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Casualità e numeri, cammino tra scienza e informatica

May 20, 2013 Leave a comment

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Caos, destino, impredicibilità del futuro, sono tutti argomenti molto discussi, ma qual è la verità? È possibile predire i fenomeni del mondo reale? Si possono generare, ad esempio, dei numeri completamente casuali con l’ausilio di un computer? Scopriamo, insieme, quali sono le risposte a queste domande inoltrandoci in un mondo complesso ma allo stesso tempo molto interessante.
Per iniziare: la teoria del caos
Innanzitutto consiglio, a chi non l’avesse letto, un altro articolo molto interessante che, in un certo senso, ha molta affinità con questo: Caos o destino? Ma cos’è, di preciso, la teoria del caos? Senza dilungarci nello specifico, essa altro non è che lo studio dei sistemi caotici, ossia quei sistemi che, nonostante siano governati da leggi deterministiche, sono imprevedibili in un arco di tempo abbastanza lungo. Facciamo qualche esempio concreto (o per lo più teorico).
L’effetto farfalla è senza dubbio l’esempio per eccellenza nel rappresentare la teoria del caos. Difatti, a livello teorico, il battito d’ali di una farfalla causa un movimento di molecole che potrebbe generare una catena di eventi (sempre a livello molecolare) fino a scatenare un uragano dall’altra parte del mondo. Un esempio molto più semplice è quello riportato nel celebre film “Jurassic Park”, nel quale viene mostrato che non è possibile predire da che parte fluirà una goccia d’acqua versata sul palmo di una mano. Alla base della teoria del caos ci sono, naturalmente, moltissimi studi empirici e non, basati fermamente sulle scienze fisiche e matematiche. Insomma, se ne potrebbe parlare per giorni interi ma la complessità dell’argomento, vi assicuro, è molto elevata. Passiamo, ora, a qualcosa di più vicino a noi: i numeri.
I numeri
Generare il caos: pensate sia possibile? Una teoria che ha sempre appassionati i matematici fin dall’antichità riguarda i numeri che sono, a dirla tutta, l’oggetto più vicino a noi con il quale si può rappresentare qualcosa di imprevedibile. Prendiamo, ad esempio, una serie di 10 numeri così rappresentata:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
Di primo acchito tutti direbbero che sono i primi dieci numeri naturali (escludendo lo zero), ordinati dal più piccolo al più grande. Tuttavia, mettiamo il caso improbabile, ma comunque possibile, che questo è l’ordine dei numeri estratti da una scatola dove, precedentemente, avevamo messo dieci pezzi di carta con un numero su ognuno. Come potete intuire, è un concetto che sfocia nella scienza nota come “statistica”, ma l’esempio serve molto a rendere l’idea: è possibile “generare” il caos? È fattibile creare una serie di numeri completamente casuali? In molti si sono fatti questa domanda: informatici, matematici e non solo. Innanzitutto, come fare a generare questi numeri? Con una struttura matematica o con il computer?
Numeri casuali e pseudo-casuali
Con i tantissimi studi fatti nel tempo si è arrivati a molteplici conclusioni. Difatti, sono stati creati diversialgoritmi in grado di generare numeri casuali (principalmente con un computer), tuttavia è bene fare una distinzione sul concetto di casualità. Infatti, nonostante siano in pochi a saperlo, con un computer non è possibile generare numeri completamente casuali con l’ausilio del solo software. Ecco che viene introdotto il concetto di pseudo-casualità: se ci affidiamo esclusivamente al software (quindi ad un linguaggio di programmazione) è possibile sviluppare esclusivamente algoritmi in grado di generare numeri pseudo-casuali, quindi apparentemente casuali, anche se trovare un nesso nella sequenza dei numeri generati è quasi impossibile.
L’osservatore più acuto si pone subito la domanda: giochi di poker, roulette e dadi come sono stati creati? Alcuni di questi non sono, in realtà, casuali, tuttavia le più grandi poker room adottano una strategia diversa, essa consiste in un generatore hardware di numeri. Solo in questo modo, infatti, è possibile “creare” effettivamente il caos con numeri non predicibili. Un’apparecchiatura hardware di questo genere si basa sugli unici eventi che, in questo mondo, sono completamente casuali: effetto fotoelettrico, rumore termico, etc. Dunque, come potete notare, solo i fenomeni fisici sono in grado di simulare un’imprevedibilità degli eventi.
Ritornando ai numeri pseudo-casuali, invece, essi sono oggetto di studio ancora oggi, difatti sono molto utilizzati anche nella crittografia e in altri ambiti. La loro complessità, ad ogni modo, è molto elevata, sopratutto per i neofiti. Basti vedere il generatore di Fibonacci ritardato, basato su una modifica della famosa successione di Fibonacci. Per citare un altro esempio a dimostrazione del fatto di come la generazione di numeri casuali è utilizzata in altri ambiti, c’è l’algoritmo di Blum Blum Shub, il quale rappresenta il perno fondamentale per un ulteriore algoritmo utilizzato nella crittografia asimmetrica.
Donato Braico

Fonte: Tasc

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Musicisti Gnaoua, tra spiritualità e paganesimo

May 20, 2013 Leave a comment

gnawa

Alla più parte delle persone non è dato comprendere il reale significato di questa particolare musica che, di anno in anno, recluta nuovi appassionati e adepti. L’immagine che il Festival di Essaouira rimanda al mondo intero è quella di una “Woodstock” musulmana. Pace, danze e canti condivisi, gioia di vivere e convivialità contagiosa (con un tocco spirituale in più) sono oramai i marchi di fabbrica di questo, che gli iniziati chiamano semplicemente, “Festival“. Vero è che in questi tempi di terrorismo e di confronto ideologico mondializzato è  bene ricordarsi che l’Islam, nella sua versione più pop, non promette niente altro che la pace e la fraternità. Ed è bello pensare che tutto questo arriva dal Marocco, da Essaouira e da nessuna altra parte. Gli Gnaoua furono deportati dall’impero della Guinea (attualmente il SenegalGuinea e Mali) nel XVI° secoloe divennero gli schiavi che in seguito si unirono alle tribù berbere e ai cittadini diMarrakech o Fés. Anche se vissero sotto lo stesso sole marocchino ci vollero secoli prima che vennero accettati dalla popolazione locale. La ragione? In primis la loro musicaStrana e enigmatica, ambigua e provocante, è alla volte l’espressione di una volontà di libertàma anche volontà di esorcizzare i loro dolori ancestrali nati dalla schiavitù. Secondo: i loro riti, che molti considerano come pagani. Ma chi sono veramente gliGnaoua? Loro si considerano gli intermediari tra i Mlouk (chi possiede) e i Mamloukines (i posseduti). Durante una Lila (notte rituale) gli Gnaoua invocano Dio, il suo profetaMaometto, i grandi santi dell’Islam (in particolare Moulay Abdelkader Jilali e Moulay Brahim). Il loro scopo? Riuscire a stabilire un dialogo tra una persona posseduta e lo spirito di chi la possiede. Con l’incessante suono del guembri suonato da un maâlem, la persona in questione entra in uno stato di trance e non può più fermarsi. Ho assistito personalmente ad una Lila vera, non per turisti, unico occidentale tra un centinaio di persone presenti. Totalmente affascinato e a tratti intimorito, ho passato una serata e una nottata a cercare di capire, con ragionevoli dubbi e buoni propositi, ma questo rituale tocca le frontiere dell’irreale quindi è inutile porsi delle domande; basta cercare di viverlo senza barriere e analisi sociali, al meglio. Il rito Gnaoua si identifica, per certi aspetti, ad altri movimenti creati dagli schiavi africani deportati verso altri continenti.È il caso per esempio del rito Woodo adHaiti o al Candoblé in Brasile. In effetti i cugini degli Gnaoua sono riusciti a salvaguardare una parte del loro patrimonio africano attraverso questi riti particolari. Sull’isola di Haiti, il woodo è un movimento piuttosto violento, che comporta dei rituali invocanti la morte sul fondo di percussioni pesanti. I canti Woodo (come quelli Gnaoua) sono pregni di una grande emozione e di un soffio di rivolta mai sopito. Questi canti furono al centro della rivolta di Haiti nel 1791 che pose fine alo stato di schiavitù dei suoi abitanti qualche anno più tardi. Ma la musica Gnaoua ( o tagnaouite) è anche un percorso musicale che accomuna per esempio, ilblues. Se si ascolta e si paragona i due ritmi si possono incontrare molte similitudini. In effetti i loro autori principali sono di origini africane e tutti discendono dagli schiavi deportati a suo tempo. Anche se gli Gnaoua non hanno lasciato il loro Paese e il continente africano, la loro musica è pregna della situazione di schiavi, come i bluesmen. Sola differenza: gli strumenti utilizzati; se i bluesmen hanno accettato, a partire da un certo periodo, di suonare diversi strumenti come le chitarre o il pianoforte, gli Gnaoua sono stati costretti a costruirsi i loro strumenti partendo da materiali rudimentali. È il caso delGuembri, costruito in un solo pezzo con legno intagliato. Dopo il debutto, il Festival Gnaoua di Essaouria ha favorito l’incontro, naturale, tra gli Gnaoua e i musicisti blues per il grande piacere della platea in ascolto. Inconvertibile il fatto che la nuova scena musicalemarocchina è largamente influenzata dalla musica Gnaoua e tutti i gruppi attuali di Fusionrivolgono con attenzione i loro sguardi a questi musicisti d’eccezione. DargaHoba HobaSpirit o ancora i Ganga Fusion integrano dei tocchi più o meno importanti di musica Gnaoua nei loro pezzi. Sono sopratutto i krakebs ad essere più presenti nei gruppi alternativi attuali, in totale armonia con chitarre elettriche, batterie e strumenti moderni. Basta fare un salto a Casablanca durante il Festival L’Boulevard per vedere che la maggioranza dei gruppi in competizione nella categoria Fusion si rifanno, sovente, al patrimonio musicale marocchino e alla tagnaouite; prova provata che attualmente la musica Gnaoua è molto popolare tra i giovani marocchini. Ci sono voluti secoli ma alla fine gli Gnaoua sono riusciti a far accettare la loro musica all’unanimità ma, quello che è sicuro, è  che oggi gli Gnaoua sono considerati come i veri portabandiera della musica tradizionale marocchina. Il Festival di Essaouira, Musica dal mondo, si svolgerà quest’anno dal 20 al 23 giugno 2013.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Stag, opera in legno di betulla di Clive Roddy

May 20, 2013 Leave a comment

stag

Questa singolare opera in legno di betulla si chiama Stag ed è stata realizzata dall’artista inglese Clive Roddy. Composta da 14 pezzi ad incastro, questo trofeo aggiungerà prestigio alla vostra abitazione. Perfetto anche per le festività natalizie, vi basterà colorare il suo naso di rosso per avere, nella vostra casa, la compagnia della renna Rudolph. Tutto questo, ovviamente, senza aver ucciso alcun animale.

Fonte: Tasc

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Srl semplificate, iniziativa inappagante a favore delle imprese

srl 1euro capitale sociale

Un’iniziativa imprenditoriale luminare apre le porte alla nuova impresa italiana – sinonimo di ripresa economica del paese – la quale, avvalendosi della facoltà di intraprendere l’inizio della società a responsabilità limitata ‘semplificata’ mediante la costituzione di un atto costitutivo a basso investimento, di cui per la cronaca il minimo consentito sarebbe soltanto di un euro – considerando accettate determinate caratteristiche fondamentali conformi al modello standard, nonché al medesimo atto dettato dal Dm Giustizia – rappresenterebbe la via di sbocco alternativa, per così dire secondo propaganda, per favorire la ripresa delle nuove iniziative giovanili, e meno… tralasciando, a mio avviso, il reale contributo vertibile al fine di avvantaggiare la crescita del Paese, ormai vittima di una deflagrante scia negativa accomiatante dettata dal nullismo inerme che da troppo tempo dilaga negli ambienti della politica nazionale.
La legge che favorisce la realizzazione delle Srls a basso investimento può apparire come una via sicura e innovativa per incentivare la rinascita della volontà di fare impresa, ma in realtà a mio avviso non ne favorisce lo sviluppo. Il più delle volte – senza considerare coloro che fortunatamente possiedono un capitale investibile appropriato – si cerca di invogliare l’imprenditoria italiana adottando sistemi di investimento paradossalmente inappropriati e lontani dalle reali esigenze dei neo imprenditori, già fortemente contrastati dalle molteplici difficoltà dell’inserimento sul mercato d’impresa.
Le società Srl semplificate, a mio avviso, non semplificano nulla sul piano economico, considerando la possibilità o meno delle banche di intraprendere lo sforzo creditizio, né sul piano strutturale, poiché riducendo i costi iniziali non si risolve l’inconveniente enigmatico di materializzare il capitale sociale munifico all’attività intrapresa; la si può definire una mera agevolazione iniziale, ma nulla evince dall’essere qualcosa di favolisticamente intraprendente. L’intraprendenza si verifica da un radicale cambiamento dei presupposti… Non serve a nessuno e, per lo più, non è sufficiente offrire una caramella per edulcorare una medicina amara somministrata a lungo. Il reale cambiamento adatto a reintegrare l’attitudine di investire nell’impresa in grado di crescere nuovamente il nostro Paese, specie in quella giovanile, è possibile soltanto mediante l’annullamento dell’erogazione delle tasse che esanimano le nuove piccole e medie imprese ancor prima di definire un’identità propria, le quali vengono letteralmente violate dall’onere di dover estinguere tributi statali annualmente mentre in realtà dovrebbero usare i capitali somministrasti dalla tassazione vigente per reinvestire sullo sviluppo dell’impresa.
Lo Stato dovrebbe garantire pienamente lo sviluppo della neo imprenditoria e non favorirne il costante dissanguamento mediante sfruttamento delle nuove risorse acquisite, bensì dovrebbe concentrare il controllo su quelle attività imprenditoriali già consolidate che, il più delle volte, cercano di creare uno svincolo dalla tassazione regolare, spesso favorita da una serie di clausole accuratamente strumentalizzate. Il cambiamento è necessario se si desidera impedire l’arresto impellente del sistema imprenditoriale e quindi economico della nazione.

Marius Creati

‘Someone Like you’ di Adele, canzone perfetta per arginare la paura di volare secondo Spotify

May 20, 2013 Leave a comment

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Secondo Spotify Someone Like you di Adele è la canzone perfetta per tranquillizzare chi ha paura di volare
Secondo uno studio di Spotify, le canzoni con un ritmo lento, come Someone Like You di Adele, sono ideali per calmare i nervi
Anche i brani che stimolano entrambi gli emisferi cerebrali, quello destro più “logico” e quello sinistro più “emotivo”, aiutano a ridurre gli stati d’ansia
La Playlist di Spotify “Musica per rilassarsi in volo” sarà di grande aiuto ai viaggiatori nervosi
Con Spotify Premium gli utenti possono ascoltare fino a 3.333 tracce in modalità offline su tre diversi dispositivi
La playlist Musica per rilassarsi in volo può essere incorporata sul web con il Play Button di Spotify
Spotify – fra i principali servizi di musica in streaming on demand – ha realizzato una ricerca per scoprire qual è la musica più adatta a tranquillizzare i passeggeri più nervosi durante i viaggi in aereo: Someone Like You di Adele è risultata la canzone perfetta, con il suo ritmo di 67 bpm e il suoi toni melodici
Lo studio è stato condotto dalla Dottoressa Becky Spelman, psicologa presso la Private Therapy Clinic di Londra con esperienza nel trattamento degli stati d’ansia. I risultati mostrano che respirare a tempo di musica con un brano dai bpm bassi a una velocità controllata e ridotta abbassa il battito cardiaco e la pressione sanguigna, diminuendo così lo stato d’ansia. Un altro metodo riconosciuto per ottenere questo risultato è ascoltare musica che solleciti entrambi gli emisferi del cervello, a occhi chiusi e utilizzando delle cuffie. Canzoni melodiche e con una componente emotiva sono generalmente considerate le più adatte a raggiungere questa doppia stimolazione poiché inducono la desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari (EMDR). Questo metodo certificato e testato, sviluppato originariamente per il trattamento dei disturbi post-traumatici da stress, si è rivelato molto utile per calmare e rilassare corpo e mente.
La playlist di Spotify creata dalla Dottoressa Spelman comprende brani di generi diversi, dalla musica classica, al rock alternativo, che possono essere utilizzati in ugual misura per aiutare a ridurre l’ansia associata alla paura di volare, se ascoltati prima e durante il volo.
Someone Like You di Adele è la canzone più adatta a calmare i nervi tesi: si avvicina molto ai 60 bpm, la velocità perfetta per rallentare la respirazione legata a stati di ansia o paura, ed è un brano pieno di sentimento e melodico che aiuta, quindi, a stimolare entrambi gli emisferi celebrali. Anche Orinoco Flow (Sail Away) di Enya è efficace poiché utilizza bassi bpm, mentre Piano on the Beach di Liborio Conti unisce questo metodo alla stimolazione di entrambe le aree cerebrali.
Ecco la playlist completa “Musica per rilassarsi in volo”:
Someone Like You – Adele
Orinoco Flow (Sail Away) – Enya
Piano on The Beach – Liborio Conti
Piano Concerto No. 21 in C major (“Elvira Madigan”) K. 467 – Mozart Wolfgang Amadeus
Better Together – Jack Johnson
Pure Shores – All Saints
Buffalo Soldier – Bob Marley
Scar Tissue – Red Hot Chilli Peppers
Paradise – Coldplay
As I Lay Me Down – Sophie B. Hawkins
Inside Out – Britney Spears
Ignition – R Kelly
Flaws and All – Beyoncé
The Christmas song – Nat King Cole
Space Oddity – David Bowie
“La paura di viaggiare è causata da pensieri irrazionali, in cui la minaccia viene ingigantita in modo inopportuno”, spiega la Dottoressa Spelman. “La musica capace di raggiungere entrambi gli emisferi del cervello stimola anche il sistema limbico che, elaborando le emozioni e i ricordi negativi, aiuta le persone a ragionare in modo più razionale ed equilibrato, allontanando così lo stato d’ansia. Piano on the Beach di Liborio Conti agisce proprio in questo modo ma, per essere efficace, deve essere ascoltata con gli auricolari”.
La ricerca – basata sugli studi approfonditi della Dottoressa Spelman sui viaggiatori particolarmente tesi – dimostra come la musica possa condizionare gli stati d’animo in diversi modi. L’ansia di volare colpisce circa il 25% degli adulti: la mancanza di controllo, il cambio della pressione dell’aria e le turbolenze contribuiscono a creare sensazioni di nervosismo e non è raro che i passeggeri con la paura di volare evitino viaggi di gruppo.
“Tutti abbiamo una connessione emozionale molto forte con la musica, per questo motivo non dobbiamo stupirci del suo potere anche nella gestione dell’ansia”, dichiara Angela Watts, Vice Presidence of Communication di Spotify. “Il mix di canzoni che ha creato la Dottoressa Spelman dimostra come non esista un’unica soluzione quando si parla di terapia musicale. E’ rassicurante sapere che la musica può aiutare le persone a godersi la vacanza dei propri sogni senza aver paura del viaggio. Ascoltare Paradise dei Coldplay può aiutare ad arrivare proprio lì…”.

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