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Mario Monti, summa benedictio nel filo diretto con la Santa Sede

Pope Benedict XVI (R) is greeted by Ital

Il Vaticano ‘benedice’ la scelta di Mario Monti di “salire in politica” con un appello singolare sottolineato dall’Osservatore Romano attraverso cui l’ex Presidente del Consiglio intende “recuperare il senso più alto e più nobile della politica che è pur sempre, anche etimologicamente, cura del bene comune”.
Secondo quanto riportato nel quotidiano della Santa Sede codesto impegno rappresenta una “domanda di politica alta che probabilmente la figura di Mario Monti sta intercettando o sulla quale comunque il capo del governo uscente intende legittimamente far leva e che interpella i partiti al di la’ dei contenuti del suo manifesto politico”.
Istantanea la riprovazione dell’ex premier Silvio Berlusconi, il quale da una trasmissione televisiva ribadisce il suo aspro dissenso criticando sarcasticamente l’evento: “Ha ragione ad usare l’espressione ‘salire in politica’, ma solo perché “aveva un rango inferiore a quello di presidente del Consiglio. Io ho detto ‘sceso in campo’ perché avevo un rango superiore”. Inoltre: “Non temo Monti. Credo che da deus ex machina quale era stato proposto, se scende in campo diventa un protagonista qualunque”.
Un attacco subitaneo e pesante anche da parte di Beppe Grillo, il quale accende il dibattito con toni più diretti: “E’ un fenomeno della autoreferenzialità estrema, un energumeno anticostituzionale, un presuntuoso che non ammette lo sfascio economico di cui e’ diretto responsabile”.
Mario Monti è un uomo in carne ed ossa, non un dio temerario immedesimato nella natura umana, né un aberrante alieno ben camuffato come si nota in certi film d’autore, ma tutto sommato durante i mesi del suo mandato egli ha assunto il ruolo di Sommo Pontefice dello Stato, noncurante della profonda crisi popolare incombente sotto il giusto pretesto della ripresa economica mediante il risanamento delle banche, assistendo indenne – si fa per dire – allo sfacelo della Repubblica. Ma, come in certi film, il dio tiranno preannuncia esecuzioni demiurgiche senza minimamente sindacare la responsabilità nei confronti delle classi sociali meno abbienti mentre il “vampiro alieno” sugge lentamente le vittime inconsapevoli della sua prode voracità, poiché sature di un risparmio consacrato a lungo nel sangue versato nei decenni della rinuncia.
Mario Monti inteso dall’opinione pubblica contrastante quale profano demiurgo, profeta della nuova Italia vestita a festa con gli stracci della plebe costituzionale, o sacro romano arcano chirottero della devota salvezza statutaria, ma quel che trapela a noi esseri mortali sono solo le gesta di un uomo elegantemente morigerato il cui scopo ultimo è stato quello di salire al trono d’Italia, patron dei patroni, nel sortire le sorti di una nazione inginocchiata dagli abusi politici di una sfrenata corruzione epocale, ancora costantemente impunita oserei aggiungere.
Mario Monti, l’uomo delle banche, il ministro “dell’elusione finanziaria”, il grande amico delle lobbies, colui che ha consacrato il ‘sacrificio’ di oggi in nome di una proficua ascensione del domani, l’artefice della concessione dell’IMU sul territorio italiano, sottratto irresponsabilmente alle molteplici attività ecclesiastiche sotto un profilo puramente caritatevole, il maestro dell’elisir della morte accidentale, silenziosamente somministrata agli avventori del club del plasma infetto, è stato benedetto dal Sommo Pontefice della Chiesa quale nobile portavoce del bene comune nel più elevato senso del dovere, coadiuvando a mio avviso una sorta di alleanza velata dalla mera coerenza politica.
Nessuno interdice una pia benedizione… Mario Monti deve sentirsi fiero di una meritevole consacrazione.
Tutto questo non porta a pensare che forse dietro il gioco della formula rituale esista un gioco molto più profano, un disegno ben congetturato il cui fine ultimo sembra piuttosto curare gli interessi di pochi eletti? La visione di due Sommi che intercedono in un linguaggio comune il cui prezzo è racchiuso nel nichilismo liberale. E chi dovrebbe insorgere difatti al fine di depistare questo nuovo cavillo della diplomazia, il prode Silvio Berlusconi o forse l’impavido Beppe Grillo…? A seguire poi una fila esangue di uomini e semidei fagociti!

Marius Creati

Fonte: MondoRaro

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