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Srl semplificate, iniziativa inappagante a favore delle imprese

srl 1euro capitale sociale

Un’iniziativa imprenditoriale luminare apre le porte alla nuova impresa italiana – sinonimo di ripresa economica del paese – la quale, avvalendosi della facoltà di intraprendere l’inizio della società a responsabilità limitata ‘semplificata’ mediante la costituzione di un atto costitutivo a basso investimento, di cui per la cronaca il minimo consentito sarebbe soltanto di un euro – considerando accettate determinate caratteristiche fondamentali conformi al modello standard, nonché al medesimo atto dettato dal Dm Giustizia – rappresenterebbe la via di sbocco alternativa, per così dire secondo propaganda, per favorire la ripresa delle nuove iniziative giovanili, e meno… tralasciando, a mio avviso, il reale contributo vertibile al fine di avvantaggiare la crescita del Paese, ormai vittima di una deflagrante scia negativa accomiatante dettata dal nullismo inerme che da troppo tempo dilaga negli ambienti della politica nazionale.
La legge che favorisce la realizzazione delle Srls a basso investimento può apparire come una via sicura e innovativa per incentivare la rinascita della volontà di fare impresa, ma in realtà a mio avviso non ne favorisce lo sviluppo. Il più delle volte – senza considerare coloro che fortunatamente possiedono un capitale investibile appropriato – si cerca di invogliare l’imprenditoria italiana adottando sistemi di investimento paradossalmente inappropriati e lontani dalle reali esigenze dei neo imprenditori, già fortemente contrastati dalle molteplici difficoltà dell’inserimento sul mercato d’impresa.
Le società Srl semplificate, a mio avviso, non semplificano nulla sul piano economico, considerando la possibilità o meno delle banche di intraprendere lo sforzo creditizio, né sul piano strutturale, poiché riducendo i costi iniziali non si risolve l’inconveniente enigmatico di materializzare il capitale sociale munifico all’attività intrapresa; la si può definire una mera agevolazione iniziale, ma nulla evince dall’essere qualcosa di favolisticamente intraprendente. L’intraprendenza si verifica da un radicale cambiamento dei presupposti… Non serve a nessuno e, per lo più, non è sufficiente offrire una caramella per edulcorare una medicina amara somministrata a lungo. Il reale cambiamento adatto a reintegrare l’attitudine di investire nell’impresa in grado di crescere nuovamente il nostro Paese, specie in quella giovanile, è possibile soltanto mediante l’annullamento dell’erogazione delle tasse che esanimano le nuove piccole e medie imprese ancor prima di definire un’identità propria, le quali vengono letteralmente violate dall’onere di dover estinguere tributi statali annualmente mentre in realtà dovrebbero usare i capitali somministrasti dalla tassazione vigente per reinvestire sullo sviluppo dell’impresa.
Lo Stato dovrebbe garantire pienamente lo sviluppo della neo imprenditoria e non favorirne il costante dissanguamento mediante sfruttamento delle nuove risorse acquisite, bensì dovrebbe concentrare il controllo su quelle attività imprenditoriali già consolidate che, il più delle volte, cercano di creare uno svincolo dalla tassazione regolare, spesso favorita da una serie di clausole accuratamente strumentalizzate. Il cambiamento è necessario se si desidera impedire l’arresto impellente del sistema imprenditoriale e quindi economico della nazione.

Marius Creati

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