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Festa del Cinema di Roma… e lo chiamano red carpet!

Festa del Cinema di Roma, il fascino del red carpet, i fotografi, le telecamere, una buona bottiglia di vino, un piatto di formaggi e salumi in attesa dell’inizio della proiezione. Insomma, un approccio da professionista esperta del settore. Certo, magari sorseggiare un bicchiere piuttosto che tracannare una bottiglia e assaggiare un pezzetto piuttosto che azzannare una forma di pecorino avrebbe fatto più diva hollywoodiana, ma, d’altronde, devo trovare un appiglio alla realtà. E al momento l’unica cosa che mi lega a Hollywood è una foto in cui la mitica scritta sulla montagna si vede sbiadita perché c’era nebbia. E, d’accordo,  se proprio devo dirla tutta la scelta del film da vedere non è stata fatta in base a considerazioni afferenti i criteri della più alta cinematografia. La presenza di Luca Argentero nel cast e di conseguenza sul mio stesso red carpet è stata determinante nella decisione di andare a vedere la prima di “E la chiamano estate”, che più che “la prima” potremmo chiamarla “la metà”, visto l’abbandono prematuro della sala in modalità fugone. Comunque, visto che non siamo qui a dare stelline ai film, ma a commentare un red carpet direi che possiamo cominciare. Ecco a voi, Anna Tatangelo e Gigi D’Alessio. La tanto criticata differenza d’età non si vedeva. Contando un anno per ogni passata di fondotinta, Anna dimostrava circa venti anni di più. Certo le va riconosciuto di aver potuto indossare con dignità un vestito di raso verde bottiglia cangiante con le tonalità dell’oro che evidenzierebbe anche un pelo superfluo sulla coscia figurarsi un concentrato adiposo  però il risultato complessivo è una canzone neo melodica cantata dal suo compagno con la voce melliflua. Antico. Andiamo avanti. Arriva Filippo Nigro, tra i protagonisti del film, che, si,  il velluto è tornato di moda ma solo per le donne. Voto: decisamente meglio nel film, dove, per lo più, è nudo.  Violante Placido, donna solitamente da red carpet. Solitamente. In questa occasione, no. Perché le gonne anche solamente un po’ a palloncino dovrebbero essere marchiate con la “O” di Out e con l’acronimo di S.M.A.T. Stanno male a tutte. La meravigliosa Eva Riccobono, che se fossi un’attrice e dovessi fare il red carpet con lei, la inviterei a bere qualcosa e le metterei il lassativo nel bicchiere. Assolutamente favolosa con i capelli leggermente raccolti di lato e uno smoking semplicissimo portato con scarpe basse e una camicia di seta nera accollata con un fiocco- volant sul davanti-.  E poi, finalmente, lui. Luca Argentero. Vestito scuro, camicia bianca con il collo aperto, sorriso smagliante e capello leggermente lungo con ciuffo. E che nessuno pensi che mi sono comportata come un’adolescente in pieno tripudio ormonale davanti a uno dei One Direction. Non ho sbavato. Però, rimanendo in tema di Festival del Cinema, mi sono girata un cortometraggio. Lui che incrocia i miei occhi, si stacca di dosso la moglie, magari facendole anche perdere un po’ l’equilibrio, e poi viene verso di me. I suoi occhi nei miei. Mi prende la mano e corriamo insieme felici sul red carpet. E io non cado, nonostante il tacco 12. Unica consolazione è che lui, anche volendo, non avrebbe potuto farlo perché  Myriam Catania lo stringeva così  tanto che se gli fosse venuto il colpo della schiena sarebbe stato in grado di muoversi di più. Per lei vestito lungo e morbido con scollatura profondissima. In realtà, più che scollatura, lo definirei un taglio netto in due.  Stesso modello oltretutto già esibito nel red carpet di qualche giorno prima. Troppa scollatura per troppo poche forme. E leggeteci pure un pizzico di cattiveria. Ultima a sfilare, Isabella Ferrari, protagonista del film che le ha fatto vincere il Marc’Aurelio. In lei, bellezza e classe sono innegabili. E’ da qualche tempo che l’attrice ci ha abituato a un look giunonico, sullo stile di una dea dell’Olimpo. Vestiti morbidi, legati in vita o sotto il seno a esaltare le forme, stoffe setose, ecc. Comunque, una donna come lei starebbe anche nuda. E tutti quelli che hanno visto “E la chiamano estate” possono confermarlo. (Valeria Carola)

Fonte: VM-Mag

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