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Bambu, sempreverde salvezza futura del pianeta

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Cibo preferito dei panda, urside simbolo del WWF e per riflesso specie a rischio d’estinzione per antonomasia, il bambù potrebbe davvero costituire l’arma vincente dell’umanità contro tutti i problemi ambientali che ci affliggono e di cui sentiamo parlare 24 ore su 24. Vediamo come questo sempreverde potrà guidarci verso il salvataggio del pianeta.
Perchè è sbagliato abbattere le foreste pluviali?
Appurato che potremmo scrivere un intero articolo sull’argomento, possiamo riassumere le conseguenze fondamentali della deforestazione spietata e incontrollata delle foreste pluviali in quattro punti:
La deforestazione in se è la causa di circa il 20% delle emissioni di gas serra, in pratica non solo ci tolgono i nostri polmoni planetari, ma lo fanno anche inquinando. Oltre al danno la beffa.
L’ abbattimento delle grandi foreste pluviali porterà alla scomparsa della biodiversità, maggiore rischio di malattia per le piante e conseguente utilizzo di pesticidi su larghissima scala.
Le piante che abbattiamo contribuiscono in modo determinante al ciclo dell’acqua attraverso l’ evaporazione che si opera attraverso le loro foglie. Eliminare queste foreste equivarrebbe a portare il ciclo dell’acqua a un brusco rallentamento.
L’ erosione e le frane maggiori sono causate molto spesso dalla deforestazione, visto che non ci sono gli alberi che con le loro radici trattengono il terreno.
In parole povere gli alberi regolano qualsiasi aspetto di una nostra serena interazione col mondo che ci circonda e un utilizzo maggiore del bambù può contribuire significativamente a rendere questa esperienza sempre migliore, anche perchè peggio di così è molto difficile.
Perchè il bambù è la pianta del futuro?
Il bambù impiega circa 4 anni per essere utilizzabile al 100%, mentre gli alberi “normali” impiegano dai 20 ai 50 anni. Inoltre ha una crescita giornaliera che può arrivare anche al metro.
Una determinata superficie di terreno coperta di bambù produce più ossigeno della stessa superficie coperta di foresta pluviale.
Il bambù può crescere praticamente con qualsiasi clima. (no, al Polo Nord non cresce!)
In virtù della sua grande resistenza ai parassiti il bambù richiede un utilizzo di pesticidi che tende alla nullità.
I prodotti in bambù si decompongono totalmente in concimi per l’agricoltura estremamente nutrienti.
Applicazioni quotidiane
Vestiti
Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Genesi, capitolo 3,7
No, non dovete andare in giro vestiti con germogli di bambù come fecero Adamo ed Eva con le foglie di fico; tuttavia le fibre della corteccia del bambù costituiscono un ottimo materiale da filare e vengono prodotti dei capi (acquistabili qui)che, a detta degli utilizzatori, danno al tatto una sensazione simile a quella del cashmere. Inutile dire che le emissioni di gas serra per questo tipo di produzioni sono molto ridotte rispetto a quelle del cotone.
Mobili, immobili ma estremamente attenti all’ambiente
La maggior parte dei mobili fatti di bambù è costruita nella maniera più ecologica possibile per allinearsi all’essenza verde di questa pianta. Infatti per produrre questi oggetti di estrema qualità viene usata solo colla di origine organica che si decompone naturalmente (ovviamente non mentre sta svolgendo il suo lavoro!). Inoltre date le proprietà del legno di bambù, molto resistente ed elastico allo stesso tempo, questi mobili hanno una durata straordinaria.
Fatti
Come abbiamo detto il bambù è la pianta con la crescita più rapida del mondo, è un’ ottima fonte di nutrienti sia per gli animali che per l’uomo ed è utilizzata da secoli in molte ricette della cucina cinese.
Il Bambù, piantato in zone strategiche produce molto più ossigeno rispetto alle altre piante e può effettivamente aiutarci a salvaguardare l’ambiente
Conclusioni
Che fate ancora davanti al computer? Andate immediatamente a comprare una felpa in bambù, sarebbe la felpa più green e geek di sempre (curioso come “green” e “geek” abbiano quasi le stesse lettere)! Contribuirete a salvare il mondo o quantomeno a “Lasciarlo un po’ migliore di come lo avete trovato“, tenendo sempre a mente un proverbio indiano che mi accompagna da anni: “Il mondo non lo ereditiamo dai nostri padri ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli“. E’ così che dobbiamo ragionare se non vogliamo arrivare a un punto di non ritorno.

Roberto Collorafi

Fonte: Tasc

Categories: Green Peace
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