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Archive for October 12, 2012

Peanuts, sul grande schermo nel 2015

October 12, 2012 Leave a comment

La Twentieth Century Fox Animation e i Blue Sky Studios hanno acquisito i diritti per la realizzazione di un film basato sull’amato e iconico franchise “Peanuts” di Charles Schulz. In uscita il 25 novembre 2015 la pellicola, però, non ha ancora un titolo. Il 2015 segna il 65esimo anniversario del debutto della striscia a fumetti dei “Peanuts” e il 50esimo anniversario dello speciale televisivo, “A Charlie Brown Christmas.” L’accordo arriva al culmine di due anni di trattative – basati sulla direzione creativa del film – tra lo Studio e i membri della famiglia Schulz. L’accordo è stato annunciato oggi da Vanessa Morrison, presidente della Twentieth Century Fox Animation.
Charles Schulz ha disegnato la più popolare e influente striscia a fumetti di tutti i tempi, che è stata letta quotidianamente da 355 milioni di persone in 75 paesi. Oltre alla famosa striscia, gli speciali televisivi delle vacanze dei Peanuts come “It’s The Great Pumpkin, Charlie Brown” hanno vinto Premi Emmy e continuano ad essere gli speciali più seguiti durante il prime time in TV.
Steve Martino dirigerà il film dei “Peanuts”; precedentemente, ha portato sul grande schermo (con Jimmy Hayward) “Ortone e il mondo dei Chi” della Fox/Blue Sky. Martino ha anche diretto (con Michael Thurmeier) il recente successo della Fox “L’Era Glaciale 4: Continenti alla deriva.” La sceneggiatura è di Craig Schulz con il team di scrittori composto da Bryan Schulz e Cornelius Uliano. Craig Schulz e Bryan Schulz, rispettivamente figlio e nipote di Mr. Schulz, insieme a Uliano, saranno i produttori.

Fonte: TMNews

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Carla Bruni, dopo la politica si torna a cantare

October 12, 2012 Leave a comment

Carla Bruni torna a cantare, dopo aver concluso pienamente il ruolo di Premiere Dame de la France e lo fa con un brano finora inedito che l’ex modella italiana ha registrato con Enrico Macias. Dopo la parentesi politica sembra decisa a tornare sulla scena musicale.

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Chaibia Talal, pittrice contadina

October 12, 2012 Leave a comment

Andate in una qualunque strada del Marocco e chiedete alla prima persona che passa se conosce Chaibia. Fate una lista di nomi di grandi pittori marocchini, figurativi o astratti, vivi o morti. Quello o quella che vi risponderà sarà determinata nell’affermare che Chaibia è la pittrice del Marocco, del popolo. Ad ogni sua apparizione l’artista distruggeva in mille pezzi l’immagine sterotipata del pittore inaccessibile, ermetico e quasi sempre “noir”. Quando Chaibia parlava la lingua del popolo, il dialetto “darija” della sua Chtouka natale, folgorava le persone presenti di meraviglia e stupore. Tutto era strabordante: la sua figura, il suo caftano, i suoi bijoux e le spiegazioni sulla sua pittura. “Io penso agli uccelli, ai fiori, agli alberi, ai matrimoni, alle donne” e continuava con un: “e sono felice con la pittura, la mia casa e i miei cani“. Chaibia popolare ma anche poco amata dall’intellighenzia artistica del Paese. Il circolo chiuso dell’arte contemporanea marocchina le ha sovente sbarrato le porte perchè  lei non assomigliava a quel tipo pittura e a loro. Era ed è rimasta tutta la vita una ragazza di campagna. Sposata a 13 anni, vedova e madre a 15 anni, niente faceva pensare che in seguito sarebbe diventata una pittrice di livello internazionale. Quello che non è  un sogno e proprio il sogno che fece all’età di 25 anni con una voce che esclamava di alzarsi e dipingere! Come una bambina Chaibia si procurò della pittura blu, “quella che si usava per il contorno delle porte“, e fece le prime macchie. Poi scoprì i colori, il giallo, il verde, il rosso, “i colori che parlano della vita” e iniziò a dipingere pensando a se stessa bambina quando si copriva di margherite e papaveri. La pittura di Chaibia è libera. Naïf come si usa dire. Una pittura senza regole e senza timori, che poteva osare tutto. Senza maestri, lontana da tutte le scuole e senza raccomandazioni che avrebbero inficiato la sua opera. Scoperta da alcuni amici della figlia, Chaibia mostrò le sue pitture nel 1966 in Marocco, ma anche in Europa, dove l’arte naïf non aveva più necessità di essere difesa. I visi delle donne di Chaibia viaggiarono per il mondo, nel momento in cui l’arte marocchina era balbuziente e in mano ad un pugno di artisti. Parigi, Copenaghen, Ibiza, Mentone, Rotterdam e altre capitali artistiche l’accolsero a braccia aperte. Le opere di Chaibia sono state esportate ovunque, sino all’Havana di Castro. I suoi dipinti hanno alimentato le collezioni di Stato (Francia, U.S.A., Italia, Giappone, Svizzera, Australia, India, Haiti ecc..) e le più grandi collezioni private come quella del re del Marocco. Chaibia, lei non cambiò. Gli stessi caftani, gli stessi bijoux e la stessa “darija” di Chtouka. “Io non sono mai cambiata, la mia vita è più facile ma io sono la stessa” dichiarò a M.me Nicole de Pontcharra concludendo lapidaria:”Ascolta! Non dimenticare mai che io sono una contadina“. Una contadina dell’arte che morì  il 2 aprile 2004 all’età di 75 anni lasciando una preziosa eredità al popolo del Marocco e al mondo intero.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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