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ISON, novità dalla vagabonda cosmica dell’anno

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Lo scorso 1 Ottobre la cometa ISON ha varcato l’orbita di Marte, dirigendosi a grande velocità verso la nostra stella. Questa vagabonda cosmica, attesa da circa un anno da astronomi e appassionati, sta cominciando a fornire una serie di indicazioni che potrebbero delinearne il futuro. Ma quali sono le possibilità più plausibili? ISON transiterà il prossimo 28 Novembre, data del perielio, a 1,2 milioni di Km dal Sole. Non è ancora chiaro se l’astro chiomato riuscirà a passarne indenne, ma le ultime indicazioni dopo il passaggio lungo la cosiddetta linea di gelo, dicono che C/2012 S1 non sarà sicuramente la cometa del secolo. Ciò non vuol dire che essa sarà un autentico flop, ancora non è dato saperlo, ma le previsioni ottimistiche di qualche mese fa sembrano ormai archiviate. ISON non brillerà come la Luna piena e non sarà visibile in pieno giorno. Gli astronomi sperano, tuttavia, che il suo passaggio indenne possa generare un avvenimento celeste ugualmente interessante. “Uno show spettacolare è certamente possibile, ma non sarà ciò che aspettavamo“, spiegano gli esperti. “E’ molto più probabile che ISON rappresenti una delle comete più brillanti degli ultimi anni, e grazie alla comunità astronomica mondiale, una delle più osservate nella storia“, dicono i ricercatori della campagna di monitoraggio CIOC.  Un altro punto a sfavore della cometa, sono le sue dimensioni. Nonostante alcune stime sostengano che il suo diametro sia di 5 Km, le ultime immagini suggeriscono un nucleo compreso tra 0,2 e 2 Km. Dimensioni che metterebbero a dura prova la sua esistenza al passaggio radente.  Ciò che è certo, e che si tratta di un corpo ben lontano dalle vagabonde giganti che in passato hanno interessato il sistema solare interno. Un esempio tra questi fu la cometa Hale Bopp, che con i suoi 30 Km di diametro illuminò i cieli notturni della Terra nel 1997.
UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER LA SCIENZA – ISON rappresenterà, a prescindere, una grande opportunità per la ricerca scientifica. La maggior parte delle comete radenti si rende visibile ai radar soltanto poche ore prima di tuffarsi nella calda atmosfera esterna solare, mentre C/2012 S1 permetterà di monitorarne l’evoluzione e conoscere la composizione di questi avanzi ghiacciati del sistema solare. Inoltre, ISON è al suo primo viaggio dalla nube di Oort, rappresentando una cometa radente dinamicamente nuova. Per usufruire di questa opportunità, il CIOC sta coordinando una campagna di osservazione globale che si avvale di una serie di attività sia terrestre che spaziale.
NESSUN PERICOLO PER LA TERRA – La cometa non rappresenta un pericolo per la Terra. La sia distanza dal nostro pianeta sarà di ben 64 milioni di chilometri, e se anche dovesse frammentarsi, i suoi resti continuerebbero il viaggio lungo la linea dell’orbita. “Durante una rottura, i frammenti di una cometa non volano in direzioni diverse, come accade sui set cinematografici“, spiega il video rilasciato dagli operatori del telescopio spaziale Hubble. “Essi si staccano, ma continuano a viaggiare lungo il percorso della cometa madre. Quindi tutti i frammenti rimarrebbero lontano da noi, a milioni di chilometri di distanza“.
In definitiva, ISON potrebbe rendersi visibile già a fine Ottobre attraverso l’ausilio di un binocolo. Un evento comunque interessante, in attesa di conoscerne le sorti al passaggio radente con il Sole. Non è ancora possibile stabilire se l’astro sarà poi visibile anche ad occhio nudo nel mese di Dicembre, ma se riuscisse ad esserlo, sarà visibile nel cielo occidentale subito dopo il tramonto. Gli osservatori dell’emisfero settentrionale avrebbero una visione nettamente migliore di quello australe. Ed è anche per questo che attenderemo con grande trepidazione i prossimi aggiornamenti.

Fonte: MeteoWeb

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