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Archive for January 3, 2013

Valerio Negrini, muore uno dei fondatori del gruppo musicale di Pooh

January 3, 2013 Leave a comment

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Muore all’età di 66 anni Valerio Negrini, il fondatore e paroliere della maggior parte delle canzoni della famosa band italiana dei Pooh, deceduto nel tardo pomeriggio di oggi nell’ospedale Santa Chiara di Trento a causa di un infarto. La notizia è stata confermata dall’ufficio stampa del gruppo musicale. Il famoso gruppo ha ricevuto la notizia dalla moglie del: “È troppo difficile, in un momento come questo, riuscire a racchiudere in poche parole la nostra sofferenza, possiamo soltanto dire che la nostra strada è stata sempre tracciata dalla sua poesia”. Stefano D’Orazio aggiunge: “Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande ed improvviso. E’ una parte della mia vita che se ne va e già sento un vuoto incolmabile, buon viaggio amico mio”.

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The Secret Lives Of Men, tre falsi miti sul cervello

January 3, 2013 Leave a comment

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Il nostro cervello è uno strumento straordinario: è inutile negarlo. Tuttavia è anche molto misterioso, quasi indecifrabile, e proprio per queste sue caratteristiche molto spesso è vittima di inspiegabili speculazioni sul suo modo di funzionare o sulle conseguenze che hanno i nostri comportamenti sulla sua attività, che molto spesso prendono la forma di veri e propri miti: leggende metropolitane profondamente radicate nella cultura collettiva e alle quali è difficile smettere di credere.
Usiamo solo il 10% del nostro cervello
FALSO. Innanzitutto: se usassimo solo il 10% del nostro cervello, cosa ce ne faremmo della massa del restante 90%? Il nostro cranio è una delle parti più pesanti del nostro corpo e, parlando in termini di selezione naturale e di evoluzionismo, questo 90% di cervello in più e inutilizzato avrebbe fatto scomodo a chiunque. Il mito nasce nel 1998 quando l’emittente televisiva ABC trasmise uno spot pubblicitario per The Secret Lives Of Men in cui troneggiava lo slogan (tradotto) Gli uomini usano solo il 10% del loro cervello. Dato il tema della serie televisiva in questione (le avventure di tre uomini divorziati) lo slogan andava inteso come un ammonimento verso la stupidità dei tre protagonisti che erano riusciti a farsi piantare in asso dalle loro compagne. Evidentemente non andò proprio così. I fanatici del paranormale, infatti, amplificarono lo slogan, che costituiva terreno fertile per le loro convinzioni in materia di energia-psichica, dandogli valenza scientifica, facendolo diffondere tra la società e rendendolo quasi immortale. Sfortunatamente per i fan delle facoltà superiori dell’intelletto umano, però, ci stiamo già godendo tutto il potenziale del nostro tessuto neuronale. Come afferma Lisa Collier Cool, una delle giornaliste più famose e informate sull’ argomento, le immagini ricavate dalle studio del cervello attraverso l’esame PET dimostrano che qualsiasi attività mentale complessa attiva diverse aree del cervello contemporaneamente. E’ quindi facile pensare a quale quantità di informazioni e processi il nostro cervello deve elaborare ogni giorno. Un’ altra prova del fatto che usiamo il cervello in ogni sua componente è data dagli ingenti danni che una qualsiasi disfunzione di una delle parti provoca a tutto il sistema. Andando avanti con l’articolo pubblicato dalla giornalista, al massimo possiamo costruire delle “riserve di cervello“. E’ stato infatti dimostrato che chi mantiene la mente allenata attraverso attività quali il teatro, il gioco degli scacchi o anche la semplice lettura del giornale, ha più probabilità di sfuggire o quantomeno ritardare a malattie neurodegenerative come l’ Alzheimer. Non potremo quindi piegare il metallo con la forza del pensiero, ma con un po’ d’attenzione, magari riusciremo a rimanere lucidi in vecchiaia.
Internet ci rende stupidi
FALSO. Di nuovo. Siamo spesso accusati di diventare, grazie a Internet, meno autosufficienti, riconducendo questa mancanza di autosufficienza a frasi tipo “Tanto lo cerco su Google” o “Ci arrivo col GPS, non serve che studi la strada sulla cartina”. Però non è esattamente così. Quello che facciamo in realtà è “zippare“, “comprimere” le informazioni che ci arrivano dall’esterno, immagazzinandole in meno spazio. Essenzialmente, facciamo ordine, cosa diametralmente opposta al diventare stupidi. Questo fenomeno si chiama memoria trasattiva (purtroppo esiste solo la pagina in inglese) e consiste nel non ricordare più il cosa ma il dove si è vista o appresa una determinata cosa. Per esempio, leggendo quest’ articolo, non ricorderai tutti i suoi dettagli; ricorderai piuttosto che l’hai letto su Tasc e così, con due click sarai di nuovo con l’articolo originale davanti agli occhi. Non è fantastico? Più cose in meno spazio: la nuova frontiera dell’apprendimento. Non stiamo diventando stupidi, piuttosto stiamo cambiando il modo in cui il nostro cervello interagisce con le informazioni che gli pervengono.
La musica classica trasforma i bambini in geni
FALSO. Si parla dell’effetto Mozart, le cui conseguenze sono esplose negli anni novanta in seguito agli studi compiuti da Gordon Shaw e Frances Rauscher dell’Università della California Irvine. I risultati preliminari di questo studio affermavano che l’ascolto di uno specifico brano composto da Mozart, la Sonata in RE maggiore per due pianoforti, avrebbe potuto incrementare le capacità di ragionamento spazio-temporale dei bambini. Bastò questo per generare l’ euforia di milioni di genitori che, pur di trasformare il loro bambino nel nuovo Einstein si abbandonarono all’acquisto di antologie e raccolte di brani dell’invece molto più evidente genio musicale austriaco. Donna Lerch e Thomas Anderson , infatti, che condussero studi paralleli a quelli di Shaw e Rauscher, scrivono che benchè la musica di Mozart sia esteticamente accessibile al pubblico, sono dimostrati solo temporanei e non straordinari incrementi delle capacità cognitive dei soggetti sottoposti all’esame. Il nostro cervello insomma non si lascia ingannare così facilmente da qualche scala o da un paio di accordi, per quanto magistralmente composti.
Conclusioni
Cosa capiamo da tutto ciò? Dobbiamo controllare le fonti e verificare la veridicità di quello che ci viene detto; solo così possiamo vivere in modo consapevole, utilizzando, non a caso, il cervello. Tutto, non solo il 10%!

Roberto Collorafi

Fonte: Tasc

Categories: Scientia Tags:

Acqua, risorsa preziosa inestimabile

January 3, 2013 1 comment

acqua

Il nostro pianeta è coperto da acqua per il 70% ma meno del 3% è a disposizione dell’uomo. Nonostante ciò, ogni giorno ne sprechiamo una quantità abnorme, senza renderci conto di ciò che stiamo facendo. La buona notizia è che esistono nuovi modi per aumentare le riserve di acqua, vediamo quali sono e come vengono realizzati.
Nuove forme di approvvigionamento idrico
Molta dell’acqua a nostra disposizione non è facilmente accessibile perché è intrappolata nei ghiacciai o sottoterra, quella che invece abbiamo maggiormente a disposizione si trova nell’oceano, nei fiumi e nel cielo (la pioggia). Ed è proprio da queste tre fonti di acqua che dobbiamo attingere per creare le nuove riserve.
Desalinizzazione
Con questo processo viene rimosso il sale dall’acqua di mare per produrre acqua potabile. Di solito gli impianti di desalinizzazione si trovano a terra e quindi risulta difficoltoso trasportare l’acqua potabile da un luogo ad un altro; in ogni tragitto, infatti, ne può essere trasportata una quantità limitata.
La società Water Standard Company ha pensato di risolvere questo problema installando un impianto di desalinizzazione a bordo di una nave in modo da poter produrre acqua potabile ovunque. Pensate che una loro nave può produrre fino a 280 milioni di litri di acqua potabile al giorno, sufficienti a rifornire 750 mila persone!
Ma non è tutto così semplice. La desalinizzazione, infatti, ha un costo molto elevato perché necessita di tanta energia: per separare il sale dall’acqua dolce, bisogna spingere l’acqua attraverso un filtro microscopico, grande più o meno come un atomo. Questo processo, inoltre, potrebbe anche alterare gli ecosistemi marini perché il sale concentrato che viene separato dall’acqua, viene ributtato in mare.
Pulizia dei fiumi
Molte cittá utilizzano l’acqua dei fiumi, ma molti di questi sono inquinati perché ci vengono gettati dentro metalli, plastica, e tantissime altre sostanze che avvelenano l’ecosistema marino. Uno dei fiumi più inquinati è, ad esempio, il Mississipi ed un ragazzo di nome Chad Pregracke ha ben pensato di fondare un’organizzazione chiamata Living Lands & Waters che dal 1998 si è occupata inizialmente di pulire solo quel fiume, ma oggi si occupa di bonificare tutti i fiumi d’America, affinché gli abitanti possano utilizzarne la loro acqua.
Tutti i volontari che ne fanno parte, raccolgono ogi giorno migliaia di bottiglie, pneumatici, palle da bowling, frigoriferi e ogni genere di oggetto gettato nei fiumi, lo portano a riva e lo suddividono per riciclarlo.
Raccolta di acqua piovana
La pioggia è stata da sempre utilizzata nei millenni come acqua nelle società agricole in quanto è un elemento piuttosto puro. Se si riuscisse a trovare un modo di raccogliere grosse quantità di acqua piovana e mantenerla pura, è ragionevole pensare che questa possa essere utilizzata anche come acqua potabile.
A San Juan ad esempio, Tim Pope ha ideato un efficace sistema di raccolta dell’acqua piovana: la pioggia cade sul tetto che possiede delle scanalature verso l’interno, scende nella grondaia, va in un tubo sottoterra e attraverso una pompa viene spinta in una cisterna da 113mila litri dove viene immagazzinata. L’acqua piovana, però, per essere potabile deve essere purificata con una combinazione di filtri e luce ultravioletta, che, comunque, sono facilmente sostituibili all’occorrenza.
Conclusioni
L’acqua è una risorsa preziosa che non deve essere sprecata perché è insostituibile; non dobbiamo darla per scontata pensando che non possa esaurirsi perché è proprio quello che sta succedendo. Se saremo in grado di creare riserve d’acqua accessibili, soprattutto nei luoghi dove ci sono persone che ne hanno bisogno, perché rischiano la vita, avremo trovato la soluzione giusta per salvare il pianeta e noi stessi.

Fonte: Tasc

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Stella McCartney, nomina Obe-Officer of the Order of the British Empire

January 3, 2013 Leave a comment

Stella McCartneyLa celebre stilista inglese Stella McCartney, dopo aver vinto la British Fashion Award come fashion designer of the year, inizia il nuovo anno con la nomina a Obe-Officer of the Order of the British Empire per i servizi nel campo della moda. La famosa figlia dell’ex cantante del gruppo Beatles compare nella lista delle personalità britanniche che verranno onorate dalla Regina Elisabetta II nell’anno 2013, tra cui figurano anche l’attore Ewan McGregor, la cantante Kate Bush e il fisico scozzese Peter Higgs.

Categories: Cultura News Tags:

Energia, sguardo allo sviluppo sostenibile

January 3, 2013 Leave a comment

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Oggi, nell’era del consumo, sembra che l’attenzione alla materie prime e la salute dell’ambiente siano argomenti di cui nessuno si interessa, o di cui nessuno parla. Purtroppo il pianeta è più fragile di quanto si pensi, quindi ecco una piccola guida su tutto quello che c’è da sapere delle energie pulite!
Partiamo dalla definizione
Wikipedia detta:
In economia e ingegneria energetica con il termine energia sostenibile (o energia verde) si considera quella modalità di produzione ed utilizzazione dell’energia che permette uno sviluppo sostenibile.
Lo sviluppo sostenibile è un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che globale. Tale processo lega quindi, in un rapporto di interdipendenza, la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali alla dimensione economica, sociale ed istituzionale, al fine di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni, evitando di compromettere la capacità delle future di soddisfare i propri. In questo senso la sostenibilità dello sviluppo è incompatibile in primo luogo con il degrado del patrimonio e delle risorse naturali (che di fatto sono esauribili) ma anche con la violazione della dignità e della libertà umana, con la povertà ed il declino economico, con il mancato riconoscimento dei diritti e delle pari opportunità.
Si evince dunque dal concetto precedente che sensibilizzarsi nel rispetto dell’ambiente è delle risorse non è solo una questione economica, ma è una cosa da fare nel proprio interesse, nell’interesse degli uomini e della propria sopravvivenza.
Energie rinnovabili
Tra le tecnologie rinnovabili più utilizzate troviamo:
Impianti fotovoltaici: impianto elettrico costituito essenzialmente dall’assemblaggio di più moduli fotovoltaici, i quali sfruttano l’energia solare incidente per produrre energia elettrica mediante effetto fotovoltaico.
Impianti solari termici: dispositivi che permettono di catturare l’energia solare, immagazzinarla e usarla nelle maniere più svariate, in particolare ai fini del riscaldamento dell’acqua corrente in sostituzione delle caldaie, generalmente alimentate tramite gas naturale.
Impianti eolici: producono energia eolica che viene per lo più convertita in energia elettrica tramite una centrale eolica, mentre in passato l’energia del vento veniva utilizzata immediatamente sul posto come energia motrice per applicazioni industriali e pre-industriali (come ad esempio nei mulini a vento).
Ci sono tanti altri modi per produrre energia pulita, come le centrali geotermiche e idroelettriche. Oggi si riesce a produrre energia perfino dal movimento delle onde marine.
Da alcuni esperimenti si è riuscito a creare motori che consumano lo 0% di carburante! Essi vengono messi in azione tramite energia magnetica (grazie al semplice concetto “poli opposti si respingono, poli uguali si attraggono”). Inspiegabilmente, o per ovvie ragioni, queste tecnologie non vengono finanziate, e quindi non sviluppate e messe in commercio.
Un investimento per il futuro
Istallare un impianto tra quelli sopra descritti, è un investimento che comporta si una grande spesa, ma sicuramente anche un grande guadagno! nel corso degli anni si può risparmiare su gas e luce, e se istallate un impianto abbastanza potente che produce più energia di quanto consumate, potete vendere quella in eccesso venendo retribuiti dall’Enel. Inoltre lo Stato mette a disposizione per i cittadini vari finanziamenti.

Antonio Carbone

Fonte: Tasc

Categories: Green Peace Tags:

Peter Callesen, espressione della scultura con la carta

January 3, 2013 Leave a comment

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La carta è il supporto per scrittura e lettura più usato del mondo. Ne siamo letteralmente invasi. Tuttavia, guardandone l’aspetto più giocoso e artistico, non andiamo mai oltre il classico aeroplanino (anche se sulla sua costruzione potremmo spendere molte parole) o la barchetta. Ma il potenziale dei nostri odiatissimi libri di scuola però è molto più alto e Peter Callesen, artista danese, è riuscito a esprimerlo.
Partiamo dalle parole dell’artista: “Trovo il foglio di carta in formato A4 interessante per lavorare, perché è probabilmente il mezzo più comune e consumato del nostro tempo, è il formato più usato per il trasporto dell’informazione di oggi. Con la rimozione di tutto il suo contenuto, partendo da zero e utilizzando la pagina bianca e vuota dell’A4 da 80 gsm come base per le mie creazioni, sento di aver trovato un materiale con il quale tutti siamo in grado di relazionarci, e al tempo stesso neutro e quindi facile da riempire con significati diversi. La carta sottile e bianca dà anche alle sculture di carta una fragilità che sottolinea il tema tragico e romantico delle opere.”
Il suo lavoro è molto semplice: Callesen fondamentalmente incide il foglio di carta, che può variare dall’ A4 di cui parlava prima fino a formati di 5 metri per 7, creando un ritaglio che, sapientemente piegato e sottoposto a un processo chiamato Trattamento Callesen, fa acquistare tridimensionalità alla carta trasformandola in scultura. La cosa veramente straordinaria di queste opere è il loro significato più profondo. Callesen infatti, è solito presentare le sue opere sopra il foglio di carta da cui ha ritagliato il materiale per la statua di carta, che costituisce quindi una sorta di negativo per la scultura. Il risultato sono uccelli che prendono il volo dalla carta, uomini che prendono vita da quello che sembra essere nient’altro che la loro ombra, architetture che si alzano da un disegno in 2D. La figura cerca dunque di uscire dal piano della superficie, le due entità si fondono in un’unica opera.
Esiste commento migliore per un’opera d’arte che l’opera stessa?

Roberto Collorafi

Fonte: Tasc

Categories: Figurativa Tags: