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“Il Flauto magico”, opera magica di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro Marruccino di Chieti

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Presentazione
Il Flauto magico, l’opera magica di Mozart di Alberto Mammarella
Magia e mistero, tragedia e comicità, meraviglioso e triviale, bontà e cattiveria, tutto regolato da effetti speciali e poco rispetto per la verosimiglianza. Questa è la Zauberopera (l’opera magica), il modello scelto da Mozart per la sua ultima creazione teatrale e il genere musicale più amato e seguito dal pubblico tedesco del tempo. Il Flauto magico è senza dubbio una Zauberopera, e più specificamente un Singspiel, un genere operistico che includeva accanto al canto anche i dialoghi parlati. Il libretto del Flauto magico fu confezionato per Mozart dall’amico massone Emanuel Schikaneder che attinse a piene mani dalla Raccolta di fiabe e di spiriti di Cristoph Martin Wieland come da diversi singspiel, drammi eroici e romanzi, tutti recitati o letti in prima persona. Schikaneder era, infatti, attore ed impresario e gestiva il Theater auf der Wieden di Vienna, il teatro che vide la prima del Flauto magico il 30 settembre del 1790. Nel Flauto magico il ribaltamento delle situazioni è l’elemento unificante di un cannovaccio basato su elementi fiabeschi a cui, però, Mozart e Schikaneder imprimono una direzionalità morale improntata sulla fratellanza e la solidarietà, cardini saldi della massoneria. Sin dalla prima rappresentazione, il Flauto magico stregò ed affascinò il pubblico viennese ed ancor oggi questa magia si ripete di rappresentazione in rappresentazione. Mozart, sulla scia dell’entusiasmo delle prime repliche, scrisse alla moglie Costanza «Sala sempre piena. Il duetto “Mann und Weib”, il “Glockenspiel” del primo atto sono stati bissati come al solito. E così pure al secondo atto il trio dei paggi. Ma quel che mi fa più piacere è il consenso silenzioso! Si vede come l’opera sale sempre più nella stima generale». Non a caso, un po’ di tempo dopo, Einstein lo definì «un lavoro che incanta un fanciullo, commuove l’uomo più indurito ed entusiasma il saggio». Provare per credere!
LA TRAMA
ATTO I
In un ambiente egiziano immaginario selvaggio e roccioso, il principe Tamino, inseguito da un enorme serpente, esausto cade a terra svenuto. Tre dame di compagnia della Regina della notte uccidono il serpente e gli salvano la vita. Allontanatesi entra l’uccellatore Papageno che, vedendo il serpente morto, si vanta di averlo ucciso. Per questo viene punito dalle dame che gli chiudono la bocca con un lucchetto. Le tre donne mostrano a Tamino la foto di Pamina, figlia della regina della notte rapita dal perfido Sarastro. Alla vista dell’immagine il principe si innamora della fanciulla e promette alla regina della notte di liberarla. Intanto Papageno è liberato dal lucchetto ma è costretto ad accompagnare il principe Tamino nella sua impresa. I due ricevono quindi un flauto magico e dei campanelli per difendersi in caso di necessità e sono guidati verso il castello da tre geni. Nel castello, intanto, Pamina tenta di fuggire ma è fermata dal moro Monostatos. Papageno, che nel frattempo si era introdotto nel castello, riconoscendo Pamina, le spiega che presto un principe la libererà. Tamino è condotto dai geni davanti al Tempio di Iside dove tenta di entrare ma solo una delle porte è aperta. Qui è avvicinato da un sacerdote da cui apprende che è vittima di un intrigo femminile e che è stato ingannato su Sarastro. Poco dopo arriva Sarastro. Pamina, gettatasi ai suoi piedi, ammette la tentata fuga e riceve il suo perdono. Intanto Pamino è catturato da Monostatos che lo conduce da Sarastro ma, invece di riconoscenza, viene condannato a settentasette frustate.
ATTO II
Nel bosco, Sarastro chiede ai sacerdoti di ammettere Tamino al Tempio. Potrà farlo, però, solo dopo un percorso di iniziazione. Intanto il principe apprende che Sarastro ha rapito Pamina solo per separarla dalla madre. La Regina della notte vuole infatti seminare malcontento tra la popolazione e distruggere il Tempio di Iside. Nel pronao del Tempio i due sono sottoposti alla prima prova: mantenere il silenzio. Nonostante molte tentazioni la prova è superata. Poco dopo Monostatos, che è a guardia di Pamina, tenta di baciare la giovane ma è sorpreso dalla Regina della notte che lo caccia. Questa dà alla figlia un pugnale per uccidere Sarastro. Il moro, avendo assistito di nascosto alla scena, minaccia la giovane ma è fermato da Sarastro. È tempo, però della seconda prova: anche questa superata non senza difficoltà. Grazie ai loro strumenti magici Tamino e Pagageno riescono a superare barriere di fuoco e di acqua e finalmente possono entrare nel Tempio. Nel frattempo, La regina della notte, alleatasi con Monostatos, e le sue tra dame tentano di entrare nel Tempio ma tuoni e lampi le fanno precipitare negli abissi. Nel Tempio del Sole sorge l’alba e Sarastro, in trono, accoglie Tamino e Pamina celebrando la vittoria della luce sulle tenebre e il trionfo della bellezza e della sapienza.

Teatro Marrucino
Via Cesare de Lollis, n. 1
66100 Chieti

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