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Dryas, impatto cosmico causa del raffreddamento di 13.000 anni fa secondo James P. Kennett

L’ipotesi che il repentino e breve raffreddamento avvenuto nel Dryas recente, circa 13.000 anni fa, sia stato provocato da un impatto cosmico è ora suffragata da analisi geologiche comparate in 23 siti dell’emisfero settentrionale. Queste analisi hanno mostrato l’improvvisa comparsa in sottili strati geologici, tutti coevi, di materiali e microstrutture che possono prodursi solo in seguito a un violentissimo impatto

Mappa dei siti analizzati. (Cortesia J.P. Kennett et al.:PNAS)

Il temporaneo, forte raffreddamento del clima che ebbe inizio circa 13.000 anni fa e si protrasse per circa 1300 anni fu verosimilmente legato a un impatto cosmico. Ad affermarlo è un gruppo internazionale di ricercatori che firma un articolo sui “Proceedings of the National Academy of Science”.

Il periodo di improvviso e drastico cambiamento climatico che interessò solo l’emisfero settentrionale – ed è noto come Dryas recente – ha sempre suscitato grande interesse perché a esso è stata imputata l’estinzione della megafauna che fino ad allora popolava l’emisfero boreale e/o la scomparsa della cultura di Clovis, costituita da alcuni dei primissimi abitatori del continente americano.

La causa del raffreddamento del Dryas recente è comunque ancora oggetto di discussione, e all’ipotesi che alla sua origine vi sia stato un impatto cosmico, sono state contrapposte cause differenti, per esempio un’alterazione delle correnti marine del Nord Atlantico dovute ad altri fattori.

James P. Kennett e colleghi hanno analizzato le sequenze sedimentarie in 23 siti del Nord e Centro America, della parte settentrionale del Sud America, dell’Europa e del Medio Oriente. In queste sequenze i ricercatori hanno trovato sistematicamente strati sottili nei quali erano presenti sferule di vetro dovute a fusione ad altissima temperatura, nanodiamanti, microgranuli di platino e di osmio e una serie di altre sostanze tutte correlabili agli effetti di uno shock da impatto

Le elaborazioni statistiche dei dati hanno poi stabilito, con una probabilità del 95 per cento, che quegli strati sono tutti coevi e risalgono a un lasso di tempo compreso fra i 12.835 e 12.735 anni fa. I ricercatori hanno anche confrontato questi dati con quelli ottenuti da carotaggi nei ghiacci della Groenlandia, che testimoniano anch’essi una deposizione di platino di origine extraterrestre proprio in quel periodo.

La rarità e peculiarità delle caratteristiche rilevate in questi strati sincroni, osservano

Kennett e colleghi, depone fortemente a favore dell’ipotesi che il cambiamento climatico del Dryas recente sia stato innescato proprio da un evento cosmico.

Fonte: Le Scienze

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