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Archive for November, 2015

“Steady sideslip”, personale di Nicolas Momein presso la Fondazione Rivoli2 di Milano

November 25, 2015 Leave a comment

Steady sideslip | Personale di Nicolas Momein

Dal 27 novembre al 9 gennaio la Fondazione Rivoli2 presenta la mostra personale di Nicolas Momein, curata da Stefano Castelli.

Prima esposizione in Italia per il giovane artista francese, la mostra, concepita per gli spazi della fondazione, riunisce opere recenti che ben rappresentano il suo peculiare approccio alla scultura. Rinnovando il linguaggio plastico anche rispetto alle sue più recenti evoluzioni, Momein supera la dicotomia tra scultura e installazione, esplora il rapporto tra opera e ambiente espositivo, mette in collegamento l’opera d’arte con la realtà sociale in cui essa nasce. Molte delle sue creazioni nascono infatti da visite in atelier e piccole industrie della sua regione. Il dialogo con gli artigiani porta l’artista a sperimentare materiali e tecniche inconsueti per l’arte.

Le sue sculture sono astrazioni di forme e oggetti riconoscibili. Oggetti e materiali quotidiani (tessuti, metalli, cibo, arredi, attrezzi) vengono trasformati oppure combinati tra di loro. Perdono così la loro funzionalità e tendono alla forma pura, senza cancellare del tutto la loro origine.

La componente simbolica delle sculture di Momein è marcata, ma senza mai scadere nel letterale o nella narrazione: in alcune opere si scorgono allusioni agli ambienti della vita sociale, alle forme dell’architettura e dell’arredo d’interni, spesso costrittive e standardizzate. Anche il design viene evocato, ma trasportato a misura d’uomo, allontanato dal pericolo della freddezza e della serialità e rivitalizzato tramite l’artigianalità.

Tra le opere esposte, le Sculptures par exemple ben rappresentano la proliferazione di forme che caratterizza l’artista. Assemblaggi di diversi oggetti e materiali, ricchi di contrasti di colore, questi lavori ricordano mobili o suppellettili la cui funzione è ormai incerta, come in seguito a un rimescolamento. Le sculture del ciclo Semences aux wasabi giocano con il contrasto tra stabilità e precarietà: i chiodi che ne costellano la superficie sono tenuti in posizione da magneti celati all’interno della scultura. Il colore sparso sulla superficie, che evoca la pittura, è realizzato con materiali commestibili. Nei video, opere compiute ma anche testimonianza del processo di realizzazione degli altri lavori, i materiali reperiti negli atelier degli artigiani vengono utilizzati per creare forme astratte, spesso dalla forte componente pittorica.

Spiega l’artista: “Le mie sculture si nutrono dei materiali più diversi. Il mio interesse si orienta verso le pratiche di artigiani, operai o agricoltori. Queste situazioni mi portano a sviluppare un’economia di lavoro collaborativo, basata su procedimenti e materiali tipici di lavori di solito poco visibili e considerati. Portando fuori dal contesto questi materiali e questi gesti, cerco di mettere in atto una rivalità tra dimensione funzionale e valore scultoreo degli oggetti, senza decidere quale dei due domini”.

Note biografiche

Nicolas Momein (Saint-Étienne FR 1980) vive e lavora a Saint-Ètienne e Parigi. Si diploma all’Ècole supérieure d’art et de design di Saint-Ètienne e ottiene un master all’Haute école d’art et dedesign di Ginevra. Il suo curriculum comprende numerose mostre in gallerie e istituzioni francesi e svizzere. Nel 2013 è selezionato per la mostra Rendez-vous, allo Iac di Villeurbanne; nel 2015, la sua mostra personale alla galerie Tator di Lione è inserita nel programma collaterale della Biennale di Lione. Sempre nel 2015, tiene una personale alle Èglises de Chelles. Tra le altre istituzioni che hanno esposto le sue opere figurano il Centre d’art contemporain de Genève, il Cân di Neuchâtel, La Galerie (centre d’art contemporain de Noisy-le-Sec) e il Magasin di Grenoble. Ha partecipato a numerose residenze, ultima quella alla Cité des arts di Parigi. Tra i premi ricevuti, il Prix des amis jeune création/Galeries nomades (2015).

Fondazione Rivoli2
La Fondazione Rivoli2 nasce nel 2013 con lo scopo di promuovere, documentare e sperimentare, nell’ambito delle realtà culturali, il percorso di artisti e curatori, mettendo a disposizione uno spazio per far conoscere progetti e lavoro di ricerca e, al contempo, offrendo la possibilità di entrare in relazione con le diverse rappresentanze del mondo dell’arte e con il pubblico.
Rivoli2 si trova a Milano nel cuore di Brera, accanto al Piccolo Teatro Strehler.
Lo spazio è collocato all’interno di un tipico palazzo milanese e si affaccia su di un cortile con una vetrata che lo caratterizza: 140 mq disposti su quattro livelli, di cui tre dedicati ad ospitare i progetti espositivi.
www.rivolidue.org

Milano, ottobre 2015
Steady sideslip
Milano, Rivoli2 – via Rivoli 2 (MM Lanza)
27 novembre 2015 – 9 gennaio 2016
Inaugurazione: giovedi 26 novembre, ore 18.30

Orari :
dal martedì al venerdì 16.00-19.00; sabato 15.30 -19.30
In tutti gli altri giorni è possibile visitare la Fondazione su appuntamento

Ingresso libero

Awkward Keystrokes, spartito musicale per captare il suono delle stelle

November 13, 2015 Leave a comment

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Anche le stelle possono suonare. Lo dimostra il brano intitolato Awkward Keystrokes of Y Cam nato dall’insieme delle note prodotte dalla stella Y Cam A e da un pianoforte

Una musica stellare è quella composta dallo studioso Burak Ulas dell’Izmir Turk College Planetarium turco attraverso l’utilizzo delle pulsazioni di una stella chiamata Y Cam A. Come specificato nello studio intitolato “The Multiperiodic Pulsating Star Y Cam A as a Musical Instrument”, Ulas fa sapere di aver generato degli accordi musicali dalle frequenze delle oscillazioni emesse da una stella, la Y Cam A appunto, in via di eclissi.

Partendo dal presupposto che un accordo è dato dal suono simultaneo di tre o più note distanziate da un determinato intervallo, lo studioso ha notato che Y Cam A era in grado di vibrare all’interno di un’ampia gamma di frequenze che quindi potevano essere messe in armonia con il suono, ad esempio, di un pianoforte. Per farlo, prima di tutto è stato necessario estrapolare alcuni toni, 4 in particolare, ognuno per ogni frequenza di oscillazione, che potevano essere ‘suonati’ insieme in modo da generare un accordo, all’interno di una scala diminuita-esatonale.

Successivamente, grazie all’utilizzo di un software di produzione e manipolazione di audio, GoldWave, Ulas è riuscito a realizzare un vero e proprio brano composto da un lato da una base di pianoforte e dall’altro dagli accordi formati dal suono della stella.

Per rendere il tutto ancor più realistico, i ricercatori hanno utilizzato il software MuseScore5 per dare vita al primo spartito musicale composto da pianoforte e stella Y Cam A.

Il risultato non è forse il prossimo tormentone estivo, ma è comunque suggestivo e perfetto per accompagnare l’osservazione delle stelle cadenti della prossima Notte di San Lorenzo.

Fonte: Fanpage

Chocofestival 2015, 7a edizione nello straordinario scenario del centro storico di Chieti

November 13, 2015 Leave a comment

Chocofestival-2015-Chieti

Nello straordinario scenario del centro storico di Chieti stand, espositori con specialità da tutta Italia per l’evento più goloso della Regione Abruzzo. Animazione, cooking show, concerti, visite alla Chieti Sotterranea, concorso fotografico, sculture giganti di cioccolato e la straordinaria partecipazione del Campione del Mondo di pasticceria Emanuele Forcone, questi alcuni ingredienti dell’edizione 2015 del Chocofestival, anche se l’ingrediente supremo ed il grande protagonista resta sempre lui… IL CIOCCOLATO!
Vi aspettiamo anche quest’anno numerosissimi.
INGRESSO GRATUITO
Info: Francesco Cicchini
Tel. 0871.330270
Mob. 327.7890723

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Tommaso Trani, muore precocemente causa una grave malattia fulminante

November 12, 2015 Leave a comment

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Il Qpr e la Lega Serie A rendono noto il decesso del portierino poco più che maggiorenne. Il mondo del calcio è in lutto

Il QPR, club inglese di Championship, ha comunicato tramite il suo sito ufficiale che Tommaso Trani, portierino classe ’93 prodotto del vivaio del Milan, è venuto a mancare dopo una malattia fulminante. Anche la Lega Serie A si unisce al lutto. Tommaso aveva tentato l’avventura inglese e nel 2013 era tornato in Italia, per giocare con Viggiano e Hinterreggio.

IL RICORDO DEL MILAN — “Sul campo imponente, quanto dolce, gentile e cordiale fuori dal terreno di gioco. Non ci sono parole per spiegare una morte tanto prematura, quanto ingiusta, come quella di Tommaso Trani, giovane classe 1993. Ex portiere della Berretti rossonera nella stagione 2010/2011, proveniente dall’Olimpia Firenze, nella sua troppo breve carriera può vantare anche un’esperienza nell’Academy del QPR, prima di rientrare in Italia nel campionato Eccellenza. Un ragazzo tenero e sensibile, quanto efficace sul campo, dove il suo ricordo è ancora ben impresso tra le persone che hanno avuto la fortuna di condividere con lui momenti di campo e vita quotidiana”.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

“La Musica Lombarda dal Barroco a Jannacci”, performance musicale inedita presso lo Studio Museo Francesco Messina di Milano

November 4, 2015 Leave a comment
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La Musica Lombarda dal Barroco a Jannacci
regia di Hamilton Moura Filho Desivel
con Danila Musikhin( Clarinetto, Conservatorio Čiajkovskij di Mosca), Silvia de Rosso ( Viola da Gamba, Conservatorio di Vicenza) e Tiziana Rossato (Voce e Chitarra).
Ingresso Gratuito
le prenotazione gratuite dei posti per la performance vengono assegnati in funzione dell’ordine di arrivo delle richieste via email 

“I Portatori del Tempo – Il tempo inclinato”, terzo volume della Enciclopedia delle Arti Contemporanee

November 4, 2015 Leave a comment
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Giovedì 5 novembre 2015 dalle ore 18,00

L’Accademia Nazionale di San Luca
è lieta di invitarLa alla presentazione del volume

I Portatori del Tempo – Il tempo inclinato
terzo volume della
Enciclopedia delle Arti Contemporanee

curata da Achille Bonito Oliva
con il coordinamento scientifico di Andrea Cortellessa
Electa, 2015

giovedì 5 novembre 2015
dalle ore 18,00

Introduce e coordina
Francesco Moschini
Intervengono
Achille Bonito Oliva, Andrea Cortellessa, Giulio Giorello
Saranno presenti gli Autori dei saggi

Dopo il primo volume dedicato al “tempo comico” e il secondo dedicato al “tempo interiore” entra in scena il “tempo ‘inclinato'”. L’aggettivo si riferisce alla teoria del clinamen di Lucrezio riscoperta nell’era Atomica con la fisica del Novecento (dalla Teoria della Relatività al Principio diIndeterminazione). Il tempo perde il suo connotato assoluto e si trasforma in uno spazio-tempo mutevole e soggettivo “che s’inclina; e le cose scivolano e rotolano, sfuggono, non sono mai così”. “Piega è difatti il clinamen, caro a Epicuro e Lucrezio, inclinatura che sfata il destino e introduce un tempo inspiegabile, ove le cose accadono secondo una logica che appare beffarda” come si legge nel testo. Il volume indaga il rapporto delle arti contemporanee con la nuova dimensione temporale inquieta, instabile, sempre mutevole, un istante imprecisato in cui si generano i cambiamenti universali, come la creazione e la morte. Il tomo, introdotto da uno scritto del filosofo ed epistemologo Giulio Giorello, ripropone la struttura dei precedenti ed è diviso in otto sezioni disciplinari: musica, architettura, arti visive, cinema, nuovi media, teatro, fotografia, letteratura, e si conclude con la postfazione, un testo di sintesi e raccordo di Achille Bonito Oliva, ideatore del progetto. Ogni sezione è composta da un saggio curato da specialisti del settore (per la musica Gianmario Borio; per l’architettura Marco Biraghi, per le arti visive Riccardo Venturi; per il cinema Umberto Silva; per i nuovi media Rinaldo Censi, per il teatro Attilio Scarpellini; per la fotografia Stefano Chiodi; e infine, per la letteratura Andrea Cortellessa) ed è accompagnato da quattro ‘medaglioni’, brevi interventi scelti dagli autori dei saggi come testi rappresentativi del tema trattato. In coda al volume, il consueto lemmario, a cura di Marie Rebecchi, Daniela Voso ed Enrico Camporesi, illustra le principali voci concettuali messe in campo dai vari saggi.

“Esiste un’inerzia iniziale contro cui l’arte si arma, una serenità della comunicazione che essa tende a alterare mediante l’introduzione di uno stato di turbolenza”.
Achille Bonito Oliva, postfazione

Accademia Nazionale di San Luca
Roma, piazza dell’Accademia di San Luca 77 | tel. 06.6798850 06.6798848 | www.accademiasanluca.eu

“Daido Moriyama in Color”, personale fotografica presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

November 2, 2015 Leave a comment

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Daido Moriyama in Color a cura di Filippo Maggia

Per la prima volta in Italia un corpus di oltre cento fotografie a colori di Daido Moriyama, il maestro giapponese del bianco e nero. La Galleria Carla Sozzani presenta la mostra Daido Moriyama in Color a cura di Filippo Maggia.

“Il bianco e nero racconta il mio mondo interiore, le emozioni e i sentimenti più profondi che provo ogni giorno camminando per le strade di Tokyo o di altre città, come un vagabondo senza meta. Il colore descrive ciò che incontro senza filtri, e mi piace registrarlo per come si presenta ai miei occhi. Il primo è ricco di contrasti, è aspro, riflette a pieno il mio carattere solitario. Il secondo è gentile, riguardoso, come io mi pongo nei confronti del mondo.”

Hiromichi (Daido) Moriyama, nato a Ikeda, prefettura di Osaka, nel 1938, distingue così la sua produzione fotografica nella videointervista che introduce la mostra.
Apprezzato in tutto il mondo per la sua graffiante, sovente sgranata e sovraesposta, fotografia in bianco e nero, dalla fine degli anni Sessanta è andata imponendosi prima in Giappone e successivamente in ambito internazionale, come il primo vero sguardo rivoluzionario sulla società nipponica. Il 1969 è l’anno in cui Moriyama pubblica sulla rivista Provoke “Eros” il racconto di una notte con un’amante in una stanza d’albergo, e la serie interamente realizzata in un drugstore di Aoyama mentre fuori infuriava la protesta giovanile.

Oggi, a distanza di cinquant’anni Moriyama presenta il suo lavoro a colori alla Galleria Carla Sozzani. Daido Moriyama in Color raccoglie per la prima volta una selezione di 130 fotografie inedite, realizzate tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, anni decisivi nei quali si è compiuta la formazione di Moriyama.

La strada, teatro prediletto del fotografo giapponese, è il tema centrale del lavoro di quegli anni, periodo storico particolare per il Giappone che, dopo la ricostruzione e il boom economico successivi alla fine della seconda guerra mondiale, si trovò a vivere e affrontare l’occupazione americana e poi la contestazione studentesca, sull’onda di quanto accadeva in Europa e negli Stati Uniti.

Affascinato dalle esperienze della beat generation e in particolare dalla lettura del capolavoro di Jack Kerouac “Sulla Strada”, il trentenne Moriyama inizia allora il suo solitario e interminabile cammino, un viaggio senza fine raccontato dalle immagini.
Immagini di un Paese che vive in bilico fra tradizione e modernità, di cui Moriyama attraverso fotografie non convenzionali, nei soggetti quanto nella forma – secondo i dettami lanciati da Provoke per cui ciò che conta è “l’esperienza di un momento”- cerca di carpire significativi frammenti di realtà, utilizzando in maniera anarchica la macchina fotografica. I suoi scatti più estremi vennero raccolti nel volume Farewell Photography pubblicato nel 1972. Oltre alla strada, ai vicoli bui e stretti che ancora oggi si celano appena dietro le grandi arterie che attraversano Tokyo, oltre ai locali, che siano essi ryokan, sale di pachinko o night club, ai ritratti di auto e moto americane di grossa cilindrata, agli scatti dei poster di divi americani ed europei, spiccano in mostra i nudi femminili caratterizzati dai colori pop e acidi tipici di quegli anni, ma delicati, ingenui nella loro naturale sensualità.

Daido Moriyama ha esposto in musei e gallerie di tutto il mondo. Fra questi, Tate Modern di Londra, MoMA di San Francisco, Metropolitan Museum di New York, Fotomuseum di Winterthur, Tokyo Metropolitan Art Museum, Fondation Cartier di Parigi.
Accompagna la mostra un volume edito da Skira, con oltre 250 fotografie a colori a cura di Filippo Maggia.

La mostra, realizzata dalla Galleria Carla Sozzani in collaborazione con Fondazione Fotografia Modena, sarà a Modena nel marzo 2016.

Daido Moriyama in Color a cura di Filippo Maggia

Inaugurazione sabato 7 novembre 2015 dalle ore 15.00 alle ore 20.00

In mostra da domenica 8 novembre 2015 a domenica 10 gennaio 2016
tutti i giorni, 10.30 – 19.30
mercoledi e giovedì, 10.30 –21.00

Galleria Carla Sozzani

corso Como 10 – 20154 Milano, Italia

Diana Vreeland: The Modern Woman, incontro con Alexander Vreeland presso 10 Corso Como di Milano

November 2, 2015 Leave a comment

DianaVreelandModernWoman_cover

Incontro con Alexander Vreeland in occasione dell’uscita del volume Diana Vreeland: The Modern Woman
The Bazaar Years 1936-1962
pubblicato da Rizzoli martedì 3 novembre
alle ore 18.00 in 10 Corso Como.

“Parte del mio successo come giornalista è dovuto alla mia audacia: non ho mai temuto di raccontare un evento, un fatto, un’atmosfera. Mi sono sempre immedesimata nel lettore finale. Era il mio lavoro. Credo di avere avuto sempre una visione chiara di cosa faceva piacere ai lettori: dare loro quello che… non sapevano di volere.”

Nel 1936 Carmel Snow, direttore di Harper’s Bazaar prese una decisione che cambiò per sempre la moda quando chiese a Diana Vreeland di entrare nella sua rivista. Diana Vreeland inaugurò la celebre rubrica “Perché no..?” E nel 1939, venne nominata la prima (ed unica) redattrice di moda del giornale- perché, come diceva spesso Richard Avedon, la Vreeland “inventava” la moda. Il libro Diana Vreeland: The Modern Woman documenta tre decenni di Bazaar, divisi anno per anno. Ogni sezione si apre con tutte le dodici copertine della rivista seguite da una selezione di immagini che testimoniano la visione innovativa di Diana Vreeland e i suoi continui lavori con celebri fotografi come Richard Avedon, Louise Dahl-Wolfe, Lillian Bassman, Martin Munkacsi e George Hoyningen- Huene.

Questa monografia permette di vedere come lo sguardo attento di Diana Vreeland e la sua collaborazione con Carmel Snow e Alexey Brodovitch, il leggendario direttore artistico di Harpers’ Bazaar, abbiano cambiato l’immagine della donna moderna americana del ventesimo secolo. Con oltre 300 pagine e i commenti di sei tra i maggiori fashion leaders della moda di oggi, il volume Diana Vreeland: The Modern Woman ci racconta Diana Vreeland, un’ icona senza tempo, fonte di ispirazione continua.

Alexander Vreeland, nipote di Diana Vreeland, dopo una carriera trentennale nella moda e nel beauty, ha creato nel 2014 la linea Vreeland Parfums. Nel 2013 ha curato per Rizzoli il libro Memo Diana Vreeland.

Diana Vreeland: The Modern Woman
The Bazaar Years 1936 – 1962 – a cura di Alexander Vreeland
testi di Bruce Weber, Glenda Bailey, Edward Enninful, Tonne Goodman, Inez van Lamsweerde e Stefano Tonchi 300 ill colori e b/n, 304 pagine, copertina rigida – testi in inglese
Rizzoli International, Ottobre 2015
€ 65.00

Alexander Vreeland is the grandson of Diana Vreeland and the president of Diana Vreeland Parfums and the Diana Vreeland Estate. He is the author of Diana Vreeland Memos: The Vogue Years.