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Colligere, fascino della collezione

January 2, 2013 Leave a comment

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Ci sono persone che non riescono a fare a meno di collezionare qualcosa e altre invece che non hanno mai raccolto due oggetti simili tra loro. Chi non è collezionista spesso non immagina neanche quante cose si possono collezionare, anche senza spendere per comprarle. In questo articolo proverò a farvi capire quanto può essere bello collezionare e a dare qualche spunto a chi avesse intenzione di cominciare.
Cosa ci spinge a collezionare
La parola collezionare deriva dal latino “colligere” che significa legare insieme: il collezionista, infatti, cerca di raggruppare oggetti in base a criteri, certe volte standardizzati e altre volte molto personali, che in ogni caso lo rendono felice ogni volta che li ammira.
Un collezionista si può riconoscere facilmente: appena gli nominiamo un oggetto che a lui interessa, gli si illuminano gli occhi ed inizia a parlarcene illustrandoci in ogni minimo dettaglio tutto quello che sa a riguardo e magari ci dice che colleziona quell’oggetto da anni.
Nonostante siano stati fatti vari studi a riguardo, nessuno però sa di preciso cosa spinga l’uomo a collezionare, sappiamo solo che si colleziona per istinto, per cercare qualcosa dentro noi stessi, per puro piacere estetico, per prestigio o per cercare di dare un qualche ordine al mondo circostante. In ogni caso, il bello del collezionismo è che non ha limiti perché è possibile collezionare qualsiasi cosa.
Un possibile investimento
Sul piano pratico qualcuno potrebbe essere spinto a collezionare per investimento: le collezioni, infatti, hanno sempre un certo valore economico a prescindere dagli oggetti che le compongono. Un tappo di birra ad esempio non ha alcun valore economico, un tappo di una birra non più in commercio ha un qualche valore, mille tappi di birre provenienti da tutto il mondo hanno sicuramente un valore economico. Dobbiamo ricordarci che nel mondo esisterà sempre almeno un altro collezionista interessato ad acquistare ciò che abbiamo raccolto negli anni perché nessuna collezione (tranne alcuni casi) ha una fine.
Insolite collezioni
Oltre alle solite schede telefoniche, francobolli, tappi di birra, sottobicchieri, poster e mille altri oggetti, vi sono persone che hanno pensato di collezionare qualcosa di diverso dal solito. Eccone alcuni esempi.
Collezione di armi
Collezione di lattine di the
Collezione di bacchette di Harry Potter
Collezione di bustine di zucchero
Collezione di pagliacci
Collezione di enigmi logici
Collezione di dischi hip hop
Collezione di teiere
Alcune citazioni sul collezionismo
“Una collezione è stata anche definita come un insieme di oggetti naturali o artificiali, mantenuti temporaneamente o definitivamente fuori dal circuito delle attività economiche, soggetti a una protezione sociale in un luogo chiuso a tale scopo, ed esposti allo sguardo del pubblico”. (Karl Pomian)
“L’ordine, e l’ordine soltanto, fa in definitiva la libertà. Il disordine fa la schiavitù” (Charles Péguy – Cahiers de La Quinzaine)
“Ciò che nel collezionismo è decisivo, è che l’oggetto sia sciolto da tutte le sue funzioni originarie per entrare nel rapporto più stretto possibile con gli oggetti a lui simili. Questo rapporto è l’esatto opposto dell’utilità, e sta sotto la singolare categoria della completezza. Un grandioso tentativo di superare l’assoluta irrazionalità della semplice presenza dell’oggetto mediante il suo inserimento in un nuovo ordine storico appositamente creato: la collezione.” (Walter Benjamin – Passages)
Conclusioni
Collezionare può essere interessante, rilassante ed istruttivo a patto che non si diventi paranoici nei confronti della propria collezione e nei confronti degli altri. Possedere una serie di oggetti tra loro logicamente collegati e scoprire che altri, come noi, hanno pensato di collezionare le stesse cose, è sicuramente un mezzo di socializzazione e rende piacevole il confronto e lo scambio con chi condivide la nostra passione.
Io, ad esempio, colleziono bustine di zucchero e bacchette giapponesi. Voi cosa collezionate? Avete qualcosa di diverso dal solito?

Fonte: Tasc

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“Trasforma la tua pecora in notizia”, manuale di comunicazione corporate da Whirlpool

January 2, 2013 Leave a comment

????????????????“Trasforma la tua pecora in notizia”, Whirlpool presenta un manuale di comunicazione corporate per distinguersi nel mondo dei media
E’ stato presentato nel centro direzionale Whirlpool il libro che racconta quasi due anni di comunicazione corporate da parte della multinazionale leader degli elettrodomestici. Geneletti: «Abbiamo accettato le regole del giornalismo: prima la notizia, poi l’azienda»
E’ stato presentato nell’auditorium del centro direzionale Whirlpool EMEA di Comerio (Varese) il libro “Trasforma la tua pecora in notizia”, manuale di comunicazione corporate che racconta quasi due anni di attività con i media da parte della multinazionale leader nel settore degli elettrodomestici. La presentazione è avvenuta all’interno della tre giorni di Glocalnews, il primo festival di giornalismo on line organizzato da Varesenews, di fronte a una platea di un centinaio di giornalisti che parteciperanno all’assemblea nazionale dell’Associazione Stampa on line (Anso). A presentare il libro Giuseppe Geneletti, director corporate communications and learning & development di Whirlpool EMEA, e Marino Pessina, Ceo di Eo Ipso, società che si occupa della comunicazione corporate di Whirlpool EMEA, e autore con Chiara Porta e Marco Calini del testo; a moderare Pierre Yves Ley, Media Relations Manager di Whirlpool EMEA.
Il titolo del testo prende spunto da una delle più singolari iniziative realizzate e comunicate dall’azienda nel 2011, l’accordo con la Coldiretti di Varese per il taglio dei cinque ettari di prato del sito Whirlpool di Cassinetta di Biandronno con il più ecologico dei tosaerba, un gregge di duemila pecore. L’iniziativa, ripresa da molte testate nazionali e locali, rappresenta il caso più eclatante di “fatto minimo” trasmesso ai media e diventato notizia che è alla base del nuovo corso della comunicazione corporate di Whirlpool. « Negli anni abbiamo seguito varie strade per comunicare il “mondo Whirlpool” –dice Giuseppe Geneletti–; da circa due anni abbiamo deciso di sposare le regole dei giornalisti, mettendoci più in gioco, accettando, come azienda, di fare un passo indietro rispetto alla notizia, perché fosse la notizia a far parlare di noi. Come il consumatore è al centro dell’attenzione dell’azienda per concepire e realizzare i prodotti, così il giornalista lo è per la nostra comunicazione».
Concretamente, questo ha significato includere negli argomenti da comunicare, accanto agli aspetti consolidati e irrinunciabili di ogni azienda (bilanci, nomine, trimestrali, piani industriali), fatti all’apparenza secondari e abitualmente trascurati, che giocano però sul fattore curiosità tanto caro ai giornalisti, quindi in grado di suscitare l’interesse dei media, oltre che di veicolare i messaggi chiave dell’azienda. La fetta di comunicazione corporate oggetto del libro rientra in quel dominio che gli autori definiscono “soggettività soggettiva” del giornalismo, ossia propria di quei fatti che non entrano “di diritto” nei notiziari, che né il giornalista si attende di ricevere da un ufficio stampa, né il lettore si attende di conoscere. Uno spazio molto stretto, nel mare magnum delle notizie riportate dai media, ma che può concorrere in modo significativo alla costruzione della reputazione aziendale.
Il libro, dal taglio schiettamente pratico, e che per questo si presta all’uso sia da parte degli addetti al settore, sia di chi muove i primi passi nel mondo della comunicazione, è strutturato in tre parti: nella prima si illustrano i meccanismi che regolano l’informazione e i suoi criteri selettivi, quindi alla trasformazione del fatto in notizia riportata dai media; nella seconda si spiega la metodologia dell’ufficio stampa, con le regole alla base del rapporto con i giornalisti; nella terza si presentano casi concreti della comunicazione corporate di Whirlpool, riportando comunicati, uscite e gli obiettivi corporate di ogni lancio alla stampa.
Il libro, di 128 pagine, edito da Eo Ipso srl, in vendita su Amazon.it al prezzo di 15 euro, sarà prossimamente disponibile anche in versione ebook e in vendita sempre su Amazon.it.
Whirlpool EMEA e Whirlpool Corporation Con circa 11mila 500 dipendenti, una presenza sui mercati di oltre 30 Paesi europei e siti produttivi in sette Paesi, Whirlpool Europe, Middle East & Africa (EMEA) è una società interamente controllata da Whirlpool Corporation, l’azienda leader a livello mondiale nella produzione e commercializzazione di grandi elettrodomestici. Nel 2011, Whirlpool Corporation ha avuto un fatturato annuale di circa 19 miliardi di dollari, 68.000 dipendenti e 65 centri di produzione e di ricerca tecnologica in tutto il mondo. L’azienda commercializza i marchi Whirlpool, Maytag, KitchenAid, Jenn-Air, Amana, Consul, Brastemp, Bauknecht e altri importanti brand quasi in ogni paese del mondo. Il Centro Operativo Europeo di Whirlpool si trova in Italia, a Comerio (VA). Per ulteriori informazioni sull’azienda, consultate il sito Internet http://www.whirlpoolcorp.com o http://www.whirlpool.it.

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