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Archive for September 19, 2012

Tecnologia e futuro, importanza della creatività

September 19, 2012 Leave a comment

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La creatività si sviluppa in noi fin da piccoli e, mentre per alcuni continua tutta la vita, per altri si blocca in età adulta, a causa dei condizionamenti esterni, delle regole che ci vengono imposte, degli schemi a cui si abitua il nostro cervello che non gli permettono più di andare oltre e di lasciare libero sfogo alla fantasia. Senza le idee di persone creative non avremmo mai avuto i telefoni, le batterie, le auto, la musica e tante altre invenzioni che hanno cambiato il mondo.
Il significato della creatività
Guardando questa immagine possiamo capire in un istante come funziona la nostra mente: l’emisfero sinistro è scientifico, logico, strategico, pratico, calcolatore, realistico e ci domina con la ragione; quello destro è creativo, passionale, sensuale sognatore, poetico, artistico, e ci domina con l’istinto.
Ognuno di noi è dominato dall’uno o dall’altro, ma quando riusciamo a farli lavorare insieme accade qualcosa di unico: la nostra mente diventa creativa.
Creare non significa necessariamente inventare qualcosa di indispensabile per l’umanità come negli esempi che ho fatto sopra, ma significa produrre qualcosa che appaia, agli altri, come idea nuova od originale.
Non è facile, in realtà, definire esattamente in cosa consista la creatività, ma basta pensare a quante volte sentiamo dire “non so cosa inventarmi, ormai esiste già tutto”, quando poi ogni giorno ci viene dimostrato il contrario da coloro che realizzano piccole cose, magari di poco valore, ma che ci lasciano a bocca aperta quando le vediamo.
Giusto per fare qualche esempio, date un’occhiata a questo tavolo a forma di conchiglia, a questa cassettiera pluridimensionale oppure a questa sedia multifunzione: sono tutte idee di una semplicità disarmante che fanno riflettere su quante altre cose potremmo inventare.
E’ chiaro che non sono certo queste le idee che rendono incredibile la mente umana, ma la genialità di ognuno di noi si vede anche nelle piccole cose.
La creatività per il futuro
La velocità di realizzazione di un’idea è aumentata sempre di più nei secoli grazie alla tecnologia che ci ha permesso di evolverci in maniera esponenziale. E’ essenziale non smettere mai di pensare, di liberare la fantasia come nella mente dei bambini, senza porle limiti, dobbiamo continuamente cercare di realizzare nuove cose utili e possibilmente ecosostenibili, soprattutto adesso che i computer ci aiutano molto nella fase di realizzazione delle idee.
Il grande scienziato Albert Einstein diceva:
“I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. Insieme sono una potenza che supera l’immaginazione”

Fonte: Tasc

Categories: Scientia, Tecno-Logie Tags:

Gastronomia molecolare, cucinare con la scienza

September 19, 2012 Leave a comment

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Avete mai sentito parlare della cucina molecolare? Se non avete la più pallida idea di cosa sia, vi premetto che è un insieme di tecniche, basate sui principi fondamentali della chimica e della fisica, utilizzate per cucinare cibi e preparare cocktails . La sua particolarità consiste nel fatto che essa permette di realizzare ricette con procedimenti assolutamente inusuali che lasciano a bocca aperta…
La prima volta che ho visto preparare il gelato istantaneo, sono rimasta ad osservare con lo stesso sguardo di un bambino, provate a guardare questo video per credere! (i primi 7 minuti potete saltarli se volete)
La filosofia e le ricette
La cucina molecolare rappresenta, indubbiamente, una frontiera avanzata di ricerca gastronomica, in quanto nessuno aveva mai pensato di modificare le molecole dei cibi per creare nuovi sapori e di cercare metodi di cottura alternativi a quelli classici. Gli esempi che più rendono l’idea di quanto tale metodo di cucinare sia avanzato, sono quelli relativi alla cottura delle uova (effettuata utilizzando alcool etilico a 90 gradi, che è in grado di coagulare le proteine dell’uovo e renderlo quindi solido, senza alterarne il sapore), a quella del pesce (avvolto in foglie di porro e cotto in una miscela di zuccheri fusi al posto dell’olio con tempi di cottura dimezzati), a quella degli gnocchi (preparati con amido di riso o fecola di patate che, aggiunti ad acqua calda, si addensano formando dei piccoli agglomerati) e la preparazione del gelato istantaneo (utilizzando azoto liquido a -196 °C che permette di gustare un gelato di sapore intenso senza che la bocca si raffreddi). Quello che la cucina molecolare cerca di proporre, è un’evoluzione del modo di concepire i cibi e cioè trattarli come singole particelle che reagiscono a determinate reazioni e non come massa globale da considerare per l’intero.
A questo link potrete trovare alcune ricette di cucina molecolare.
La nascita
La data ufficiale a cui far risalire la nascita della gastronomia molecolare italiana, viene fatta coincidere con il primo Atelier Nazionale di Scienza e Gastronomia, dal titolo “Gastronomia molecolare e fisica”, che si tenne ad Erice in Sicilia, nel 1992 e che da allora viene riproposto ogni anno.
In realtà, già qualche tempo prima, alcuni fisici in Francia, Inghilterra e Stati Uniti stavano studiando l’argomento e sperimentando nuovi sapori: tra questi spiccava Pierre Gilles de Gennes (premio nobel per la fisica nel 1991), considerato il vero padre della gastronomia molecolare, che riunì per la prima volta chimici, biologi e cuochi, per realizzare esperimenti culinari scientifici attraverso i quali elaborare una c.d. teoria della pietanza.
Solo molti anni dopo, nel 2003, il fisico Davide Cassi ed il cuoco Ettore Bocchia, scrissero il primo documento ufficiale che delinea i principi della cucina molecolare italiana. Tale documento prendere il nome di “Manifesto della cucina molecolare italiana” ed è tratto dal loro libro “Il gelato estemporaneo ed altre invenzioni gastronomiche”
Il manifesto della cucina molecolare italiana
Ogni novità deve ampliare, non distruggere, la tradizione gastronomica italiana.
Le nuove tecniche e i nuovi piatti devono valorizzare gli ingredienti naturali e le materie prime di qualità.
Sarà una cucina attenta ai valori nutrizionali e al benessere di chi mangia, non solo agli aspetti estetici e organolettici.
Realizzerà i suoi scopi creando nuove testure di ingredienti scelti in base ai criteri sopra enunciati. Creerà le nuove testure studiando le proprietà fisiche e chimiche degli ingredienti e progettando, a partire da queste, nuove architetture microscopiche.
Conclusioni
La cucina molecolare, inizialmente considerata una moda del momento, non è riuscita ad inserirsi radicalmente nel panorama globale (infatti, ad oggi, i ristoranti che la propongono sono davvero pochissimi), ma è riuscita a raggiungere un altro scopo: ha stimolato i grandi chef con le sue nuove idee. Le sue tecniche, alle volte estreme, applicate a molti cibi e bilanciate con le ricette classiche, hanno reso possibile la creazione di nuovi menù nei quali la scienza non si impone violentemente sul piatto sovrastandolo, ma si fonde con esso migliorandone la qualità ed esaltandone i gusti.
Nel settore dell’alimentazione lo scetticismo verso le nuove proposte è sempre molto forte e, per tale motivo, forse non siamo ancora pronti per una cucina molecolare pura, inusuale e futurista, ma ciò non ci dovrebbe impedire di assaggiare piatti tradizionali realizzati mediante le tecniche scientifiche scoperte grazie ad essa.
Vi consiglio, se non l’avete fatto, di guardare il divertentissimo film “Chef” che ironizza sulla cucina molecolare e rappresenta perfettamente tutto ciò che ho scritto in questo articolo.

Fonte: Tasc

Tanjazz Festival, 13esima edizione internazionale a Tangeri

September 19, 2012 Leave a comment

Dal 19 al 23 settembre a Tangeri si terrà la 13esima edizione del Tanjazz Festival, un evento che offrirà a tutti gli amanti della musica l’opportunità di ascoltare, vedere e incontrare i grandi artisti della scena jazz internazionale, nonché di vivere la città di Tangeri al ritmo di una musica che propone un’armonia tra la cultura africana e quella occidentale.
Tra gli ospiti dell’edizione 2012: Ben Prestage, Noam Vazana, Manuel Hermia Quintet, Sergio Monroy Trio, Puissance Jazz Big Band e molti altri. Non mancherà l’occasione di lasciarsi trasportare dalle note dei jazzisti marocchini, tra i quali Tawfik Ouldammar & Souissi Trio, M’Oud Swing Quartet e Gnawa Express. 
Il Palais des Institutions Italiennes accoglierà le principali performance in programma durante il festival, ma sarà tutta la città di Tangeri a vibrare al suono dei sassofoni, delle trombe, delle tastiere e delle percussioni. 
Tanjazz rappresenta anche l’occasione ideale per andare alla scoperta di Tangeri, la città bianca del Marocco che domina incontrastata lo stretto di Gibilterra e che continua ad ammaliare artisti e viaggiatori.
Per maggiori informazioni sul Tanjazz Festival 2012: www.tanjazz.org


 

“Accademie Eventuali”, laboratorio per la giovane creatività a Bologna

September 19, 2012 Leave a comment


ACCADEMIE EVENTUALI Laboratorio per la giovane creatività
“Agenti autonomi e sistemi multiagente” laboratorio con Michele Di Stefano/MK e Margherita Morgantin Bologna 10>23 settembre 2012
un progetto di Fondazione Carisbo e Fondazione Furla in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Xing
Si svolge a Bologna dal 10 al 23 settembre 2012, in concomitanza con Artelibro Festival del Libro d’Arte (Bologna 21>23 settembre) la seconda edizione di Accademie Eventuali, progetto formativo rivolto agli studenti delle Accademie italiane avviato nel 2012 da Fon- dazione Carisbo e Fondazione Furla in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Xing.
Gli artisti invitati a condurre il laboratorio dal titolo “Agenti autonomi e sistemi multiagen- te” sono Michele Di Stefano/MK (coreografo e performer) e Margherita Morgantin (artista visiva).
Attraverso la lettura di testi e con la guida di un ‘sussidiario scolastico’ d’autore che i due artisti realizzeranno nei mesi precedenti al laboratorio, gli ‘allievi’ potranno analizzare come la parola e il pensiero che da essa scaturisce instaurino relazioni diverse a seconda del genere e della natura del corpo individuale o collettivo. Condizionato dal tempo, inteso sia come durata che come agente atmosferico, l’approccio performativo lavorerà sui diversi livelli di precisione e ambiguità, di decodifica e fraintendimento delle istruzioni impartite, lasciando libertà al corpo di aderire o reagire al linguaggio, generando (o negando) l’im- magine.
Michele Di Stefano, coreografo e performer, dopo gli studi universitari ha attraversato la scena musicale punk-new wave degli anni ottanta per approdare ad un progetto “auto- didatta” di ricerca corporea con la fondazione di MK, gruppo ospitato nei più importanti festival della nuova scena. MK si occupa di performance, coreografia e ricerca sonora. Tra le produzioni più recenti: Il giro del mondo in 80 giorni, Quattro danze coloniali viste da vicino e Grand Tour, indagini coreografiche in bilico tra paesaggio puro e ricostruzione tormentata dell’esotico, e le Instruction Series, ambienti performativi creati a distanza via mail in collaborazione con Xing. MK è una delle cinque formazioni internazionali alle quali è dedicato il libro Corpo sottile. Uno sguardo sulla nuova coreografia europea (Ubulibri, Milano 2003).
http://www.mkonline.it
Margherita Morgantin, artista visiva, è nata a Venezia, e si è laureata in Architettura all’ I.U.A.V., dipartimento di Fisica Tecnica, studiando metodi di previsione della luce naturale. Ha partecipato a mostre d’arte contemporanea in Italia e all’estero. Il suo lavoro si articola in linguaggi diversi che spaziano dal disegno alla performance. Ha inoltre lavorato come assistente alle proiezioni e aiuto elettricista presso “Le grandi immagini” in tourneè musi- cali, video installazioni e spettacoli. Collabora con la rivista ViaDogana, della Libreria delle donne di Milano. Ha pubblicato un libro di testi brevi e disegni: Titolo variabile (Quodlibet, Macerata 2009).
http://www.margheritamorgantin.eu
un progetto di in collaborazione conDescrizione del laboratorio
Agenti autonomi e sistemi multiagente
Agenti autonomi e sistemi multiagente, nome di questa edizione di Accademie Eventuali, è il titolo di un questionario della facoltà di Ingegneria dell’Informazione del Politecnico di Milano.
Il primo esercizio richiede: Nell’ambito di un processo decisionale di Markov (MDP), si scriva l’equazione di Bellman per un generico stato s illustrando il significato di tutti i simboli che vi compaiono. Si consideri poi il seguente mondo a griglia con tre stati:
Uno dei motivi per cui Michele ed io ci siamo incontrati è perché frequentiamo entrambi quella zona di eco semantica intorno alle parole, un’area periferica delle implicazioni del linguaggio nella vita. Lo smarrimento in questa area può essere completo; l’attrazione per le istruzioni, i sistemi di sicurezza e i linguaggi tecnici inevitabile.
E dunque su questa tensione tra il massimo controllo e lo spaesamento completo si muo- vono i nostri lavori. Immaginare una collaborazione tra simili sistemi aumenta, come la potenza matematica, la complessità o la annulla, in movimenti ugualmente interessanti.
Partiremo dalle parole e indagheremo il rapporto tra le parole e i corpi, per produrre o non produrre immagini.
“Il giorno 7, con molta calma, ti avvii a piedi verso il luogo della performance. probabilmen- te ci incontriamo lì alle 20. la sequenza imparata sul declivio può essere da te riassemblata in diretta.” (tratto da: Instruction series II : Very Singapore – instruction for the people. Michele Di Stefano, MK)
M. Morgantin
Accademie Eventuali prevede la realizzazione, negli spazi di Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna, di una serie di laboratori dedicati a studenti delle Accademie di Belle Arti di tutta Italia che muovono i primi passi nel mondo dell’arte. Si tratta di laboratori della durata di 10 giorni, aperti a 10 studenti per ogni edizione, che si svolgono in concomitanza con i più importanti appuntamenti culturali della città di Bologna. Per favorire la contamina- zione tra linguaggi ed esperienze Accademie Eventuali coinvolge, per la conduzione di ogni edizione del laboratorio, due artisti riconosciuti e provenienti da diversi ambiti disciplinari. Gli artisti propongono il contenuto del laboratorio legandolo al contesto urbano, allo spazio museale oppure agli eventi in corso in città, creando con essi delle sinergie. Al termine ha luogo un evento di natura espositiva, performativa o di presentazione del confronto fra gli artisti e gli studenti che documenta, interpreta o racconta l’esperienza dei dieci giorni di laboratorio.
Gli studenti partecipanti sono selezionati dal Comitato Scientifico sulla base dei curricula e del materiale richiesto dal bando.
Comitato scientifico
Chiara Bertola (curatrice Fondazione Furla), Gianfranco Maraniello (direttore MAMbo – Mu- seo d’Arte Moderna di Bologna), Andrea Lissoni (curatore Xing)
DESTINATARI Il laboratorio è riservato a 10 studenti provenienti dalle Accademie di Belle Arti di tutta Italia riconosciute dal Ministero dei Beni Culturali. Quattro posti sono riservati agli studenti dell’Accademia di Bologna e gli altri sei agli studenti fuori sede.
PRESENTAZIONE DOMANDA DI AMMISSIONE
L’iscrizione alla selezione avviene esclusivamente per posta elettronica, fa fede la data di ricezione. La documentazione richiesta deve essere inviata entro e non oltre il 15 luglio 2012 all’indi- rizzo accademie.eventuali@fondazionefurla.org, indicando nell’oggetto dell’e-mail “Bando Accademie Eventuali – Nome e Cognome”
Il bando è scaricabile anche dai siti http://www.fondazionefurla.org http://www.genusbononiae.it http://www.mambo-bologna.org http://www.xing.it