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Archive for January 21, 2013

Riccardo Garrone, muore il patron della Unione Calcio Sampdoria

January 21, 2013 Leave a comment

Riccardo Garrone

Muore il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, tra l’altro presidente onorario della Erg, deceduto all’età di 76 anni, Nato a Genova il 23 gennaio del 1936, patron della squadra genovese e leader, oggi presidente onorario e consigliere di amministrazione della Erg, azienda di famiglia.

Massimo Castri, muore il noto regista italiano ex direttore dello Stabile

January 21, 2013 Leave a comment

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Firenze, muore il noto regista Massimo Castri, malato da tempo, deceduto all’età di 70 anni. Debutta come attore al Piccolo di Milano nel 1967 mentre assume la sua prima regia nel 1972 a Brescia con ‘I costruttori d’imperi’ di Boris Vian. Collabora con Emilia Romagna Teatro, con l’Atelier della Costa Ovest in Toscana e con il Teatro Stabile dell’Umbria. Inoltre ha assunto la carica di direttore artistico del Metastasio di Prato, dello Stabile di Torino e del Festival internazionale teatro della Biennale di Venezia nel 2004.

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“Les Cheveaux de Dieu” di Nabil Ayouch

January 21, 2013 Leave a comment

chevaux-de-dieu

Anche se non è ancora uscito nelle sale cinematografiche in Marocco, la sua notorietà lo precede. Parliamo del film “Les Chevaux de Dieu” (I Cavalli di Dio), ultimo film del regista Nabil Ayouch, calorosamente applaudito nei grandi Festivals internazionali, che arriva sul grande schermo a partire dal6 febbraio 2013. Fedele alle sue preoccupazioni sociali e politiche, Nabil Ayouch si è ispirato al romanzo “Le stelle di Sidi Moumen” dello scrittore e artista Mahi Binebine che descrive i tragici avvenimenti del 16 maggio 2003 a Casablanca. Il regista mette in scena il percorso di alcuni ragazzi nelle bidonville di Sidi Moumen per cercare di capire come dei giovani ragazzi possano cavalcare il fanatismo religioso più abbietto. Molti ciritici del cinema considerano questo un  film altamente drammatico con idee ben strutturatee una regia molto forte e convincente. I Cavalli di Dio è un lavoro che ha avuto un lungo travaglio. Prima di iniziare il film Nabil Ayouch si è lungamente informato e una parte di queste informazioni prese direttamente sul terreno, parlando con la gente che conobbe i kamikaze e che sono stati testimoni di questo evento tragico. Il regista ha scelto degli attori non professionisti, originari della bidonville di Sidi Moumen. La storia raccontata è quella di Yassine e del fratello Hamid, condannato alla prigione per aver offeso una personalità locale, convinto di aver trovato la vera strada nella religione estrema, convincendo anche il suo giovane fratello ed alcuni amici. Il regista cerca di analizzare quale è il momento in cui un bambino di dieci anni sviluppa la sua personale storia di vita per arrivare ad essere un kamikaze e a farsi saltare in aria insieme a tante vittime innocenti.  Straordinari gli attori non professionisti del film, Abdelhakim Rachid, Abdelilah Rachid, Hanza Souidek e Ahmed El Idrissi El Amrani. Dopo “Mektoub”, suo primo lungometraggio, realizzato nel 1997, “Ali, principe del deserto”, “Whatever Lola Wants” e  il documentario “My Land”, si aggiunge ‘”I  Cavalli di Dio” al repertorio dei films di successo del regista che ha ricevuto molti riconoscimenti tra cui il Prix François Chalet a Cannes oltre ad un premio al  Griffoni Film Festival di Napoli e al FIFM 2012.

Fonte: My Amazighen

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FAR, massima allerta nel sud marocchino

January 21, 2013 Leave a comment

far

Laayoune: il gruppo terroristico algerino, , “les Signataires par le sang”, dopo aver rivendicato l’attacco di In Amenas in Algeria, ha promesso la stessa sorte a tutti i paesi “amici” della Francia nella guerra in Mali.
Le Forze Armate Reali sono state messe in massima allerta lungo tutta la cintura di sicurezza delle bande frontaliere nelle provincie sahariane marocchine del sud. Secondo il rapporto ufficioso dei media, che cita delle fonti vicine agli alti comandi delle FAR, questa allerta è partita la scorsa settimana per innalzare il grado di vigilanza e i coordinamenti inter-armi e inter-servizi, per evitare eventuali incursioni di terroristi algerini in terreno marrochino. In effetti, la rivendicazione del leader dei “signatari con il sangue”, Mokhtar Belmokhtar, all’attentato presso la base petrolifera BP di In Amenas condannava a simili ritorsioni gli eventuali altri paesi “amici” della Francia, Marocco incluso. La vigilanza estrema delle FAR arriva in parallelo con i serrati controlli delle forze della polizia e della gendermeria reale su tutto il territorio del reame, sia nei perimetri urbani che sulle grandi arterie sensibili del paese. Tutto questo ha permesso, in coordinamento con la DGST di smantellare sabato una cellula di recrutamento dei combattenti di Al Qaida nel Maghreb islamico (AQMI), attivi nelle città di Fnidek,Tangeri, El Hoceima e Meknès.

Fonte: My Amazighen

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“Conferenza di Anfa 1943: sguardi incrociati su 70 anni di cooperazione marocco-americana”, programma culturale in onore di James Roosvelt

January 21, 2013 Leave a comment

anfa

Il reame marocchino  festeggia i 70 anni della Conferenza di Casablanca ; dal 14 al 24 gennaio 1943, gli Alleati (Stati Uniti, Inghilterra e Francia) si ritrovarono all’Hôtel Anfa di Casablanca per concludere degli accordi sulla guerra in corso. Per commemorare questo passaggio della storia, il console generale degli Stati Uniti d’America ha organizzato, dal 15 al 31 gennaio 2013 a Casablanca, un programma culturale in onore di James Roosvelt, nipote del presidente Franklin D. Roosevelt. L’avvenimento ha per tema “La Conferenza di Anfa 1943: sguardi incrociati su 70 anni di cooperazione marocco-americana”. Il taglio del nastro è stato dato martedì scorso con l’apertura di una conferenza dove diverse personalità sono intervenute nella sala mediatica della moschea Hassan II, per presentare differenti prospettive sulla cooperazione tra il Marocco e gli USA. La Facoltà di Lettere Ben M’Sik ha accolto la seconda giornata organizzando dei colloqui dedicati agli studenti universitari dove si è tenuto uno scambio di opinioni con il nipote di Roosvelt e due storici americani. Un esposizione multimediale, “Riflessi”, è prevista dal 18 al 31 gennaio negli antichi mattatoi di Casablanca. “Riflessi è la cultura americana che si riflette nell’architettura casablanchese e in diversi aspetti del suo stile di vita” spiegano gli organizzatori. Le giornate culturali  in onore di James Roosvelt termineranno lunedì 28 gennaio con la proiezione di un classico del 1942: “Casablanca”, al Dar America di Casablanca. 1943: Hôtel Anfa, Casablanca. Il 14 gennaio 1943, il Presidente americano Franklin Roosvelt e il Primo Ministro britannico Winston Churchill invitarono Joseph Stalin ei generali francesi Henri Giraud e Charles de Gaulle a riunirsi presso l’Hôtel Anfa. Senza sorprese, Stalin rifiutò; Giraud accettò senza esitazioni e De Gaulle si riservò di partecipare non essendo in buone relazioni con Giraud. Ma Roosvelt e Churchill hanno tutte le intenzioni di riconciliare i generali francesi oltre a prendere decisioni importanti sull’invasione della Sicilia e del resto d’Italia, oltre agli aiuti da fornire all’URSS. In quell’epoca, il generale De Gaulle presiede il Comitato nazionale francese di Londra, organo dirigente della Francia libera. All’appuntamento casablanchese, De Gaulle rifiuta di presentarsi. Questa decisione imbarazza non poco Churchill che non vuole contrariare Roosvelt quindi preme su De Gaulle minacciando di paralizzare le sue attività in Inghilterra dove il generale è in contatto permanente con la resistenza francese. De Gaulle a questo punto  accettà di intervenire a Casablanca e per motivarlo Churchill lancia a De Gaulle un ultimatum: “Mio generale, se mi ostacolerete vi liquidero!”. L’ambiente è teso; De Gaulle incontra Giraud e i due uomini si stringono la mano, per fare piacere a Roosevelt; una stretta di mano talmente furtiva che i due generali dovranno ripeterla in diverse riprese perchè i fotografi abbiano il tempo di fissare quell’istante.  Un immagine che scompare rapidamente a causa di una nuova querelle: De Gaulle si indigna contro la decisione di Giraud che accettà come unica presenza la sorveglianza della Conferenza gestita dagli  americani. Il generale De Gaulle ostinatamente riesce ad ottenere che un distaccamento francese dell’Armata d’Africa si associ, prima di iniziare il dibattito. La Conferenza di Casablanca, detta di Anfa, arriva al termine. De Gaulle rientra a Londra e inoltra delle critiche a Churchill. Durante una conversazione con Lord Moran, il Primo Ministro britannico dichiarò, parlando di De Gaulle che “il suo paese ha abbandonato il lutto, lui stesso non è che un rifugiato e se noi ritireremo il nostro appoggio è un uomo finito”.   Le decisioni prese durante le giornate della Confernza di Anfa vennero comunicate il 12 febbraio 1943, da Roosvelt in persona in occasione  di un discorso via radio. Le Conferenze del Cairo, di Teheran, di Yalta e di Postdam tennero poi il passo a quella di Anfa. Gli accordi conclusi prevedevano un accordo per mantenere l’aiuto all’URSS; la decisione di invadere la Sicilia, poi il resto d’Italia e la fine dei combattimenti in Tunisia; direzione congiunta di Giraud e De Gaulle dell’insieme delle Forze francesi in guerra e si chiese a Giraud di lberare divesi capi della Resistenza, arrestati su suo ordine il 30 dicembre 1942.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Atil Kutoglu, alta onorificenza per il noto designer turco-austriaco a Vienna

January 21, 2013 Leave a comment

Atil Kutoglu, alta onorificenza per il noto designer turco-austriaco a Vienna

Croce d’Onore Austriaca per la Scienza e l’Arte per il guru del fashion turco-austriaco Atil Kutoglu, alta onorificenza riconosciuta dal ministro Claudia Schmied nella hall del Ministero Federale per l’Istruzione, le Arti e la Cultura a Vienna. Claudia Schmied dichiara:  “Una visita al suo flagship store di Istanbul vale da sola un viaggio nella città del Bosforo”. Atil Kutoglu ringrazia i presenti emozionato: “Non sono un grande oratore, sono più bravo a disegnare. Ma oggi sono al settimo cielo per aver ricevuto questo meraviglioso premio dall’Austria, questa terra straordinaria dove i miei sogni sono diventati realtà”. In onore del designer è stata organizzata una cena di gala presso l’Ambasciata Turca della capitale austriaca durante la quale si è svolta una mini show dedicato alla sua ultima collezione primavera-estate 2013.

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Learning by heart, laboratorio didattico art in progress a Cosenza

January 21, 2013 Leave a comment

cosenza-palazzo-arnone-art-in-progress-learning-by-heartART IN PROGRESS
LEARNING BY HEART
Cosenza – Palazzo Arnone
11 gennaio  – 14 febbraio 2013 
Dall’11 gennaio al 14 febbraio prossimo si terrà a Cosenza, Palazzo Arnone, sede della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e della Galleria Nazionale di Cosenza, Learning by heart, laboratorio didattico a cura di Claudia Zicari che coinvolgerà studenti dell’Università della Calabria.
L’obiettivo di Learning by heart è la creazione di un archivio dinamico del sapere, testimonianza attiva di un bagaglio culturale nel quale riconoscersi.
Il laboratorio culminerà con l’allestimento di una mostra che sarà inaugurata il 14 febbraio 2013.
L’iniziativa è parte integrante di ART IN PROGRESS – Cantieri del Contemporaneo, progetto POR realizzato in partenariato con la Provincia di Cosenza ed il Comune di Marano Principato.
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ART IN PROGRESS
LEARNING BY HEART
Cosenza – Palazzo Arnone
11 gennaio  – 14 febbraio 2013 
Coordinamento: Francarosa Negroni
Cura: Claudia Zicari
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico 
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta
Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246
E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

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Marocco, nuovi arresti contro il terrorismo

January 21, 2013 Leave a comment

terroristi

Le autorità marocchine hanno confermato ieri di aver smantellato una nuova cellula di recrutamento di Al Qaida nel Marocco, la quinta dallo scorso autunno, qualificando come “fonte di inquietudine” la proliferazione di questi reseaux nel reame marocchino. I membri della Brigata Nazionale della Polizia Giudiziaria (BNPJ), in coordinamento con la direzione generale della Sorveglianza del territorio nazionale, hanno arrestato diversi elementi che lavoravano all’arruolamento di giovani marocchini, si legge in una nota del Ministero dell’Interno trasmessa all’agenzia MAP. L’oggetto dei responsabili di questa cellula smantellata a Tangeri e a Meknès, era quella di inviare questi giovani a compiere la djhad in seno all’organizzazione terrorista legata ad al Qaida. Gli investigatori hanno permesso di determinare che 40 giovani marocchini erano già stati inviati ad alcune fazioni legate ad Al Qaida e si è saputo che due dei soggetti arrestati erano degli ex detenuti nel campod i Guantanamo (USA) a Cuba. La proliferazione dei reseaux terroristi si attiva nell’arruolamento di  giovani marocchini impregnati di idee jihdaiste e costituisce oramai una fonte di inquietudine, a livello della sicurezza nazionale, importante, ha sottolineato il Ministero dell’Interno. A fine dicembre, le autorità marocchine avevano smantellato una cellula nella regione di Fès, un mese dopo aver annunciato l’arresto di diverse persone che formavano giovani jihadisti per i combattimenti in Sahel. Il Marocco, così come l’Algeria, ha autorizzato il sorvolo dei suoi spazi aerei agli aerei francesi operanti in Mali contro i gruppo islamisti armati. La Francia ha espresso un giudizio molto positivo del ruolo di Rabat nella crisi maliense. Alcuni dignitari salafisti marocchini hanno, al contrario, denunciato l’intervento militare di Parigi, qualificandolo come una “crociart”, condannando come peccatori tutti i musulmani che partecipano direttamente o indirettamente al conflitto in Mali.

Fonte: My Amazighen

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Moktar Belmokhtar, fondamentalista islamico alias Mr. Marlboro

January 21, 2013 Leave a comment

Moktar Belmokhtar

Il terrorista islamico Moktar Belmokhtar, 40 anni, algerino di nascita, proviene dalla città di Ghardaïa e sin dall’adolescenza abbraccerà il fondamentalismo religioso, formandosi alle ideologie islamiste più rigorose e basando i suoi precetti sull’apostasia e alla violenza in nome della charia. Nel 1991 si imbarca per l’Afganistan, non ancora 19 enne, e seguirà una formazione ai combattimenti in un campo di addestramento dei talebani chiamato Jihad Wal. Per 15 mesi il giovane Belmokhtar si addestrerà ad uccidere, a confezionare e attivare ordigni esplosivi. In quel periodo verrà chiamato Al Aouar, l’accecato, che detesterà in modo eccessivo. In effetti, durante la sua formazione tra i talebani, un esercizio con gli esplosivi gli costerà la perdita di un occhio, a seguito di una esplosione accidentale. Contando di restare a combattere in Afganistan, dovette fare i conti con gli sviluppi della situazione politica in Algeria che lo ricondussero in patria. Nel 1992 l’armata algerina, con un putsch, annullò  i risultati delle elezioni legislative che avevano visto vincitore il FIS; a quel punto il paese si infiamma e il periodo storico di attentati ha inizio. Belmokhtar rientrando nel suo paese raggiunge i ranghi dei combattenti islamisti e i suoi capi scopriranno allora un talento innato ed essendo un ottimo commerciante verrà dispiegato alle frontiere algerine con il Niger per condurre dei traffici generatori di fondi, fondi di cui i combattenti islamisti necessitano per le loro attività. Da questo compito nasce il suo secondo nome, Mr. Marlboro che, si dice, detesti ancor più che il primo; effettivamente, pur con il suo unico occhio, diventando contrabbandiere in capo della regione, trafficando in sigarette e in armi, riesce a raggiungere diverse importanti transazioni con il Sudan, dove risideva Obama Bin Laden, conducendo a buon fine molte operazioni finanziarie milionarie. Nel 2002, allorchè il GSPC algerino venne cacciato fuori dall’Algeria, verso il Mali e il Niger, Belmokhtar lascerà le sue funzioni di banchiere terrorista per essere coronato dal titolo di Emiro della Filiale saharaoui di Al Qaeda, conducendo diverse operazioni d’attacco e prese di ostaggi molto remunative. Le sue più spettacolari azioni  risalgono al 2005 con l’attacco alla caserma mauritana di Lamghiti, seguito da un attacco alla dogana algerina che uccise 13 persone. Nel 2007 uccide 4 turisti in Mauritania, a seguire la cattura nel 2008 di 4 diplomatici canadesi che lavoravano nella regione per conto dell’ONU. A questo punto verrà condannato a morte dalla giustizia algerina e nel dicembre del 2012 salta alla cronaca la sua disputa con il capo di Al Qaeda nel Maghreb Islamico, il suo compatriota Abdelmalek Droukdal alias Abou Mossab Abdel Ouadoud; quest’ultimo lo dismise dai suoi  comandi nel reggimento di combattenti saharoui che era conosciuto come il “reggimento dei turbanti“. Cacciato dal Al Qaeda si circonderà dei suoi fedeli e creerà il gruppo “I signatari con il sangue”, che hanno organizzato e operato in questi giorni  l’attacco al sito BP nell’estremo sud dell’Algeria.

Fonte: My Amazighen

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Mali, conflitto e possibili rischi per il Marocco

January 21, 2013 Leave a comment

alqaida

Il conflitto che è attualmente in corso nel nord del Mali tra gli islamisti armati e una colazione internazionale sembra molto lontano dal Marocco. Ma dal momento che Al Qaida serra le sue linee con i raggruppamenti estremisti allineati al suo credo, il recrutamento attivo dei djihadisti marocchini si rivela pericolosamente alto alle frontiere del reame. Nel dicembre scorso, la  polizia giudiziaria marocchina ha smantellato una cellula di Al Qaida a Fez. Lo scopo del gruppo era di arruolare e recrutare dei giovani marocchini che abbracciavano le idee djihadiste per inviarli nei campi di Al Qaida nel Maghreb islamico (AQMI). Il Marocco non condivide certamente nessuna frontiera comune con il Mali, ma questo non ha impedito al MUJAO, gruppo affiliato ad Al Qaida, ad interessarsi di eventuali combattenti potenziali in Marocco. Al Qaida nel Maghreb islamico (AQMI) e altre organizzazioni terroristiche regionali, hanno intensificato le loro attività destinate adattentare la stabilità del Marocco, ha confermato qualche giorno fa il ministero degli Interni marocchino. “AQMI e i suoi alleati, il Movimento per l’Unicità e le jihad in Africa dell’Ovest (MUJAO), costiutiscono oramai una attrattiva per i giovani marocchini impregnati della filosofia di Al Qaida”, ha dichiarato il ministero in un comunicato pubblicato la settimana scorsa. Le inchieste svolte dalla polizia giudiziaria e dalla Direzione generale della sorveglianza del territorio (DGST) hanno “provato” che i gruppi terroristici sono alla ricerca costante di nuove leve sul territorio. Questi commenti del governo marocchino arrivano in risposta ad una ondata di operazione di sicurezza che hanno permesso di smantellare diverse cellule terroriste in un mese soltanto di controlli. Il 26 dicembre scorso, 27 sospetti terroristi di Casablanca, Layoune, Nador, Guercif e Kelaat Sraghana, sono stati accusati di aver inviato oltre trenta ragazzi nei campi di addestramento di Al Qaida e del MUJAO nel nord del Mali. Un cittadino del Mali era uno dei sospetti di questa cellula di AQMI in Marocco. Un mese dopo, il Marocco ha smantellato un altra cellula terorrista; otto membri di un nuovo gruppo affiliato ad Ansar al-Sharia sono stati arrestati a Rabat e in altre città per avere pianificato degli attentati contro edifici pubblici e siti turistici.  Battezzata Ansar al-Sharia nel Maghreb islamico, questa cellula cerca di ottenere un sostegno logistico in Marocco  ai suoi alleati di Al Qaida nel nord del Mali, precisò a suo tempo il Ministero degli Interni marocchino. In questo gruppo si trova un ex  prigioniero salafista jihadista e militante legato ad Al Qaida, conosciuto per la sua abilità con gli esplosivi. Quattro giorni dopo, la polizia arresta un altra cellula terrorista; i nove membri che la componevano avevano lo scopo di attuare degli atti terroristici contro le autorità pubbliche. Questa cellula aveva creato a suo tempo un campo di addestramento sulle montagne del Rif e i sospettati prevedevano di finanziare i loro attacchi rubando e vendendo droga. Non è la prima volta che il Marocco smantella delle cellule o dei reseaux attivi incaricati di reclutare dei djihadisti locali; durante la guerra in Irak, molti giovani vennero recrutati per combattere al fianco di Al Qaida e nel caso della regione del Sahel, sotto controllo di Al Qaida, si assiste allo stesso scenario. Il Marocco sta rischiando di vedere innalzata l’attività terroristica sul suo territorio grazie a diverse cellule; centri di reclutamento, convertite alsalafismo djihadista. La situazione geostrategica del Marocco costituisce per Al Qaida una base di retrovia ideale e alternativa all’Afganistan per consolidare i suoi progetti terroristici nel Maghreb e in Europa. Inoltre, considerata la situazione della regione sahelo-sahariana, toccata dal sottosviluppo, dalla povertà e dalla desertificazione, il Marocco risulta un terreno adatto agli scopi di questi terroristi.  Da ricordare che molti di questi volontari frequentarono nel 2011 i campi di addestramento in Libia prima di essere inviati nel nord del Mali, portando con loro tutto un arsenale di arme rubate nei depositi del regime di Keddafi. I giovani marocchini recrutati vennero poi chiamati a lottare contro il Movimento nazionale per la liberazione dell’Azaouad (MNLA), una sorta di “riscaldamento” prima di dover affrontare le forze armate africane e europee. La situazione di Al Qaida e delle sue cellule terroristiche deve essere presa in seria considerazione dal Marocco in quanto l’AQMI è riuscita nel tempo a creare nel Sahel un centro per tutti questi giovani salafisti djihadisti, grazie anchealla fluidità della circolazione e alla mancanza di coordinamento frontaliero tra i paesi della regione. Nessuno può ignorare che le orde di salafisti djihadisti di diverse nazionalità circolano liberamente nel gran Sahara, prendendo in ostaggio stranieri e commerciando in attività illecite; questi centri di estremisti costituiscono un problema per il Marocco perchè i leaders di Al Qaida sono molto vicini al suo territorio. La minaccia terrorista è oramai permanente, ma in primis più pericolosa grazie al fatto che l’aiuto e il sapee dei comandanti di Al Qaida è perfettamente impiantato e ripartito nella regione del Sahel africano. È lampante immaginare che Al Qaida nel Maghreb islamico e i suoi alleati cerchino di destabilizzare il Marocco, come ha dichiarato il ministro dell’Interno il mese scorso, ma secondo ilpolitologo Sami Khairi, le forze di sicurezza del reame sono in gradi di rispondere a questa seria minaccia. Vero è che la politica di sicurezza nel Marocco ha dato i suoi frutti e la cooperazione tra i diversi servizi interni ha permesso in pochi mesi di smantellare numerose cellule terroristiche.

Credits: Magharebia – AuFait Maroc

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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