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“Enne Effe_Ba Abat/Ba Abat_Enne Effe”, collettiva tout court presso lo Spazio Arte Bejaflor di Portogruaro

July 9, 2013 Leave a comment

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Portogruaro – dal 29 giugno al 29 settembre 2013 , lo Spazio Arte Bejaflor ospiterà l’esposizione “Enne Effe_Ba Abat/Ba Abat_Enne Effe”. Le artiste Enne Effe e Ba Abat presentano una mostra unica, insolita e multiforme composta da installazioni di arazzi, installazioni a uncinetto, abiti scultura, e cascate di tessuto. Enne Effe artista tout court, ripercorre il tempo passato e presente per raccontare nuove storie attraverso trame frastagliate che si rincorrono in minuscoli centimetri di tessuto; utilizza la leggerezza della seta, dell’organza, del raso e del merletto recuperati da polverosi bauli per assemblarli e plasmarli in opere artistiche uniche e intense.Per l’artista Enne Effe lavorare la materia significa riproporne infinite declinazioni, fino alla creazione di abiti scultura “in cui la forma acquista l’aspetto dell’ombra dei feticci della nostra anima”. Ogni brandello di stoffa sovrapposto a un altro compone stratificazioni che denudano l’occhio e il sentire di chi affronta per la prima volta questa esperienza visiva e ci offre la possibilità della conoscenza intima di un minimalismo interiore racchiuso in una potente femminilità e condito da una forte passionalità. Ba Abat lavora sulconcetto di tempo e lo fa attraverso l’azione reiterata; l’azione regolare e ripetitiva della lavorazione all’uncinetto scandisce il tempo e le permette di entrare in uno stato meditativo. “E’ una sorta di rituale: il tempo nel quale mi siedo e ritmicamente compongo. La ripetizione conduce ad una dimensione magica, dove la fatica e il sacrificio sono un gesto di dedizione e d’amore”. Il filato come mezzo espressivo; il colore come oggetto di ricerca e specchio emotivo. Ba Abat ha un’intima affezione per il Bianco; è il territorio dell’Io potenziale, genera una condizione neutra in cui nulla è ancora avvenuto ma che virtualmente contiene ogni attualizzazione, ogni possibilità vitale. E’ intensa concentrazione d’energia, “assenza assolutamente popolata”, luogo naturale di espansione delle idee.
Sede: Spazio Arte Bejaflor, Via Udine 34, Portogruaro (Venezia); Durata: dal 29 giugno 2013 al 29 settembre 2013; Giorni e orari: dal lunedì al sabato 09-30 -12.00/15.00 – 18.00; Ingresso Libero;  Info: Tel: 0421 71075 – http://www.bejaflor.it/

Ramadan, countdown del mese di digiuno e di preghiera per avvicinarsi a Dio

July 9, 2013 Leave a comment

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Il countdown sta per iniziare… fatto salvo stravolgimenti del ciclo lunare il Ramadan quest’anno in Marocco prenderà il via domani 10 luglio. Il Ramadan è uno dei 5 pilastri dell’Islam, il quarto nei sunniti e il terzo per gli sciiti duodecimani (maggioritari rispetto agli sciiti). La sua durata è di un mese lunare (29/30 giorni). In Turchia è chiamato Ramazan. Il Ramadan è un mese di digiuno e di preghiera per avvicinarsi a Dioper tornare a Dio. E’ anche il mese che, nel 610 D.C.Maometto vide l’arcangelo Gabriele che gli annunciò la sua investitura come messaggero di Dio. Questo momento preciso è  la Notte del DestinoLailat al Qadar, verso la fine del Ramadan (27° giorno), notte che celebra la rivelazione del Corano al Profeta con preghiere e pentimenti. Il Ramadan termina con la festa dell‘Aïd al Seghir (piccola festa in arabo) che è  anche chiamata Aid el Fitr (festa della rottura del digiuno) e segna la fine del mese sacro. Ovviamente è una festa che racchiude una gioia profonda dopo un mese di patimenti,ma ve ne parlerò durante questo mese. La storia ci dice che il primo digiuno imposto da Maometto ai suoi discepoli durò una sola giornata prima dellla festività ebrea del Yom Kippour. Questo digiuno riproponeva quello degli ebrei e il Profeta, ovviamente in disaccordo, decise che sarebbe durato più a lungo, anche di quellocristiano della Quaresima, e stabilì’ un mese intero. L’obbligo essenziale del Ramadan è il digiuno (Siam): durante tutta la giornata, dall’alba al tramontoè assolutamente proibito nutrirsibere ed avere rapporti sessuali. Con la stagione estiva tutto diventa più difficile tenendo presente che qui siamo nell’ordine dei 45/50 gradi e bere è necessario. Il Ramadan è il tempo della parola di Dio (lettura del Corano) e di incontrarsi a Lui con la preghiera. Sovente durante questo mese un profondo fervore religioso si impadronisce dei credenti che negli oratori e nelle moschee pregano tutta la notte in veglia. In questo mese i musulmani devono anche compiere lo zakat, un altro pilastro dell’Islam, l’elemosina. E’ una tassa obbligatoria che si dona alla fine del digiuno, al termine del Ramadan. Questa “tassa” è calcolata intorno al 25% degli introiti annuali del credente e, il mondo va avanti, alcuni siti islamici accettano i versamenti con carte di credito. I costumi di questo mese sono differenti secondo i Paesi. L’Egitto e il Maghreb vivono il Ramadancome un mese di convivialità e di festa (dopo la rottura del digiuno quotidiano). Le famiglie si riuniscono per mangiare insieme e nelle strade una certa animazione è visibile sino a notte fonda. La tradizione vuole che si acquisti degli abiti nuovi ai bambini e durante la festa della fine del Ramadan verranno indossati per andare alla moschea. Il digiuno del Ramadan in Marocco, contrariamente ad altri Paesi musulmani, è scrupolosamente rispettato. L’Islam è religione di Stato e i marocchini si “sorvegliano” mutualmente (se un marocchino viene sorpreso a mangiare è immediatamente arrestato). Al contrario in Turchia, per esempio, i membri della setta Alèvis digiunano solamente qualche giorno durante tutto il mese sacro.  Il Ramadan è un momento sacro(anche se sono evidenti molte incrongruenze in questo periodo) e come tale va rispettato. Poi è festa! Alla sera è fantastico lasciarsi coinvolgere, nelle strade e nelle piazze, dall’esplosione di felicità che attraversa tutti quanti. Una scarica di adrenalina pura che rimette in moto i pensieri e le azioni, sopite e stordite durante tutta la giornata. E tra le pieghe di questi momenti si incontrano personaggi incredibili, storie di vita vissuta senza protagonismi, come il misterioso e leggendario Sidi (signore) che durante tutto il Ramadan offre un pasto a centinaia di poveri diseredati, nascosto nella penombra della Place Jemaa el Fna per non essere riconosciuto e non dover essere ringraziato. Questo è anche il Ramadan!

Fonte: My Amazighen

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Urbino 2019, programma Capitale Europea della Cultura

July 9, 2013 Leave a comment

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Urbino – L’azione comunitaria “Capitale europea della cultura” che fa parte del Programma Cultura ha lo scopo di valorizzare la ricchezza, la diversità e le caratteristiche comuni delle culture europee e di contribuire a migliorare la comprensione reciproca tra i cittadini europei. La capitale europea della cultura è una città designata dall’Unione Europea che per il periodo di un anno ha la possibilità di far conoscere la sua vita e il suo sviluppo culturale. Diverse città europee hanno sfruttato questo periodo per trasformare completamente la loro base culturale, e facendo ciò, la loro visibilità internazionale.
Concepito come un mezzo per avvicinare i cittadini europei, il programma “Città europee della cultura”  venne lanciato nel 1985 dal Consiglio dei Ministri su iniziativa dell’allora ministro greco della Cultura Melina Mercuri anche con la partecipazione dell’allora ministro della cultura francese Jack Lang. Nel 1999 l’iniziativa è stata ribattezzata “Capitali Europee della Cultura” e finanziata nell’ambito del Programma Cultura 2000; nello stesso anno sono state introdotte nuove procedure di selezione che, di anno in anno, assegnano la candidatura a uno o più Paesi.
Secondo questo nuovo criterio di assegnazione, nel 2019 il titolo di Capitale Europea della Cultura sarà aggiudicato a una città italiana e ad una bulgara. Dalla sua istituzione soltanto due città italiane si sono fregiate di tale riconoscimento: Bologna nel 2000 e Genova nel 2004. La Regione Marche ha deciso di candidare “Urbino” per l’assegnazione del titolo di “Capitale Europea della cultura” per il 2019. La scelta di candidare Urbino, nasce dal fatto che questo è un territorio che si è sempre distinto per capacità di innovazione nei processi organizzativi, amministrativi, culturali ed economici e soprattutto per il ruolo del capoluogo come asset fondamentale per uno sviluppo che punti sulla cultura e sul turismo.  Dal 1998 il suo centro storico è patrimonio dell’umanità UNESCO in quanto la città è stata  centro politico e culturale di primaria importanza durante il Cinquecento. Il suo Palazzo Ducale è uno dei capolavori più insigni dell’arte rinascimentale. La cittadina visse in questo periodo una fioritura artistica unica attirando artisti e studiosi da tutta Italia ed oltre, influenzando gli sviluppi culturali europei.  Durante la sua breve supremazia culturale Urbino ha attirato alcuni dei più illustri studiosi e artisti del Rinascimento, che hanno creato un complesso urbano d’eccezionale omogeneità, la cui influenza si è largamente estesa al resto d’Europa. La città inoltre rappresenta un vertice dell’arte e dell’architettura del Rinascimento, così armoniosamente adattata al suo ambiente fisico e al suo passato medievale che la città diventa del tutto eccezionale.
A presiedere il comitato promotore, formato da intellettuali e personalità illustri a livello internazionale,  sarà il Prof. Jack Lang già ministro alla Cultura del Governo Mitterand convinto che Urbino  e le Marche intere  possano incarnare una nuova visione del mondo e dell’uomo, dando vita ad un nuovo Rinascimento.
Se il titolo di capitale europea della cultura sarà assegnato ad Urbino, per l’intero anno 2019 sono previsti eventi, iniziative, spettacoli, mostre e buone pratiche che porranno “Urbino” al centro dell’intera scena culturale europea.

Il sito dell’iniziativa: www.urbino2019.eu

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