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“Rifiuti in cerca d’autore”, vincitori del concorso d’arte

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“Rifiuti in cerca d’autore”: i vincitori del concorso d’arte
Fabio Sabatino, Vincenzo Liguori, Sabrina Raimondi e Josè Paulo de Moraes vincono nelle sezioni pittura e design. Alla newyorkese Giorgia Smith il premio Ecolight per la miglior opera con i raee
Premiati i vincitori del concorso internazionale di pittura e design “Rifiuti in cerca d’autore” organizzato dall’associazione Salerno in Arte. Si è svolta venerdì 21 dicembre, negli spazi del complesso monumentale Santa Sofia a Salerno, la cerimonia di chiusura della quarta edizione del concorso che aveva come tema: “Cibarsi d’arte per non mangiare rifiuti”. A Giorgia Smith, artista newyorkese, è stato assegnato il premio Ecolight per la miglior opera realizzata con l’utilizzo di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Il consorzio che si occupa della gestione di raee ha voluto premiare l’opera “Electronic Fruits Lamp”, una lampada fatta con tubi, bottiglie di plastica, cavi elettrici e pezzi di schede elettroniche; lavoro che “fa luce” sulla stretta e delicata correlazione tra natura e rifiuti.
Per la sezione pittura, il premio è andato a “Fame Lussuriosa” di Fabio Sabatino: un’opera che spinge alla riflessione sullo spreco. Nel quadro, «la protagonista mangia i suoi capelli-cappello assecondando la tendenza odierna di vestirsi di cibo», spiega l’autore. «Questa figura incarna l’antimito dello spreco, del consumo sfrenato, della smania onnivora di divorare e scartare ogni cosa, anche gli indumenti, in uno spreco clamoroso che non si addice affatto ad un così grave clima di privazioni». Sabatino con questa opera vuole dichiarare il proprio «dissenso morale contro la fame lussuriosa dei ricchi che non sanno che cosa sia la vera povertà».
Nella sezione design invece il primo premio è stato assegnato ex aequo a due opere: “Ufo-boite” di Vincenzo Liguori e Sabrina Raimondi e “Appletime” dell’artista brasiliano Josè Paulo de Moraes. La prima è una lampada da tavolo realizzata con oggetti che appartengono al mondo della cucina, quali posate e contenitori per alimenti. «Non sono presenti scarti o frammenti degli oggetti di partenza, la nostra “illuminazione” è stata proprio l’idea di utilizzare gli oggetti nella loro completezza per poter conferire loro una destinazione d’uso assolutamente diversa da quella originaria», spiegano gli autori. «I vari oggetti utilizzati sono tutti composti da materiali riciclabili, quali vetro e alluminio, collocando così la nostra creazione all’interno di un nuovo ciclo vitale dalle infinite future possibilità di trasformazione e riutilizzo». L’opera “Appletime”, invece, è realizzata con cartone ed un vecchio orologio e rappresenta un’originale mela, «un frutto usato molto come simbolo nell’industria, ma soprattutto ricordato come un alimento sano e che – come dice un vecchio adagio – toglie il medico di torno», spiega de Moraes. Così, all’interno della mela trova spazio l’orologio, a significare la stretta relazione tra tempo e stili sani di vita.
Gli altri premiati: Donato Landi (premio Comune di Salerno), Luca Evangelista (premio Legambiente), Anonimo Napoletano (premio della critica sezione design), Pasquale Mastrangelo (premio della critica sezione pittura), Roberta Lazzarato (premio Luciana Marciano). Targhe di merito sono state consegnate a Donato Landi, Antonio Maresca, Vito Ungaro, Roberta Lazzarato, Nunzio Adamo, Marina Poletto Tosato, Lavinia Ceccarelli e Gavino Pedoni.
«L’attenzione per l’ambiente passa attraverso l’arte», commenta il presidente di Ecolight, Walter Camarda. «Queste opere ci spingono a proseguire nei nostri sforzi per preservare l’ambiente. Ecolight, che è impegnato nella gestione dei rifiuti elettronici e delle pile e degli accumulatori esausti, rilancia non solamente la propria attività, ma anche il messaggio trasmesso del Museo del Riciclo (www.museodelriciclo.it): riciclare è arte».
Il tema scelto per la quarta edizione del premio “Rifiuti in cerca d’autore” non è stato semplice e ha costretto gli artisti ad una importante riflessione. Tra le oltre 100 opere presentate, la giuria ha faticato a scegliere quelle da selezionare per la fase finale. «La grande adesione che abbiamo registrato è segno dell’attenzione che il mondo artistico pone nei confronti dell’ambiente», ricordano Olga Marciano e Giuseppe Gorga di Salerno in Arte, organizzatori del concorso. «Il tema “Cibarsi d’arte per non mangiare rifiuti”, un invito a riflettere sull’importanza del cibo nella società odierna, è stato affrontato e sviluppato in ogni suo aspetto dalle opere che sono state presentate».
La mostra delle opere finaliste resterà allestita fino a sabato 29 dicembre negli spazi del complesso monumentale di Santa Sofia a Salerno. L’ingresso è libero. http://www.salernoinarte.it

 

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