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“Fly to Baku”, arte contemporanea azerbaigiana in mostra al Maxxi di Roma

March 4, 2013 Leave a comment

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Dal 6 al 26 marzo, a Roma presso lo Spazio D del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, si svolgerà la mostra FLY TO BAKU, organizzata dalla Fondazione Heydar Aliyev con il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian a Roma.
21 artisti di tre differenti generazioni provenienti dall’Azerbaigian, a cavallo tra l’arte tradizionale e le influenze moderne e contemporanee, espongono ben 100 opere, la maggior parte delle quali realizzate appositamente. Pitture, sculture, installazioni, video, fotografie e performance per la più importante rassegna della nuova e promettente scena artistica contemporanea della nazione.
L’obiettivo della Fondazione Heydar Aliyev è sostenere e promuovere la cultura azerbaigiana, oltre a offrire aiuti umanitari in patria e all’estero. Grazie a questo progetto, presentato con successo recentemente a Londra, Parigi, Berlino e Mosca, e diretto poi a Vienna, la Fondazione favorisce lo scambio culturale con la scena europea dell’arte contemporanea, nel contempo creando una piattaforma internazionale per gli artisti azerbaigiani. Scrive Leyla Aliyeva, vicepresidente della Fondazione Heydar Aliyev, fondatrice di Baku Magazine: “La mia patria, l’Azerbaigian, sta traversando un periodo di rinascita senza precedenti e in nessun campo questo è più evidente che nell’arte contemporanea, un campo che mi appassiona profondamente.[…] Sebbene il risveglio dell’arte contemporanea sia oggi il punto focale di questa mostra, nel nostro Paese abbiamo una lunga storia di creatività e impegno artistico.” Il destino dell’Azerbaigian, infatti, è di essere il ponte fra Oriente e Occidente in numerosi settori, da quello politico a quello economico e, naturalmente, a quello culturale. Oggi il Paese, che ha recuperato e consolidato la propria indipendenza, è pronto a far conoscere al mondo il suo caratteristico e originale stile, in numerose discipline artistiche.
Fly to Baku
Aga Ousseinov, Aida Mahmudova, Ali Hasanov, Altai Sadiqzadeh, Eliyar Alimirzoyev, Enver Askerov, Faig Ahmed, Fakhriyya Mammadova, Farid Rasulov, Huseyn Haqverdi, Irina Eldarova, Leyla Aliyeva, Mammad Mustafayev, Melik Aghamalov, Mirnadir Zeynalov, Niyaz Najafov, Orkhan Huseynov e altri
Luogo: MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
Curatori: Hervé Mikaeloff, Emin Mammedov
Città: Roma
Provincia: Roma
Data inizio: 06 Marzo 2013
Data fine: 26 Marzo 2013
Telefono per informazioni: +39 06 39967350

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Adele, protagonista per la colonna sonora del nuovo film di 007

March 4, 2013 Leave a comment

Adele, protagonista per la colonna sonora del nuovo film di 007

Secondo quanto riporta il quotidiano britannico “The Sun”, la famosa cantante Adele, già nota per aver inciso la colonna sonora di “Skyfall”, sarà protagonista della colonna sonora del nuovo movie della saga 007 per volontà dei produttori delle pellicole, i quali hanno voluto affidare la sequenza delle scene più importanti del film: “I produttori sono entusiasti di come è stato accolto questo brano e sperano che la partecipazione di Adele per il prossimo film possa replicare questo successo. Vogliono che la cantante diventi sinonimo di James Bond e si leghi alla saga come fece Shirley Bassey”.

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Aram Bartholl

March 4, 2013 Leave a comment

Aram Bartholl-w600-h600

Sì, quella della foto conficcata in un muro è proprio una penna USB. Sono questi gli elementi alla base dell’ultima idea del metafisico artista tedesco Aram Bartholl. Come si può leggere nella sua biografia, Bartholl cerca di coniugare due piani, quello digitale e quello fisico, che è sempre bene distinguere l’uno dall’altro per evitare di “perdersi” come può succedere ai più accaniti videogiocatori.
Tramite le sue opere lo schermo del nostro computer diventa una finestra sul mondo (fisicamente parlando) e, viceversa, il mondo che ci circonda diventa sempre più simile alla fitta rete di connessioni, immagini e suoni a cui ci ha abituato la Rete, a volte, anche aggiungendo un pizzico di ironia personale.
Laureato in architettura nel 2001 alla Berlin University of the Arts riceve premi e riconoscimenti che acquistano valore pensando alla giovane età dell’artista. Fin dagli studi universitari si è potuta notare l’impronta “digitale” impressa alle sue esposizioni.
Tutti i suoi progetti e le sue idee sono visionabili sul sito e quelle che abbiamo scelto di presentarvi oggi sono: Map, Sociial, CAPTCHA e DeadDrops (USB&DVD).
Map – City Centre Series
Vide luce per la prima volta nel 2006 e fu l’”installazione pubblica” che donò fama ai lavori dell’artista di Brema.
Il progetto “Map” consiste nell’installazione reale dei famosi segnalibri dell’ancor più noto motore di ricerca Google Maps.
Aram decise di posizionare queste opere negli esatti punti indicati proprio da Google Maps come il City Centre in giro per varie località d’Europa e del Mondo. L’artista era stato colpito da come queste piccole immagini sullo schermo del suo computer potessero ricreare una forma e un’ombra sulla mappa come se fossero davvero presenti nel paesaggio e, di conseguenza, si chiese: “Come apparirebbe il paesaggio se fisicamente vi fosse presente una struttura del genere?”.
Sociial – Tra Wii e Social networking
Sociial (2008) è un concept, una vera e propria performance fisica e artistica che nasce dall’unione tra la Wii (e il modo in cui essa ha cambiato il modo di interagire con i videogiochi) e alcuni dei più famosi siti web 2.0 (di cui molti social network).
Essa poteva essere divisa in due parti: da un lato quattro “ballerini” danzavano a ritmo di colpi di tennis giocando sulla console della Nintendo. Nel frattempo un uomo in una postazione computerizzata leggeva ogni 10 secondi la descrizione che ognuno dei 100 siti web 2.0 presi a campione usava per descrivere i propri prodotti.
Questa performance, al limite tra una mostra e una partita ai videogame, aveva il compito di mostrare al pubblico (che non vedeva niente oltre all’impegno che i “ballerini” mettevano nel gioco) come questi cambiamenti nella vita digitale possano, o meno, influenzare la vita di tutti giorni.
CAPTCHA – Are you human?
Con CAPTCHA (2009), Bartholl torna nell’ambiente urbano. Con l’acronimo inglese CAPTCHA si denota nell’ambito dell’informatica un test fatto di una o più domande e risposte per determinare se l’utente sia un umano (e non un computer). L’acronimo deriva dall’inglese “completely automated publicTuring test to tell computers and humans apart“.
Il genio di Aram trasformò quelle che per noi sono soltanto delle lettere alla rinfusa e scritte in modo strano in una vera e propria opera d’arte (stranamente!).
Egli, infatti, decise di creare dei CAPTCHA reali, fisici poi affissi in giro per varie città del Mondo.
Come afferma nel video l’artista, l’intento era quello di vedere fino a che punto potesse spingersi l’interazione fra l’uomo e i computer. Decise di “dare vita” ai codici CAPTCHA tirandoli fuori dal web e posizionandoli vicino ai graffiti in quanto anche questi rappresentano un tipo di scrittura particolare e “decodificabile” solo da un gruppo ristretto di persone.
DeadDrops – Not so dead
Eccoci giunti, infine, ai DeadDrops (2010). Si tratta forse dell’opera dell’artista tedesco che più si distacca dall’ambito artistico avvicinandosi più a quelle che possono essere le problematiche legate al mondo dell’informatica.
Di cosa si tratta? Parafrasando quanto scritto sul sito ufficiale, sono “an anonymous, offline, peer to peer file-sharing network in public space”, ossia: un network offline e anonimo per lo scambio di file in ambienti pubblici!
Le prime cinque unità furono installate dallo stesso Bartholl nell’Ottobre 2010 a New York. Dopodiché, quando il movimento cominciò ad allargarsi, fu necessario creare un sito e una mappa dove chiunque potesse inserire le coordinate delle proprie DeadDrops.
È interessante, girando un po’ sulla mappa, come molti dispositivi USB si trovino anche negli angoli più remoti della Terra. E se cercate bene, chi lo sa, potreste averne uno proprio sotto casa!
Per chiunque volesse creare la propria DD personale dopo aver letto sul sito il “DeadDrops Manifesto“ dovrà solamente seguire questi passi:
1) Scaricare i file di testo “deaddrops-manifesto.ita” e “readme-ita” nella chiavetta di modo che l’utente che si collegherà abbia modo di leggerli.
2) Per inserire la chiavetta usb in una crepa del muro a volte è necessario liberarla dal rivestimento di plastica a volte no, dipende dai casi.
3) Utilizzare del cemento a presa rapida per attaccare la dead drops alla crepa o al buco di un muro.
4) Assicurarsi che questa operazione non abbia rovinato l’estetica del muro, magari dai una ripassata di vernice per uniformare il colore.
5) Assicurarsi di inserire la dead drops in un punto comodamente accessibile (non tutti si portano dietro un cavo di estensione usb).
6) Per attaccare la dead drops a un oggetto invece di incastrarla a una crepa del muro, è consigliato l’utilizzo di colla epossidica.
7) Scattare (almeno) tre foto e scaricarle sulla chiavetta usb: panoramica della strada scelta, il punto della strada dove è stata inserita la dead drops, un piano ravvicinato della tua dead drops.
8) Inviare l’indirizzo esatto e le foto della tua dead drops più i tuoi crediti al database del sito.
DeadDrops 2.0 – DVD&Art
Per chiudere, ecco l’ultima trovata con cui il buon Aram ha voluto stupire il Mondo: una versione “aggiornata” della sua idea del 2010, stavolta appoggiata da un museo: il Museum of the Moving Image di New York.
Come notiamo subito dalla home page, su un muro esterno al museo è presente un piccola fessura nella quale è possibile inserire un DVD vergine dove, dopo 7 minuti e 30 secondi, verranno masterizzate immagini e video di alcune opere d’arte del museo che nel frattempo potremmo aver visitato in tutta calma.
Il successo, ovviamente, non tarda ad arrivare e in questo video vediamo lo stesso Aram che “autografa” DVD appena sfornati dal muro del MMI.
The End (?)
Tutto quello che passa per le mani di Aram Bartholl sembra diventare oro che sia esso fatto di carta, legno, bit o circuiti elettrici. La figura di quest’uomo è simile per certi versi a quella di un filosofo che però sembra proiettato in una dimensione diversa dalla nostra, lontana anni luce nel futuro rispetto a noi.
Aveva ragione Lucia Ayala che, parlando dell’arte di Bartholl si espresse così:
“Pixels seem to be unstatisfied with their binary existence and have decided to jump into the tangible universe.”

Ugo Possenti

Fonte: Tasc

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Armando Trovajoli, muore un grande interprete della musica italiana

March 4, 2013 Leave a comment

Armando Trovajoli, muore un grande interprete della musica italiana

Muore il celebre pianista, compositore e direttore d’orchestra Armando Trovajoli, deceduto a Roma all’età di 95 anni lo scorso 2 marzo, grande maestro della musica italiana e particolarmente conosciuto per aver scritto “Roma nun fa la stupida stasera”. famoso per aver suonato insieme a grandi nomi della musica jazz di fama mondale, tra cui Duke Ellington, Louis Armstrong, Miles Davis, Chet Baker, Stephan Grappelli e Django Reinhardt, non che celeberrimo compositore di colonne sonore importanti come quelle di “Riso amaro”, “Un giorno in pretura”, “La ciociara”, “C’eravamo tanto amati” e “Profumo di donna”, si ricorda per il suo impegno nel teatro e nella commedia musicale, in particolare modo per la collaborazione con Garinei e Giovannini, specie si ricorda la composizione musicale di “Aggiungi un posto a tavola”.

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“A Life for Hamburg Oscar Troplowitz”, exhibition to celebrate the world-famous Nivea brand at Hamburger Kunsthalle of Hamburg

March 4, 2013 Leave a comment

A Life for Hamburg Oscar Troplowitz

A Life for Hamburg Oscar Troplowitz
18 January to 30 June 2013
From a simple chemist’s shop in Hamburg to an international concern, from architecture to film, from Nivea to Renoir – Oscar Troplowitz (1863–1918) was active in many different fields and his influence can still be felt far beyond the city boundaries. As a businessman Troplowitz created the world-famous Nivea brand, among others, but he was also politically engaged and a keen supporter of the arts. To mark his 150th birthday, the Hamburger Kunsthalle is highlighting the different aspects of Troplowitz’s life and work in a special exhibition, with particular emphasis on his appreciation of fine and applied arts. The display reassembles important parts of his collection of paintings from the 19th and 20th centuries, including works by Corot, Sisley, Liebermann and Slevogt. Finely drawn print advertisements and striking posters commissioned by the Beiersdorf company, in styles ranging from Art Nouveau to New Objectivity, transported artistic images into everyday life, while animated commercials by film pioneer Julius Pinschewer also used humour and charm to present toothpastes and face creams to cinema audiences.
Curator: Leonie Beiersdorf
(the same name with the company Beiersdorf is random)