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OMM, triste fine del polo nord

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Ritorno al Paleogene, quando il mare sommergeva gran parte delle terre ora emerse, i ghiacci erano sciolti e la temperatura media sulla terra superava gli 80°. Non è la trama di un nuovo film di Spielberg, è quello che potrebbe accadere al nostro pianeta nel prossimo secolo se non troviamo subito una soluzione al riscaldamento globale. Le foto satellitari mostrano la drammatica situazione: rispetto agli anni ’50 le calotte polari si sono dimezzate in grandezza e spessore, e questo comporterà un progressivo aumentare del livello delle acque.
I dati sono preoccupanti:
L’organizzazione metereologica mondiale (OMM) alla conferenza sul clima delle Nazioni Unite, tenutasi a Durban lo scorso dicembre, ha decretato che il 2011 è stato uno degli anni più caldi della storia, e che dal 1989 al 2011 le temperature dell’artico sono salite ogni anno, in soli vent’anni la temperatura è salita di 3° .
L’anno passato abbiamo assistito all’autunno più caldo degli ultimi 150 anni, il volume totale del ghiaccio presente nel mar glaciale artico è diminuito dell’8% rispetto all’anno precedente, e inoltre la temperatura media in tutto il mondo si è alzata notevolmente. Questo perchè riflettendo i ghiacci una gran parte della luce solare la rigettano verso lo spazio, ora invece la luce si riflette principalmente nell’acqua, la quale ne assorbe l’energia e quindi il calore.
In Siberia stiamo assistendo inesorabilmente allo scioglimento del permafrost, la crosta di terreno ghiacciato sotto i ghiacciai, dove si trovano intrappolate grandissime quantità di gas, che verranno rilasciate nell’atmosfera, aumentando a loro volta l’effetto serra e quindi il riscaldamento globale del pianeta. Infatti la causa principale del surriscaldamento terrestre e quindi dello scioglimento dei ghiacciai è l’effetto serra, bisogna riuscire a diminuire drasticamente le emissioni di gas serra o rischieremo di accelerare ancora di più questo processo.
Il futuro che ci attende
Il livello del mare si alzerà di 1cm ogni anno, portando conseguenze come inondazioni, fiumi in piena, intere città sommerse, aumento di cataclismi naturali (alluvioni, frane..). Il clima cambierà completamente, la maggior parte del pianeta sarà colpita dall’afa, e le scorte di acqua dolce scarseggeranno, provocando probabilmente vere e proprie guerre per il controllo dell’acqua.
Tutto questo succederà se continuiamo in questa direzione, ma possiamo ancora rimediare, non tutto è perduto. Ci vuole una presa di coscienza da parte di tutta l’umanità che il nostro pianeta è basato su ecosistemi fragili, e che li stiamo calpestando innestando una serie di meccanismi che porteranno anche alla nostra fine. Su questo pianeta c’è vita da 3,5 miliardi di anni, vogliamo essere proprio noi a mettere fine a tutto distruggendolo irreparabilmente?

Filippo Cassera

Fonte: Tasc

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