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Barocco (parte 2)

Contesto storico
Il trattato di Cateau-Cambrésis (1554) segna l’inizio di un cambiamento memorabile nel territorio italiano subito dopo l’avvento della politica spagnola che, attraverso la sua influenza egemone, riesce ad assoggettare mediante sudditanza diretta o indiretta gran parte degli Stati: il Regno di Napoli, la Sicilia e la Sardegna subiscono l’annessione al dominio del Re di Spagna, la Toscana e l’ex-ducato di Milano subiscono la giurisdizione spagnola, gli altri stati risentono fortemente della presenza del nuovo dominatore. Soltanto Venezia riesce a tutelare una propria autonomia conservando la sua indipendenza.
La situazione nel Seicento rimane pressoché immutata, un periodo nefasto per la penisola italiana che, soggetta al nuovo oppressore, perde il prestigio politico rispetto al contesto europeo soffrendo in particolar modo la crisi economica, non che demografica, che investe quasi tutta l’Europa. E ovviamente la conseguente depressione politico-sociale, affiancata dalla recessione economica, favorisce una fiacchezza morale che colpisce la cultura e soprattutto l’ispirazione letteraria. Anche il capitalismo ritrova il suo investimento più considerevole nelle proprietà terriere favorendo considerevolmente la ricomparsa dei grandi latifondisti, spesso soggetti ai voleri dell’aristocrazia che, di conseguenza, dedica maggiore attenzione all’emulazione del lusso influenzata dalla corte spagnola piuttosto che allo sviluppo della produzione agricola.
In questa visione generale assume un’ingerenza sempre più massiva la gerarchia ecclesiastica, la quale si promuove garante di una moralità pubblica impeccabile gestita, in cambio di benefici rilevanti e lauti favori, dal potere civile vigente e, il più delle volte, elargita con severità austera nei confronti delle classi meno abbienti. Evento memorabile che attesta l’incredibile potere acquisito dalla Chiesa Cattolica é la condanna al rogo del filosofo domenicano Giordano Bruno, arso vivo in Campo de’ Fiori a Roma, centro della Controriforma, per aver sostenuto le sue idee panteistiche fino alla morte, ritenute eretiche dal Tribunale dell’Inquisizione, sottolineando una fervida dimostrazione della tremenda repressione esercitata contro la libertà delle idee attraverso l’ottusa forma di conservatorismo della potestà papale, che assiste alla diffusione della superstizione e del culto esteriore e formale della religione. Ma nonostante il soffocamento imposto dalla casta papale, nasce una nuova concezione del pensiero che si fonda sul progresso della scienza – basta soffermarsi sugli studi astronomici di Galileo Galilei che pone le basi della scienza moderna – sulla libertà intellettuale delle idee innovative e sulla proclamazione della libertà dell’artista.
Il Barocco é un’epoca contraddittoria, una realtà storica complessa ricca di contrasti, ove lo sfarzo della nobiltà si oppone drasticamente alla miseria dei poveri, un periodo nevralgico espressione della crisi della precedente società rinascimentale, una corrente sbocciata nel bel mezzo di un vecchio continente europeo dilaniato dalle guerre interminabili attraverso cui il potere politico delle potenze maggiori, tra cui Francia e Spagna, si bilancia al potere spirituale crescente del papa, nel quale erge l’urto fra la Riforma Protestante e la Controriforma Cattolica. Il Barocco é l’arte del trionfo controriformista e dell’assolutismo sovrano, ma diviene l’arte dell’introspezione psicologica dell’uomo, non che l’espressione del suo dramma. La ‘ragione di Stato’ diventa argomento di fondamentale importanza e le discussioni politiche convergono sui rapporti tra la politica e la morale, tra l’essenza dello Stato e la potestà della Chiesa, tra il singolo individuo e il potere centrale, argomentazioni che spingono alla necessaria subordinazione dello Stato alla Chiesa, alla posposizione del singolo allo Stato. La politica diventa convenienza, simulazione, sopravvivenza.
Gli intellettuali rifiutano il culto del classicismo greco e latino rivendicando un’autonoma superiorità che spesso si traduce nel mero tentativo di voler stupire e meravigliare, oltre la perfezione formale rinascimentale. Il rinnovamento é sinonimo di sperimentazione artificiosa, le parole assumono un connotato più retorico mentre la metafora fonde i due termini di paragone in una sola immagine. L’arte non é più imitazione, ma sottile finzione che soppianta la realtà, troppo complessa per essere riprodotta fedelmente. Essa traduce una forma estremamente raffinata da apparire stravagante, stupefacente al fine di esteriorizzarne in maniera grandiosa il suo contenuto. L’arte, traduzione effettiva del tempo, nata come risposta al protestantesimo, diventa uno vivido strumento di potere tale da diffondere le idee controriformiste e ricondurre il popolo alla dottrina ecclesiastica mediante forme monumentali e grandiose adatte a toccare le profondità dell’animo e la sensibilità della gente comune. L’architettura si compone di sontuosi ed immensi palazzi corredati di meravigliosi affreschi attraverso cui avvicinare i fedeli mediante un  munifica rappresentazione sacra delle scene. Le arti figurative, puntando sulla forza persuasiva del bello, influenzano le emozioni mediante una composizione fantasiosa e spregiudicata, spesso tradotta nel modo migliore per essere ricondotta al modello cristiano, dato che la Chiesa diventa la principale committente delle opere di grande rilievo. La caratteristica principale é la fastosità che, attraverso uno stile classico tradotto in una versione approfondita e quindi declinata in molteplici soluzioni di stile, specie in quella naturalistica, sottolinea una ricerca del movimento, dell’energia compositiva accentuando un effetto drammatico caratterizzante, mediante considerevoli contrasti di luce e ombra, e la presenza di contenuti floridi, avvolgenti, non che ricchi di elementi decorativi.
Il Barocco é un fenomeno europeo, infatti si caratterizza non soltanto nei paesi cattolici, ma attecchisce anche in quelli protestanti. Comunque é un fenomeno esclusivamente cattolico, ragion per cui la sua origine é naturalmente italiana, centralizzata nella città di Roma, fulcro del potere papale, da dove irradia l’ispirazione nel resto d’Italia e d’Europa quale diffusione dottrinale evangelizzante, diffusasi proprio a ridosso dell’evangelizzazione delle colonie del Nuovo Continente.

a cura di Marius Creati

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