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Archive for December, 2013

Merry Christmas – Joyeux Noël – Frohe Weihnachten – Feliz Navidad – Buon Natale 2013

December 25, 2013 Leave a comment

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Merry Christmas – Joyeux Noël – Frohe Weihnachten – Feliz Navidad – Buon Natale 2013

Categories: Eventi

“Il miracolo di Natale di Jonathan Toomey” di Bill Clark (2007)

December 24, 2013 Leave a comment

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Il miracolo di Natale di Jonathan Toomey (The Christmas Miracle of Jonathan Toomey) è un film di genere ragazzi della durata di 91 min. diretto da Bill Clark e interpretato da Aran Bell, Tom Berenger, Thomas Briggs, Clare Burt, Benji Compston, Elliot Cowan, Sam Douglas, Benjamin Eli, Robert Jezek, Jack Montgomery. Prodotto nel 2007 in Gran Bretagna.
Quando un ragazzino triste smarrisce il presepe di legno che lo legava al padre defunto, la madre, preoccupata, convince un solitario intagliatore a creargli un rimpiazzo e a far assistere il figlioletto ai lavori. La relazione tra l’uomo e il bambino si fa via via più stretta, mentre il Natale si avvicina…

Fonte: Movieplayer.it

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“Il Flauto magico”, rappresentazione al Teatro Marruccino di Chieti – recensione di Marius Creati

December 2, 2013 Leave a comment

Il Flauto magico, rappresentazione al Teatro Marruccino di Chieti - recensione di Marius Creati

Serata di grande impatto culturale, lo sorso 22 novembre 2013, al maestoso Teatro Marruccino di Chieti, con sala gremita di appassionati e cultori della lirica, per la prima della rappresentazione dell’opera Il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart, diretto dal Maestro Maurizio Colasanti con la regia di Enrico De Feo.
L’ouverture d’inizio serata precede l’apertura del sipario introducendo con sottigliezza parsimoniosa le prime battute di scena quando, atto primo scena prima, il principe Tamino, inseguito da un serpente che sembra non dargli tregua, scivola e cade privo di sensi. Ciò segna l’inizio di un viaggio emblematico nel cuore della favola mozartiana che, a luci smorzate, ben accarezzati dalle note sonore dell’orchestra sinfonica, inibisce la realtà plateale trasbordando lo spettatore verso i luoghi enfatici del sogno.
La soirée diventa magica sotto il fervore musicale che riecheggia nella sala; le battute del libretto scorrono con disinvoltura nel perdurare della lunga serata, devozione e bravura degli attori in scena, i quali sembrano ben immedesimati nei ruoli interpretati, per alcuni di essi con flebile stento ben ponderato in alcuni tratti, considerata probabilmente la stesura del libretto in lingua originale. Ma l’ebbrezza dell’opera freme e risalta delle emozioni dei personaggi che sorgono sul palcoscenico dal nulla scenico per godere e soffrire, gioire ed ansimare sulle paure, sulle certezze e nonché sulle ansie degli attori stessi che, senza peccare d’orgoglio, caratterizzano la scena illibati, intatti… e assolutamente incontaminati.
Secondo una personale visione dell’opera in sé, la presente rappresentazione risulta evirata nella sua caratteristica favolistica originale, nessun dettaglio scenico che possa far presentire al mondo meraviglioso nel quale s’imbatte il principe svenuto, la scena soffre incontrovertibilmente della perdita del mistero profetico esaltante, l’ambientazione sembra confusa nei tratti di una scenografia sin troppo contemporanea e scarna per far presagire a un’opera dal gusto esotico di fine settecento; inoltre l’eclettismo adottato nei costumi di scena non fanno intuire all’idea, al sogno e al barlume della favola stessa, bensì sembra esumare un grottesco componimento teatrale del nostro secolo, magari legato all’operetta dialettale. Il Flauto magico risulta essere un simbolo del fenomeno esoterico ove magia e mistero iniziatico tracciano un solco indelebile nella narrazione, che qui risulta vacillante.
Acribia… Chiedo venia per la critica summenzionata, ma sono convinto che il teatro abbia l’onere di affascinare, di entusiasmare, e allo stesso tempo di corrompere l’abitudine immedesimando completamente lo spettatore nella finzione scenica, quale confine estremo, nonché sutura estrema, tra gli anfratti della vita e lo sciabordio dell’illusione, ovviamente laddove il canovaccio ne consenta  la fattispecie, anche se posso intuire una fievole erosione della teatralità spesso sin troppo legata all’abominevole scempio dei tempi moderni.
Soave l’interpretazione della Regina della Notte, alias Giulia Della Peruta, la quale ha edulcorato la platea con l’eccelsa esibizione del secondo atto, voce incantevole sovrana della serata, mentre sublime fuoriesce l’esibizione spettacolare di Pamino, alias Felipe Oliveira, grande artefice della rappresentazione, attore di grande carisma scenico, dotato di abile dialettica e spirito teatrale, quasi un’amalgama con il suo alter ego di scena, tale da indurlo a diventare inverosimilmente reale. Vorrei bissarne la bravura caratterizzante sottolineando più volte le scene in duetto con Pamina, la cui Giulia De Blasis ha interpretato con grande fermezza empatica, e la scena finale con Papagena, nella quale Tania Buccini ha sublimato se stessa. Bravi gli attori; celeberrimo il coro di accompagnamento forte, vigoroso e altamente presente come su stesura da libretto; solenne l’interpretazione musicale de l’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese.
Il Teatro Marruccino di Chieti si presenta nella sua maestosa solennità, quale gioiello architettonico della città di Chieti, il quale nonostante l’esiguità delle dimensioni, seppur piccolo, sprigiona un’effervescente teatralità tale da poter essere annoverata tra i più rinomati della regione abruzzese, non che del resto d’Italia.

Marius Creati

“La Contessa” di Julie Delpy (2009)

December 2, 2013 Leave a comment

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Un film di Julie Delpy. Con Julie Delpy, William Hurt, Daniel Brühl, Anamaria Marinca, Andy Gatjen Drammatico, durata 94 min. – Francia, Germania 2009. Il nobile Istvan Thurzo ricorda di quando, da giovane si era innamorato della Contessa Erzsebet Bathory. Già da allora si prefigurava il suo carattere gelido e crudele. Una volta divenuta adulta sposa un nobile e, dopo la sua morte, viene corteggiata dal potente conte Thurzo al quale preferisce il figlio Istvan appunto. Il padre però si oppone e in Erzsebet si insinua l’idea che la sua bellezza stia pian piano decadendo. Il sangue di giovani vergini servirà a mantenere fresca la sua pelle.
La Contessa Bathory aveva già acceso le fantasie erotiche di registi maschi. Il primo era stato Borowczyk in Storie immorali(1974) seguito da Jurai Jakubisko nel 1980. Protagoniste Paloma Picasso e Anna Friel.
Viene da chiedersi perché ora una donna e attrice apprezzata come la Delpy si sia imbarcata nell’ennesima riproposta del personaggio. Innanzitutto perché la sua regia precedente e d’esordio (Due giorni a Parigi) aveva dato prova della sua capacità di presa, leggera e la contempo non superficiale, sul presente. Raggelata nella gotica atmosfera e nei panni della contessa, Delpy getta al vento il capitale accumulato in precedenza. Lo fa poi nel modo più irritante e che, purtroppo, non è nuovo al cinema.
Dopo averci enumerato le crudeltà che giungono all’efferatezza perpetrate dalla nobildonna nel finale pretende di rimettere tutto a posto con l’affermazione che molto probabilmente i crimini a lei attribuiti sono frutto della fantasia malata di narratori maschi.
Due domande sorgono spontanee: a) senza quella fantasia malata ci sarebbe stato il film? b) perché una regista deve fare un film per promuovere fantasie malate dell’altro sesso? The answer is blowing in the wind.

Fonte: Mymovies

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