Home > Vernissages e Mostre > “La coscienza espansa”, bipersonale d’arte contemporanea presso Orizzonte contemporaneO a Roma

“La coscienza espansa”, bipersonale d’arte contemporanea presso Orizzonte contemporaneO a Roma

La coscienza espansa-w900-h900

Cos’hanno in comune l’arte e l’acqua, se non di essere una condizione primordiale?

L’immagine è la prima concezione per una struttura del linguaggio e della comunicazione, ben prima dell’invenzione della parola; allo stesso modo, l’acqua è luogo e principio della vita, è unità del mondo. Non per niente, noi stessi siamo esseri “acquatici” quando cresciamo nell’utero materno. Per un semplice caso – e forse per questo, ancor più significativo e rivelatore -, lo scultore Filippo Canesi e l’installatrice Barbara Matera, si trovano a trattare il tema dell’acqua tramite i loro distintivi codici artistici: per loro mezzo l’arte riassume il suo ruolo semioforo e di plasmatore di coscienze, capace d’intervenire come spunto di riflessione interiore e specchio dell’interiorità, nel caso di Canesi e, quale glossatore del vivere odierno, come monito di una maggiore attenzione verso ciò che ci circonda e che ci è indispensabile per la vita, nel caso di Matera.

La mostra dialogica La coscienza espansa, pone in essere i due caratteri degli artisti proposti, l’uno, Canesi, con una weltanschauung riflessiva; l’altra, Matera, con una poetica, si potrebbe dire da “attivista”, ma senza eccedere mai nella provocazione fine a se stessa e nel caos. Piuttosto, i due artisti, invitano lo spettatore, più o meno tacitamente e senza forzature, a concepire la propria coscienza come un sistema adattabile ed espandibile – esattamente come si comporta l’acqua -, che trova la sua dimensione più propria nell’intima spiritualità dell’essere o nella spinta verso l’interrogarsi e l’intervenire sul mondo. Così ci dimostrano, che l’arte può e deve essere uno strumento di denuncia, sia a livello interiore che sociale.

Come il corpo massimamente adattabile, quale è l’acqua, così la materia scultorea di Canesi diviene straordinariamente leggiadra e fluida sotto il suo tocco creativo. La sua arte ha in prima istanza un impatto più compassato sul sociale, nondimeno, è in grado di lavorare lentamente nel profondo, come l’acqua è capace di modellare la natura – con sistemi macro e microscopici ben più solidi e cristallini di lei -, grazie alla mistica e lirica ieraticità che contraddistingue ogni scultura di Canesi: un’acqua resa idea forgia, trasmuta, altera la materia plastica, come fosse capace d’intervenire sull’entropia di marmo e legno. Le installazioni di Matera si palesano in discorso attivo e partecipativo nel collettivo, dove l’arte trova la sua dimensione etica, nonché simbolica – ogni elemento delle sue installazioni veste una simbologia-, e non a caso utilizza materiali naturali (lana, cotone, legno…), nel momento in cui essi assumono la funzione perspicua di monito nei confronti della scellerata distruzione dell’ecosistema.

L’esposizione è al contempo, un’occasione di dialogo tra i codici intrinseci dell’arte – ancora oggi iniquamente etichettati come antitetici -, intesa in senso tradizionale ed etimologico di technē, propria dell’abilità e sapienza tecnico-manuale di Canesi, contro la cosiddetta morte dell’arte di cui Matera ne è esponente. Al contempo e curiosamente, i due discorsi portanti dell’arte contemporanea, con i nostri due autori, finiscono per interpolarsi, poiché le forme adottate da Canesi, così astratte e denotate, sono stilemi propri della contemporaneità, mentre, l’esecuzione pratica e artigianale delle installazioni di Matera, presuppongono una conoscenza realizzativa non solo tecnica, ma che è traccia di una lunga tradizione artigianale della lavorazione dei tessuti, di cui l’Italia è sempre stata testa di serie.

Le opere esposte nella restaurata sede della Casa della Cultura, a Villa De Sanctis, concepita come nuovo spazio aperto alle forme espressive culturali e intesa come una diramazione della cultura in tutti i luoghi della capitale, si faranno voce di un attuale sentore di rivalsa della coscienza e dell’arte, verso un tacito e distruttivo consenso durato troppo a lungo.

Genere: bipersonale d’arte contemporanea

Luogo: Casa della Cultura, via dei Gordiani 5, Roma

Periodo: 2- 12 ottobre 2014

Artisti partecipanti: Filippo Canesi, Barbara Matera

Patrocini: Regione Lazio

Roma Capitale

Curatore: Marina Ciangoli

Organizzazione: Orizzonte contemporaneO

  1. No comments yet.
  1. No trackbacks yet.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: