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“4 Rooms”, personali presso la Galleria d’Arte Moderna Palazzo Bellini a Comacchio

June 24, 2013 Leave a comment

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Comacchio – sabato 22 Giugno si inaugura presso la Galleria d’Arte Moderna Palazzo Bellini la mostra “4 Rooms” che vede esposte le opere degli artisti Luciano Barale, Daniele Capecchi, Patrizio Gelli, Silvia Percussi. L’esposizione è stata concepita non tanto come una collettiva di quattro artisti, ma bensì come quattro mini personali. Ogni sala della Galleria accoglie circa dieci opere significative della ricerca degli artisti presenti in mostra, due dei quali si commisurano con la figurazione, mentre gli altri due con l’astrazione. Luciano Barale, confrontandosi con i materiali di scarto, crea delle composizioni geometriche che, rifacendosi alla scuola toscana dell’astrazione di metà secolo scorso, danno vita a coloratissimi panorami a-prospettici che finiscono addirittura per scardinare le coordinate standard del piano di lavoro, nel tentativo estremo di dar forma all’instabile. Concettualmente e formalmente lontana da queste soluzioni, anche Silvia Percussi si imbatte in un’astrazione che in questo caso però ruota intorno allo studio della simbologia di quelle strutture originarie dalle quali tutto deriva (il cerchio, il triangolo, la linea), senza tralasciare il dato cromatico, al fine di dare un equilibrio alle proprie emozioni. Assai lontano da questi risultati è Patrizio Gelli, il quale avverte la necessità della materia che mette al servizio dell’immaginazione: l’ostinata volontà di dar forma a visioni di un passato ancora presente nelle propria memoria, dà luogo a frammenti di vita vissuta che vengono impressi nel tempo attraverso l’uso dell’affresco. Sul concetto di caducità della memoria si basa anche il nuovo ciclo di opere su tela di Daniele Capecchi il quale, dopo anni di studio sulla propria personalità, si imbatte in una appassionata rilettura del miti greci attraverso la rappresentazione di scenografici fermo immagine. Per l’inaugurazione verrà presentato il catalogo della mostra che raccoglierà, oltre ad alcuni saggi critici, le fotografie dell’allestimento.
TITOLO: 4 Rooms; SEDE: Palazzo Bellini Galleria d’Arte Moderna, Via Agatopisto Cromazizno Comacchio (FE) ARTISTI: Luciano Barale, Daniele Capecchi, Patrizio Gelli, Silvia Percussi; INAUGURAZIONE: Sabato 22 giugno ore 17; DATE: dal 22 giugno al 27 luglio; ORARI DI  APERTURA: dal lunedì al sabato 9 – 12.30 / 15 – 18; INFO:  tel. 0533 314154

“In Your Shoes”, convegno di Gino Strada e Gyles Duley a Londra

June 24, 2013 Leave a comment

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Londra  – In Your Shoes si presenta per la seconda volta a Londra, il 3 Luglio prossimo, in occasione del convegno di Gino Strada e Giles Duley condotto dall’editor del “The Observer”, John Mulholland, riguardante i progetti di Emergency nel Mondo, e che avrà luogo presso la Chiesa Battista di Bloomsbury Central, 235 Shaftesbury Avenue, Londra. In Your Shoes è un progetto artistico ideato dall’artista sarda Maria Jole Serreli in collaborazione con Fabio Costantino Macis e Riccardo Giuseppe Mereu.
Saranno in mostra le tre opere realizzate con le scarpe di Mario Balotelli, Giuseppe Tornatore e Gino Strada, create da Maria Jole Serreli in collaborazione con Damjan Komel, Tommaso Pensa e Fabio Costantino Macis. Lo scopo della mostra, in collaborazione con Nadia Spita, non è solo di mera sensibilizzazione, ma è teso anche alla vendita delle creazioni. Il ricavato delle opere donate e vendute andrà interamente al Centro Pediatrico di Emergency a Bangui nella Repubblica Centrafricana, uno dei tanti e importanti progetti di Emergency in giro per il mondo.
La finalità del progetto è la raccolta fondi e la promozione delle attività umanitarie di Emergency UK. Per raggiungere lo scopo per il quale In Your Shoes è stato ideato, sono stati coinvolti giovani artisti italiani e internazionali, e famose celebrità del mondo dello sport e dello spettacolo. Il titolo del progetto, In Your Shoes, è un invito a mettersi nei panni di chi soffre a causa delle guerre e della povertà in tutto il mondo, soprattutto i bambini, attraverso un semplice gesto, la donazione di un paio di scarpe usate. In tanti hanno risposto con entusiasmo: Mario Balotelli, Giuseppe Tornatore, Antonio Marras, Pinuccio Sciola, Fabrizio Pittalis. Presto altri nomi si uniranno alle donazioni. Il progetto è stato presentato il 29 gennaio 2013, durante l’Italian Art Festival di Nadia Spita presso la Vibe Gallery, galleria londinese da sempre interessata ai più recenti sviluppi dell’arte contemporanea internazionale.
Anche altri artisti, sardi e non, sono stati coinvolti, a invito, sempre con il compito di realizzare, con le scarpe donate, opere d’arte insieme a Maria Jole Serreli. Saranno, così, tutte opere “abitate” da un messaggio di collaborazione e fratellanza. Elemento molto importante è la gratuità delle donazioni: tutti gli artisti hanno donato il loro tempo, l’impegno e le opere realizzate, a Emergency UK. L’intero ricavato della vendita delle opere sarà devoluto al Centro Pediatrico di Bangui.
Ingresso: £ 10.00
L’evento: https://www.facebook.com/events/176697045829701/?fref=ts
Per la locandina completa clicca qui: http://inyourshoesitalia.wordpress.com/2013/06/07/gino-and-giles/
Responsabile Ufficio stampa “In Your Shoes”
Riccardo Giuseppe Mereu
Cell. 3881065011
http://www.inyourshoesitalia.wordpress.com

“Il filo di Ananke – Scritto sulla pelle”, personale di Ilaria Margutti al Palazzo Pretorio di Barberino di Mugello

June 24, 2013 Leave a comment

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“Il gesto del “donare”, dell’”offrirsi” è un gesto della natura femminea. L’attesa, il costante e laborioso tessere, è la forza della lucidità del tempo, che scorre senza apparenti cambiamenti, ma che nel suo divenire dipana esistenze”. Questo il punto focale, il nodo, della ricerca artistica di Ilaria Margutti.
Una ricerca, che i visitatori, mugellani e fiorentini, avranno l’occasione di conoscere dal prossimo 22 giugno, presso lo Spazio espositivo di Palazzo Pretorio a Barberino di Mugello, dove sarà allestita“Il filo di Ananke – Scritto sulla pelle”, mostra personale dell’artista aretina.
Ilaria Margutti combina il medium classico della pittura con quello di uno strumento peculiarmente femminile, il ricamo e, come una moderna Moira, prende il filo di Ananke, il filo del destino, per scrivere, nei suoi ritratti di corpi e volti femminili, storie di donne, pagine di un percorso di maturazione artistica coraggioso e autentico, che dà voce a emozioni e sentimenti che ci appartengono.
“Il fare del ricamo – racconta Ilaria in una recente intervista –, un fare completamente femminile, che proviene proprio dall’identità femminile, dal sapersi prendere cura del tessuto ma anche del focolare, io lo propongo in una chiave moderna. Lo riprendo e lo rendo linguaggio: il ricamo diventa per me un mezzo con cui io posso esprimermi con la mia identità femminile, che non è quella della pittura o della scultura, ma che ha proprio a che fare con l’origine della creatività femminile, che passa attraverso il filo”.
Come afferma la critica e storica dell’arte, Adriana M. Soldini: “Il filo appartiene al linguaggio di Ilaria Margutti a partire dal 2007. Dalla pittura al ricamo, in un processo inverso rispetto a quello che leggiamo nelle pagine della storia dell’arte al femminile. Un recupero a cui Ilaria si avvicina con consapevolezza, cercando (e trovando) conferma nel pensiero di altre artiste come Louise Bourgeois, Maria Lai, Gina Pane… alcune delle quali hanno sperimentato la pratica artistica come strumento di conoscenza, atto liberatorio, indagine del vissuto, ricerca d’identità e anche urlo di ribellione. Conscia di sé nel Bene e nel Male, Ilaria espone orgogliosa la fragilità come un trofeo, dopo le mille battaglie vinte dalla sua pelle, dal suo corpo, dalla sua mente”.
In mostra, pagine di un diario intimo, personale – come quello ricamato nel libro Catalogo inutile di esistenze tattili, quello presente nella bacheca Useless box, con le sue scatoline di metallo contenenti “brividi”, “difese”, “torpori”, “paure”… e altro ancora, quello di Predizioni, il suo ultimo lavoro video – o appartenente ad altre donne – come nelle sindoni di E corpore medendo -. Ciascun lavoro, sia esso una tela, un libro ricamato o un’installazione, va vissuto come un tassello in un discorso più ampio, il percorso lungo un sentiero dove le cose davvero importanti sono il cammino e la maturazione che si compie mentre lo si percorre.
Ilaria Margutti ci ricorda che l’occhio vive di quel che ha abbandonato. L’occhio di chi ha creato e l’occhio di chi osserva. Ognuno di noi può essere, è, quella tela, quel ricamo. Scritto addosso, sulla pelle, tutti noi custodiamo i segni di chi abbiamo abbandonato, di chi abbiamo perso.
E se resurrezione ci deve essere è nel qui e ora.
“Le mani tastano la pelle, ne riconoscono gli orli, ne imprimono i solchi, ne rammendano le pieghe. […] L’artista non rimargina, ma attraversa le fratture della carne per trasfigurare le sue tele in uno ‘stare presso di sé’, una cicatrice in cui rinchiudersi e avere pace.
Il confine è la pelle. Quella cerniera labile e sottile fra interno ed esterno.”
(Tratto dal testo critico, in catalogo, di Lucrezia Naglieri e Lara Carbonara.)
L’esposizione, fortemente voluta dall’amministrazione comunale di Barberino, da anni impegnata, insieme agli altri comuni mugellani, a sostenere e promuovere l’arte contemporanea, rientra e arricchisce il programma dell’evento pubblico “Un filo di…” che si terrà il 23 giugno 2013 nella Piazza Cavour di Barberino di Mugello, una manifestazione dedicata al lavoro a maglia e agli altri lavori tradizionalmente femminili, quali ricamo, intreccio, uncinetto, in tutti i loro possibili sviluppi creativi, dall’arredo urbano, all’oggettistica, alla creazione artistica.
Sarà possibile visitare la mostra “
Il filo di Ananke. Scritto sulla pelle”
domenica 23 giugno tutto il giorno, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 22.00, e tutti i martedì sera dalle 20.30 alle 22.30. La mostra resterà inoltre aperta al pubblico, da lunedì 24 giugno a sabato 20 luglio, con i seguenti orari: lunedì 9.00 – 13.00, martedì 9.00 – 13.00  14.30 – 18.30  20.30 – 22.30, mercoledì 9.00 – 13.00, giovedì 9.00 – 13.00 14.30 -18.30, venerdì e sabato 9.00 – 13.00.
Biografia Ilaria Margutti
Ilaria Margutti (Modena 1971), vive e lavora a Sansepolcro, dove svolge parallelamente l’attività artistica e quella di docente di disegno e storia dell’arte. Nel 1997 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Comincia a esporre i suoi lavori dal 1996: Janinebeangallery Berlino, Wannabeegallery – San Diego/Milano, MLBhomegallery – Ferrara, Bontadosi ArtGallery – Montefalco (PG).
Dal 2007 inizia a inserire la tecnica del ricamo nei suoi dipinti, che nel tempo diventa il linguaggio in cui sente meglio rappresentata la propria poetica.
Nel 2008 le sue opere sono finaliste in tre premi internazionali: Arte Laguna, Arte Mondadori e premio Embroideres’ Guild di Birmingham. Nel 2010 è in Costa d’Avorio con “De L’Esprit e de L’Eau” sostenuto dal Consolato Italiano per un progetto artistico per il ripristino della cultura nei paesi travolti dalla guerra civile.Segue progetti per la diffusione dell’arte contemporanea presso il Museo Civico di Sansepolcro, di cui è consigliera nella Commissione: dal 2011 è curatrice di INCONTRI AL MUSEO CON L’ARTE CONTEMPORANEA, rassegna di incontri e mostre con gli artisti emergenti di tutta Italia al Museo Civico di Sansepolcro. Nel 2012, insieme all’artista Enrique Moya Gonzales, cura il percorso MICROPISCIN[..]RCHEOLOGICA ad Arezzo, nel quale vede protagonisti giovani studenti delle scuole superiori confrontarsi con la progettualità artistica e gli artisti stessi.
Scheda tecnica
Mostra personale di arte contemporanea:
Il filo di Ananke. Scritto sulla pelle
Artista:
Ilaria Margutti
A cura di:
Manuela Bacchiega
Testo critico di:
Lucrezia Naglieri e Lara Carbonara
Luogo: Spazio espositivo di Palazzo Pretorio | piazza Cavour, 36 | Barberino di Mugello
Periodo:
dal 23 giugno al 20 luglio 2013
Inaugurazione:
sabato 22 giugno alle ore 18:00
Orari:
lunedì 9.00 – 13.00; martedì 9.00 – 13.00 | 14.30 – 18.30 | 20.30 – 22.30; mercoledì 9.00 – 13.00; giovedì 9.00 – 13.00 | 14.30 -18.30; venerdì e sabato 9.00 – 13.00.
per maggiori informazioni:
Ufficio Cultura 0558477287
cultura@comune.barberino-di-mugello.fi.it www.ilariamargutti.com

“Exhibition Invitation”, collettiva presso la Galleria d’arte contemporanea RossoCinabro a Roma

June 24, 2013 Leave a comment

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Roma – dal 25 giugno al 12 luglio, la Galleria d’arte contemporanea, RossoCinabro, ospiterà “Exhibition Invitation”; una  mostra collettiva che  si presenta piena  e variegata per forme, tecniche e contenuti. La libertà del tema ha permesso la presentazione di tanti stili e generi diversi, tutti  accomunati  dalla stessa energia.  Un incontro casuale, con fervide e movimentate personalità artistiche che si evolvono nel campo della condivisione del flusso emozionale, un’esigenza irrinunciabile che rappresenta la stessa essenza del percorso di tutti.  Proposito e perseguimento  della mostra  è il progressivo, insistito, concetto di affermazione  dell’opera oltre i propri confini, caratterizzando la stessa da una forte connotazione psichica e percettiva che tende ad accoglie il fruitore nelle singole personalità e nel loro vissuto.  Se dimensioni così distanti e generi così inconciliabili, se linguaggi così divergenti possono comunicare fino ad amarsi, allora siamo indotti a  pensare che ogni preconcetto o pregiudizio può solo  ritardare o ostacolarci nel giusto compimento del nostro essere.
Artisti in mostra: Arkirka, Sergio Armaroli, Alessio Bernardini, Silvano Crespi,  Sara Fabi Cannella,  Kole, Lorenza Licciardello,  Lucia Mazzoni, Miriweh, Maria Rita Onofri,  Marco Perna,  Simona Ponzù Donato, Daniela Rebecchi, Kamilla Redamar, Maria Rita Ridolfi, Patrizia Rubicondi, Enza Viceconte, Monika Walter. Sede espositiva: Via Raffaele Cadorna 28, 00187 Roma; Giorni e orari: dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 19:30; Info: Tel/fax 06 60658125, www.rossocinabro.com; Ingresso libero.

Economia Popolare, flash mob in occasione della MFW

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Un tempo, almeno una ventina di anni fa, se avessimo detto alle nostre madri che avevamo acquistato un costume a 10 euro – all’epoca 5000 lire -, le nostre genitrici ci avrebbero insegnato che la qualità di quel prodotto era inesistente e che avevamo comprato vera e propria fuffa. Oggi, grazie alle cheap chain, un costume a 10 euro è praticamente la norma e la qualità, se il capo viene paragonato a un altro capo di poco più caro, è praticamente la stessa perché i paesi in via di sviluppo dove vengono confezionati, si sono, nel frattempo, aggiornati e hanno migliorato le tecniche di lavorazione.  E allora qual è il problema? E’ molto semplice. In Italia, a causa delle leggi fiscali, della disciplina sul lavoro e delle normative in generale, un costume non può assolutamente avere un costo di produzione pari o inferiore a 10 euro. Ergo, se per realizzare un costume in Italia costa di più e  un’azienda subisce la concorrenza di Paesi come la Cina o di cheap chain che fatturano in Italia, ma pagano le tasse nei Paradisi Fiscali, le aziende, inevitabilmente, chiudono. E’ un assioma. Economia Popolare, il movimento politico creato dall’imprenditore Fabrizio Politi, in occasione della MFW ha organizzato sabato scorso un flash mob per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema – che non riguarda solo la moda, ma tutti i comparti, dall’arredamento ai pannelli solari, ecc. – inscenando in Corso Vittorio Emanuele un suicidio di massa e denunciare gli effetti della concorrenza sleale sull’economia italiana. La manifestazione aveva un titolo “Di dumping si Muore ” e si è conclusa proprio davanti al negozio Zara di Corso Vittorio Emanuele. Al flash mob hanno partecipato un centinaio di persone. I partecipanti all’iniziativa hanno occupato l’area ricostruendo una scena del crimine a regola d’arte: dal nastro crime scene, agli uomini della scientifica che tracciavano le sagome dei suicidi– ovvero imprenditori italiani uccisi dalla crisi – stesi a terra, a vittime ricoperte di sangue. L’azione dimostrativa aveva lo scopo di denunciare gli effetti devastanti della concorrenza sleale delle aziende multinazionali, come appunto Zara, ai danni del settore industriale italiano. Questi processi, che permettono la vendita di prodotti sul mercato italiano a prezzi bassissimi e senza concorrenza, sono infatti causa della crisi economica che sta stritolando l’Europa, della chiusura di numerose aziende, fino alla scomparsa di interi distretti produttivi, e degli innumerevoli suicidi degli imprenditori italiani. (Viviana Musumeci)

Fonte: VM-Mag

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Marocco, governo sotto controllo dal Fondo Monetario Internazionale

June 24, 2013 Leave a comment

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L‘economia marocchina offuscata e molte riforme devono essere approvate per frenare il cattivo andamento attuale. Il Governo è accusato di lentezza e inefficacia. Degli esperti del Fondo Monetario Internazionale dovranno analizzare queste riforme e se giudicheranno che sono insufficienti il rischio di una sospensione della « linea di precauzione » di 6,2 miliardi di dollari  diventerà un incubo. Questi esperti del FMI sono attualmente in Marocco per una “mission” quasi impossibile : fare il punto sugli sforzi presi dal Governo per attuare delle riforme strutturali, in primis la riforma della Cassa di Compensazione, il regime delle pensione, il calo degli ingressi fiscali. RIforme, che dovranno aprire la strada della ”linea di precauzione” di liquidità pari a 6,2 miliardi di dollari accordati dal FMI, linea che il governo, molto provato, avrà molte difficoltà a portare in rada. Le riforme, sempre più difficili da attuare, tra cui la cassa di compensazione dei prezzi calmierati, il cui budget equivale all’8% del PIL nel 2012. Reclamate dall’opposizione e dal FMI, questo ventaglio di riforme è oggi sporcata da un dibattito politico surrealista tra il governo Benkirane e l’opposizione. Il Governo vuole mantenere la cassa di compensazione dei prezzi con qualche trasformazione, mentre l’opposizione, tra cui l’Istiqal, vorrebbe sopprimere e accordare un aiuto diretto ai più demuniti. Nel 2012, la sovvenzione dei prezzi di prima necessità è costata al bdget dello Stato qualcosa come 54 miliardi di DH (circa 5,4 miliardi di euro), tra cui la sovvenzione dei prezzi dei cereali. La settimana scorsa, un rapporto  dell’Alto Commissariato marocchino al Piano (HCP) confermava la cattiva salute dell’economia marocchina. La caduta della crescita economica marocchina nel 2012 sta proseguendo in questo 2013 e si spiega, secondo l’HCP, dal  ribasso del valore aggiunto agricolo del 8,9% sul volume (+5,6% nel 2011), mentre il rialzo del valore aggiunto degli altri settori economici si è stabilizzato al 4,4% nel 2012, contro il 2 ,7% nel 2011. Il tasso di crescita del PIL (agricoltura esclusa) è sceso al 4,5% nel 2012 contro il 4,9% del 2011. Il capo del Governo, Abdelilah Benkirane, ha riconosciuto  “il cattivo momento” attuale dell’economia marocchina, indicando che l’anno 2011 è stato archiviato con un deficit del 6,1% del PIL contro le previsioni del Governo che stimava un 3,5%, deteriorandosi ancora nel 2012 al  7,1%. La legge finanziaria 2013 si basa su un deficit budgettario del 4,8% del PIL, un tasso di crescita del 4,5%, un inflazione a meno del 3% e un tasso di disoccupazione a meno del 10%. Per il Presidente del RNI, Salaheddine Mezouar, ex ministro delle Finanze sotto il precedente governo diretto dall’Istiqal, la legge 2013 non  “invia messaggi forti per rilanciare la crescita” . Mezouar stima che questa legge manca di innovazione e di stimoli seri per l’incoraggiare l’impiego e se questo è l’orientamento, il FMI potrà sospendere la sua linea di precauzione. Nei migliore dei casi, stima L’Economiste, è obbligatorio un piano di rilancio che si prenda carico della lentezza sull’esecuzione di certe riforme. Il FMI non crede più alle promesse del Governo Benkirane che prevede di ristabilire gli equilibri macro-economici a medio termine, aggiunge il quotidiano finanziario marocchino. E la situazione dell’economia è lontana dall’essere brillante. A fine aprile, il deficit budgettario si è attestato a 21,3 miliardi di DH, quasi  la metà della previsione (43,5 miliardi) stimata dalle legge finanziaria 2013. Tutto questo allontana ancor più le previsioni di un ritorno progressivo del deficit sotto il 3% nel 2016. Nel 2012 si è attestato al 7%. Secondo diversi economisti marocchini, tutti questi dati potranno far rivedere completamente al FMI il sostegno alle riforme in corso nel paese e tornare indietro  sulla linea di precauzione di liquidità di 6,2 miliardi di dollari. E’ dell’altra settimana la notizia che l’indice MSCI (Morgan & Stanley Country Index) ha deciso di declassare il Marocco da “Paese Emergente” a ”Paese Frontaliero” e  questo comporterà una caduta di investimenti stranieri.  Un vero incubo.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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