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Archive for May 6, 2013

Mercedes-Benz, universo Classic alla Mille Miglia 2013

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Mercedes-Benz Classic alla Mille Miglia 2013
«Mille miglia» da Brescia a Roma e ritorno
• Affascinanti modelli originali Mercedes-Benz in gara
• Famosi piloti: David Coulthard, Jochen Mass, Bernd Mayländer, Marcel Tiemann e Karl Wendlinger
Stoccarda/Brescia. Per gli appassionati d’automobilismo di tutto il mondo la Mille Miglia, in programma dal 16 al 19 maggio 2013, è l’appuntamento più atteso di tutto il calendario dell’universo «Classic». Anche quest’anno Mercedes-Benz si presenta ai nastri di partenza con diverse vetture originali tra le quali merita un tributo speciale la leggendaria 300 SLR e affiancherà le auto in gara con una serie di iniziative che coinvolgeranno le concessionarie toccate dalla Mille Miglia così come il web dove verranno pubblicati ogni giorno video sulla manifestazione.
Mercedes-Benz e la Mille Miglia rappresentano ormai un binomio indissolubile. Per il Marchio con la Stella, il secondo posto conquistato nel 1952 da Karl Kling al volante di una 300 SL (W 194) segna l’inizio di un fortunato ritorno sulla scena del Motorsport internazionale. Un evento che rievoca la leggendaria vittoria di Rudolf Caracciola quando, nell’aprile 1931 a bordo della SSKL assieme al suo copilota Wilhelm Sebastian, è stato il primo pilota non italiano a conquistare il podio alla Mille Miglia.
Il secondo grande trionfo di Mercedes-Benz alla gara da mille miglia, forse più celebre al mondo, spetta alla 300 SLR (W 196 S): nel 1955, Stirling Moss e il copilota Denis Jenkinson vincono la Mille Miglia con un esemplare di questo modello con numero di gara 722, coprendo il percorso a una velocità media di 157,65 km/h in dieci ore, sette minuti e 48 secondi, il tempo più veloce mai realizzato prima.
Oggi la Mille Miglia è disputata come gara di regolarità lungo la tratta Brescia-Roma-Brescia. Su queste mille miglia, pari a circa 1.600 chilometri, i partecipanti e le loro vetture d’epoca sono sottoposti a impegnative gare a cronometro. Il regolamento prescrive che i modelli iscrivibili alla Mille Miglia siano quelli che, almeno in un esemplare, abbiano preso parte a una delle edizioni di velocità (1927-1957). Mercedes-Benz Classic pubblicherà le ultime notizie e i video con le sintesi delle giornate su www.mercedes-benz-classic.com e Facebook, permettendo così agli utenti in tutto il mondo di seguire virtualmente l’evento e di vivere il fascino di questa rievocazione storica. Anche il pubblico e gli appassionati di Mercedes in Italia potranno vivere in prima persona il fascino di guidare lungo le mitiche strade percorse dalla Mille Miglia grazie ad una serie di iniziative di test drive realizzate in collaborazione con le concessionarie lungo il percorso.
Quest’anno Mercedes-Benz Classic mette ai nastri di partenza cinque famosi piloti da corsa. Gli ex piloti di Formula 1 David Coulthard al volante di una 300 SLR (W 196 S) e la coppia  Jochen Mass e Karl Wendlinger a bordo di una 300 SL (W 198). Un duetto che rievoca il junior team Mercedes-Benz degli anni Novanta con gli allora esordienti Heinz-Harald Frentzen, Michael Schumacher e Karl Wendlinger, con Jochen Mass come mentore. L’ex specialista sulle gare a lunga percorrenza Marcel Tiemann, tra l’altro anche 5 volte campione alla 24 ore del Nürburgring, parteciperà alla Mille Miglia con una Mercedes-Benz SSK. Bernd Mayländer, attuale pilota della Safety Car ufficiale di F1™ gareggia alla Mille Miglia a bordo di una 300 SL (W 198). I piloti e le loro vetture porteranno all’edizione di quest’anno l’atmosfera del Motorsport che ben si addice a una gara su un lungo percorso come questa. Accanto ad alcuni esemplari di Mercedes-Benz 300 SL (W 198), spiccherà in pole position anche un modello SSK, la leggendaria sportiva a sei cilindri Kompressor dell’era prebellica. La Mercedes-Benz 300 SL (W 194), presente anch’essa ai nastri di partenza, è niente di meno che la vettura originale con numero di telaio 5, quella sulla quale Rudolf Caracciola si aggiudicò il quarto posto al suo debutto alla Mille Miglia nel 1952. Anche la 300 SLR con numero di gara 658 pilotata da David Coulthard è un originale: esattamente con questo modello nel 1955 il leggendario Juan Manuel Fangio conquistò come pilota singolo il secondo posto nella classifica complessiva preceduto dal team vincente Moss/Jenkinson e completando così l’allora duplice vittoria del marchio Mercedes-Benz.
Quest’anno la Mille Miglia inizia il 15 maggio 2013 con il collaudo tecnico a Brescia. Il numero di vetture autorizzate quest’anno a prendere parte alla gara (400) segna un nuovo record di adesioni. Il 16 maggio le vetture saranno presentate nel centro storico di Brescia e, poco più tardi, la prima vettura solcherà la rampa di partenza iniziando il lungo percorso. Costeggiando il Lago di Garda, i partecipanti passeranno per Verona, Vicenza e Padova per poi raggiungere Ferrara, prima tappa del tragitto. Il mattino successivo (17 maggio) la gara prosegue alla volta di Ravenna, attraverso la Repubblica di San Marino, giungendo infine a Roma. La lunga tappa finale (18 maggio) porta da Roma a Brescia per Viterbo, Siena, Firenze, Bologna, Maranello, Modena e Cremona. A Brescia, il 19 maggio si terrà anche la premiazione del vincitore.
In contemporanea con la Mille Miglia, al Museo di Santa Giulia di Brescia, Daimler Art Collection presenta dal 7 marzo al 30 giugno l’esposizione «Novecento mai visto: From Albers to Warhol to (now)». La mostra, che viene esposta per la prima volta in Italia, è incentrata su oltre 230 capolavori opera di circa 110 artisti internazionali ed è completata da un’esposizione speciale nel Museo Mille Miglia che presenta tre preziose vetture originali dalla collezione
Mercedes-Benz Classic insieme ad alcune opere di Warhol ispirate all’automobile.
Le vetture di Mercedes-Benz Classic alla Mille Miglia 2013
Mercedes-Benz SSK 27/170/225 CV (W 06), 1928
Delle sportive della Serie S firmate Mercedes-Benz e dotate di motore a sei cilindri con compressore, la SSK (Serie W 06) è la versione più esclusiva e più affascinante. La denominazione è l’acronimo di Super-Sport-Kurz, che significa «supersportiva corta»: oltre ad essere particolarmente sportiva vanta, infatti, un passo ridotto. Il 29 luglio 1928 Rudolf Caracciola, pilota Mercedes, vince a bordo della nuovissima SSK la corsa di Gabelbach e altre gare, tra cui la corsa di Schauinsland e del Mont Ventoux e si aggiudica il Campionato Europeo della montagna nel 1930 e nel 1931. Anche la versione del 1931, più leggera e più potente, conosciuta anche come SSKL (Super-Sport-Kurz-Leicht, supersportiva corta leggera), ottiene memorabili successi. Tra i più importanti ricordiamo la vittoria alla leggendaria Mille Miglia: nell’aprile del 1931 Rudolf Caracciola è il primo pilota non italiano a vincere la faticosa gara di velocità sul tracciato Brescia-Roma-Brescia. La velocità media raggiunta di 101,1 km/h fissa un nuovo record.
Mercedes-Benz 300 SL (W 194), 1952
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1952 Mercedes-Benz prende nuovamente parte alle competizioni internazionali con la 300 SL da competizione (Serie W 194), realizzata con telaio tubolare leggero ma molto resistente alle torsioni su cui poggia una carrozzeria aerodinamica elegantemente arcuata, in lamiera d’alluminio. Poiché il telaio tubolare risulta relativamente alto ai lati, la W 194 non può montare le porte tradizionali ed è per questo che la sportiva da gara presenta le caratteristiche porte ad ali di gabbiano incernierate nel tetto. Un elemento che verrà ripreso nel 1954 dalla sportcar di serie 300 SL (W 198 I) e che farà sì che, nel territorio anglofono, queste vetture vengano chiamate «Gullwing».
Il propulsore della W 194 è un sei cilindri in linea (M 194) di 170 CV (125 kW) di potenza e 2.996 cc di cilindrata. La 300 SL, presentata nel marzo 1952, esordisce nelle competizioni sportive alla Mille Miglia del maggio 1952. Tra i grandi successi della W 194 nella sua prima e unica stagione agonistica si ricordano la triplice vittoria al Premio di Berna del 1952, i due primi posti alla 24 Ore di Le Mans e alla terza Carrera Panamericana e la vittoria del Gran Premio del Giubileo sul Nürburgring.
Mercedes-Benz 300 SLR (W 196 S), 1955
Con la 300 SLR, Mercedes-Benz si aggiudica nel 1955 il campionato del mondo di vetture Sport. Questa sportiva è sostanzialmente una W 196 da Formula 1 con carrozzeria da gara biposto, ma equipaggiata con un otto cilindri in linea da tre litri in metallo leggero, invece del 2,5 litri di Formula 1 con cilindri in acciaio saldati per ragioni termiche.
Con una potenza di 310 CV (221 kW), nel 1955 la 300 SLR non ha rivali, come testimoniano le doppie vittorie conquistate alla Mille Miglia, alla Eifelrennen, al Gran Premio di Svezia e alla Targa Florio. Alla Mille Miglia del 1955 Stirling Moss e il copilota Denis Jenkinson trionfano con il numero di gara 722, facendo registrare la velocità record di 157,65 km/h, tuttora ineguagliata. Prezioso per questa vittoria è il cosiddetto «breviario», un sistema di annotazioni sul percorso a quel tempo innovativo del quale Jenkinson si avvale per dare istruzioni al copilota Moss. Juan Manuel Fangio conquista il secondo posto senza copilota con il numero di gara 658.
Mercedes-Benz 300 SL (W 198), 1954
Nel febbraio 1954 all’International Motor Sports Show di New York viene presentata in anteprima la 300 SL «Ali di Gabbiano», la sportiva high-performance basata sulla leggendaria auto da competizione della stagione 1952. Motore, cambio e assi sono montati su un telaio tubolare leggero dalla grande rigidità torsionale. Come nella versione sportiva da gara, non c’è posto per le classiche porte; fu così che le «ali di gabbiano» diventano uno stilema inconfondibile anche del modello di serie. La «Ali di Gabbiano» è innovatrice anche per altri punti di vista: è la prima vettura di serie in assoluto a dotarsi di un motore a quattro tempi con iniezione di benzina. Il risultato non è solo una maggiore efficienza, ma anche una maggiore potenza motore. I 215 CV (158 kW), 20% in più della versione da gara dotata di carburatore, consentono, in base al tipo di rapporto finale di trasmissione, una velocità massima di 260 km/h. La 300 SL è la vettura di serie più veloce dei suoi tempi, l’auto sportiva da sogno degli anni Cinquanta per antonomasia.
Alla Mille Miglia ottiene la vittoria nel 1955 con l’equipaggio John Fitch/Kurt Gesell nella categoria Gran Turismo sopra i 1600 litri di cilindrata, un risultato che le permette di ottenere il quinto posto in classifica generale. Sempre nella categoria Gran Turismo, il team Olivier Gendebien/Jacques Washer si aggiudica il settimo posto in classifica generale. Le 300 SL partecipano nuovamente alla Mille Miglia nel 1956. Nella categoria GT l’equipaggio principe von Metternich/conte Einsiedel si qualifica al sesto posto.
Mercedes-Benz 220 a (W 180), 1954
Il modello 220 lanciato nella primavera del 1954, chiamato internamente anche 220 a (W 180), è il primo modello a sei cilindri a benzina Mercedes-Benz dotato di carrozzeria autoportante. La sua moderna e spaziosa carrozzeria di tipo «Ponton» che mezzo anno prima Mercedes-Benz ha presentato nel modello di classe media 180, offre un’abitabilità finora inedita. A garantire caratteristiche di guida sicura provvede l’assale oscillante ad articolazione singola che, con il modello 220, è stato introdotto di serie nell’industria automobilistica.
Alla Mille Miglia del 1956 per la categoria Vetture Turismo Speciale di serie gareggiano diverse Mercedes-Benz 220. In questa categoria autotelaio e motori delle vetture possono essere modificati. Il team di piloti Erwin Bauer / Erwin Grupp si aggiudica la vittoria nella sua classe alla leggendaria competizione italiana su strada con una 220 speciale: nella divisione vetture sportive diretta da Karl Kling, tre vetture sono state appositamente preparate per l’impiego specifico sulla Mille Miglia. Sono già dotate di un impianto a due carburatori del successivo modello 220 S grazie al quale il motore eroga una potenza di ca. 115 CV (85 kW). Per la guida sportiva sono state montate molle più corte e più rigide e ammortizzatori di diversa taratura. I piloti possono inoltre cambiare le marce mediante il cambio a cloche come sulla 190 SL, anziché utilizzare il convenzionale cambio con comandi al volante.
I piloti Mercedes-Benz alla Mille Miglia 2013
David Coulthard
Data di nascita: 27 marzo 1971
David Coulthard inizia la sua carriera gareggiando con i kart. Tra il 1983 e il 1985 è campione di kart in Scozia nella categoria juniores. Dopo varie tappe nella formula delle corse, approda nel 1994 alla Formula 1 con la scuderia Williams. Nel 1995 David Coulthard si qualifica terzo ai campionati mondiali di Formula 1. All’inizio della stagione 1996 lo scozzese passa alla scuderia McLaren Mercedes e diventa collega di team di Mika Häkkinen (Finlandia). Nel 2001 Coulthard conquista il titolo di vice campione del mondo dopo Michael Schumacher. Negli anni dal 2005 al 2008 gareggia per Red Bull Racing; nel 2008 termina la sua carriera in Formula 1. Tra il 1994 e il 2008 David Coulthard ha partecipato in tutto a 246 Grand Prix, 150 dei quali per McLaren Mercedes. Al suo attivo ci sono 13 vittorie, 12 delle quali al volante di una McLaren Mercedes. Dal 2010 al 2012 David Coulthard torna a correre debuttando nel DTM con il team Mücke Motorsport a bordo di una Classe C AMG-Mercedes.
Jochen Mass
Data di nascita: 30 settembre 1946
Jochen Mass inizia la sua variegata carriera nel Motorsport nel 1968 gareggiando con vetture Gran Turismo per Alfa-Romeo e come pilota ufficiale da Ford negli anni che vanno dal 1970 al 1975. Durante questo periodo (1972) si aggiudica la 24 ore di Spa-Francorchamps. In parallelo si dedica alla Formula 2 (1973) e partecipa a 105 Grands Prix di Formula 1 (nel 1973/74 con Surtees; nel 1975-1977 con McLaren; nel 1978 con ATS; nel 1979/80 con Arrows e nel 1982 con March). Grazie al titolo di campione tedesco di vetture Sport conquistato nel 1985 e alla sua attività come pilota ufficiale Porsche fino al 1987, diventa pilota ufficiale del Team Sauber-Mercedes. Fino al 1991 gareggia per questo team nel gruppo C. Nella nuova Freccia d’Argento, la Sauber-Mercedes C 9, Jochen Mass vince con Manuel Reuter e Stanley Dickens la 24 ore di Le Mans e si qualifica al secondo posto al campionato nel 1989. Tre anni più tardi passa nel management del team del DTM. Sir Stirling Moss lo descrive come «un pilota dallo straordinario senso per le corse e dotato di notevoli competenze che è riuscito a entrare in sintonia con la storia delle corse in tutte le sue epoche». Non è quindi un caso che fino ad oggi Jochen Mass sia stato uno dei piloti prescelti da Mercedes-Benz per gareggiare alle competizioni delle manifestazioni storiche così come alla gara sull’Eifel ADAC sul Nürburgring. Che sia la Freccia d’Argento W 125 o la Mercedes-Benz SSK, Jochen Mass le conosce e le guida tutte alla perfezione.
Bernd Mayländer
Data di nascita: 29 maggio 1971
In Formula 1 Bernd Mayländer occupa sempre i primissimi posti. Nato a Waiblingen, dal 2000 Bernd Mayländer è pilota ufficiale della Safety Car di F1™ di Mercedes-Benz; dalla stagione 2010 si utilizza come Safety Car anche una SLS AMG Mercedes-Benz. Mayländer comincia a correre nel 1990 iniziando prima nel Porsche Clubsport, vince nel 1994 il campionato Porsche Carrera Cup, partecipa alla Porsche Supercup e a gare su lunghi percorsi. Per il team Persson Motorsport, a partire dal 1995, gareggia dapprima al Campionato Turismo Tedesco (DTM) e all’International Touring Car Championship (ITC); dal 1997 in poi corre al campionato FIA-GT, guidando una CLK-GTR AMG-Mercedes. Qui, nel 1997 Mayländer vince assieme a Klaus Ludwig e Bernd Schneider la gara sullo Spielberg al volante di una CLK-GTR AMG-Mercedes. Nel 2000 a bordo di una Porsche 996 GT3 si qualifica al primo posto alla 24 Ore sul circuito del Nürburgring. Bernd Mayländer fa la sua ultima stagione in DTM nel 2004 con il team Rosberg al volante di una Classe C AMG-Mercedes. Dal 1996 ogni stagione Mercedes-Benz mette a disposizione la Official F1™ Safety Car per le corse ai campionati mondiali di Formula 1.
Marcel Tiemann
Data di nascita: 19 marzo 1974
Hanseat Marcel Tiemann si approccia relativamente tardi al motorsport, ma  raggiunge con i primi successi presto i vertici della classica. Nel 1997 Mercedes-Benz spinge il promettente giovane pilota a partecipare al campionato FIA-GT a bordo di una Mercedes-AMG CLK GTR. Tiemann chiude la prima stagione al quarto posto in classifica, con lo stesso punteggio di Alessandro Nannini. Anche nel 1998 partecipa al campionato  FIA-GT per Mercedes-Benz . Nel 2000 Tielmann è pilota ufficiale Mercedes Benz su CLK DTM ai „Deutschen Tourenwagen-Masters” (DTM). A partire dal 2001 è attivo con diverse scuderie. Sono leggendarie le sue 5 vittorie nella 24 ore sul Nürburgring, nel 2003 con Opel e dal 2006 al 2009 4 volte di seguito su Porsche. In seguito ad un non meritato incidente in occasione del GT-Open a Imola su Audi a maggio 2010, Tiemann si è visto costretto a terminare la sua carriera di pilota. Tiemann è uno dei piloti di maggior successo ed è tra i più giovani in grado di andare a podio. Dal 2012 Marcel Tiemann è anche ambasciatore del marchio per Mercedes-Benz Classic.
Karl Wendlinger
Data di nascita: 20 dicembre 1968
Karl Wendlinger debutta nel Motorsport all’età di quattordici anni, iniziando la sua carriera dai karting. Nel 1989 vince il titolo al campionato tedesco di Formula 3. Negli anni compresi tra il 1990 e il 1991, il pilota austriaco fa parte, assieme a Michael Schumacher e a Heinz-Harald Frentzen, del junior team Mercedes, disputando il campionato mondiale di vetture sportive. Nel 1991 passa alla Formula 1. A partire dal 1994, con il compagno di scuderia Heinz-Harald Frentzen, Wendlinger è ingaggiato dal team Sauber-Mercedes. Seguono partecipazioni al DTM, alla Formula 3000 e alla 24 Ore di Le Mans. Tra i suoi più importanti successi in pista si annoverano la vittoria del campionato FIA GT (1999), il primo posto alla 24 Ore di Le Mans nella classe GTS (stesso anno), la vittoria alla 24 Ore di Daytona del 2000 e il secondo posto alla 24 Ore sul circuito del Nürburgring (2003). Dal 2004 al 2011 Karl Wendlinger gareggia al campionato FIA GT per diversi team. Nel 2007 si qualifica vicecampione con il Jetalliance Racing.
Lo sapevate?
Dal 7 marzo al 30 giugno 2013 nel quadro dell’esposizione «Novecento mai visto: From Albers to Warhol to (now)», Daimler Art Collection espone più di 230 opere d’arte contemporanea internazionale al Santa Giulia, il museo della città di Brescia.
Ulteriori informazioni su media.daimler.com, media.mercedes-benz.it, www.mercedes-benz-classic.com, https://archives.daimler.com
https://mercedes-benz-archive.com

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Mercedes-Benz Italia, partner della 56° edizione del Festival dei Due Mondi a Spoleto

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La Stella al Festival dei Due Mondi
Mercedes-Benz Italia è partner della 56° edizione del Festival dei Due Mondi, in programma a Spoleto, dal 28 giugno al 14 luglio. Un appuntamento che da oltre mezzo secolo porta nella città umbra l’arte in tutte le sue forme: dalla danza al teatro, dalla letteratura alle più moderne espressioni di visual art. La partnership con il Festival di Spoleto conferma l’impegno di Mercedes-Benz Italia ad andare oltre la vocazione commerciale, attraverso iniziative concrete sul territorio. 
Mercedes-Benz Italia sostiene il Festival dei Due Mondi e, dal 28 giugno al 14 luglio, è partner della manifestazione che da oltre cinquant’anni ospita a Spoleto l’eccellenza artistica internazionale, richiamando appassionati da tutto il mondo.
“Far vivere arte e cultura andando oltre la vocazione commerciale, ricercando e sostenendo partnership con istituzioni e poli culturali, rappresenta una priorità nell’ambito delle nostre attività di corporate social responsibility”, ha dichiarato Alwin Epple, Presidente di Mercedes-Benz Italia. “La 56° edizione del Festival di Spoleto è la conferma dell’impegno di Mercedes-Benz Italia nella promozione e valorizzazione di progetti artistici e attività culturali.”

Ulteriori informazioni su media.mercedes-benz.it media.daimler.com

“Chi dice donne dice tacco” di Bea Buozzi, Morellini Editore

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La matematica non è un’opinione, ma si può sintetizzare in un’equazione: gli uomini stanno alle macchine, come le donne ai tacchi. Se però una vettura costa dai diecimila euro in su, il vantaggio per le donne è che con la stessa cifra possono acquistare una montagna di scarpe. Con le debite eccezioni. Esistono modelli di edizioni limitate, avvicinabili solo da mogli di emiri o da rockstar famose.
Ogni donna ha il suo paio prediletto con cui ama identificarsi. Dal mocassino scamosciato per le top manager che non svestono il pantalone nemmeno al mare, al cuissard per la pantera metropolitana. Dalla zeppa per la mamma in lotta con i sampietrini del centro storico, al sabot per la figlia dei fiori contemporanea. L’infradito per la donna freak che ucciderebbe per vivere sulla spiaggia di Ipanema o la décolletée di vernice dalla suola rossa e dal tacco dodici, passepartout dell’eleganza per la donna emula di Coco Chanel.
Una carrellata di scarpe (strizzando l’occhio alla loro storia), ma soprattutto di donne, giocando alla ricerca del corrispondente modello a seconda del tipo. D’altronde, come si sarebbe corretto Archimede se fosse nato nel nostro millennio, “Datemi un tacco e vi solleverò il mondo”, perché “chi dice donna, dice tacco!”
autore Buozzi Bea
editore Morellini
genere Femminile
collana Pink Generation
pubblicazione 2013
ISBN/EAN 9788862983198
 
 

Biennale di Venezia, William Friedkin, Leone d’oro alla carriera alla 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

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70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
(28 agosto – 7 settembre 2013)
William Friedkin Leone d’oro alla carriera
E’ stato attribuito al regista statunitense William Friedkin il Leone d’oro alla carriera della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013).
La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra del Cinema Alberto Barbera.
Nella presentazione al Cda della proposta di Leone d’oro alla carriera, Alberto Barbera scrive che William Friedkin “ha contribuito, in maniera rilevante e non sempre riconosciuta nella sua portata rivoluzionaria, a quel profondo rinnovamento del cinema americano, genericamente registrato dalle cronache dell’epoca come la Nuova Hollywood. Dopo aver scardinato le regole del documentario con alcuni lavori televisivi impostisi per lo sguardo asciutto, spietato e imprevedibile, Friedkin ha rivoluzionato poi  due generi popolari come il poliziesco e l’horror, inventando di fatto il blockbuster moderno con Il braccio violento della legge (1971, premiato con cinque Oscar, tra cui miglior film e miglior regia) e L’esorcista (1973, nominato a dieci Oscar). E’ stato poi autore di film in anticipo sui tempi come Il salario della paura (Sorcerer, 1977), Cruising (1980), Vivere e morire a Los Angeles (1985) e Jade (1995, presentato alla Mostra di Venezia in Notti veneziane), alcuni dei quali solo in seguito ampiamente rivalutati come autentici capolavori”.
Friedkin ha ottenuto di recente un grande successo di critica e pubblico alla Mostra di Venezia 2011 con Killer Joe, presentato in Concorso.
“Venezia, specialmente durante la Mostra, è una casa spirituale per me – ha dichiarato William Friedkin -. Il Leone d’oro alla carriera è qualcosa che non mi sarei mai aspettato, ma sono onorato di accettarlo con gratitudine e amore”.
William Friedkin riceverà il riconoscimento durante la 70. Mostra di Venezia (28 agosto – 7 settembre 2013), dove presenterà il restauro de Il salario della paura (Sorcerer, 1977), appositamente realizzato dalla Warner Bros.
Approccio originale a Vite vendute (Wages of Fear) di Henri-Georges Clouzot (anch’esso adattamento del romanzo di Georges Arnaud scritto nel 1950), Il salario della paura sposta gli immancabili scenari urbani di Friedkin nella profondità della giungla sudamericana, dove la passione del regista per il realismo, e il suo inappuntabile istinto per la suspense, convergono con magistrale effetto nella leggendaria, angosciante scena dell’attraversamento del ponte. Produzione già difficile di per sé, Il salario della paura è stato un film molto discusso quando uscì (una settimana dopo Guerre stellari di George Lucas). Da allora è diventato uno dei titoli di Friedkin più acclamati dalla critica e uno dei meno facili da riuscire ad ammirare sul grande schermo. “Considero Il salario della paura il mio film più personale e il più difficile da realizzare – ha dichiarato Friedkin -. Sapere che sta per avere una nuova vita al cinema, è qualcosa di cui sono profondamente riconoscente.  Il fatto poi che il film abbia la sua prima mondiale alla Mostra di Venezia, è qualcosa che attendo con grande gioia. E’ una vera resurrezione di Lazzaro”.
Il restauro de Il salario della paura da parte della Warner Bros. è cominciato con una scansione in 4K del negativo originale in 35mm. Il progetto di restauro è stato completato sotto la guida di William Friedkin assieme al colorista Bryan McMahan, che ha lavorato con Friedkin sin dal 1994, e a Ned Price della Warner Bros., che supervisiona i progetti di restauro per lo Studio. “Ero stupefatto della brillantezza della fotografia originale – ha dichiarato Ned Price –. Finora avevo visionato solo copie cinematografiche in 35mm di bassa qualità provenienti da duplicati negativi con sottotitoli. Avendo lavorato con il negativo originale, si permetterà finalmente al pubblico di apprezzare l’impatto visivo di questo film”.
Nella motivazione del premio, Alberto Barbera scrive inoltre che Friedkin ha manifestato negli anni “una fedeltà rischiosa ai propri ideali che, allontanandolo dal centro del cinema hollywoodiano, lo ha spinto a cercare nel cinema indipendente quella libertà necessaria a perseguire la ricerca di un linguaggio fatto di spiazzamenti continui, di istinto visivo folgorante, visionario, allucinatorio, eppure insaziabilmente affamato di realtà anche quando sembra perdersi nel delirio cinetico, astratto e perfezionistico delle prepotenti sequenze d’azione e d’inseguimento che caratterizzano la sua opera in maniera emblematica. William Friedkin rappresenta ancora oggi l’esempio di un cinema esigente, intellettualmente onesto, emotivamente intenso, programmaticamente avventuroso ed erratico: un antidoto potente e generoso al crescente livellamento del cinema contemporaneo”.
E’ stata pubblicata da pochi giorni negli Stati Uniti la sua autobiografia, The Friedkin Connection (HarperCollins), che Bompiani sta traducendo in italiano e che presenterà a Venezia in anteprima.

Mille Miglia 2013, tutto avviene in un lungo e incredibile week end di Maggio

mille miglia

Tutto avviene in un lungo e incredibile week end di Maggio…
Sono solo 375 le auto ammesse a partecipare alla Mille Miglia, selezionate esclusivamente tra i modelli che corsero la gara storica e condotte da equipaggi che provengono da tutto il mondo.
Si parte da Brescia, cuore pulsante della Mille Miglia il giovedì sera per arrivare a Roma il giorno dopo.
Si riparte da Roma il sabato mattina per arrivare nella notte a Brescia.
La domenica è il giorno dei festeggiamenti e delle premiazioni.
La Mille Miglia 2013 si svolgerà dal 16 al 19 Maggio 2013.
Mercoledì 15 Maggio, per i concorrenti che volessero partecipare, avrà luogo la cena di gala di apertura dell’evento 2013.
Le iscrizioni si chiuderanno lunedì 31 dicembre 2012.
Per maggiori informazioni, visita le sezioni dedicate alla gara e scopri se la tua vettura è candidabile alla Mille Miglia 2013.
La Mille Miglia 2013 si svolgerà dal 16 al 19 Maggio 2013.

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William Friedkin

Friedkin

William Friedkin. Veterano della televisione in diretta negli anni ’50, Friedkin si è dedicato al documentario a metà degli anni ’60. Un’esperienza che lo ha portato all’inquietante realismo de Il braccio violento della legge (The French Connection, 1971) e alla bellezza spaventosa de L’esorcista (The Exorcist, 1973) e Il salario della paura (Sorcerer, 1977). “Quello che cerco di fare con ogni nuovo film, prima ancora di impressionare un solo fotogramma, è di immergermi completamente nell’argomento”, ha dichiarato Friedkin.
Nel 1971, il suo Il braccio violento della legge (The French Connection) è stato accolto da un consenso critico generale. Girato con uno stile più documentario che hollywoodiano, il film ha vinto cinque Oscar, inclusi quelli per il miglior film e la miglior regia.
Friedkin ha realizzato in seguito L’esorcista (The Exorcist, 1973), tratto dal best-seller di William Peter Blatty, un film che ha rivoluzionato il genere horror ed è considerato da alcuni critici il più importante horror di tutti i tempi. L’esorcista è stato nominato a 10 Oscar, inclusi quelli per il miglior film e la miglior regia. Ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura.
Il suo poliziesco d’azione Vivere e morire a Los Angeles (To Live and Die in L.A., 1985) ha vinto il premio del pubblico al Cognac Film Festival. Interpretato da William Petersen e Willem Dafoe, è stato apprezzato dalla critica ed è stato favorevolmente paragonato a Il braccio violento della legge.
Friedkin ha iniziato a dirigere opere liriche nel 1998 con un’applaudita versione del Wozzeck di Berg al Maggio Musicale fiorentino.  Ha proseguito nel 2002 con un doppio programma all’Opera di Los Angeles composto da Il castello del duca Barbablù di Bartok e Gianni Schicchi di Puccini.  Nel 2004, sempre all’Opera di Los Angeles, ha diretto Arianna a Nasso di Strauss. Altre opere includono:  2005, Sansone e Dalila di Saint-Saëns alla New Israeli Opera di Tel Aviv, e l’Aida di Verdi al Teatro Regio di Torino;  2006/07, Il castello del duca Barbablù/Gianni Schicchi alla Washington National Opera al Kennedy Center; alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, nuove produzioni della Salome di Strauss e la prima mondiale di Das Gehege di Wolfgang Rihm; 2008, doppio programma di Suor Angelica/Il Tabarro all’Opera di Los Angeles.  Il 2011 ha segnato il ritorno di Friedkin al Maggio Musicale fiorentino, con The Makropulos Case di Leos Janácek.  Nel 2012 ha diretto I racconti di Hoffmann di Offenbach al Teatro di Vienna.
Negli ultimi due decenni, Friedkin è tornato alle sue radici nel dramma televisivo con la regia di La parola ai giurati (12 Angry Men) e di alcuni episodi di Csi: scena del crimine (Csi: Crime Scene Investigation). Ha inoltre diretto film d’azione come Regole d’onore (Rules of Engagement, 2000) e The Hunted – La preda (2003); Bug (2006), che ha vinto il premio Fipresci a Cannes, e il suo film più recente, Killer Joe con Matthew McConaughey ed Emile Hirsch, distribuito nel 2012.

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