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“Tiziano”, mostra presso le Scuderie del Quirinale a Roma

May 29, 2013 Leave a comment

Tiziano_locandina

Il Concerto e la Bella di Palazzo Pitti, la Flora degli Uffizi, la Pala Gozzi di Ancona, la Danaedi Capodimonte, il Carlo V con il cane e l’Autoritratto del Prado o lo Scorticamento di Marsiadi Kromeriz sono solo alcune delle opere più conosciute di Tiziano (Pieve di Cadore 1485 circa – Venezia 1576) che saranno esposte alle Scuderie del Quirinale. Una mostra concepita per concludere idealmente l’ampio progetto di rilettura della pittura veneziana e di riflessione sul ruolo cardine che essa avuto nel rinnovamento della cultura italiana ed europea. Un percorso che le Scuderie del Quirinale hanno sviluppato analizzando l’opera dei protagonisti della rivoluzione pittorica moderna – da Antonello da Messina a Giovanni Bellini, da Lorenzo Lotto a Tintoretto –  di cui Tiziano è testimonianza finale e altissima quale artista europeo per eccellenza.
Visitando la mostra sarà possibile ripercorrere i tratti salienti dell’inarrestabile ascesa del grande artista italiano: dagli esordi veneziani in seno alle botteghe di Giovanni Bellini e Giorgione all’autonomia acquisita con le grandi tele per i dogi, gli Este e i Della Rovere fino ad arrivare alle committenze imperiali di Carlo V e poi del figlio Filippo II. Decennio per decennio, l’intera carriera di Tiziano sarà rappresentata al massimo livello sottolineando il magistrale senso del colore e l’evoluzione di una pennellata capace di travalicare i limiti dell’immaginario pittorico. Attraverso confronti iconografici – tra i molti, emblematico, quello tra la Crocifissione della chiesa dei domenicani di Ancona, il Crocifisso dell’Escorial di Madrid e il frammento di Crocifissione oggi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna – il pubblico potrà percepire direttamente la novità d’impostazione e la grammatica compositiva del Maestro, in una mostra attenta a narrarne non solo la fondamentale dimensione di pittore religioso ma anche la complessa attività di ritrattista della nobiltà del tempo. Una mostra ideata – grazie al sostegno e ai prestiti delle massime istituzioni museali italiane e straniere – per far comprendere al grande pubblico l’eccezionalità di un Tiziano capace di accordare “la grandezza e terribilità di Michel Agnolo, la piacevolezza e venustà di Raffaello, et il colorito proprio della Natura”, secondo l’immagine del poligrafo contemporaneo Ludovico Dolce, suo grande estimatore.
Ad accompagnare il percorso espositivo, gli esiti dell’ampia campagna di analisi scientifiche che ha interessato gran parte della produzione dell’artista. Compiuta dal Centro di Ateneo di Arti Visive dell’Università degli Studi di Bergamo, la campagna ha offerto risultati di assoluto rilievo per riuscire a definire i rapporti tra opere autografe e opere di bottega e per documentare compiutamente l’evoluzione tecnica di Tiziano, a partire dai suoi anni di formazione.
Il catalogo scientifico è edito da Silvana Editoriale con i contributi di alcuni fra gli studiosi più riconosciuti del grande maestro veneto.
5 marzo – 16 giugno 2013

“Empire State. Arte a New York oggi”, collettiva al Palazzo delle Esposizioni a Roma

May 29, 2013 Leave a comment

EmpireState

Michele Abeles, Uri Aran, Darren Bader, Antoine Catala, Moyra Davey, Keith Edmier, LaToya Ruby Frazier, Dan Graham, Renée Green, Wade Guyton, Shadi Habib Allah, Jeff Koons, Nate Lowman, Danny McDonald, Bjarne Melgaard, John Miller, Takeshi Murata, Virginia Overton, Joyce Pensato, Adrian Piper, Rob Pruitt, R. H. Quaytman, Tabor Robak, Julian Schnabel, Ryan Sullivan
Il tema su cui si misura questo ambizioso progetto espositivo è la capacità degli artisti di re-immaginare la vita urbana, interrogandosi più specificatamente sulla capacità di New York di rappresentare ancora e per eccellenza un luogo di elaborazione di idee.
La mostra riunisce un gruppo di venticinque artisti di diverse generazioni attivi nei cinque distretti metropolitani così come nelle aree periferiche ed extraperiferiche della città, presentando opere che riflettono sullo spazio urbano come mezzo di distribuzione del potere. Un argomento quanto mai attuale in un’epoca come la nostra, in cui il ruolo politico, economico e culturale degli Stati Uniti negli affari internazionali è oggetto di un ripensamento non privo di serie inquietudini. L’arte contemporanea, in questo caso, si fa strumento di riflessione sulla pervasività dei media nelle città moderne.
Insieme ad altri più ovvi rimandi, il titolo della mostra intende evocare Empire, titolo del fondamentale saggio di Antonio Negri e Michael Hardt  sul capitalismo globale guidato dagli Stati Uniti (2000), nonché la canzone Empire State of Mind  (2009), coinvolgente inno a New York reso celebre in tutto il mondo da Jay-Z e Alicia Keys.
Proprio come la città di New York, anche l’arte contemporanea negli ultimi cinquant’anni è cresciuta in maniera esponenziale. Un frenetico sviluppo che ha aperto la strada alla sperimentazione di possibilità sempre nuove nel campo delle arti visive, costringendo al tempo stesso a rivalutare impostazioni critiche di tipo tradizionale. Gli artisti rappresentati nella mostra Empire State sono certamente radicati nella critica istituzionale, ivi compresi gli studi sul rapporto tra media ed economia, ma allo stesso tempo ricorrono alla tecnologia e all’astrazione per offrire nuovi modelli di soggettività. I padiglioni a specchio di Dan Graham, ad esempio, combinano arte minimalista e architettura per riflettere e moltiplicare la forma umana; mentre le recenti opere della serie “Antiquity” di Jeff Koons rivelano gli interessi dell’artista per il mito così come la straordinaria capacità tecnica necessaria a realizzarle.
Mentre la comunità artistica si trova ad affrontare questa sua nuova dimensione quasi industriale, gli artisti newyorkesi devono mettere in discussione le convenzioni che definiscono le loro reti sociali. Oltre a documentare ‘per genealogie’ le familiarità storiche esistenti tra i vari artisti, Empire State suggerisce nuove connessioni possibili. Rebecca H. Quaytman esporrà per la prima volta in gruppo i suoi ritratti di artisti di New York; mentre il net artist Tabor Robak, la cui opera circola principalmente in rete suscitando domande fondamentali sul nostro modo di definire e riconoscere la comunità artistica, verrà presentato per la prima volta in un contesto internazionale. Gli artisti newyorkesi non sono nuovi a ‘manipolazioni’ della loro autorialità spesso ricondotta a marchi collettivi e un numero significativo dei nomi presenti in Empire State ha infatti fatto parte di gruppi di vario tipo tra cui Orchard, Reena Spaulings, 179 Canal e Art Club 2000.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo ampiamente illustrato (Skira) capace di incarnare lo spirito dell’iniziativa sotto il profilo tanto culturale quanto visivo. Oltre ad ampi contributi dei curatori, la pubblicazione comprenderà scritti di Tom McDonough, John Miller e Eileen Myles, un saggio per immagini di Matt Keegan nonché testi originali dedicati a ciascun artista e firmati da critici e curatori di spicco tra cui Bruce Hainley, Hans Ulrich Obrist, Tina Kukielski. 23 aprile – 21 luglio 2013