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“Paradossi Plastici”, mostra di topylabrys al Palazzo Isimbardi di Milano

October 4, 2013 Leave a comment

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Paradossi Plastici – Mostra di topylabrys, al secolo Ornella Piluso
dal progetto Orto d’Artista, 6° Edizione – Dalla Semina al Raccolto
Palazzo Isimbardi, Cortile d’Onore – C.so Monforte 35 Milano
Inaugurazione lunedì 7 ottobre ore 18.00. La mostra rimarrà aperta sino a domenica 13 ottobre
Presso il Cortile d’Onore di Palazzo Isimbardi (sede della Provincia di Milano) in C.so Monforte 35 si inaugura lunedì 7 ottobre pv, alla presenza del Presidente del Consiglio della Provincia Bruno Dapei, una nuova mostra personale di topylabrys, al secolo Ornella Piluso, dal titolo Paradossiplastici.
Per scelta dell’Artista, né un’antologica né un’esposizione recapitolativa degli ultimi anni della sua intensa attività, divisa tra un operare individuale e di uno corale all’interno e alla guida di Arte da mangiare mangiare Arte. Piuttosto, una mostra incentrata sulla plastica, la materia prima che topylabrys utilizza nel suo lavoro, sul suo valore, sul suo significato, sui paradossi e sulle ambiguità che l’operare con essa comporta.
Ancora una volta, quindi, un tracciato di una testimonianza di assai più lungo termine, non solo per la qualità e quantità delle “opere” esposte ma anche e soprattutto per le implicazioni di valore simbolico o concettuale e di valenza tecnico-scientifica o operazionale che si riscontrano al cospetto di siffatti elaborati. Il duplice focus arte-scienza è il fondamento della poetica stessa di topylabrys sin dagli anni in cui ella operava presso i laboratori Montedison o altrimenti presso quelli della Mazzucchelli 1849 Spa di Castiglione Olona.
Il progetto realizzato quest’anno è molto ampio e prevede diverse installazioni, ognuna di queste unica e, nello stesso tempo, collegata alle altre da forti legami di senso:
• Paradossalmente cibo – installazione composta da cibi commestibili e non e da contenitori di cibo in plastica
• Fiamme compresse – ovvero, il paradosso a cui l’uomo da sempre tende, cercando al contempo di dominare la natura e piegarla ai propri bisogni
• Compressione impossibile – in questa installazione il Paradosso plastico viene rappresentato attraverso la compressione della stoffa posizionata tra due lastre di plexiglas che impediscono la libertà della materia: questa infatti arrotolandosi si comprime su se stessa creando motivi tridimensionali
• Ritratti Critici. A cospetto dell’Artista il Critico si accartoccia – installazione composta da una serie di ritratti fotografici di Critici d’arte realizzati dalla coppia di giovani artisti di Studio Pace10 (M. Scardecchia e G. Maggio) e reinterpretati in chiave plastica e paradossale da topylabrys.
• Bollicine nello Spazio- grande installazione che si ispira ai vini della Franciacorta. L’installazione conta circa 130 globi in plastica elaborati individualmente e vuole sottolineare un mondo in continuo movimento. Le bollicine di vino sono espressione di energia e, paradossalmente, ricordano forme irreali dell’Universo, un mondo extraterrestre pieno di possibilità e sogni. In particolare, questa installazione vuole essere un omaggio a Margherita Hack, grande scienziata recentemente scomparsa, una donna che ha indicato e aperto la strada verso un mistero tutto da esplorare, l’Universo
• Ulivo e Rete – il paradosso qui sta nell’inglobare la forza propria dell’ulivo in una struttura leggera e trasparente.
All’interno della mostra, hanno poi un ruolo molto importante i momenti dedicati a:
• Orto della Bellezza Italiana: la Semina – giunto alla sua 4° Edizione, l’Orto della Bellezza italiana (progetto ideato da Elisabetta Invernici e dalla stessa Ornella Piluso) viene interpretato come valore etico e non come esperienza legata all’immagine. Quest’anno topylabrys seminerà “LANA”; le “zolle” destinate ai Semi sono realizzate con più lastre di ferro piegate su di loro quasi a creare una plissettatura e sono posizionate all’interno di un “letto” di lana che sembra proteggere i Semi stessi.
Tutti i presenti saranno invitati dall’Artista a compiere il gesto della Semina: ad ogni persona verranno consegnati insieme ai batuffoli di lana dei biglietti dove vi saranno scritte frasi, parole, espressioni tutte riguardanti VALORI. I biglietti dovranno essere lanciati nelle “zolle” e in primavera si potrà assistere alla Raccolta d’Arte, ovvero ai VALORI cresciuti nel tempo.
Durante la mostra sarà presente la videoprotezione di Bollicine nello Spazio realizzata grazie alle foto dall’Artista Armando Tinnirello.
Paradossi Plastici ha ottenuto il Patrocinio di: Consiglio della Regione Lombardia, Regione Lombardia Assessorato alla Cultura, Presidenza del Consiglio della Provincia di Milano, Comune di Milano, EXPO 2015 e di Assocomaplast.
INGRESSO LIBEROORARI: dal lunedì al venerdì 10.30-12.30/16-18; sabato e domenica 11-18
INFO: http://www.artedamangiare.it; 02 54122521; info@artedamangiare.it

“Michal Macku – The 3D Photography”, personale esclusiva presso Paci Contemporary a Brescia

October 4, 2013 Leave a comment

Michal Macku - The 3D Photography

Michal Macku – The 3D Photography – SOLO SHOW IN GALLERY
MICHAL MACKU – THE 3D PHOTOGRAPHY
5 ottobre fino al 10 dicembre 2013

Paci contemporary è lieta di poter annunciare il nuovo solo Show di Michal Macku dopo oltre tre anni di attesa, necessari all’artista per realizzare alcuni nuovi Glass-gellage che saranno presentati in esclusiva mondiale.
Come i grandi maestri del passato, Michal Macku realizza la sua creazione artistica interamente in camera oscura avvalendosi della tecnica fotografica di sua ideazione chiamata “Gellage”, un neologismo nato dalla combinazione delle parole “gelatina” e “collage”. Questa tecnica consiste nello strappo dell’emulsione di gelatina dalla pellicola fotografica durante la fase di manipolazione del negativo, che viene poi posata e rimodellata dall’artista in modo che le immagini assumano un aspetto quasi materico, con un effetto straordinario e molto spirituale. “Gli Strappi” diventano il simbolo di un’esigenza interiore dell’artista: attraverso la lacerazione, l’artista ci rivela la sua vera essenza. Vi è un aspetto positivo e rassicurante che traspare in tutte le immagini: “la luce luminosa” che fuoriesce da ogni rottura simboleggia una sorta di pace interiore che l’uomo trova accettando la propria interiorità.
Il soggetto delle sue opere spesso è il suo corpo o parte di esso, reinterpretato nella sua forma spirituale. L’auto-analisi che compie su se stesso permette all’artista di portare a compimento l’idea cardine comune a molte religioni e filosofie:“Conosci te stesso e conoscerai il tutto”.
La complessità del processo e l’uso di più negativi fa sì che sia impossibile riprodurre stampe identiche tra loro. Il risultato che ne consegue è unico perché dipende da una serie di improvvise casualità, che trasformano il suo lavoro in camera oscura in un procedimento alchemico.
A partire dal 2007, in seguito ad anni di sperimentazioni, Michal Macku è giunto alla seconda fase del suo processo creativo, riuscendo nel suo intento di dare tridimensionalità alla fotografia analogica avvalendosi della trasparenza del vetro. L’artista interviene su un blocco di vetro temperato realizzato in Germania, che suddivide in più lastre, su ognuna delle quali imprime in camera oscura vari negativi: impresso il negativo sulla prima lastra, Macku vi fa aderire la seconda lastra con una colla speciale e, una volta attaccata, stampa il negativo successivo e così via, fino all’ultima lastra, ottenendo nuovamente -attraverso l’ausilio dei raggi UVA- un blocco unico. Si tratta di un procedimento lungo e di estrema precisione, dal momento che anche la più piccola sbavatura può compromettere l’intero lavoro. Questa tecnica assolutamente innovativa e rivoluzionaria prende il nome di Glass Gellage, ed è il risultato della trasposizione su vetro delle due tecniche fotografiche di cui Michal Macku è maestro assoluto: il Gellage e il Carbon Print. In questi suoi ultimi lavori, tutti rigorosamente in bianco e nero, le figure appaiono sospese in volo, fluttuando in una dimensione in cui il tempo e lo spazio si annullano.
Le opere di Michal Macku sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui quelle del Museum Ludwig a Colonia (Germania), il Museum of Fine Arts di Houston, The Royal Library of Denmark di Copenhagen, la Maison Européenne de la Photographie di Paris, l’Harvard Visual Center di Cambridge (Massachusetts), The Art Institute di Chicago, il MOPA – Museum of Photographic Arts di San Diego.
In occasione della mostra, sarà presentato anche il nuovo volume edito da Paci contemporary, con testo critico a cura di Walter Guadagnini.
Francesca Nava

“Macerie”, personale di Maura e Cristiano Perricone presso Il Mitreo a Roma

October 4, 2013 Leave a comment

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Nonostante il decostruttivismo affondi le sue fondamenta nella netta e totale contrapposizione al post-modernismo, Macerie ne diviene la conferma proprio nell’epoca attuale. È infatti dalle teorie del filosofo Jacques Derrida che scaturisce l’odierna presa di coscienza; l’essere fossili tra le macerie. A Maura e Cristiano Perricone interessa raccontare non tanto il momento di rottura o del crollo, quanto il risultato che ne determina, il caos immobile composto da detriti e dalla loro distribuzione spaziale. Partendo dal pensiero concettuale, ma più che mai concreto, di analisi e indagine approfondita della società odierna, gli artisti ne determinano la più che mai completa auto-demolizione. Alle riflessioni critiche nate in diversi contesti umanistici si alternano dati reali storici, in particolare la caduta del muro di Berlino, a conferma della metafora del crollo a cui tutta la serie farà riferimento. Se è vero che nella rappresentazione non c’è speranza, è altrettanto vero che si è voluto cogliere, attraverso l’espressione di un sentimento rinnovatore, la proposta di un’alternativa percorribile. Il rinnovamento deve però avere inizio dall’azzeramento, dalla decostruzione, dal default sociale-economico a cui stiamo tendendo; dalle macerie testimoni privilegiate di ciò che fu e che ne sarà. In un periodo storico di forti mutamenti geo-politici siamo costretti a “ri-organizzarci”, a ricostruire partendo da un lastricato su cui affioreranno non vasi o monete ma plastiche acide, carcasse elettriche, polveri nocive. Al fruitore verrà presentato tale risultato attraverso un’alternanza di video-installazioni, sculture e opere in Fine-Art, quest’ultime realizzate mediante un procedimento combinato di computer grafica e fotografia applicato a un modello reale di terracotta su cui verranno riprodotti dei crolli, simulando la disposizione delle macerie su di una superficie piana. Tra le sculture saranno presenti anche basso-rilievi in terracotta raffiguranti mappe antiche di alcune capitali , come Roma o Londra, allo scopo di fornire al fruitore due interpretazioni possibili delle stesse e dell’intera Mostra. Partendo dal presupposto che anche in questo caso ci troviamo di fronte a “macerie” su cui è stato poi ricostruito sopra, il visitatore può leggerci una sorta di speranza legata al concetto eracliano di Pánta Rhêi secondo cui, se tutto scorre, tutto può cambiare ed essere distrutto, ma poi riedificato. Al contrario, la valutazione può avere anche un’accezione pessimista, ma paradossalmente ben più ottimista, prova del fatto che tutto si perde e diventa intellegibile per l’uomo, ad accezione dell’arte generatrice. E tramite lo stesso percorso artistico si arriva alla piena consapevolezza, consapevolezza realizzatasi con il passaggio di ogni singolo fruitore da cui, attraverso un congegno meccanico, scaturiranno corpuscoli di macerie, atomi residui di ogni cammino individuale e collettivo.
MACERIE
– Genere: mostra personale
– Location: Il Mitreo – Arte contemporanea
Via Marino Mazzacurati 61, 00148 Roma – T. +39 06 65678224
– Periodo: 19 Ottobre – 27 Ottobre 2013 – INGRESSO LIBERO
– Opening: 19 Ottobre 2013 – Ore 18:30
– Artificio Lab: Maura e Cristiano Perricone