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“La Primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze 1400-1460”, mostra memorabile al Palazzo Strozzi a Firenze

May 11, 2013 Leave a comment

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La mostra
La Primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze 1400-1460 Palazzo Strozzi, 23 marzo-18 agosto 2013
Musée du Louvre, 26 settembre 2013-6 gennaio 2014
Organizzata da: Fondazione Palazzo Strozzi e Musée du Louvre
A cura di: Beatrice Paolozzi Strozzi, Marc Bormand
La mostra si propone di illustrare, in sezioni tematiche, la genesi di quello che ancora oggi si definisce il “miracolo” del Rinascimento a Firenze, soprattutto attraverso capolavori di scultura: l’arte che per prima se ne è fatta interprete.
L’esposizione si apre con una suggestiva panoramica attorno alla riscoperta dell’Antico, attraverso esempi illustri della “rinascita” fra Due e Trecento, con opere di Nicola e Giovanni Pisano, Arnolfo, Giotto, Tino di Camaino e dei loro successori, che assimilano anche la ricchezza espressiva del Gotico, in particolare di origine francese (Sezione 1: L’eredità dei padri). L’“età nuova” si apre assieme al nuovo secolo: con i due rilievi del Sacrificio di Isacco di Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi per la Porta del Battistero (dal Bargello), e con il modello della Cupola brunelleschiana (dal Museo di Santa Maria del Fiore), che riassumono al più alto vertice espressivo il momento fondante del primo Rinascimento (Sezione 2: Firenze 1401. L’alba del Rinascimento). In quegli anni, i successi politici della Repubblica fiorentina, la sua potenza economica e la pace sociale diffondono attraverso gli scritti di grandi umanisti il mito di Firenze come erede della repubblica romana e come modello per gli altri stati italiani.
La scultura pubblica monumentale, attraverso i capolavori di Donatello, Ghiberti, Nanni di Banco, Michelozzo realizzati per i grandi cantieri della città – la Cattedrale, il Campanile, Orsanmichele – è la prima e più alta testimonianza della creazione di un nuovo stile, di questa trasformazione in atto e dell’esaltazione di Firenze e della sua civiltà. (Sezione 3: La romanitas civile e cristiana). La scultura, e in particolare la statuaria, eserciterà perciò una profonda influenza sulla pittura dei massimi artisti del tempo come Masaccio, Paolo Uccello, Andrea del Castagno, Filippo Lippi (Sezione 6: “Pittura scolpita“).
L’esposizione illustra inoltre altri temi significativi dell’antichità classica che, attraverso la scultura specialmente donatelliana, vennero assimilati e trasformati nel nuovo linguaggio rinascimentale, a testimonianza del clima spirituale e intellettuale della città, oltre che del suo fervore creativo (Sezione 4: “Spiritelli” fra sacro e profano; Sezione 5: La rinascita dei condottieri). Le ricerche di uno spazio “razionale” e l’invenzione della prospettiva brunelleschiana, trovano proprio nella scultura le loro formulazioni più avanzate – in particolare, nei bassorilievi donatelliani, come la predella del San Giorgio, dal Bargello, e il Banchetto di Erode dal Museo di Lille – con un seguito che tocca la metà del secolo in opere di Desiderio da Settignano o di Agostino di Duccio, a confronto con la pittura, anche antica (Sezione 7: La storia “in prospettiva”).
Fin dagli anni Venti del Quattrocento, i nuovi canoni della scultura, messi a punto dai grandi maestri e illustrati da alcuni capolavori – come le donatelliane Madonna Pazzi, dal Bode Museum di Berlino, la Madonna in terracotta policroma del Louvre e la Madonna Chellini, dal Victoria and Albert; la ghibertiana Madonna Kress, dalla National Gallery di Washington, o la Madonna già attribuita al Brunelleschi e qui a Nanni di Banco, dal Museo Diocesano di Fiesole – si moltiplicano attraverso una produzione sconfinata di rilievi (in marmo, stucco, terracotta policroma e invetriata, ovvero “robbiana”), destinati alla devozione privata, consentendo una capillare diffusione del gusto per la bellezza “nuova” in ogni strato sociale (Sezione 8: La diffusione della bellezza). Allo stesso tempo, Firenze vede concentrarsi la committenza artistica più prestigiosa, quasi sempre pubblica, nei luoghi di solidarietà e di preghiera (chiese, confraternite, ospedali), dove è ancora la scultura a tenere un ruolo di primo piano (Sezione 9: Bellezza e carità).
Attorno al simbolo assoluto della città, rappresentato dal modello ligneo della Cupola di Santa Maria del Fiore, si presenta dunque una rassegna di tipologie e di tematiche scultoree determinanti anche per l’evoluzione delle altre arti figurative, a diretto confronto con i precedenti classici: dalle tombe degli umanisti, alle desunzioni dai sarcofagi, alla rinascita del monumento equestre e del ritratto scolpito. Attorno a quest’ultimo, che vede la sua genesi verso la metà del secolo nei busti marmorei di Mino da Fiesole, Desiderio da Settignano, Antonio Rosellino, si prefigura il passaggio dallafiorentina libertas, rappresentata dalla committenza pubblica a un mecenatismo privato, che porta già il segno dell’egemonia medicea (Sezione 10: Dalla città al palazzo. I nuovi mecenati). In questa prospettiva, la mostra – che si apre con l’evocazione della cupola brunelleschiana – si chiude con quella della più illustre dimora privata del Rinascimento, attraverso il Modello ligneo di Palazzo Strozzi.
Scarica tutti i testi della mostra!
Informazioni
Tel. +39 055 2645155
Orari mostra
Tutti i giorni 9.00-20.00
Giovedì 9.00-23.00
Accesso in mostra consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura.
Biglietti
intero euro 12.50
ridotto euro 8.50, 8.00
gruppi scuole e università euro 4.00

“Tacco 12” di Veronica Benini

May 11, 2013 Leave a comment
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Tacco 12
Veronica Benini
Come dice la modella Veronica Webb: “Il tacco mette il culo là dove deve stare: su un piedistallo”.
2013
pp. 342
€ 16,90
978882005365
Passo fluido, figura slanciata, ticchettio cadenzato: quale donna non ha sognato di muoversi disinvolta su un paio di stiletti? Anche Marta vorrebbe, ma fanno male, sono scomodi e, peggio ancora, le donano la grazia di un T-rex. Finché incontra la Spora, una sorta di angelo custode biondo e fashion, che rivoluziona la sua vita, a partire dalla scarpiera disperatamente piatta.
Di zeppa in plateau, di sandalo in stivale, il tacco si alza, e di conseguenza l’autostima, la carriera e il batticuore. Pura fantasia? Solo nella forma, perché la sostanza è tutta vera. Da secoli i tacchi sono un indiscusso simbolo erotico, anche per un motivo “fisico”: impongono al piede e al bacino di assumere una posizione simile a quella che si ha durante l’orgasmo, rendendo la donna più consapevole della propria sensualità.
A patto, ovvio, di saperli portare. Attraverso questa divertente favola moderna,Veronica Benini, la prima heel coach italiana, insegna tutti i trucchi per domare le scarpe più fighe: come sceglierle, come prevenire i dolori e i danni posturali, quali modelli non fanno soffrire (esistono!), quali supereranno la prova del tempo (da comprare senza sensi di colpa), quali invece durano l’arco di una notte. E poiché il passo dal guardaroba al beauty è breve, non mancano consigli per prendersi cura di sé, studiare look überfemminili e spingere alle stelle il tasso di sexytudine.
Perché solo un’arma di seduzione di massa può trasformare una gattina in una pantera, bucare il soffitto di cristallo e conquistare il principe azzurro. Le miscredenti in ballerine sono avvertite.
Veronica Benini nella sua vita precedente è stata capoprogetto in un importante studio parigino di ingegneria e indossava i tacchi anche in cantiere. Poi ha capito cosa conta davvero, ha mollato tutto e ha fondato la Stiletto Academy per insegnare alle donne ad alzare caviglie e autostima www.stilettoacademy.com. Da cinque anni tiene un blog molto seguito www.sporablog.com che ha reso la Spora, il suo alter ego, una vera webstar.
Categories: Moda Livre Tags:

“Le donne dalla caviglia in giù” di Rachelle Bergstein, Libri Mondadori

May 11, 2013 Leave a comment

Le donne dalla caviglia in giù di Rachelle Bergstein-w600-h600

Rachelle Bergstein
Le donne dalla caviglia in giù
«Belle scarpe!» Basta questa frase per creare una connessione tra donne. Subito si aprono le porte al dialogo: si può parlare delle scarpe…
e di noi. È da questa consapevolezza che nasce il libro di Rachelle Bergstein, oltre che dal suo grande amore (quasi un’ossessione) per le scarpe.
Le donne dalla caviglia in giù ripercorre la storia della calzatura nel Ventesimo secolo, mostrando come i mutamenti che hanno coinvolto la società, il cinema e la quotidianità possano essere raccontati anche attraverso l’evoluzione delle forme e degli stili di questo indispensabile accessorio. E lo fa con intelligenza e brio, partendo dalle suffragette (che per prime hanno liberato i piedi dalla morsa dell’estetica in favore della comodità) e arrivando a un personaggio immaginario, la Carrie Bradshaw diSex and the city (in grado di lanciare delle mode e di convincere le donne che possedere un paio di meravigliosi – e costosissimi – tacchi a spillo sia una delle cose più appaganti della vita).
Ma la storia delle scarpe è fatta anche di straordinari artigiani, di imprenditori lungimiranti, di stilisti coraggiosi e visionari: da Ferragamo, che ha studiato anatomia del piede, a Manolo Blahnik, che non si è fatto scoraggiare quando le suole di gomma di una sua creazione si sono piegate, al dottor Maertens, che ha creato uno stivale adatto a sostenere un piede infortunato, fino ai fondatori della Nike, che vendevano scarpe dal cofano della macchina.
In questa carrellata, in cui aneddoti e curiosità danno colore ai dati di vendita e le informazioni commerciali dimostrano il valore dell’immaginazione, Le donne dalla caviglia in giù non dimentica (e come potrebbe!) il cinema, la musica e anche i fumetti, e le star che hanno reso «simbolici» certi modelli di scarpe: dal tacco a spillo di Marilyn Monroe alla piatta ballerina di Audrey Hepburn fino alle scarpe da ginnastica di Jane Fonda, alle Doc Martens di Gwen Stefani e agli stivali di Wonder Woman. E Il filo rosso di questa appassionata e vivace indagine è rappresentato, guarda caso, da un paio di «scarpette rosso rubino», quelle che Dorothy nel «meraviglioso mondo di Oz» batteva «per andare dove voleva».

Rachelle Bergstein è laureata in letteratura inglese al Vassar College e lavora come consulente in un’agenzia letteraria di New York. Vive a Brooklyn con il marito, un gatto e le sue scarpe.
2013
ISBN 9788804627029
240 pagine € 16,00
14,0 x 21,5 cm
Cartonato con sovraccoperta
In vendita dal 09 aprile 2013
Traduttori: Ilaria Katerinov

Vicenza Jazz 2013, concerto Orchestra del Teatro Olimpico con Enrico Pieranunzi e Pedro Javier González

May 11, 2013 Leave a comment

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Orchestra del Teatro Olimpico
dir. Giuseppe Acquaviva
con Enrico Pieranunzi (pianoforte): musiche di Bach e Galuppi
Pedro Javier González (chitarra): Concierto de Aranjuez di Rodrigo
Quello che vedrà coinvolti l’Orchestra del Teatro Olimpico, Enrico Pieranunzi e Pedro Javier González è un concerto che sulla carta può sembrare molto classico, con un programma che si sposta dalle sonate barocche di Alessandro Scarlatti al novecentesco Concierto de Aranjuez del compositore spagnolo Joaquín Rodrigo, uno dei capolavori del repertorio chitarristico di ogni epoca. Ma i due solisti sapranno certamente aprire dei varchi nella pagina scritta, introducendo l’imprevisto dell’improvvisazione e, specie nel caso di Pieranunzi, istituendo un confronto diretto con la musica jazz.
Ascoltare Enrico Pieranunzi alle prese con Scarlatti (c’è anche un disco a testimoniarlo: Plays Domenico Scarlatti, 2008) è come trovarsi di fronte a un’abbagliante trattazione dei due volti della musica occidentale: la composizione e l’improvvisazione. Le sonate scarlattiane sulla tastiera di Pieranunzi suonano molto in direzione del futuro beethoveniano per quanto riguarda il timbro, sostenute come sono da una sonorità e un corpo armonico sontuosi, oltre che da una flessibile legatura delle linee. Insomma, il barocco, qui, si tinge di Sturm und Drang ed è pronto a sfociare nell’improvvisazione senza sfaldamenti del tessuto musicale. Scrittura scarlattiana e invenzione istantanea pieranunziana si saldano in modo che il passaggio dall’una all’altra è sempre evidente (sottolineato da armonie e procedimenti che avanzano all’improvviso di un paio di secoli) quanto logico e naturale. Ma può anche succedere il contrario, con l’improvvisazione pianistica che fa da preambolo e dalla quale si ricompone di seguito il testo scarlattiano che l’ha originata.
Nato a Barcellona nel 1962, Pedro Javier González è un chitarrista di estrema versatilità, cosa del resto normale per un musicista dotato di una tecnica talmente sfavillante. Musica classica, jazz ma anche pop sono stili nei quali González si sa calare alla perfezione, come dimostrano le due collaborazioni con Victoria de los Ángeles, B.B. King, John McLaughlin, Pat Metheny, Paco de Lucía, John Williams, Angelo Branduardi… Ma la vera specialità di González è il flamenco, le cui inflessioni stilistiche si percepiscono come una filigrana anche quando è impegnato in repertori di diversa natura.
Biglietti
intero: 20 euro + d.p.
ridotto: 15 euro + d.p.
Prevendite
– biglietteria del Teatro Comunale Città di Vicenza, viale Mazzini, 39 Vicenza – tel. 0444 324442
dal martedì al sabato dalle 15:30 alle 18:30, il martedì, mercoledì, giovedì anche dalle 10:30 alle 13:00, biglietteria@tcvi.it
– on line: www.tcvi.it
– sportelli della Banca Popolare di Vicenza
– Giorno dello spettacolo: alla biglietteria del teatro da un’ora prima dell’inizio della rappresentazione
(senza diritto di prevendita)

“Pazza per lo shopping online” di Carlotta Cacciari, Edizioni Anteprima

May 11, 2013 Leave a comment

Pazza per lo shopping online di Carlotta Cacciari-w600-h600

Ma che sia uno shopping intelligente, capace di individuare le occasioni migliori, i venditori più affidabili, sempre possibili. In questo libro, una vera e proprie guida agli acquisti online, imperdibile per qualunque fashion addicted, troverete: o un’accurata scheda dei 150 migliori siti in cui comprare abiti e accessori all’ultima moda, sia delle griffe più affermate sia dei marchi emergenti (e sempre con un occhio di riguardo alla convenienza e al risparmio); i blog (e le blogger) di moda che fanno tendenza (e quelli da evitare); il “caccialogo”: un vero e proprio decalogo di tutto ciò che è in e out nella moda; una serie di utili consigli sulla scelta dell’abbigliamento più adeguato a seconda delle occasioni. Pagina dopo pagina, Carlotta Cacciari si trasforma in una sorta di personal shopper che ci accompagna con passione, gusto ed esperienza alla scoperta dei luoghi del web in cui potremo fare nostri gli oggetti che desideriamo da sempre.
Pazza per lo shopping online
Il look dei tuoi sogni a prezzi di saldo
Il tuo browser non supporta JavaScript!
autore Cacciari Carlotta
editore Anteprima Edizioni
pagine 97
pubblicazione 2012
ISBN/EAN 9788888857565
€ 11,00

“A lezione di tacchi” di Roberta Rossi, Sonzogno Editori

May 11, 2013 Leave a comment

A lezione di tacchi di Roberta Rossi

Il manuale per scegliere le scarpe più adatte a ogni occasione, per
La signora italiana delle calzature di lusso svela tutti i segreti delle scarpe, dai modelli che hanno fatto la storia a quelli che la fanno oggi
Una guida di stile e benessere per tutte le donne che desiderano essere impeccabili e irresistibili dalla testa ai piedi. Perchè dall’alto di un tacco dodici, si può conquistare il mondo.
Per una donna la scelta delle scarpe è fondamentale, e indossare quelle giuste al mattino significa dare un’importanza favolosa all’intera giornata. Si possono sbagliare tante cose nella vita, ma non le scarpe perchè le scarpe dicono di noi più di quanto immaginiamo. Una voce brillante e unica accompagna le lettrici nel mondo fantastico e affascinante dell’accessorio più femminile e seducente che esista, e racconta la storia delle scarpe mito e i segreti dei grandi – da Yves Saint Laurent a Salvatore Ferragamo fino a Christian Laboutin – che sopravvivono a mode e tendenze perchè sono l’essenza stessa dell’eleganza.
Una guida che non può mancare sul somodino (e nell’armadio) di tutte le donne che amano le scarpe e di tutte quelle che vogliono imparare ad amarle.
Roberta Rossi è nata a Padova e vive a Venezia sul Canal Grande. Ha sempre lavorato nel mondo della moda e in particolare delle calzature. Nell’azienda del marito Luigino Rossi ha potuto studiare il lavoro creativo dei più grandi stilisti, osservare la precisione degli artigiani e impararne i segreti. Colleziona scarpe: ne ha più di duemila.
Roberta Rossi
A lezione di tacchi
p. 112, 1° ed.
Euro 15.00
isbn: 978-88-454-2514-1

“Olympos” di Giorgio Ieranò, Sonzogno Editori

May 11, 2013 Leave a comment

Olympos di Giorgio Ieranò

Giorgio Ieranò
Olympos
Vizi, amori e avventure degli antichi dei
Quando gli dei erano a immagine e somiglianza dell’uomo. Ironico-onirico, corrosivo, irriverente, eppure romantico e passionale: OLYMPOS. Non è semplicemente mitico, è  sballo mitologico – Valerio Massimo Manfredi 
La Soap opera degli dei pagani nella brillante scenografia di uno studioso – Maria Grazia Ciani 
Così divini, così umani… Zeus diventa un cigno oppure un toro per sedurre le ragazze di cui si è invaghito. Atena trasforma in ragno la donna che aveva osato sfidarla in una gara di tessitura. Apollo scuoia vivo un rivale impertinente. Ermes, appena nato, scivola via dalla culla e si dedica al furto di bestiame. Dioniso fa impazzire una madre e la costringe a uccidere il suo stesso figlio. La capricciosa Afrodite viene sorpresa ad amoreggiare con il dio della guerra Ares: Efesto, il marito tradito, ingabbia i due amanti in una rete d’oro. Gli dei dell’antica Grecia sono rissosi, violenti, bugiardi, passionali. Molto diversi dall’immagine imbalsamata che spesso abbiamo di loro. Queste “biografie non autorizzate” svelano i lati oscuri e talvolta meno noti dei grandi protagonisti della mitologia in un racconto leggero e divertente, affidato alla penna di un autorevole studioso del mondo antico. Un viaggio nel mito, dove le storie che stanno alla radice della nostra cultura ritrovano tutta la loro affascinante immediatezza. 
Zeus il marito infedele
Era la moglie gelosa
Afrodite e la legge del desiderio
Efesto brutto ma onesto
Ares e l’istinto della violenza
Posidone e i misteri dell’abisso
Apollo la crudeltà del bello
Artemide la nemica dell’amore
Ermes bugiardo e ladro
Atena il fascino della saggezza
Dioniso il dio della trasgressione
Demetra la madre dolorosa
Giorgio Ieranò , giornalista, scrittore e docente universitario, insegna Filologia e Letteratura greca all’Università di Trento. Tra i suoi libri più recenti Arianna. Storia di un mito (2007) eLa tragedia greca. Origini, storia, rinascite (2010).
pp. 256, 1° ed.
Euro 16.00
isbn: 978-88-454-2506-6