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Informatica, futuro dell’istruzione

October 4, 2012 Leave a comment

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L’istruzione, nel nostro paese, ha davvero intenzione di fare un passo in avanti? La risposta è si, e sembrano tutti intenzionati a puntare verso un futuro marchiato “cloud computing”. Si sente parlare spesso di questa tecnologia, ma cos’è in realtà? Come influirà nelle scuole? Scopriamolo assieme.
Cloud Computing: che cos’è?
Oggigiorno, si sente sempre più spesso parlare di cloud computing, ma in pochi sanno cosa indica questo termine. È opinione abbastanza diffusa che qualunque tipo di dato debba risiedere sul nostro PC, ma non è così: il cloud computing (letteralmente “nuvola informatica“) riguarda quell’insieme di tecnologie che permettono di archiviare i nostri dati in rete. Tutto questo è possibile grazie alla virtualizzazione di hardware e software. Insomma, grazie al cloud computing è possibile utilizzare applicazioni distribuite in rete, lavorare su file condivisi, archiviare dati e molto altro ancora, tutto questo grazie ad internet e alle grandi aziende che ne hanno permesso l’evoluzione.
Facciamo un esempio
Da qualunque apparecchiatura (notebook, tablet o smartphone), accedere a questa “nuvola” è veramente semplice. Facciamo un esempio: Google Drive. Senza andare nello specifico, questo nuovo servizio Google permette di condividere documenti in maniera semplice e intuitiva, inoltre è possibile anche modificarli. Tutto questo esclusivamente grazie ad internet, non c’è bisogno di alcun software alternativo installato sul nostro dispositivo (salvo un browser naturalmente). Creare un nuovo file di testo, conservarlo online o condividerlo affinché possa essere visto e/o modificato da altri è semplicissimo. Si tratta di un solo esempio, ma che comunque permettere di capire il grande passo avanti fatto dalla tecnologia e la grande potenzialità del cloud computing.
Pregi e difetti
Il cloud computing è la soluzione ideale per molteplici problemi. La scuola e, più generalmente, pubblica amministrazione, non possono che trarne beneficio adottando questo tipo di tecnologie. I pregi del cloud sono sotto gli occhi di tutti:
Semplicità: per utilizzare questi servizi non è richiesta alcuna conoscenza specifica, solo un po’ di affinità con l’utilizzo di internet. La semplicità d’utilizzo dei servizi inerenti il cloud hanno fatto sì che questa tecnologia si espandesse sempre di più e, difatti, oggigiorno sono in molti ad utilizzarla, nonostante abbia ancora molta strada da fare;
Costo: facendo sempre riferimento al servizio offerto da Google, il costo è pari a zero. Ad ogni modo, ci sono servizi più complessi, con caratteristiche tecniche più elevate, che richiedono il pagamento di un canone, ma si tratta sempre di casi rari e, ad ogni modo, utilizzare il cloud computing è alla portata di tutti;
Accessibilità: un dispositivo dotato di connessione internet e un browser. Questo è tutto ciò che serve per usufruire di questi servizi.
Dove ci sono aspetti positivi, non mancano quelli negativi e, purtroppo, anche in questo caso ci sono alcuni difetti che è necessario riportare:
Sicurezza: la pirateria informatica, nel caso il dispositivo che utilizzate è dotato di connessione wireless, è sempre in agguato. Questo può succedere specialmente se utilizzare il cloud computing per memorizzare informazioni personali, password e altri dati di questo genere.
Privacy: non è raro che, in alcuni casi, i gestori delle tecnologie di cui usufruite possano violare la privacy e accedere ai vostri dati per compiere ricerche di mercato o quant’altro. Naturalmente, questo è possibile grazie al contratto che voi stessi accettate prima di registrarvi ad un qualunque sito o servizio web;
Continuità: in caso di momentaneo malfunzionamento del server o, più generalmente, qualunque problema informatico capiti, è possibile che i servizi che utilizzate siano momentaneamente inaccessibili.
Utilizzarlo o no?
Utilizzare o meno il cloud computing spetta solo a voi. I rischi che si corrono, in confronto ai grandi vantaggi che questa tecnologia offre, sono comunque minimi e, in ogni caso, essa risulta essere estremamente vantaggiosa in diversi casi. Pensate, ad esempio, all’utilizzo di questi servizi nella pubblica amministrazione. La condivisione dei dati in maniera così semplice, il poter tenere sotto controllo il lavoro di ogni studente in tempo reale senza grosse complicazioni, potrebbe portare ad un utilizzo dei computer nelle scuole più efficacie ed efficiente. Il basso costo è la ciliegina sulla torta. Tutto questo, naturalmente, è stato già pensato e più spesso si è parlato di utilizzare il cloud computing nelle scuole. La domanda che tutti si pongono è: l’innovazione digitale nella pubblica amministrazione è possibile?
Il Cloud Computing nelle scuole
L’utilizzo del cloud computing nelle scuole sembra essere una realtà sempre più vicina. In realtà, grazie all’innovazione tecnologia il cloud è stato già adottato in alcune università, tuttavia l’idea alla base di tutto è di rendere questa tecnologia una realtà nella maggior parte delle nostre scuole e non solamente nelle università. Dopotutto, il cloud computing viene visto da molti come la terza rivoluzione nella nostra era tecnologia, dopo il PC e internet. Qual è il problema, dunque, se il cloud non è stato ancora ampiamente utilizzato?
In molti casi è, purtroppo, la mentalità e la scarsa conoscenza. Poca voglia di innovazione e ruoli male attribuiti hanno portato a questo. Prendendo come esempio le sale di informatica di un qualunque istituto superiore, non è difficile trovare responsabili con scarse conoscenze tecnologiche. Ad ogni modo, è un’idea sempre più forte quella di voler far prendere all’informatica un ruolo principale nelle nostre scuole ma, tuttavia, per i motivi sopracitati questa innovazione continua a procedere lentamente. Nonostante tutto questo, i media riportano che il futuro dell’istruzione sarà marchiato cloud computing? Ma quando avverrà questa rivoluzione nell’ambiente scolastico? Non ci resta che aspettare e sperare.

Donato Braico

Fonte: Tasc

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Marocco, crisi del pane

October 4, 2012 Leave a comment

Il governo Benkirane ha deciso di sovvenzionare il prezzo del pane con unmiliardo di Dh, per evitare il rischio di manifestazioni sociali contro la fame in Marocco, in ragione del brutale aumento dei prezzi di diversi prodotti alimentari di base. Il grano a Parigi ha registrato un aumento del 28,6% contro il 26,8% del mais tra il 13 giugno e il 21 settembre 2012. Questo aumento è da imputare alla siccità che ha toccato i principali paesi esportatori dei cereali. Questa fiammata delle materie prime alimentari, che attira i più importanti speculatori borsistici, sta provocando una importanteinflazione dei prezzi dei prodotti di base, in particolare quello dei prodotti agricoli giudicati più remunerativi dagli speculatori. Lo Stato marocchino, le cui finanze sono impattate dal surplus dei costi delle importazioni, non ha altra alternativa che quella di riformare la cassa di compensazione, che assorbe ad oggi 150 miliardi di Dh in 5 anni e potrà superare gli 80 miliardi di Dh nel 2012. Questa riforma della cassa di compensazione, di cui 3 miliardi di Dh dovrebbero arrivare dalle ricchezze e 1,5 miliardi dalle imprese, promessa da diversi anni, si fa attendere.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Ali Binazir, unicità di ognuno di noi

October 4, 2012 Leave a comment

Vi siete mai chiesti se esiste o se possa nascere qualcun altro, nel mondo, identico a voi?
Il creativo Ali Binazir, ha calcolato approssimativamente tutte le probabilità riguardo, in particolare il fatto che si sia sviluppata la razza umana, la probabilità che hanno avuto i nostri genitori di incontrarsi e quella che ha determinato la nostra nascita. Non la nascita di una persona qualsiasi, ma di ognuno di noi nella sua unicità. Come ha fatto? Ecco qua la spiegazione.
Le tappe dell’evoluzione
La razza umana
A livello antropologico, l’uomo è il risultato di un’evoluzione estremamente complicata e selettiva: si parte da un organismo unicellulare che evolvendosi in milioni di anni, si è trasformato in anfibi, rettili e mammiferi; quindi scimmie, ominidi (Homo erectus, Homo habilis, ecc.) ed infine Homo Sapiens. Siamo il frutto di un’evoluzione durata circa 4 miliardi di anni.
Per ogni generazione che si è susseguita nella storia, esiste poi una possibilità su due che un bambino nasca, cresca e si riproduca. Moltiplicando tutto ciò per 150.000 generazioni, si ottiene il risultato di 1 possibilità su 1045.000 , cioè 10 seguito da 45mila zeri !
L’incontro dei genitori
Un uomo, al momento della sua nascita, potrebbe scegliere una donna con cui procreare tra almeno 200 milioni di donne; dopo i venticinque anni tale possibilità si restringe a 10.000 donne. Per tale motivo, la possibilità che vostra madre sia presente in questo gruppo di donne ed abbia incontrato proprio vostro padre è di 1 su 20.000. Una volta che si sono incontrati, esiste 1 possibilità su 10 che vostra madre e vostro padre si siano parlati.
La possibilità che si ritrovino per un secondo appuntamento è ancora di 1 su 10, ed è la stessa probabilità che si ha per tutti gli appuntamenti successivi: ammesso che ciò si sia verificato, esiste 1 possibilità su 2.000 che i vostri genitori abbiano continuato a vedersi fino al giorno in cui hanno deciso di generare un figlio.
Combinando tra loro tutte queste probabilità, esiste 1 possibilità su 40.000.000 che voi siate nati proprio da vostra madre e da vostro padre.
La probabilità di nascere
Una donna, nella sua vita, produce all’incirca 100.000 ovuli ed un uomo, nel tempo fino al momento in cui siete nati, può produrre 4 trilioni di spermatozoi (un trilione corrisponde a mille miliardi). La probabilità che l’ovulo specifico che vi ha portato a nascere si sia incontrato con quel particolare spermatozoo che vi ha resi così come siete, è di 1 su 400 biliardi(400 milioni di miliardi). Ma non basta: anche gli ovuli e gli spermatozoi di ognuno dei vostri 150.000 antenati devono aver incontrato rispettivamente lo spermatozoo e l’ovulo giusto. Il che alza la probabilità a 1 su 102.640.000 (cioè 10 seguito da 2.640.000 zeri). Moltiplicando tutte le probabilità citate fino a questo momento si ottiene: 102.640.000×1045.000×2.000×20.000= 102.685.000
Quindi la probabilità che gli eventi abbiano potuto a generare ognuno di noi ed esattamente così come siamo è di 1 su 102.685.000
Riflessioni
Come riporta la citazione dell’immagine qui sopra: “Un miracolo è un evento così improbabile da essere quasi impossibile. Da questa definizione, abbiamo appena dimostrato che tu sei un miracolo“.Ognuno di noi è quindi un essere unico e speciale, un vero e proprio miracolo della creazione.
Tutto ciò dovrebbe farci riflettere su quanto sia preziosa ogni vita (anche non umana) e su quanto sia importante agire in modo corretto nei confronti degli altri. In una sola parola, su quanto sia importante il rispetto.

Fonte: Tasc

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