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“Il Flauto magico”, opera magica di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro Marruccino di Chieti

November 22, 2013 Leave a comment

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Presentazione
Il Flauto magico, l’opera magica di Mozart di Alberto Mammarella
Magia e mistero, tragedia e comicità, meraviglioso e triviale, bontà e cattiveria, tutto regolato da effetti speciali e poco rispetto per la verosimiglianza. Questa è la Zauberopera (l’opera magica), il modello scelto da Mozart per la sua ultima creazione teatrale e il genere musicale più amato e seguito dal pubblico tedesco del tempo. Il Flauto magico è senza dubbio una Zauberopera, e più specificamente un Singspiel, un genere operistico che includeva accanto al canto anche i dialoghi parlati. Il libretto del Flauto magico fu confezionato per Mozart dall’amico massone Emanuel Schikaneder che attinse a piene mani dalla Raccolta di fiabe e di spiriti di Cristoph Martin Wieland come da diversi singspiel, drammi eroici e romanzi, tutti recitati o letti in prima persona. Schikaneder era, infatti, attore ed impresario e gestiva il Theater auf der Wieden di Vienna, il teatro che vide la prima del Flauto magico il 30 settembre del 1790. Nel Flauto magico il ribaltamento delle situazioni è l’elemento unificante di un cannovaccio basato su elementi fiabeschi a cui, però, Mozart e Schikaneder imprimono una direzionalità morale improntata sulla fratellanza e la solidarietà, cardini saldi della massoneria. Sin dalla prima rappresentazione, il Flauto magico stregò ed affascinò il pubblico viennese ed ancor oggi questa magia si ripete di rappresentazione in rappresentazione. Mozart, sulla scia dell’entusiasmo delle prime repliche, scrisse alla moglie Costanza «Sala sempre piena. Il duetto “Mann und Weib”, il “Glockenspiel” del primo atto sono stati bissati come al solito. E così pure al secondo atto il trio dei paggi. Ma quel che mi fa più piacere è il consenso silenzioso! Si vede come l’opera sale sempre più nella stima generale». Non a caso, un po’ di tempo dopo, Einstein lo definì «un lavoro che incanta un fanciullo, commuove l’uomo più indurito ed entusiasma il saggio». Provare per credere!
LA TRAMA
ATTO I
In un ambiente egiziano immaginario selvaggio e roccioso, il principe Tamino, inseguito da un enorme serpente, esausto cade a terra svenuto. Tre dame di compagnia della Regina della notte uccidono il serpente e gli salvano la vita. Allontanatesi entra l’uccellatore Papageno che, vedendo il serpente morto, si vanta di averlo ucciso. Per questo viene punito dalle dame che gli chiudono la bocca con un lucchetto. Le tre donne mostrano a Tamino la foto di Pamina, figlia della regina della notte rapita dal perfido Sarastro. Alla vista dell’immagine il principe si innamora della fanciulla e promette alla regina della notte di liberarla. Intanto Papageno è liberato dal lucchetto ma è costretto ad accompagnare il principe Tamino nella sua impresa. I due ricevono quindi un flauto magico e dei campanelli per difendersi in caso di necessità e sono guidati verso il castello da tre geni. Nel castello, intanto, Pamina tenta di fuggire ma è fermata dal moro Monostatos. Papageno, che nel frattempo si era introdotto nel castello, riconoscendo Pamina, le spiega che presto un principe la libererà. Tamino è condotto dai geni davanti al Tempio di Iside dove tenta di entrare ma solo una delle porte è aperta. Qui è avvicinato da un sacerdote da cui apprende che è vittima di un intrigo femminile e che è stato ingannato su Sarastro. Poco dopo arriva Sarastro. Pamina, gettatasi ai suoi piedi, ammette la tentata fuga e riceve il suo perdono. Intanto Pamino è catturato da Monostatos che lo conduce da Sarastro ma, invece di riconoscenza, viene condannato a settentasette frustate.
ATTO II
Nel bosco, Sarastro chiede ai sacerdoti di ammettere Tamino al Tempio. Potrà farlo, però, solo dopo un percorso di iniziazione. Intanto il principe apprende che Sarastro ha rapito Pamina solo per separarla dalla madre. La Regina della notte vuole infatti seminare malcontento tra la popolazione e distruggere il Tempio di Iside. Nel pronao del Tempio i due sono sottoposti alla prima prova: mantenere il silenzio. Nonostante molte tentazioni la prova è superata. Poco dopo Monostatos, che è a guardia di Pamina, tenta di baciare la giovane ma è sorpreso dalla Regina della notte che lo caccia. Questa dà alla figlia un pugnale per uccidere Sarastro. Il moro, avendo assistito di nascosto alla scena, minaccia la giovane ma è fermato da Sarastro. È tempo, però della seconda prova: anche questa superata non senza difficoltà. Grazie ai loro strumenti magici Tamino e Pagageno riescono a superare barriere di fuoco e di acqua e finalmente possono entrare nel Tempio. Nel frattempo, La regina della notte, alleatasi con Monostatos, e le sue tra dame tentano di entrare nel Tempio ma tuoni e lampi le fanno precipitare negli abissi. Nel Tempio del Sole sorge l’alba e Sarastro, in trono, accoglie Tamino e Pamina celebrando la vittoria della luce sulle tenebre e il trionfo della bellezza e della sapienza.

Teatro Marrucino
Via Cesare de Lollis, n. 1
66100 Chieti

TERRE DI TEATRI 2013, festival di terrateatro a Giulianova

November 22, 2013 Leave a comment

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Riparte  a Giulianova il festival TERRE DI TEATRI. Quest’anno i luoghi interessati alle proposte della compagnia Terrateatro sono ben tre: si inizia domenica 24 novembre alle ore 21 presso l’Officina, l’Arte e i Mestieri con la  mostra di Fabio di Evangelista “Foto di Scena 2012”. Un insieme di immagini ed emozioni esposte fino al 15 dicembre, legate all’edizione dello scorso anno. Di seguito Domenico Galasso e il Piccolo Teatro Orazio Costa di Pescara continuerà con un reading e musica su autori più o meno noti dal titolo“Il limbo dei devoti”. Il viaggio, iniziato con l’Anteprima nella parte alta del paese, in piazza Dante, continuerà con due appuntamenti di TEATRO CONTEMPORANEO al lido, nei pressi del Porto, ospiti della sala Kursaal: giovedì 5 dicembre alle ore 21.15 l’attore romano Andrea Cosentino presenterà “Not Here Not Now” un paradossale resoconto di un non incontro con Marina Abramovic; giovedì 12 dicembre sarà la volta di Scena Verticale con “Italianesi” recitato dal premio Ubu 2012 come miglior attore Italiano Saverio La Ruina. Nel frattempo, il pubblico più giovane, ma non solo, potrà divertirsi  e riflettere con le proposte di TEATRO RAGAZZI  presso il Centro Socio-Culturale Annunziata, alla fine del lungomare sud. Tre gli appuntamenti per le famiglie: apre il 1 dicembre la compagnia Terrateatro di Giulianova con la celeberrima storia “Dr Jekyll e Mr Hyde”; si continua l’8 dicembre con lo spettacolo “Il Vecchio Principe” del Teatro Presente per la regia di Cesar Brie; conclude la sezione di teatri ragazzi ed il festival il Teatro Lanciavicchio, Domenica 15 Dicembre , con la più classica delle storie, ma rivisitata e reinventata. “Pinocchio e il diritto a non essere burattino” è un ponte verso le iniziative di Natale ed un alto momento di riflessione per i più piccoli. Ancora una volta TERRE DI TEATRI, pur nelle difficoltà contingenti, rinnova il suo impegno di divulgazione teatrale, sostenuta dall’Ente Comunale che riconosce la singolarità di una iniziativa che resiste e che copre un vuoto dato dall’assenza delle stagioni più ufficiali, dalla Fondazione Tercas e dal BIM. Una dimostrazione di quanto sia importante l’impegno di una compagnia di base come Terrateatro, che continua nei mesi a seguire con tutte le attività legate alla scuola e al sociale. Il festival, riconosciuto lo scorso anno per l’impegno sociale e civile dal prestigioso Premio Enriquez-Città di Sirolo, è l’apice di un percorso artistico che è anche un importante segno di civiltà.
E’ consigliata la prenotazione
Info: 3391824676
POSTI NON NUMERATI
Teatro contemporaneo: Euro 6
Teatro Ragazzi: Euro 4
Anteprima 24 novembre: ingresso gratuito
http://www.terrateatro.org
direzione artistica: Cristina Cartone, Ottaviano Taddei
 

“Red Riding 1980” di James Marsh (2009)

November 10, 2013 Leave a comment

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1980. Uno squartatore si aggira per il paese. A qualche anno dal caso delle bambine sequestrate e violentate che segnò l’opnione pubblica un’altra serie di omicidi torna a colpire nella medesima zona. Ad indagare non sono le stesse persone ma poco ci manca, perchè procedendo nell’investigazione cominciano ad emergere fantasmi del recente passato. I poliziotti vittime della sparatoria che chiude il film precedente non sono morti e in quel locale erano presenti anche altre due persone che nessuno aveva notato…
James Marsh, già regista del pluripremiato documentario Man on wire, prende la vischiosa materia del romanzo di David Peace adattandosi alle atmosfere della trilogia ma portando con sè uno sguardo ravvicinato. Il suo episodio non ha l’oscurità e la disperazione degli altri eppure riesce a rimanere lo stesso attaccato ai suoi personaggi nel senso stretto del termine. Molti sono i primi piani e pochi i totali, lo Yorkshire visto da Marsh è quasi inesistente perchè esistono solo i protagonisti.
Anche il sangue e lo sporco, quasi marchi di fabbrica in questa trilogia degli orrori provinciali inglesi, subiscono nelle mani del regista un curioso trattamento. Al contrario di Red riding: 1974 la violenza non regna in ogni inquadratura (anche quelle prive di efferatezza) ma arriva con prepotenza solo in alcune selezionate immagini che sono al tempo stesso rivelatrici e impressionanti come ad esempio quella che rivela l’identità dello squartatore.
Per Marsh la violenza non è un fatto quotidiano anche in una storia di ordinario omicidio. La polizia è corrotta ma la sua “violenza” è per l’appunto mentale, è un verme che striscia nelle istituzioni e si fa sopraffazione, omertà e solo alla fine scoppia in pugni, tagli e lividi. Una simile prospettiva annacqua un po’ il ritmo ma riesce con grande abilità a superare il problema del capitolo di mezzo mantenendo viva la sottotrama in attesa della conclusione nel terzo film.

Fonte: Mymovies

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“2012: alieni, gatti e complotti” di Domenica Luciani, Giunti Editore

November 8, 2013 Leave a comment

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Adamo, ragazzino scaltro e temerario, si trova spettatore di una serie di strani fenomeni, che potrebbero essere connessi con la fatidica data del 2012. Persino il suo gatto, improvvisamente dotato di intelligenza acuta e di parola, pare coinvolto in uno complotto. Naturalmente nessuno potrebbe credere alle intuizioni farneticanti di Adamo, eccetto l’amica e compagna di sempre, Vicki. Insieme cominciano a investigare tra sospetti raggi verdi alieni, gatti fin troppo bellicosi e file segreti.
Domenica Luciani – Fiorentina, si divide fra la Germania, patria d’adozione, e l’Italia, patria effettiva. Per anni è stata lettrice, traduttrice e consulente di narrativa giovanile.
I suoi romanzi sono amatissimi dai ragazzi per il linguaggio innovativo e per il ritmo, la suspense, l’umorismo e l’intreccio solitamente realistico. Non mancano però storie di avventura, gialle e di genere fantastico. Il target di età varia dai più piccoli lettori ai cosiddetti “giovani adulti”, con un occhio di riguardo per i preadolescenti, che sono il suo pubblico d’elezione.
È stata pubblicata in otto paesi diversi, ha partecipato a più edizioni del Festivaletteratura di Mantova ed è l’unica autrice italiana ad aver vinto per tre volte il Premio Bancarellino.
Attualmente insegna lettere a tempo pieno in un liceo fiorentino.
Collana: Biblioteca Junior
Illustratore: Roberto Luciani
Copertina: Cartonato con sovraccoperta
Dimensione: 14×21.5cm
Lingua: Italiano
ISBN – EAN: 9788809753020
Data di pubblicazione: 2010
Prima edizione: settembre 2010

Artissima, ventesima edizione della rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea a Torino

November 7, 2013 Leave a comment

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Ventesima Edizione
8-10 novembre 2013
Oval, Lingotto Fiere Torino

Si svolgerà davenerdì 8 a domenica 10 novembre 2013 (preview il 7 novembre) la ventesima edizione di Artissima, Internazionale d’Arte Contemporanea a Torino, per la seconda volta sotto la direzione artistica di Sarah Cosulich Canarutto.
Per il 2013 Artissima ha raggiunto nuovi importanti risultati attraverso il lavoro di internazionalizzazione avviato lo scorso anno sulla partecipazione di gallerie e artisti con l’obiettivo di introdurre nuovi e diversi punti di vista e connotare sempre di più la fiera come il luogo dovescoprire e incontrare le più interessanti proposte della scena artistica internazionale. Anche nello speciale programma che Artissima dedica ai grandicollezionisti è stato allargato il bacino di provenienza, richiamando sempre nuovi appassionati. Inoltre quest’anno la fiera porta a Torino un ancora più ampio numero di autorevoli direttori e curatori museali da tutto il mondo, coinvolti nei comitati curatoriali e nelle diverse iniziative promosse nell’ambito della fiera
Artissima 2013 ospita 190 gallerie (130 straniere e 60 italiane),in rappresentanza di 38 diversi paesi, di cui 12 nuovi rispetto alla scorsa edizione della fiera.
La presenza delle gallerie è articolata nelle tradizionali cinque sezioni: un eccezionale parterre di nomi affermati nella Main Section insieme alle gallerie più giovani della sezione New Entries consolidano la sua identità qualitativa e sperimentale. Particolarmente stimolante e ampia l’offerta delle due sezioni curatoriali: Back to the Future dedicata a 32 artisti attivi negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta scelti da quattro prestigiosi curatori e direttori museali e Present Future con una panoramica sulla produzione artistica più cutting edge attraverso 24 progetti selezionati da un team di giovani curatori internazionali. Infine la sezioneArt Editions con alcuni spazi dedicati ai multipli d’autore.
Accanto alle gallerie, Artissima propone al pubblico alte iniziative ed eventi.
Walkie Talkies: unprogramma di visite guidate che coinvolge oltre 20 noti curatori, strutturato in una serie di dialoghi molto brevi tra gli stand della fiera, formulati quasi come degli intermezzi, delle opportunità per discutere, provocare, condividere con i visitatori idee e passioni.
Meeting Point e Book Corner: due aree riservate alla presentazione di progetti, cataloghi o a conversazioni e dibattiti su alcune tematiche fondamentali della contemporaneità, curati da istituzioni, associazioni, editori, gallerie; un’occasione unica di incontro e confronto con alcuni tra i protagonisti della scena artistica contemporanea internazionale.
Musei in Mostra: un grande spazio dedicato all’offerta espositiva di arte contemporanea a Torino e in Piemonte, un vero percorso museale con opere provenienti dallecollezioni di musei, fondazioni e istituzioni artistiche insieme a laboratori, workshop e incontri a cura di Zonarte, la rete dei dipartimenti educativi.
La programmazione culturale della fiera vede nel 2013 la prima edizione di ONE TORINO, una grande rassegna annuale, ideata e prodotta da Artissima e realizzata in collaborazione con le maggiori istituzioni di arte contemporanea e sedi espositive della città: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Palazzo Cavour. ONE TORINO propone cinque mostre collettive curate da sette prestigiosi curatori provenienti da aree geografiche eterogenee con lavori di oltre 50 artisti, sia affermati sia emergenti. La rassegna viene inaugurata in concomitanza con la fiera e resterà aperta sino al 12 gennaio.
Appuntamento dunque ad Artissima, da venerdì 8 a domenica 10 novembre 2013.
ARTISSIMA, un marchio di Regione Piemonte, Provincia di Torino e Città di Torino, per incarico dei tre Enti, è gestita dalla Fondazione Torino Musei. La ventesima edizione di ARTISSIMA viene realizzata grazie al sostegno dei tre Entiproprietari del marchio, congiuntamente a Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea – CRT, Compagnia di San Paolo e Camera di commercio di Torino.
Main Partner: UniCredit
Partner: AON, Fiat, illycaffè, Lauretana, Nikon
Official Carrier: Gondrand
Media Partner: La Stampa, Vogue Italia, L’Uomo Vogue
Media Coverage: SKY Arte HD
In Kind Sponsor: CarloAngela, Ferrero Rocher, K-Way, Sagat, Tisettanta con Format Progetti Abitativi
ARTISSIMA 2013
OVAL, Lingotto Fiere
Via Nizza 230, Torino
7 novembre
Preview per la stampa e i collezionisti, Vernissage (su invito)
8 – 10 novembre 2013
Apertura al pubblico. Tutti i giorni, ore 12.00 – 20.00
Info
Artissima – T +39 011 19744106 – info@artissima.it – www.artissima.it

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“Repertory”, grande mostra collettiva presso il Palazzo Cavour di Torino

November 7, 2013 Leave a comment

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PALAZZO CAVOUR | Repertory
a cura di  Gary Carrion-Murayari, Curatore, New Museum of Contemporary Art, New York
7 novembre 2013 – 12 gennaio 2014
Opening mercoledì 6 novembre, ore 18
Palazzo Cavour
Via Camillo Benso Conte di Cavour, 8 – Torino
7 – 10 novembre: ore 10 – 19; sabato 9 novembre (Notte delle Arti Contemporanee), ore 10 – 23.
13 novembre 2013 – 12 gennaio 2014: mercoledì – venerdì, ore 15 – 19; sabato e domenica; ore 10 –18.;
lunedì – mercoledì chiuso.
Ingresso libero e gratuito / INFO: 011 530690 / 19744106 – http://www.artissima.it
Repertory è una grande mostra collettiva che riunisce quindici importanti artisti internazionali ponendoli in relazione con la straordinaria architettura barocca di Palazzo Cavour, storico edificio nel centro di Torino.
La mostra, a cura di Gary Carrion-Murayari, deve il suo titolo al famoso film Repertory di Ian Breakwell del 1973, film dalla straordinaria complessità nonostante i suoi soli 9 minuti di durata. Le inquadrature semplici e i cauti movimenti di camera condividono il linguaggio del film strutturalista, ma la sceneggiatura suggerisce un’intenzione descrittiva estesa, nella quale la relazione tra gli oggetti e il loro potenziale performativo è messo in evidenza e trasformato. Il film ritrae l’esterno di un teatro di Londra “chiuso a chiave e vuoto”. La telecamera si muove lentamente sulla superficie dell’edificio in un percorso di ripresa fisso e orizzontale, catturando le pareti esterne, le finestre sbarrate, e le uscite chiuse a chiave del teatro, così come i pedoni che di tanto in tanto passano davanti alla telecamera in una macchia indefinita. Durante il film, allo spettatore non è mai consentito l’accesso allo spazio interno del teatro – al contrario egli dipende del tutto dal narratore scelto da Breakwell per descrivere i dettagli fisici dello spazio riservato agli spettacoli e le possibili situazioni teatrali che esso racchiude.
Il progetto espositivo si divide tra scultura, pittura, fotografia, film e installazioni di artisti storici, quali  Ericka Beckmann,  Heidi Bucher,  David Haxton,  Andreas Schulze e di artisti più giovani come  Steven Claydon, Isabelle Cornaro,  Elad Lassry,  Christian Mayer,  Arthur Ou,  Karthik Pandian,  Carmelle Safdie,  Erin Shirreff,  Sue Tompkins, e  Andro Wekua.
Con approcci formali diversissimi, tutti gli artisti in mostra condividono un interesse a catturare “ciò che rimane” del corpo fisico, dello spazio architettonico, degli oggetti personali, e a tradurre attraverso le tecniche più disparate le loro storie sociali e private – storie che apriranno un dialogo unico e inaspettato con Palazzo Cavour e con la struttura, la decorazione e la storia politica e culturale di cui l’edificio è impregnato.
Le opere in mostra incarnano il diverso potenziale degli oggetti e delle superfici che il film di Breakwell descrive. In questo modo, essi esistono come il loro proprio repertorio – una sequenza di proposizioni disposte in maniera lineare attraverso un unico spazio architettonico. Il potenziale è quello delle opere d’arte di assorbire una varietà di storie, ricordi, e idee sulla propria superficie, senza riguardo al fatto che prendano la forma di sculture, dipinti o fotografie. Con l’eccezione dell’artista scozzese Sue Tompkins, le cui performance e testi attivano lo spazio attraverso una riformulazione radicale dei percorsi visivi e ritmici, la maggior parte degli artisti della mostra utilizza un unico linguaggio per costruire il proprio potenziale narrativo. E mentre alcuni artisti, come Steven Claydon e Andro Wekua creano le loro sculture surreali, pervase di memoria psicologica e politica, altri suggeriscono drammatici mondi immaginari nello spazio bidimensionale della pittura e della fotografia. Ogni artista esposto intraprende una forma di traduzione e trasposizione per accrescere il significato delle sue opere oltre le loro immediate proprietà materiali.
Con il suo stile essenziale e la sua rigida struttura dominante, Repertory rappresenta molto bene il nostro tempo. E come Breakwell, tutti gli artisti di questa mostra mettono in movimento una serie di azioni nelle quali gli oggetti agiscono e interagiscono, producendo nuovi significati.

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Festival Internazionale del Film di Roma, ottava edizione della manifestazione

November 6, 2013 Leave a comment

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L’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma si svolgerà dall’8 al 17 novembre 2013 all’Auditorium Parco della Musica.
Tutte le sale dell’Auditorium, per un totale di oltre quattromila posti a sedere, saranno a disposizione del Festival. Per dieci giorni, dunque, la struttura firmata da Renzo Piano sarà il punto di riferimento per tutti gli appassionati di cinema e non solo, ospitando proiezioni, mostre, eventi, convegni, dibattiti. I 1300 mq del viale che conduce alla Cavea saranno trasformati in uno dei più grandi red carpet al mondo.
Il pubblico avrà a disposizione sette sale (Santa Cecilia, Sinopoli, Petrassi, Teatro Studio, Studio 3, Auditorium MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, cinema Multisala Barberini). Accanto all’Auditorium sorgerà il Villaggio del Cinema, costituito da padiglioni e stand in acciaio, vetro e legno, appositamente realizzati per la manifestazione e i suoi visitatori. La programmazione del Festival coinvolgerà anche l’area di Via Veneto: la strada simbolo del cinema italiano ospiterà, presso l’Hotel Bernini Bristol e il cinema Multisala Barberini, il Mercato Internazionale del Film. I convegni si terranno presso la Casa del Cinema a Villa Borghese e al MAXXI. Incontri di settore e istituzionali si svolgeranno presso AuditoriumArte.
La Selezione Ufficiale del Festival è formata da un Concorso internazionale, un Fuori Concorso che ospita le proiezioni di gala del 2013, la linea di concorso CinemaXXI, dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale, e il concorso di Prospettive Doc Italia, che fa il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema documentario italiano. Sezione autonoma e parallela, Alice nella città organizzerà, secondo un proprio regolamento, una rassegna di film per ragazzi.
Il Mercato Internazionale del Film di Roma – articolato in The Business Street e New Cinema Network– si terrà dal 13 al 17 novembre 2013, date che corrispondono a una posizione strategica nel calendario di appuntamenti dell’industria cinematografica italiana e internazionale e rendono Roma una piattaforma ideale per il lancio commerciale di film nuovi, in Italia come all’estero. Durante i giorni di Mercato verranno messe a disposizione di produttori e venditori strutture per proiezioni e video library, si organizzeranno incontri, workshop, eventi.
L’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma si tiene con l’adesione del Presidente della Repubblica ed è prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma. Paolo Ferrari è il Presidente della Fondazione, Lamberto Mancini il Direttore Generale. Marco Müller è il Direttore Artistico del Festival Internazionale del Film di Roma.
La manifestazione è promossa da Fondazione Musica per Roma, Roma Capitale, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma, Regione Lazio e Provincia di Roma. Il Main Partner è BNL – Gruppo BNP Paribas. I Partner Istituzionali sono ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con il supporto del Programma Media e in collaborazione con Alice nella città, ANICA, Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Lo Sponsor Ufficiale è Il Gioco del Lotto. Cinemeccanica è il Partner Tecnico per le attrezzature di proiezione (pellicola e digitale) e Atac è Eco Mobility Partner. I media partner sono Rai Movie, Rai News, Rai Radio 2, Getty Images, Erma Production, My Movies.
Prosegue nel 2013 l’impegno del Festival per il sociale, con Telethon, e per l’ambiente, con il progetto di compensazione delle emissioni di CO2 in collaborazione con Impatto Zero® di LifeGate, grazie al sostegno di Ricola. Inoltre, anche nell’ottava edizione del Festival verranno assicurati i servizi di audiodescrizione e sottotitolazione digitale per le persone con disabilità visive o uditive che potranno così fruire, oltre che partecipare, alle proiezioni di alcuni film del Festival.

Berenice Abbott, personale presso la Galleria Carla Sozzani di Milano

November 1, 2013 Leave a comment

Berenice Abbott

BERENICE ABBOTT
inaugurazione sabato 9 novembre 2013
dalle ore 15.00 alle ore 20.00
cocktails
in mostra dal 10 novembre 2013 al 6 gennaio 2014
martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30
mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00
lunedì, ore 15.30 – 19.30
Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10 – 20154 Milano, Italia
tel. +39 02.653531  fax +39 02.29004080
press@galleriacarlasozzani.org
www.galleriacarlasozzani.org

BERENICE ABBOTT
“La fotografia non potrà mai crescere fino a quando imiterà le altre arti visive.
Deve camminare da sola; deve essere se stessa”.
Berenice Abbott

La Galleria Carla Sozzani presenta la mostra Berenice Abbott con una selezione di fotografie che svelano l’unità e la ricchezza del suo lavoro e l’influenza che il suo stile ha avuto nei campi della ritrattistica, del panorama urbano e della fotografia scientifica.
Berenice Abbott è una delle figure più influenti della fotografia americana del ventesimo secolo. Ha dedicato la sua lunga carriera alla fotografia, esplorando nozioni di fotografia documentaria e di realismo fotografico. In opposizione al pittorialismo di Alfred Stieglitz, le immagini di Berenice Abbott sono precise rappresentazioni del mondo reale – visibile e invisibile – realizzate con esattezza e precisione scientifica.
Nata in Ohio nel 1898, abbandona la facoltà di giornalismo presso l’Università dell’Ohio e si trasferisce a New York City per studiare scultura.
Nei primi anni ’20 si trasferisce nuovamente, questa volta a Parigi dove si unisce al circolo degli intellettuali d’avanguardia. Diventa assistente di Man Ray che le insegna le tecniche della camera oscura e la introduce al lavoro del fotografo francese Eugène Atget.
Nel 1926 apre il suo studio di fotografia e raggiunge rapidamente il successo con una serie di ritratti di scrittori, drammaturghi e artisti: James Joyce, Eugène Atget, Marcel Duchamp, Man Ray, Jean Cocteau, Sylvia Beach, André Gide, Tsuguharu Foujita, Max Ernst, e Marie Laurencin, sono alcuni dei personaggi che hanno posato davanti al suo obiettivo.
Di ritorno a New York nel 1929, Berenice Abbott progetta e realizza il suo lavoro più conosciuto e influente Changing New York. Concepito come una documentazione su New York e come interpretazione artistica, Abbott coglie i cambiamenti di una metropoli in evoluzione dopo la Grande Depressione. Il contrasto fra il passato, il presente e l’adattamento alla modernità è accentuato dall’alternarsi di uno stile documentario, diretto e frontale ad una nuova visione estetica caratterizzata da una particolare attenzione ai dettagli e dalle prospettive audaci.
Come la stessa Abbott ha dichiarato riferendosi a questo lavoro, “Nel caso particolare di New York – i contrasti, i cambiamenti veloci mi hanno ispirato. Lo sguardo di una città in movimento necessita di una dettagliata trama e prospettiva”.
Nel 1939 Berenice Abbott inizia il suo più ambizioso progetto: fotografare i fenomeni scientifici. In qualità di photo-editor della rivista Science Illustrated conduce una serie di ricerche e sviluppa nuovi apparecchi fotografici e metodi di illuminazione. Alla fine degli anni ’50, realizza per il Massachusetts Institute of Technology una serie di illustrazioni sui principi della meccanica e della luce. Rifacendosi ai suoi esperimenti parigini degli anni ’20, in particolare alla tecnica del rayogramma di Man Ray, produce delle immagini che ancora oggi sono un raro esempio di come un meticoloso lavoro documentario al servizio della ricerca e della scienza possa raggiungere, attraverso inedite forme astratte, altissimi livelli artistici.
“Innanzitutto definiamo cosa non è una fotografia. Una fotografia non è un dipinto, una poesia, una sinfonia, una danza. Non è solo una bella immagine, non un virtuosismo tecnico e nemmeno una semplice stampa di qualità. È o dovrebbe essere un documento significativo, una pungente dichiarazione, che può essere descritto con un termine molto semplice: selettività “.
Berenice Abbott nel 1951 tratto da “Universal Photo Almanac”

Achille d’Oro 2013, premiato nuovamente l’impegno dei giovani nel cinema e nella musica

November 1, 2013 Leave a comment

imageL’ACHILLE D’ORO PREMIA CINEMA ARTE E CULTURA
La Fondazione Luca Romano Onlus con “l’Achille d’Oro 2013”  ieri 31 ottobre 2013 è torna a premiare l’impegno dei giovani nel cinema e nella musica. Hanno  presieduto l’Evento Francisco Josè Fernandez il Regista di “Ti voglio bene Eugenio” con Giancarlo Giannini protagonista, coordinamento  Prof. Massimo Pasqualone e supervisione artistica di Joanna Miro, la manifestazione ha ospitato cinema arte e cultura.
La Fondazione, nasce dall’immenso amore che un padre ha per suo figlio e che riesce a trasmettere dopo una gravissima perdita perchè con lui rivivano quie sentimenti ed esempi utili al vivere bene perche come ci insegna : “Vivere è Bello”. Cosi’ Antonio Romano, padre di Luca tramanda il  suo sogno  di fare Cinema  e di inserire l’Abruzzo in un contesto di arte e  cultura creando emozione. Così il dolore diventa passione e tinge i cuori di tutti coloro i quali partecipano nei 3 giorni  del Festival ad iniziare dal grande entusiasmo degli alunni delle scuole partecipanti e di tutto il corpo docente presente.
Tra tanti applausi ed acclamazioni la premiazione avvenuta con la consegna di bassorilievi Achille D’oro 2013 conio del maestro Luciano Primavera e la scuola di appartenenza ha ricevuto una borsa di studio di €. 500,00 offerta dalla Fondazione Carichieti.
Primo Classiìficato: ISIS di Casoli con “IO GLI ALTRI IL MONDO”
Secondo Classificato: Liceo artistico di Chieti con “FLASH MOB”
Tra i lavori eseguiti dalle scuole elementari già selezionati nell’ambito delle Olimpiadi per la Vita, ha ottenuto più voti online il quadro/poesia “Il Silenzio” eseguito dall’alunna Natalia Galli classe quinta di Casalincontrada; mentre per le scuole medie, cortometraggio, ha ottenuto più voti “ La musica siamo noi” opera realizzata dagli alunni di terza della B scuola Chiarini di Chieti, guidati dalla Professoressa Monica Ferri. In conclusione alle 20,30 presso il Teatro Supercinema di Chieti la  proiezione delle opere vincenti “Achille d’Oro 2013” e serata di Gala presentata da Stanislao Liberatore per sugellare le tre importante giornate dedicate al Festival. Il Gala che ha visto la partecipazione gratuita di Artisti stranieri residenti in Italia.I
Ritmi melodici si susseguono tra  note di Maria Pavlova cantante Bulgara che a tempo di Cha Cha  canta in  due lingue italiano e bulgaro in connubio. E’ la volta dell’artista Lujieta Paparisto nota pianista Albanese e delle giovanissime Francesca De Vico pianista di 9 anni, e Maria Francesca Kantcheva di 7 anni che si esibiscono al pianoforte dando prova del loro  talento  innato. Subito dopo l’artista Muhashin Pizzi chitarrista di 15 anni  italo marocchino che suona una melodia scritta in onore al padre morto 5 anni fa.
E per Finire in musica, il duo degli artisti Bobo e Lion Bly l’uno di Santo Domingo, l’altro della Costa D’Avorio  che esplodono in un  meraviglioso ritmo reggae degno di grande nota e regalano al pubblico divertimento e gioia.Il messaggio conclusivo della Fondazione Luca Romano Onlus è un messaggio chiaro d’amore e di pace dedicato non solo ad un figlio perso, ma dedicato alla fratellanza ed alla cultura che  intende valorizzare e dare voce a quanti, attraverso di esse, intendono perseguire la strada che porta all’espressione libera di se, evitando le trappole legate alle dipendenze e agli abusi.

Deborah Turbeville, muore una grande icona della fotografia

November 1, 2013 Leave a comment

37 - Deborah Turbeville, muore una grande icona della fotografia

Muore all’eta di ottantuno anni la celebre fotografa Deborah Turbeville, figura artistica imponente del nostro secolo che, grazie al modo rivoluzionario adottato nell’opera fotografica, ha suscitato emozioni intense che rasentano l’impressionismo pittorico. Rimarchevole l’estetica onirica e sognante infusa nei suoi elaborati, nonché sugli editoriali di moda noti su svariate riviste, ove femminilità e senso fiabesco evocano temi poetici e misteriosi, talvolta trapelanti di una sottile verve creativa che rasenta l’inquietudine, ritratti come se volesse infondere nell’espressione un tratto visivo e tangibile della sua visione della vita.
Cresciuta in America, vicina al tourbillon frenetico del stile di vita della grande mela, detiene una percezione dell’immaginario che appartiene al vecchio continente, un bagaglio informativo onnipresente da cui traspira l’evocazione per i suoi lavori, rispecchiati nei paesaggi freddi e spesso sottolineati da tonalità anodine tipici dei paesi del nord, nell’austerità delle vetuste dimore blasonate, senza tralasciare rimandi concreti verso la letteratura russa, l’impressionismo francese e la cinematografia d’antan.
La sua carriera inizia nei primi anni Sessanta come modella lavorando per Claire McCardell e successivamente per Fashion Editor e Harper’s Bazaar, collaborando con Bob Richardson, Diane Arbus e Richard Avedon. In seguito si avvicina al mondo della fotografia, costruendo negli anni la sua splendida carriera artistica. Deborah Turbeville ci lascia in sordina ascosa nell’uggia nebbiosa di cui spesso corredava ogni suo scatto, corre via verso nuovi paradisi in punta di piedi, proprio come sanno fare le ballerine leziose e scattanti tipiche del suo portfolio illustrativo.

Marius Creati

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