Home > Tecno-Logie > Smart Cities, città del terzo millennio

Smart Cities, città del terzo millennio

This slideshow requires JavaScript.

Le Smart Cities vengono definite come ambienti urbani in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini. In realtà dietro a queste “città del futuro” vi sono molti aspetti discussi e tanta confusione. Scopriamo insieme quali sono le vere prospettive di queste ricerca d’avanguardia che ci offrono le nuove tecnologie.
Cosa e chi
E’ molto difficile trovare un’occasione di vero dibattito sull’argomento, dato che ognuno per acquisire sicurezza tende a fossilizzarsi sulle proprie convinzioni senza spazio per altre considerazioni, ma se è vero che è finito il tempo delle ideologie in politica ecco che vale lo stesso per le città intelligenti.
La città è quindi l’oggetto della discussione, ma forse il vero fulcro su cui riflettere è il soggetto, cioé noi, l’uomo inserito nella comunità cittadina. L’intelligenza è una capacità o un dono che si esprime in infiniti modi e le tematiche di un discorso sulla città sono altrettanto innumerevoli, perciò alla forma mentis con cui affrontiamo questa sfida va dato il massimo risalto, sapendo di partire da approfondimento e riflessione.
Perché
Le nuove tecnologie mettono alla prova la nostra capacità di inventare soluzioni che migliorino le nostre città. In Italia la storia delle comunità cittadine è antichissima ma il prodotto non è comunque perfetto e oggi ce ne accorgiamo sotto molti punti di vista.
Ci sono fattori che un dibattito decennale ha fissato come principali: il clima (cui le conferenze di Rio de Janeiro e di Kyoto non hanno efficacemente risposto), la salute pubblica, l’energia e infine le logiche economiche-finanziarie collegate. Le responsabilità intorno a queste tematiche sono a cascata: il cittadino, il piccolo paese, la città, la metropoli, le nazioni, i continenti e in ultimo l’impatto globale, nessuno è escluso.
Il nostro scopo deve essere elevare la qualità della vita nel senso più ecologico e sostenibile possibile. Cosa abbiamo fatto fino ad oggi? Quasi l’opposto visto che di sicuro non è “intelligente” né quindi ecologico e sostenibile continuare con l’attuale abbandono delle aree verdi soprattutto pubbliche e urbane, con un’edilizia tecnologicamente obsoleta, con piani della mobilità errati perché incentrati sull’autovettura privata, ma soprattutto va frenata quella tendenza folle al consumo del suolo che non è altro se non la prima tappa per la creazione di ulteriore sprowl urbano ossia nuove periferie fatiscenti.
Le tecnologie faranno di questo necessario cambio di passo uno scatto decisivo nella storia dell’umanità.
Dove e come
In tutto il mondo l’uomo si è sempre riunito in comunità che poi hanno dato vita a centri abitati che sono diventati città, in modi diversi a seconda delle coordinate ovviamente ma alla base delle scelte delle singole civiltà c’era questo denominatore comune. Se il fenomeno delle città è globale, allora lo è anche quello delle smart cities e l’approccio, la forma mentis, non può essere unico ma risponderà al principio del “glocal” dove l’elemento unificante potrebbe proprio essere la tecnologia, sfruttata poi in modo diverso a seconda del luogo e quindi delle necessità. E’ infatti vero che il mondo non ha raggiunto un unico livello di sviluppo, ma ci saranno soluzioni avanzatissime adatte al mondo occidentale che rasenteranno l’inutilità in posti dove si raggiunge appena la sussistenza. Anche questi aspetti sono da curare, se non inquadriamo la dimensione del problema difficilmente formuleremo soluzioni realizzabili.
Ripensare lo sviluppo delle città significa prestare attenzione ai diversi livelli, dal macro al micro e intervenire con nuove idee su ciascuno di essi, perché se cambiamento deve esserci non può che avvenire con il coordinamento di tutte le parti in gioco.
Smart Cities and Communities
E’ nato seguendo questa logica il progetto “Smart Cities and Communities” dell’Unione Europea che si focalizza su 5 argomenti sviluppati da altrettanti focus group: efficienza energetica e costruzioni, reti di approvigionamento energetico, mobilità e trasporti, finanziamento, road map.
Una sezione chiamata Smart Cities Stakeholder Platform si occupa di stimolare e seguire idee credibili e valide, una sorta di laboratorio da cui trarre gli spunti da consolidare poi all’interno del progetto “maggiore”.
I criteri di analisi e valutazione sono importanti, infatti il Politecnico di Vienna – in collaborazione con l’Università di Lubiana e il Politecnico di Delft – alcuni anni fa ha iniziato una ricerca sulle città europee di media grandezza (popolazione inferiore a 500.000 abitanti) che successivamente è diventata lo strumento di ranking del progetto, con scopi non di classifica ma di sprone. Denominato “european smart cities” vede oggi 256 città potenzialmente candidate di cui si vuole risvegliare la coscienza nelle proprie potenzialità, offrendo un’indagine su quali fattori rendono le città “smart” – come spazio vitale e piattaforma economica – riferita a sei caratteristiche quali economy, people, governance, mobility, environment e living. Prendiamo a prestito la definizione del professor Giffinger (capo progettista del Politecnico di Vienna):
una città di media grandezza viene considerata una smart city quando, basandosi sulla combinazione tra i dati di fatto locali e le attività realizzate da parte dei politici, dell’economia e degli abitanti stessi, presenta uno sviluppo duraturo nel tempo, delle sei caratteristiche sopra citate
Sapere qual è la condizione attuale permette di comprendere e di concentrarsi dove veramente c’è bisogno, per questo “european smart cities” è così interessante.. Le basi scientifiche che lo caratterizzano ne determinano anche un’alta versatilità in termini di ampiezza dei fattori considerati e quindi delle varie situazioni cui si può adattare senza perdita di attendibilità. Gli stessi ricercatori tengono poi a sottolineare come una politica basata solamente sull’economia non porta affatto a un miglioramento del ranking, anzi talvolta il contrario perché è dimostrato che se l’unico faro a cui si guarda è l’economia e la “monetizzazione” si assiste a un peggioramento degli altri fattori dai quali dipende maggiormente la qualità della vita. Infine il ranking è importante ma il team di ricerca tiene a specificare che lo è ancora di più il potenziale di miglioramento; comunque al momento c’è un gruppo leader nei paesi coinvolti ed è al suo interno dominato da Finlandia e Danimarca.
SENSEable City Lab
Progetto per un nuovo villaggio olimpico
Al MIT sono all’avanguardia anche su questa applicazione della tecnologia e non dovremmo stupirci. Attraverso una serie di studi ed iniziative un gruppo di lavoro guidato dal professor Carlo Ratti – ebbene si, un altro italiano pezzo grosso di cui non avete mai sentito parlare – sta approfondendo qualche nuovo aspetto, concentrandosi soprattutto sui sensori diffusi e sulla mole di dati che si possono raccogliere e mettere a disposizione degli utenti, oggi superconnessi grazie agli smartphone sia per ricevere che per inviare informazioni.
Conclusioni
Il tempo che abbiamo a disposizione è veramente poco. Il mondo occidentale è preda di una crisi che abbiamo costruito con le nostre mani ma la Storia ci insegna che è proprio dalle crisi che è possibile uscire più forti perché più cose posso cambiare, quindi la nostra priorità deve essere l’uscire dalla crisi secondo modelli di sviluppo migliorati. Il resto del mondo si divide tra Paesi che stanno emergendo a un ritmo forsennato e Nazioni invece in grandissime difficoltà. Per queste realtà che ancora devono giungere all’apice del loro sviluppo sarebbe importante arrivarci seguendo la strada giusta, la migliore per una sostenibilità globale che sia nei fatti e non solo nelle parole. Pensiamo all’impatto sul mercato delle materie prime che hanno Paesi come la Cina e il Brasile e che un domani avrà l’Africa: siamo insostenibili oggi e lo saremo ancora più allora, se aspettiamo ancora a cambiare il nostro concetto di vita e di sviluppo non ne usciremo.

Fonte: Tasc

Categories: Tecno-Logie Tags:
  1. No comments yet.
  1. No trackbacks yet.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: