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Ibride, auto del futuro sempre più green

Come si evolverà nel futuro il settore automobilistico? Quali rivoluzioni porterà? Da bambini ci veniva raccontato che avremmo viaggiato su auto volanti, o altre fantasie che ai giorni nostri sono più adatte ai film di fantascienza che alla vita di tutti i giorni. Il futuro che ormai si prospetta davanti a noi sembra sempre più indirizzato a ridurre i consumi e le emissioni di gas serra, a prescindere dalla tecnologia (Elettrica, Ibrida, Idrogeno ecc.). Agli attuali mezzi di locomozione a motore viene sempre attribuita la colpa dell’inquinamento delle nostre città: sono infatti responsabili del 36% della CO2 presente nell’aria, dell’83% delle polveri sottili, dell’86% dell’ossido d’azoto e del monossido di carbonio. Ora, finalmente, l’auto è in una fase di evoluzione tecnologica mirata all’ecologia.
Tutti seguono il trend
Su scala mondiale tutte le principali aziende del settore automobilistico si stanno impegnando per realizzare prototipi di “eco-car” a bassa emissione di CO2: basti pensare che allo scorso salone di Ginevra, gran parte delle presentazioni di prototipi o di conceptcar erano indirizzati verso una mobilità più ecocompatibile.
Anche l’UE di recente ha approvato nuove leggi che fissano ad oggi un tetto di emissione per ogni auto di 130gr/km di CO2, e che prevedono un graduale processo di abbassamento fino ad arrivare nel 2020 a 95gr/km, come stabilito dal protocollo di Kyoto. Se pensiamo che attualmente la media delle autovetture è di 150gr/km è subito chiaro che le case automobilistiche dovranno trovare soluzioni innovative.
Ma quale sarà la tecnologia trionfante?
In lotta ci sono le auto ibride, che stanno riscuotendo un notevole successo, quelle elettriche, sulle quali c’è ancora molta strada da percorrere per incrementarne l’autonomia (il vero tallone d’Achille di questo tipo di auto) quelle ad idrogeno, come il prototipo di auto a fuel cell di idrogeno presentato recentemente a Bergamo (tecnologia molto promettente sulla quale scriveremo un articolo prossimamente) e per ultime le auto a biocombustibili, tecnologia ancora in fase di sperimentazione per le auto.
L’elettrica si fa avanti
Tra le varie opzioni sovra indicate quella che per ora sembra ricevere più attenzioni è sicuramente l’auto a motore elettrico. E ciò per vari motivi: il litio è una risorsa ampiamente disponibile (le batterie sono costituite da polimeri di litio), livello di sicurezza dei motori altissimo, hanno un’efficienza energetica del 90% (notevolmente maggiore rispetto al 25% dei classici a benzina e del 40% dei diesel), non emettono gas di scarico, sono silenziosi, sono più performanti in accelerazione, in quanto il propulsore elettrico eroga immediatamente la coppia massima (ci si è finalmente resi conto che la convinzione “le auto elettriche sono di serie B” è totalmente infondata)… ecc.. Un esempio di una casa automobilistica che sta scommettendo su questa tecnologia è la BMW, che con la nuova serie i si sta impegnando per progettare un’auto nata per essere elettrica (quelle attuali spesso sono normali auto a cui viene sostituito il motore con uno elettrico)
Nonostante questi pregi hanno anche alcuni difetti, che sono quelli che non ne permettono una veloce diffusione: Ci sono pochi punti di ricarica pubblici, anche se ormai tutte le auto elettriche sono dotate di sistema plug-in (la possibilità di ricaricare l’auto solo con una normale presa), costano più di una vettura normale (anche se il costo si ammortizza con gli anni) ma soprattutto hanno un’autonomia piuttosto scarsa, difetto non da sottovalutare (anche se con il progresso tecnologico le batterie migliorano di giorno in giorno) visto che in media le auto elettriche hanno un’autonomia di 100km, e, che rimangono piuttosto scarsi anche considerando che l’87% degli spostamenti in europa è inferiore a 60km.
Le ibride, una via di mezzo che sembra accontentare tutti
Come accennato sopra, le auto ibride stanno avendo molto successo. Esse infatti uniscono i vantaggi del motore elettrico (tecnologia che come detto ha ancora molti difetti e quindi da perfezionare) a quelli di un normale motore a benzina. Le auto ibride infatti sono alimentate da due motori: uno elettrico e uno a benzina, i quali possono funzionare contemporaneamente o singolarmente. La loro forza sta nel fatto che la gestione dei motori viene effettuata automaticamente, dunque se l’autonomia della batteria sta per esaurirsi il computer metterà automaticamente in funzione il motore a benzina, il quale potrà o caricare la batteria o prendere il posto del motore elettrico.
Conclusioni
Le auto ibride rappresentano quindi l’inizio di un processo di transizione che, con l’innovazione tecnologica e il miglioramento delle batterie agli ioni di litio, e con il supporto degli incentivi statali (seguendo come esempio l’UE, gli USA e la Cina, dovrebbero arrivare anche in Italia nel 2013) consentiranno di liberarci dalla schiavitù dell’oro nero. Tutto per iniziare a vivere in un mondo migliore senza distruggere le risorse del nostro pianeta.

Fonte: Tasc

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