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Pieter Paul Rubens (parte 4)

Il ciclo di Maria de’ Medici e le missioni diplomatiche (1621-1630)
Il 1621 segna un nuova epoca nella vita artistica di Rubens con l’inizio del ciclo di Maria de’ Medici, regina consorte moglie del re Enrico IV di Francia e Navarra, dalla quale ebbe l’incaricò di dipingere due grandi cicli allegorici encomiastici per il Palazzo del Lussemburgo di Parigi in omaggio alla vita dei due regnanti, (Louvre, Parigi). La prima serie fu installata nel 1625, ma sebbene iniziò il lavoro la seconda serie non fu mai completata. Maria de’ Medici fu esiliata definitivamente dalla Francia nel 1630 dal figlio Luigi XIII il Delfino, a causa dei continui contrasti con il cardinale Richelieu primo ministro del nuovo re di Francia, e morì nel 1642 ospite dell’artista nella casa di Colonia dove egli visse da bambino. Durante questi anni lo stesso Luigi XIII partecipò alla commissione delle opere.
Alla fine della famosa Tregua dei Dodici Anni, avvenuta nel 1621, i sovrani spagnoli di Asburgo affidarono a Rubens molteplici missioni diplomatiche, intensificando la sua carriera ambasciatrice specialmente tra il 1627 e il 1630, che lo videro spostarsi di frequente tra le corti di Spagna e d’Inghilterra e i Paesi Bassi del Nord nel tentativo di indurre alla pace i Paesi Bassi spagnoli e le Province Unite. Nonostante l’atteggiamento assunto all’interno delle corti che interdiceva i cortigiani nell’impiego delle arti e del commercio, Rubens era il più delle volte ricevuto come gentiluomo, addirittura nominato per ben due volte cavaliere, prima da Filippo IV di Spagna nel 1624 e poi da Carlo I d’Inghilterra nel 1630. Nel 1629 egli venne insignito del titolo onorario di Maestro delle Arti dall’Università di Cambridge.
Nel 1627 acquistò una proprietà di campagna ad Ekeren.
Tra il 1628 e il 1629 trascorse otto mesi presso la corte di Madrid, periodo in cui furono commissionati diversi lavori dal re di Spagna e altri nobili spagnoli, mentre continuò a perfezionare i suoi studi sui dipinti di Tiziano copiandone i diversi lavori, spesso aiutato dal pittore di corte Diego Velazquez, con il quale fu sul punto di programmare un nuovo viaggio in Italia per l’anno successivo, che mai realizzò dal suo ritorno ad Anversa, ma ugualmente intrapreso dall’amico pittore spagnolo.
Il suo soggiorno nel città di Anversa fu breve poiché presto dovette recarsi a Londra dove rimase fino ad aprile del 1630. In questo periodo gli venne commissionato un lavoro di notevole importanza, ‘l’Allegoria della Pace’ (1629; National Gallery, Londra), attraverso cui l’artista illustrò la forte preoccupazione per la salvaguardia della pace minacciata dalla cieca brutalità della guerra, offerto in regalo al re Carlo I d’Inghilterra.
Durante questo decennio di relazioni diplomatiche la reputazione internazionale di Pieter Paul Rubens crebbe smisuratamente tra i collezionisti d’arte e la nobiltà, i viaggi e i soggiorni all’unisono completavano la diplomazia e l’arte, mentre nel suo laboratorio di Anversa egli continuava a dipingere opere monumentali per i mecenati locali, esempio ‘l’Assunzione della Vergine’ (1625-6) per la Cattedrale di Nostra Signora di Anversa.

Ultimo decennio (1630-1640)
L’ultimo decennio fu trascorso nei d’intorni di Anversa lavorando continuamente ai grandi lavori commissionati dai mecenati stranieri, ma dedicando un maggiore interesse verso nuove esplorazioni artistiche.
Nel 1630, quattro anni dopo la morte della prima moglie, Rubens sposò all’età di 53 anni la giovane sedicenne Hélène Fourment, musa ispiratrice per le figure voluttuose in molteplici dipinti, spesso associata alla figura della dea Venere, inclusi i famosi ‘Il Banchetto di Venere’ (Kunsthistorisches Museum, Vienna), ‘Le Tre Grazie’ (Prado, Madrid) e ‘Il Giudizio di Paride’ (Prado, Madrid).
Nel 1635, Rubens acquistò Chateau de Steen (Het Steen), una proprietà fuori Anversa dove trascorse gran parte del suo tempo dedicando ampio spazio ai paesaggi, tra i quali ‘Chateau de Steen con Cacciatore’ (National Gallery, Londra) e il ‘Ritorno dei contadini dai campi’ (Galleria Pitti, Firenze), una riflessione molto personale di molti dei suoi ultimi lavori. In questo periodo si occupò del recupero delle tradizioni fiamminghe di Pieter Bruegel il Vecchio trovando l’inspirazione per i suoi dipinti successivi. Rubens morì di gotta il 30 maggio 1640 e fu sepolto nella chiesa di San Giacomo di Anversa.
Pieter Paul Rubens ebbe otto figli, tre con la prima moglie Isabella Brant e cinque con la seconda moglie Hélène Fourment, la quale diede alla luce l’ultimo figlio dell’artista otto mesi dopo la sua morte.

a cura di Marius Creati

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