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Courmayeur, misteri e bagliori incredibili sul Monte Bianco

Monte Bianco

L’ultima è quella del sindaco di St-Gervais-Les-Bains, località dell’Alta Savoia francese incastrata nel massiccio del Monte Bianco, che si è dovuto muovere per vietare il pellegrinaggio new age di un’organizzazione spirituale inglese che sostiene l’esistenza degli Ufo. Volevano andare sul Nid d’Aigle, ai bordi del ghiacciaio di Bionassay: «È un luogo carico di energia spirituale di un essere cosmico, venuto da un altro mondo». Eccentrici mattocchi? Chissà. Il Monte Bianco quel certo fascino misto a inquietudine l’ha sempre suscitato. In passato era noto come Mont Maudit (Monte Maledetto) e fiorivano leggende su spiriti maligni che lo infestavano.

Superstizioni di tempi ormai remoti? Mica tanto. Nel 1956, a Courmayeur, successe l’incredibile con l’arrivo di «Fratello Emman», alias il pediatra milanese Elia Bianca. Affittò il rifugio Pavillon, sul Mont Fréty, e lo trasformò nell’Arca che avrebbe dovuto salvare 7000 persone all’Apocalisse imminente. Al «profeta» erano arrivate rivelazioni secondo cui il mondo sarebbe finito alle 13,45 del 14 luglio 1960, a causa di un ordigno nucleare al mercurio che avrebbe causato terremoti, maremoti e distruzioni. L’avventura di Fratello Emman non si concluse come (da lui) previsto, ma l’arte oratoria non fece difetto al profeta mancato: «Prego i signori della stampa – disse scoccata l’ora della verità – di prendere nota: tutte le notizie inerenti l’Apocalisse, fissata per le ore 13,45 di oggi, addì 14 luglio 1960, erano da considerarsi errate. Ringrazio Iddio per l’errore… Tutti si possono sbagliare».

Secondo il Centro Italiano Studi Ufologici nella sola Valle d’Aosta dal 1947 gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati sono stati oltre 50. Nel novembre 2012 le agenzie batterono la notizia di alcuni testimoni che da Courmayeur avevano visto un disco infuocato schiantarsi sul Bianco, dalle parti del rifugio Boccalatte. Forse un pallone aerostatico, ma le ricerche del Soccorso alpino e della Guardia di finanza furono presto interrotte. Tra i testimoni di oggetti misteriosi sui cieli della Valle c’è anche Luciano Caveri, deputato alla Camera per quattro legislature ed ex europarlamentare, che prima di entrare in politica era cronista alla Rai. Domenica 15 settembre 1985, poco dopo le 9, sui cieli di Aosta apparve un corpo luminoso, che sarebbe rimasto fermo in quota per tre ore a un’altezza variabile tra i 35 mila e i 50 mila piedi. Caveri filmò l’avvistamento con la sua troupe noleggiando un aereo da turismo: «Io non credo ai marziani, sia chiaro, ma certo – raccontò subito dopo – era un fenomeno strano: l’Ufo che abbiamo visto e ripreso volava ad almeno 5000 metri sopra il nostro aereo, e lo vedevamo bene. Doveva essere grosso come una casa, era triangolare ed emetteva bagliori metallici». Daniele Mammoliti

Fonte: La Stampa – Aosta

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