energia e dopo era molto, molto stanco”, ha raccontato. Un mese prima di lui era morto l’ex batterista del gruppo, Phil “Philthy Animal” Taylor, all’età di 61 anni.

Solo lo scorso luglio, Repubblica era riuscita a parlare a lungo con Lemmy ci aveva spiegato: “Il futuro del rock’n’roll è nelle mani dei fan. Soltanto loro possono staccare la spina. Perché ci saranno sempre musicisti desiderosi di strimpellare una chitarra e cantarci sopra. Io ci credo ancora”. La musica, dunque, va avanti. Anche se Lemmy non c’è più.

L’amico Ozzy Osbourne l’ha voluto ricordare così: “Lost one of my best friends, Lemmy, today. He will be sadly missed. He was a warrior and a legend. I will see you on the other side.”

Ma sono stati moltissimi i messaggi, per lui, nel mondo della musica. Da Gene Simmons dei Kiss a l bassista dei Guns N’ Roses, Duff McKagan.

Lemmy – bassista e cantante della band – con il chitarrista Phil Campbell, e il batterista Mikkey Dee, aveva celebrato il 40mo anniversario di carriera il 28 agosto con il 22esimo album in studio, Bad Magic. Ian Fraser Kilmister, questo il vero nome dell’artista, era alle prese da anni con problemi di salute che spesso provocavano problemi anche per il calendario dei concerti.

In autunno c’era stata la tournée in Nordamerica, tra pochissime settimane era in programma il tour europeo. Doveva cominciare il 23 gennaio a Newcastle per proseguire a Glasgow, Manchester, Londra, Lille, Parigi, Barcellona, Madrid, Ginevra.

Kilmister è nato il 24 dicembre del 1945. Figlio di un pastore anglicano a Burslem, nel comprensorio di Stoke-on-Trent, in Inghilterra. Il padre sparì presto dalla sua vita, e forse non avrebbe gradito i tanti eccessi della vita del figlio. Lemmy crebbe nelle campagne del Galles, accanto alla mamma e alla nonna. Il segreto, diceva, della “complicità” con il genere femminile. Negli anni sessanta lavorò, tra gli altri, con Jimi Hendrix. Nel 1971 entrò nel gruppo degli Hawkwind, protagonisti dello space rock inglese. Nel 1975 però, durante un tour in Canada, fu arrestato per possesso di cocaina e licenziato subito dalla band. E’ in quello stesso anno che fonda i Motörhead. Il grande successo arriva però agli inizi degli anni Ottanta con brani che entrano nelle hit britanniche e con il loro singolo forse più conosciuto al mondo, Ace of Spades. Dal 1996 durava stabilmente il sodalizio con Phil Campbell e Mikkey Dee, ma Lemmi Kilmister era l’unico rimasto del gruppo originario. E solo un mese fa era morto Phil “Philthy Animal” Taylor, ex batterista del gruppo, a 61 anni.

Fonte: La Repubblica

“Wonder Woman”, possibile location a poca distanza da Matera

December 9, 2015 Leave a comment

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Matera sarà, come è accaduto per Ben Hur, Story of Jesus e molti altri film, la location per alcune scene di “Wonder Woman”, atteso cinecomic che vedrà la bella Gal Gadot nei panni della mitica supereroina.

Il film dovrebbe essere ambientato in tre diverse epoche e in tre diversi luoghi. Per ciò che concerne il “passato” la location prescelta per ricostruire Themyscira, dovrebbe essere, secondo alcuni rumors, la cittadina di Craco, distante appena 50 km da Matera. Ricordiamo che in passato, a Craco, sono state ambientate alcuni sequenze di Quantum of Solace.

Fonte: MondoRaro

Al Pacino, probabile Gaio Giulio Cesare a Matera nel 2016

December 9, 2015 Leave a comment

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Fonti non ufficiali, ci confermano che il prossimo anno a Matera, varrà girato una parte del film “Giulio Cesare”, un kolossal americano che dovrebbe vedere nel ruolo di Cesare un mostro sacro hollywoodiano: Al Pacino. La lavorazione dovrebbe durare circa 3 mesi.

Al progetto stanno collaborando un team internazionale ed uno italiano. Si vocifera che potrebbero tornare a Matera, gli stessi operatori del settore che già hanno lavorato al film “La passione di Cristo” di Mel Gibson.

Fonte: MondoRaro

Atlantide d’Egitto, città egizia sommersa prossimamente in mostra al British Museum di Londra

December 8, 2015 Leave a comment

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La chiamano l’Atlantide d’Egitto. Una città sommersa nell’acqua che sta per essere riportata alla luce dopo 1000 anni. Statue gigantesche, gioielli, stele coperte di geroglifici saranno esposti il prossimo anno al British Museum. Questi tesori, come riporta il DailyMail, appartengono alle città di Heracleion e Canopo, costruite sul terreno del delta del Nilo e ora sepolte sotto tre metri di limo.

I testi antichi registrano l’esistenza degli insediamenti, che erano la porta d’ingresso in Egitto prima di Alessandria. Ma i due centri di scambio sono stati persi – letteralmente – nel tempo sotto le sabbie fino alla riscoperta avvenuta nel 1996. I sommozzatori hanno impiegato quasi due decenni per riportare questo tesoro alla luce. La collezione ora conta una stele in cui è incisa in geroglifici una dichiarazione reale del faraone Nectanebo I e una statua di gigante di Hapy, dio egizio personificazione delle inondazioni del Nilo.

La mostra, denominata Sunken Cities: Egypt’s Lost World, si svolgerà da maggio a novembre del prossimo anno. Essa combinerà elementi provenienti dagli archivi del Museo con gli oggetti in prestito speciale da parte delle autorità egiziane, che raramente lasciano che i manufatti lascino il loro Paese. Circa 300 oggetti saranno messi in mostra, la maggior parte dei quali sono stati estratti dalle rovine sommerse. La mostra si concentrerà sulla mescolanza delle culture nelle città del delta del Nilo, in particolare l’interazione tra l’Egitto e la Grecia antica.

Franck Goddio, il presidente dell’ European Institutue of Underwater Archaeology e co-curatore della mostra, ha detto: “La mia squadra ed io, così come la Fondazione Hilti, siamo felici che la mostra con le scoperte archeologiche delle nostre spedizioni subacque al largo della costa d’Egitto sarà esposta al British Museum. Ci permette di condividere con il pubblico i risultati di anni di lavoro presso le città sommerse e il fascino di mondi e civiltà antiche”.

Fonte: Huffington Post

“FIAT 500: The Design Book”, libro dedicato alla mitica vettura, Rizzoli Editore

December 8, 2015 Leave a comment

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Auto di successo, icona di stile e fenomeno di costume, la 500 ha segnato la storia dell’automobile e del design. Il libro ripercorre il viaggio progettuale di un modello capace di cogliere le sfide del mondo contemporaneo senza rinunciare alla propria unicità.

La forma dell’auto italiana più iconica, il progetto, le linee e l’evoluzione in un libro che ne racconta il design, lo stile e la trasformazione in una moderna city car. I dettagli di personalizzazione e i contributi dei disegnatori che hanno curato le varie versioni e modelli in un libro agile e colorato. Dal 2007 a oggi, la nuova Fiat 500 ha vinto più di 80 premi internazionali, fra cui l’Auto dell’Anno 2008, il World Car Design of the Year 2009, il Best New Engine 2010. La storia e le metamorfosi di un mito che si è rinnovato dialogando con il talento creativo di designer e tecnici e con le esigenze degli utenti per traghettare la 500 verso il futuro.

A visual history of the FIAT 500, the ultimate lifestyle car that has remained a timeless classic and design legend. Considered to be one of the most popular models in automotive history, the FIAT 500 has become a legend over time. Its innovative features, the original and recognizable design of its bodywork, and its versatility have distinguished it as an automotive icon with enduring appeal. FIAT 500: The Design Book is an invitation to embark on a captivating journey through the main milestones of the 500 project: from the first series in the 1960s to the public presentation at the Geneva International Motor Show of the Trepiùno prototype in 2004, of the new 500 and 500C, the 500L through to the 500X.This visually rich and fascinating book explains not only the genesis and “design metamorphosis” of each model, but also their backgrounds, and explores the contributions of the designers who have helped to develop them with innovation and foresight.

  • Marchio: Rizzoli
  • Collana: ARCHITETTURA/DESIGN – ILLUSTRATI
  • Prezzo: 25.00 €
  • Pagine: 144
  • Formato libro: 24 x 23
  • Tipologia: CARTONATO
Categories: Art Livre, Eventi, Moda Livre

Mariuccia Mandelli, muore la la grande stilista italiana di Krizia

December 7, 2015 Leave a comment

Mariuccia Mandelli

Non aveva un carattere facile Mariuccia Mandelli, in arte Krizia, la grande stilista italiana nata a Bergamo, tra i giganti del made in Italy, venuta a mancare improvvisamente la sera del 6 dicembre, a 90 anni, nella sua casa di Milano. Spigolosa ma dolce, elegantemente dura e affettata nei modi, la stilista che ha vestito donne forti come lei (un esempio per tutti: a Lady Diana piaceva molto la sua maglieria) amava infatti la figura della pantera, animale così affine a lei tanto da farne il suo portafortuna e uno dei suoi motivi iconici, sempre presente, stampato o ricamato su maglie e abiti fin dagli anni Sessanta, quando assieme ad un pugno di altri grandi stilisti, pionieri del made in Italy, era partita con la sua moda fatta di lamé plissettato, pantaloni alla cavallerizza, shorts e giacche-kimono con spalloni esagerati, alla conquista del mondo.

Una fenice, uccello mitologico che risorge dalle proprie ceneri, era invece nelle vetrine del negozio Krizia di Milano da settembre 2014, per indicare il nuovo corso del marchio di moda, acquisito nel febbraio 2014 dalla Shenzen Marisfrolg Fashion di Zhu Chong Yun, ricca imprenditrice cinese e designer di Shenzhen, che in Cina con i suoi brand è un colosso della moda: 2,6 miliardi di renminbi di fatturato e 5.000 dipendenti. Il marchio Krizia negli ultimi anni aveva perso dipendenti e negozi, “doveva tornare agli antichi splendori” aveva detto Zhu.
Infatti nel primo evento del nuovo corso a Palazzo Litta a Milano, non era stata messa in scena una sfilata, ma erano stati mostrati alcuni capi storici della maison attualizzati. Il debutto vero il primo marzo scorso, nella sede storica di Krizia in via Manin, della prima collezione disegnata da Zhu in persona, trasferitasi nella sua casa di Milano per immergersi negli archivi. La stessa designer aveva spiegato: “Ho trovato un grande tesoro tutto da interpretare”.

   Così Zhu aveva rivisitato gli elementi iconici di Krizia: della tigre simbolo del brand aveva ripreso solo l’occhio, trasferendone l’iride in forma di jacquard sui cappotti, mentre di altri animali aveva tenuto solo le zampate, diventate graffi su abiti in jersey strutturato e su gonne in jacquard tono su tono. Il plissé di Krizia veniva appiattito e trasformato in velo alto fino a coprire la bocca, portato su abiti a pannelli con bomber dalle maniche gonfie. Insomma, per lo sbarco in Cina di Krizia, per cui erano state annunciate tante aperture di negozi, non si potevano rinnegare gli stilemi della maison su cui era nato e cresciuto il successo del marchio, ma tutto prendeva una grazia diversa. Krizia, nata a Bergamo nel 1925, fin da giovane aveva amato la moda al di sopra di tutto, a dispetto dei suoi studi in Svizzera e del suo essere stata spinta dalla famiglia a fare la maestra. Lasciata la cattedra, Mariuccia aprì un laboratorio a Milano, dove con l’amica Flora Dolci iniziò a produrre abbigliamento. Nel 1957 Mariuccia realizzò una serie di abiti-frutta al Samia (Salone Mercato Internazionale Abbigliamento) facendosi notare dai compratori americani e da Elsa Robiola, giornalista storica della moda italiana che in un articolo sull’evento segnalava la neonata griffe. Ma il debutto avvenne nel 1964 con una collezione in bianco e nero presentata a Firenze a Palazzo Pitti, con cui ottenne il premio Critica della moda. Mariuccia venne definitivamente sostituita da Krizia, la stilista dall’inossidabile caschetto, il cui nome proveniva dal Dialogo incompiuto di Platone sulla Vanità femminile. Alla fine degli anni ’60, Krizia sposò Aldo Pinto e nello stesso periodo diede vita alla linea di maglieria per la quale vennero inaugurati nuovi spazi produttivi a Sesto Ulteriano e a Kriziababy. Nel 1971, quando la moda prevedeva solo lunghezze maxi e midi, Krizia presentò i ‘bollenti’ hot pants che le valsero a Capri il premio Tiberio d’oro. Gli accostamenti arditi, l’uso di materiali insoliti come gomma, sughero, anguilla, le valsero il soprannome di ‘Crazy Krizia’ assegnatole dalla stampa americana. Nel 1984 acquistò dalla Montecatini il Palazzetto Melzi D’Eril, in via Manin e nell’85 vi trasferì atelier e showroom. Nel civico 21 della stessa strada nacque lo Spazio Krizia, teatro progettato per ospitare sfilate ed eventi culturali. Nell’88 fu lanciata Krizia Uomo e inaugurato il K Club sull’isola di Barbuda, resort scelto come meta delle vacanze dai reali inglesi. Negli anni Novanta Krizia venne indagata nell’ambito dell’inchiesta su Mani pulite, accusata di aver versato tangenti alla Guardia di finanza. Nel 1998 la Corte d’appello la assolse con formula piena.

Fonte: Ansa

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“Nur”, cortometraggio milanese premio del pubblico al Souq Film Festival 2015

December 7, 2015 Leave a comment

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“Nur”, l’ultimo cortometraggio prodotto dalla casa di produzione milanese Nieminen, si è aggiudicato il premio del pubblico al Souq Film Festival 2015.

Presentato in prima mondiale sabato 21 novembre alle 14 presso l’Auditorium San Fedele a Milani, il cortometraggio scritto e diretto da Marco Scotuzzi & Andrea Brusa e prodotto da Andrea Italia, è stato selezionato in concorso insieme ad altri 26 cortometraggi provenienti da 20 paesi.

“Volevamo raccontare una storia che potesse mettere in luce il mondo dei profughi in transito a Milano e siamo felicissimi che il pubblico della nostra città l’abbia apprezzata” hanno dichiarato i registi Scotuzzi & Brusa. Ha aggiunto il produttore Andrea Italia, “E’ un premio molto importante che riconosce il lavoro che stiamo facendo a Milano. Come Nieminen vogliamo raccontare storie di questa città e farle conoscere ai festival. E’ un passo importante che ci stimola a continuare. Stiamo lavorando su altre due storie sui profughi e migranti che gireremo in primavera.”

Giunto alla quarta edizione, promosso dal Centro Studi Sofferenza Urbana SOUQ della Fondazione Casa della Carità e realizzato in collaborazione con il Consiglio di Zona 1 e il Piccolo Teatro di Milano, il SOUQ Film Festival è una mostra cinematografica internazionale che promuove una maggior consapevolezza dei problemi che interessano le città di tutto il mondo, mostrando una scelta di cortometraggi di fiction e documentaristici, realizzati da registi emergenti o già affermati.

 “Nur” racconta la storia di una volontaria (Zena Abram) che lavora in un centro di accoglienza di Milano e si trova di fronte alla richiesta di aiuto da parte di una rifugiata siriana (Sarah El Debuch) che dopo aver vissuto il dramma di un aborto spontaneo durante il traumatico viaggio nel Mediterraneo, è alla disperata ricerca di un trafficante che le dia la possibilità di riunirsi con sua famiglia da tempo rifugiata in Svezia.

Nel cast Sara El Debuch (“Border”), Davide Daluiso (“Nero: La Serie”, “L’Intrepido Wilson”, “Il Giovane Montalbano”) e per la prima volta sullo schermo Zena Abram, una giovane operatrice che lavora in un centro di accoglienza di Milano, conosciuta dai registi Marco Scotuzzi e Andrea Brusa alla stazione Centrale durante il lavoro di ricerca per la scrittura della sceneggiatura di cui è stata consulente per la storia. Il cortometraggio è stato realizzato con il sostegno della Lombardia Film Commission che ha supportato la produzione nell’organizzazione generale, dalla logistica ai permessi.

About Nieminen 

Marco Scotuzzi e Andrea Brusa si conoscono all’università nel 2006 a Milano. Marco, come free lance, ha realizzato video per diverse piattaforme e ha lavorato per molte ONG, filmando e realizzando documentari in Africa e Sud America. Andrea ha iniziato a lavorare nello sviluppo progetti a Roma e poi si è trasferito a Los Angeles nel 2012 dove si è laureato in sceneggiatura alla UCLA. Ha ricevuto numerosi premi per le sue sceneggiature (tra cui l’Alfred P. Sloan Award e Best Feature Script al Rome Independent Film Festival). Nel 2013 con Andrea Italia, produttore e partner, decidono di dare vita al gruppo creativo Nieminen. I primi due lavori (“Vedi Milano con 5 Euro” e “Parigi, Charles de Gaulle”) sono stati selezionati e hanno vinto premi in diversi festival italiani. “Nur” è il loro terzo progetto.

Fonte: MondoRaro

“FIAT 500 – The design book”, incontro esclusivo alla Galleria Carla Sozzani

December 4, 2015 Leave a comment

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FIAT 500 – The design book
Incontro con Lapo Elkann, Enrico Leonardo Fagone, Roberto Giolito e Luca Napolitano

Mercoledì 16 dicembre 2015 alla Galleria Carla Sozzani, alle ore 18.30, Lapo Elkann, Enrico Leonardo Fagone, Roberto Giolito e Luca Napolitano presentano il libro FIAT 500 – The design book pubblicato da Rizzoli.

Genesi e metamorfosi della mitica 500: il racconto visivo di un’auto di successo, icona di stile e fenomeno di costume, che ha segnato la storia dell’automobile e del design italiano.

Dal 2007 ad oggi, la nuova Fiat 500 ha vinto più di 80 premi internazionali, fra cui l’Auto dell’anno 2008, il World Cup Design of the Year 2009, il Best New Engine 2010.
La storia e la metamorfosi di un mito che si è rinnovato dialogando con il talento creativo di designer e tecnici e con le esigenze degli utenti per traghettare la 500 verso il futuro. La forma dell’auto italiana più iconica, il progetto, le linee e l’evoluzione sono raccontate in un libro che ne riporta il design, lo stile e la trasformazione in una moderna city car con i dettagli di personalizzazione e i contributi dei disegnatori che hanno curato le varie versioni e modelli.

Lapo Elkann: “tutte le belle automobili mi appassionano, ma la 500 rimane il mio primo grande amore”. Enrico Leonardo Fagone, autore del volume, racconta: “il successo della 500 è dovuto al suo modo di comunicare con il mondo, alla sua natura di auto che sa adattarsi alla quotidianità”. A Roberto Giolito si deve la forma progettuale della Fiat 500 dai “volumi compenetrati, sovrapposti e associati in maniera compiuta, omogenea e coesa, da qualunque prospettiva la si osservi”.

FIAT 500 – The design book

cartonato 22 x 24 cm, pp. 142 Rizzoli, € 25

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