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Archive for October, 2014

“Sei personaggi in cerca d’autore”, spettacolo di Gabriele Lavia al Teatro della Pergola di Firenze

October 11, 2014 Leave a comment

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PRIMA NAZIONALE

Nel 1948, dopo che il secondo conflitto mondiale aveva danneggiato il palcoscenico, la Pergola fu inaugurata nuovamente con i Sei personaggi in cerca d’autore. La regia era di Orazio Costa, con Tino Buazzelli nel ruolo del Padre e Rossella Falk in quello della Figliastra. Con un gesto dal forte significato simbolico, Gabriele Lavia, allievo di Costa, sceglie i Sei personaggi per la sua prima regia interamente prodotta dalla Fondazione Teatro della Pergola e per il suo debutto da consulente artistico del massimo teatro fiorentino.

La storia
Sul palcoscenico vuoto un macchinista inchioda assi per la scenografia del Giuoco delle parti di Luigi Pirandello. Viene interrotto dal Direttore di scena: stanno per giungere il Capocomico e la compagnia. Iniziano le prove, e il capocomico litiga un po’ col Primo Attore, un po’ col suggeritore. D’improvviso in sala entra l’usciere seguito da sei personaggi. Alla domanda del capocomico “Chi sono lorsignori, che cosa vogliono? rispondono: siamo qua in cerca d’un autore.

Note di regia
“Sei personaggi in cerca d’autore è probabilmente il testo di teatro più importante di tutti i tempi. Esso interroga il fondamento stesso del teatro: la contraddizione e la discordanza tra l’attore e il personaggio e l’impossibilità a fare dei due una sola unità. Ma dice Eraclito: “Da ciò che è più discorde, lo splendido accordo.”
Gabriele Lavia

Scarica la Locandina 

Leggi il foglio di sala

Leggi le Note di regia e l’intervista a Gabriele Lavia

Gabriele Lavia
di  Luigi Pirandello
con  Massimiliano Aceti, Ludovica Apollonj Ghetti, Alessandro Baldinotti, Daniele Biagini, Rosy Bonfiglio, Maria Laura Caselli, Michele Demaria, Giulia Gallone, Giovanna Guida, Lucia Lavia, Andrea Macaluso, Luca Mascolo, Mario Pietramala, Marta Pizzigallo, Matteo Ramundo, Malvina Ruggiano, Alessio Sardelli, Carlo Sciaccaluga, Anna Scola.
scene  Alessandro Camera
costumi  Andrea Viotti
musiche  Giordano Corapi
regia  Gabriele Lavia
produzione  Fondazione Teatro della Pergola
Orari da lunedì a sabato: 20.45; domenica:15:45; mercoledì 29 riposo

24 ott 2014 – 2 nov 2014

Info: www.teatrodellapergola.com

“La coscienza espansa”, bipersonale d’arte contemporanea presso Orizzonte contemporaneO a Roma

October 2, 2014 Leave a comment

La coscienza espansa-w900-h900

Cos’hanno in comune l’arte e l’acqua, se non di essere una condizione primordiale?

L’immagine è la prima concezione per una struttura del linguaggio e della comunicazione, ben prima dell’invenzione della parola; allo stesso modo, l’acqua è luogo e principio della vita, è unità del mondo. Non per niente, noi stessi siamo esseri “acquatici” quando cresciamo nell’utero materno. Per un semplice caso – e forse per questo, ancor più significativo e rivelatore -, lo scultore Filippo Canesi e l’installatrice Barbara Matera, si trovano a trattare il tema dell’acqua tramite i loro distintivi codici artistici: per loro mezzo l’arte riassume il suo ruolo semioforo e di plasmatore di coscienze, capace d’intervenire come spunto di riflessione interiore e specchio dell’interiorità, nel caso di Canesi e, quale glossatore del vivere odierno, come monito di una maggiore attenzione verso ciò che ci circonda e che ci è indispensabile per la vita, nel caso di Matera.

La mostra dialogica La coscienza espansa, pone in essere i due caratteri degli artisti proposti, l’uno, Canesi, con una weltanschauung riflessiva; l’altra, Matera, con una poetica, si potrebbe dire da “attivista”, ma senza eccedere mai nella provocazione fine a se stessa e nel caos. Piuttosto, i due artisti, invitano lo spettatore, più o meno tacitamente e senza forzature, a concepire la propria coscienza come un sistema adattabile ed espandibile – esattamente come si comporta l’acqua -, che trova la sua dimensione più propria nell’intima spiritualità dell’essere o nella spinta verso l’interrogarsi e l’intervenire sul mondo. Così ci dimostrano, che l’arte può e deve essere uno strumento di denuncia, sia a livello interiore che sociale.

Come il corpo massimamente adattabile, quale è l’acqua, così la materia scultorea di Canesi diviene straordinariamente leggiadra e fluida sotto il suo tocco creativo. La sua arte ha in prima istanza un impatto più compassato sul sociale, nondimeno, è in grado di lavorare lentamente nel profondo, come l’acqua è capace di modellare la natura – con sistemi macro e microscopici ben più solidi e cristallini di lei -, grazie alla mistica e lirica ieraticità che contraddistingue ogni scultura di Canesi: un’acqua resa idea forgia, trasmuta, altera la materia plastica, come fosse capace d’intervenire sull’entropia di marmo e legno. Le installazioni di Matera si palesano in discorso attivo e partecipativo nel collettivo, dove l’arte trova la sua dimensione etica, nonché simbolica – ogni elemento delle sue installazioni veste una simbologia-, e non a caso utilizza materiali naturali (lana, cotone, legno…), nel momento in cui essi assumono la funzione perspicua di monito nei confronti della scellerata distruzione dell’ecosistema.

L’esposizione è al contempo, un’occasione di dialogo tra i codici intrinseci dell’arte – ancora oggi iniquamente etichettati come antitetici -, intesa in senso tradizionale ed etimologico di technē, propria dell’abilità e sapienza tecnico-manuale di Canesi, contro la cosiddetta morte dell’arte di cui Matera ne è esponente. Al contempo e curiosamente, i due discorsi portanti dell’arte contemporanea, con i nostri due autori, finiscono per interpolarsi, poiché le forme adottate da Canesi, così astratte e denotate, sono stilemi propri della contemporaneità, mentre, l’esecuzione pratica e artigianale delle installazioni di Matera, presuppongono una conoscenza realizzativa non solo tecnica, ma che è traccia di una lunga tradizione artigianale della lavorazione dei tessuti, di cui l’Italia è sempre stata testa di serie.

Le opere esposte nella restaurata sede della Casa della Cultura, a Villa De Sanctis, concepita come nuovo spazio aperto alle forme espressive culturali e intesa come una diramazione della cultura in tutti i luoghi della capitale, si faranno voce di un attuale sentore di rivalsa della coscienza e dell’arte, verso un tacito e distruttivo consenso durato troppo a lungo.

Genere: bipersonale d’arte contemporanea

Luogo: Casa della Cultura, via dei Gordiani 5, Roma

Periodo: 2- 12 ottobre 2014

Artisti partecipanti: Filippo Canesi, Barbara Matera

Patrocini: Regione Lazio

Roma Capitale

Curatore: Marina Ciangoli

Organizzazione: Orizzonte contemporaneO