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Islam, cultura islamica e Occidente nei secoli

September 17, 2012 Leave a comment

Tra il VII° e il X° secolo  l’Occidente cristiano venne profondamente scosso dagli ultimi epigoni della conquista araba, anche se quel mondo, come abbiamo visto in seguito, venne solo marginalmente toccato dall’ondata saracena, in particolare la Spagna, l’Italia del sud (solo in parte quella del nord) e la Gallia meridionale. All’inizio l’Occidente confuse queste incursioni incessanti con le molte altre invasioni barbariche di cui era stato oggetto. Questa confusione resta ancora oggi ed è proprio da questa originaria esperienza di aggressione che la coscienza medioevale formò la sua immagine dell’Islam. Le cose cambiarono quando l’Europa cristiana, attraverso le Crociate, superò  i limiti del proprio territorio e si proiettò all’esterno. Bisogna a questo punto distinguere tra la visione dell’Islam nel mondo popolare e quella della filosofia scolastica. La prima era nutrita dalle Crociate e si svillupava a livello dell’immaginario, la seconda si nutriva del confronto islamico-cristiano in Spagna e si sviluppava a livello razionale. Nella letteratura popolare i musulmani erano visti come pagani e il Profeta Maometto era considerato un “mago corrotto“, a capo di un popolo di “infedeli“; gli eruditi invece conoscevano l’apparato dottrinale dell’Islam in quanto esisteva una traduzione del Corano a cui attingere e capire. Se l’Islam venne riconosciuto per le sue conquiste scientifiche e per le sue filosofie, venne contemporaneamente negato in quanto religione e morale. L’Occidente si dissociò  dall’apporto del pensiero arabo congiunto al  giudizio sul valore morale dell’Islam. Si formò dunque una visione intellettuale che dal XII° secolo si prolungò sino al XVIII° secolo e si potrebbe dire, per certi elementi in causa, sino all’epoca coloniale in modo praticamente identico. Questa visione si basa in primo luogo su una profonda collera contro il Profeta che spense l’evoluzione dei popoli verso il cristianesimo; il Profeta non solo abusò della credulità della folla, ma la sua vita divenne esempio di sensualità e violenza, secondo i canoni occidentali. Il suo messaggio venne considerato un messaggio umano e il Corano non sarebbe stato che un insieme deformato di leggende prese a prestito dalla Bibbia. L’Islam era considerato come un elemento perturbatore, un ultimo arrivato, senza elaborazione dottrinale e in ultima analisi semplicistico, che pretendeva di collocarsi sullo stesso piano del cristianesimo. Da qui ne deriva una visione dell’anima musulmana, che scaturisce dal comportamento del suo pseudo-profeta,  che è l’antitesi del comportamento di santità fondata sulla repressione degli istinti. L’Islam aveva, e a tutt’ora, una concenzione del Paradiso “carnale” e materiale, ammette la poligamia e veniva visto quindi come religione del sesso, della licenza, dell’istinto che prevale sulla ragione. Ci si può domandare se all’origine di questa visione (eccessivamente negativa) non ci fosse stata l’ossessione del sesso che abitava quel piccolo mondo intellettuale. Accanto alla sessualità, il secondo tema sviluppato dalla visione medievale occidentale era quello della violenza e dell’aggressione. Violenza musulmana percepita all’unanimità e proiezione sull’Islam della propria violenza. Gli autori che esprimono il loro pensiero in modo razionale fanno un confronto tra il Cristianesimo che si diffuse attraverso la conversione e il sacrificio degli Apostoli e l’Islam, che all’inizo si diffuse con la conquista armata. L’esistenza di un Islam autonomo e nello stesso tempo che si richiamasse ad una tradizione comune, apparve come una sfida al totalitarismo cristiano che non conobbe l’esperienza del pluralismo religioso della società, come invece successe con l’Islam. Questa visione così polemica non serve comunque a conoscere l’Islam, forse serve a capire la mentalità di certi ambienti intellettuali del Medio Evo, pregiudizi che si sono talmente insinuati nell’inconscio collettivo dell’Occidente che ci si chiede se mai potranno essere estirpati. Molti sono stati poi i  volti dell’Europa moderna: l’Europa del Rinascimento e della Riforma, l’Europa illuminista, l’Europa colonialista dalla seconda metà del XIX° secolo. All’interno di ogni Europa si trovavano diversi punti di vista: quello religioso, commerciale, intellettuale liberista e via dicendo. Nel XVI° e nel XVII° secolo il mondo religioso non polemizzava più con l’Islam, a volte lo ignorava, ma in ogni caso non riconobbe mai nella religione musulmana una religione “rivelata“. Rimase diffuso un sentimento di superiorità che coincise con una coscienza  di supremazia politica e di civiltà. E l’Islam ritornò alla barbarie, non venne nemmeno più considerato, come nel Medio Evo un avversario teologico. Nel mondo laico le cose andavano ‘ diversamente. Sul piano politico l’Islam venne identificato con l’Impero Ottomano e i rapporti tra queste due realtà politiche obbedirono in primis alla razionalità diplomatica. Gli intellettuali guardarono all’Oriente con uno sguardo più sereno e obiettivo; la visione popolare oscillava tra l’immagine di un Oriente splendido e meraviglioso e quella di un Oriente lascivo e crudele, caratterizzato da una religione fanatica, aggressiva, elementare. Nel XVIII° secolo, l’entusiasmo, l’ottimismo e l’universalismo dell’Europa gettarono le basi per una maggiore comprensione dell’Islam. Secondo il pensiero illuminista le diverse culture avevano e hanno uguale potenzialità. Nella seconda metà del XIV° secolo apparve però il fenomeno del colonialismo, prodotto dallo sviluppo industriale e dall’emergente classe borghese. Il mondo non europeo si trovava ad essere svalorizzato, privato di dignità e l’arsenale polemico medievale nei riguardi dell’Islam risorse. L’eurocentrismo affiorò chiaramente nei gruppi impegnati ideologicamente, sia cristiani o marxisti. Il cristiano era attirato dalla spiritualità dell’Islam, ma preferiva come interlocutore  il non credente; il marxista era sensibile solo alle dimensioni moderne dell’Islam e volle ignorare la sua cultura più profonda legata al passato. L’umanesimo cristiano coltivò la differenza, il marxista, per contro, la sola universalità riconosciuta valida, cioè il marxismo stesso. Si potrebbe dire che l’uomo più libero è quello che non condivide nessuna ideologia e meno cose si conoscono dell’Islam più si avrà la possibilità di percepirlo con obbiettività e simpatia. Il concetto dell’Islam come totalità lo ha infatti inventato l’Europa che ancora oggi fa riferimento a quel concetto, quando oramai il mondo musulmano si è politicamente differenziato e l’Islam stesso può’ essere ricondotto alla sua sola funzione religiosa.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Giovanni Domenico Cassini

September 17, 2012 Leave a comment

Giovanni Domenico Cassini (Perinaldo, 8 giugno 1625 – Parigi, 14 settembre 1712) è stato un matematico, astronomo, ingegnere, medico e biologo italiano. Fu naturalizzato francese nel 1673.
Cassini lavorò come astronomo presso l’Osservatorio di Panzano (Castelfranco Emilia) dal 1648 al 1669. Fu professore di astronomia all’Università di Bologna e divenne, nel 1671, il direttore dell’Osservatorio di Parigi. Fu il padre di Jacques Cassini, anche lui astronomo, avuto dalla francese Ginevra de Laistre e nonno di César-François Cassini, astronomo egeodeta.
Scoperte
Scoprì quattro satelliti di Saturno: Giapeto nel 1671, Rea nel 1672, Dione e Teti nel 1684. Scoprì inoltre la Divisione di Cassini negli anelli di Saturno, a lui intitolata. Assieme a Hooke, Cassini è lo scopritore della Grande Macchia Rossa (circa 1665). Attorno al 1690, Cassini fu il primo ad osservare la rotazione differenziale dell’atmosfera di Giove.
Biografia
Gian Domenico Cassini nacque nel 1625 a Perinaldo, nella Repubblica di Genova oggi in provincia di Imperia. Compì i primi studi nel collegio dei Gesuiti di Genova, dove venne in contatto con Giovanni Battista Baliani, fisico, matematico e corrispondente di Galileo Galilei.
Nel 1649, per aver previsto la vittoria delle truppe di Innocenzo X, adunate a Bologna per una spedizione militare contro il duca di Parma, acquisì notorietà di astrologo, cosa che egli assolutamente non era e non volle mai essere. Venne, comunque, chiamato a Bologna dal marchese Malvasia ad occuparsi del suo osservatorio privato e l’anno successivo ottenne l’insegnamento universitario diastronomia grazie alla reputazione delle sue osservazioni molto precise. In questo periodo Cassini, sebbene partigiano delle idee di Galileo, per timore di persecuzioni, preferisce non allontanarsi dalle tesi della Chiesa e del sistema aristotelico che pone la Terra al centro dell’universo. Nel 1665 Cassini è nominato sovra intendente delle acque per lo Stato della Chiesa, progettò fortificazioni e si dedicò al problema dell’irregimentazione e controllo delle piene del Po. Contemporaneamente continua le sue osservazioni astronomiche, studia le eclissi di sole e pubblica le “Tavole dei pianeti”.
L’importanza delle ricerche svolte a Bologna lo rese noto fra i migliori astronomi europei del suo tempo. Nel 1669 venne invitato a Parigi da Colbert, ministro di Luigi XIV Re Sole, presso l’Académie des sciences (fondata nel 1666) per dare il suo parere d’astronomo sull’Osservatorio di Parigi appena costruito. A Parigi Cassini può finalmente lavorare in libertà e sotto la protezione stessa del re, non solo l’Académie des sciences è l’istituto scientifico più avanzato ma nel 1671 ha alloggio nell’Osservatorio stesso. Chiede la cittadinanza francese e la ottiene nel 1673. Con la sua sposa Geneviève Delaistre dette origine ad una vera e propria dinastia di astronomi e cartografi. Il pronipote Cassini IV sarà l’ultimo della gens Cassini ad avere l’incarico di direttore dell’Observatoire, incarico mantenuto dal 1784 sino alla Rivoluzione francese.
Pur da Parigi, Cassini rimase sempre in contatto con l’ambiente bolognese e collaborò attivamente all’istituzione della Specola dell’Istituto delle Scienze. Il Senato di Bologna non volle mai rassegnarsi alla sua partenza e gli mantenne libera la cattedra di Astronomia sino alla sua morte, avvenuta a Parigi nel 1712.
Fra le realizzazioni di Gian Domenico Cassini vanno ricordati: la grande meridiana della basilica di San Petronio, realizzata all’interno della chiesa bolognese nel 1655. Si tratta della più lunga linea meridiana al mondo: ben 66,8m, pari esattamente alla seicentomillesima parte della circonferenza terrestre.
Con lo strumento che chiamò eliometro, Cassini intendeva determinare la lunghezza dell’anno solare, mediante la misura del tempo trascorso tra due passaggi successivi del Sole all’equinozio di primavera, per verificare la correttezza della riforma gregoriana del calendario.
Ma, soprattutto, voleva risolvere la controversia tra coloro che, seguendo Aristotele e Tolomeo, ritenevano il moto del Sole circolare e uniforme, intorno alla Terra immobile, e coloro che ritenevano, invece, seguendo Niccolò Copernico e Galilei, che la Terra fosse in moto intorno al Sole e che il moto del Sole fosse, quindi, solo apparente.
Il Sole, in effetti, sembra muoversi in cielo più lentamente d’estate che d’inverno e proprio d’estate si trova alla massima distanza dalla Terra. Era questo grande allontanamento che, secondo gli antichi, faceva apparire il suo moto più lento.
La II legge di Keplero, invece – dimostrata matematicamente solo alla fine del Seicento da Isaac Newton – sostiene che “la Terra ha una velocità maggiore quando è più vicina al Sole e si muove più lentamente quando è più lontana” o, più precisamente, che la linea che congiunge il pianeta al Sole descrive aree uguali in intervalli di tempo uguali.
Cassini, mediante il grande “eliometro”, verificò che, nel corso dell’anno, il diametro del Sole (quindi la sua distanza) non diminuiva nello stesso modo in cui diminuiva la sua velocità, il che voleva dire che la diminuzione di velocità non era apparente, ma reale: era la prima conferma osservativa eseguita al mondo della seconda legge di Keplero.
L’attività scientifica di Cassini ha ricoperto diversi campi dell’astronomia oltre che di idraulica, di arte militare, di entomologia e perfino di medicina, avendo partecipato ad alcuni tra i primi esperimenti di trasfusione di sangue. Osservò accuratamente a Bologna ben tre comete e fu tra i primi a suggerire per questi corpi celesti un’orbita circolare fortemente ellittica, ritenendoli quindi astri “ricorrenti”, come verrà poi dimostrato da Edmond Halley sulle basi della legge della Gravitazione universale di Newton.
Misurò la rotazione di Marte con una accuratezza di tre minuti e determinò la distanza del pianeta dalla Terra, potendo ricavare, così, la distanza Terra-Sole – l’Unità Astronomica di base per le misure all’interno del Sistema solare – con una precisione del 7%.
Misurò anche la rotazione di Giove, scoprendovi, inoltre, la “macchia rossa”, l’occhio di un gigantesco uragano che imperversa da secoli nell’atmosfera del pianeta. Scoprì quattro satelliti di Saturno e la divisione tra gli anelli del grande pianeta che ancora oggi porta il suo nome, intuendo che gli anelli non fossero un corpo rigido, bensì una miriade di piccole particelle.
Ancora nel campo degli studi planetari di Cassini, particolarmente importante fu la realizzazione delle Effemeridi dei satelliti di Giove.
La determinazione delle posizioni delle lune del grande pianeta gli consentì di costruire delle tabelle con gli istanti di scomparsa dei satelliti dietro a Giove. L’osservazione dell’occultazione di un satellite permetteva di leggere sulle tabelle l’ora precisa in cui questa avveniva, il che dava una misura estremamente accurata del tempo e, quindi, forniva la possibilità di determinare con precisione la longitudine del luogo in cui si era effettuata l’osservazione, aiutando a risolvere quello che era uno dei grandi problemi di quei tempi.
Inoltre, la determinazione dei periodi di rivoluzione dei satelliti intorno a Giove, gli permise di scoprire che questi venivano eclissati dal pianeta con qualche istante di ritardo: ciò era dovuto al tempo impiegato dalla luce per giungere dal pianeta sino a noi. Fu proprio grazie a questo effetto scoperto da Cassini, grazie alle sue accurate osservazioni ed ai suoi precisi calcoli, che il suo collaboratore, Ole Roemer, nel 1675 riuscì a misurare la velocità della luce.
Ebbe vasta rinomanza la grande mappa della Luna realizzata con delicate osservazioni micrometriche, che gli consentirono di studiare le variazioni dell’orbita del nostro satellite: questo lo portò ad elaborare quella che è considerata la prima teoria moderna dei moti lunari. In particolare, dalle sue ricerche dedicate allo studio delle attrazioni mareali tra i pianeti e i loro satelliti – simili a quelle che si esercitano tra Luna e Terra – presero spunto tre leggi espresse da Cassini nel 1693 e la cui verifica è stata pubblicata recentemente su Icarus, la più importante rivista internazionale di studi planetari.
Pochi scienziati hanno avuto l’onore di rimanere citati nella letteratura scientifica, a distanza di oltre 300 anni, per l’attualità delle loro ricerche e non solo per la loro importanza storica, come è accaduto a Gian Domenico Cassini.
Riconoscimenti
La comunità astronomica gli ha dedicato: il Cratere Cassini sulla Luna, il Cratere Cassini su Marte, la divisione di Cassini negli anelli di Saturno, la regione Cassini sul satellite di Saturno Giapeto e l’asteroide 24101 Cassini.
A Domenico Cassini è dedicata la missione della sonda spaziale Cassini diretta su Saturno e Titano.
A suo nome è intitolato l’osservatorio astronomico del dipartimento di astronomia dell’università di Bologna, che ha sede a Loiano.
Esistono due licei intitolati al celebre astronomo, il liceo classico Statale “G. D. Cassini” di Sanremo (fondato nel 1860) ed il liceo scientifico istituito a Genova nel 1923 (Liceo scientifico Gian Domenico Cassini).

Fonte: Wikipedia

No Easy Day, libro sulla morte di Mark Owen spodesta vendite negli Stati Uniti d’America

September 17, 2012 Leave a comment

Usa Today: “No Easy Day” più venduto del romanzo erotico

“No Easy Day”, il libro che racconta l’uccisione di Osama Bin Laden, ha spodestato dalla cima della classifica dei libri più venduti negli Stati Uniti il romanzo erotico “Fifty Shades of Grey” (in Italia “Cinquanta sfumature di grigio”), best seller per venti settimane consecutive. Lo rivela la lista stilata da Usa Today, nella quale, ha anticipato il quotidiano, da giovedì svetterà il titolo del controverso libro scritto da uno dei Navy Seals che ha condotto l’operazione di Abbottabad, in Pakistan, nel maggio 2011.
Uscito il 4 settembre (una settimana prima della simbolica data annunciata in precedenza, l’11 settembre), “No Easy Day”è già stato stampato in 575 mila copie e ha già fatto parlare molto.
L’autore, che nonostante si sia firmato con lo pseudonimo Mark Owen è stato identificato come Matt Bissonnette, è stato accusato dal Pentagono di non aver chiesto i permessi necessari alla pubblicazione. Il segretario alla Difesa, Leon Panetta, non ha escluso una causa contro di lui, mentre la casa editrice Dutton ha assicurato che il testo, scritto dal reporter di Associated Press Kevin Maurer, è stato rivisto da un legale specializzato in materia di segreto militare, e che non ci sono rivelazioni inopportune. L’autore, nascondendo la sua identità, ha invece rilasciato una lunga intervista a “60 Minutes”, lo storico programma serale di Cbs, rivelando molti particolari, tra cui la volontà di catturare bin Laden, non di ucciderlo.
Il romanzo erotico “Fifty Shades Of Grey” (cinquanta sfumature di grigio), il terzo volume di una serie che racconta la storia d’amore tra una studentessa del college e un miliardario del mondo della finanza, è così sceso in classifica dopo una permanenza da record al numero uno. L’autrice, E. L. James (pseudonimo di Erika Leonard), dopo 30 milioni di copie vendute non intende comunque farsi da parte e sta per iniziare un nuovo tour promozionale negli Stati Uniti.

Fonte: TMNews

Death Valley, deserto californiano luogo più caldo al mondo

September 17, 2012 Leave a comment

Il 13 settembre del 1922, in una remota zona del deserto libico, El Azizia, un termometro segnava 136 gradi della scala Fahrenheit, quasi 58 gradi Celsius. Considerata per novanta anni la temperatura più alta al mondo, oggi è stata ufficialmente battuta dal caldo della Death Valley. Il deserto californiano è infatti passato al primo posto, dopo che un team internazionale della World Meteorological Organization ha decretato che gli strumenti utilizzati per misurare la temperatura in Libia nel 1922 non erano attendibili. Il nuovo record ci porta ancora più indietro nel tempo, al 1913, quando nella Death Valley si sono registrati 134 gradi Fahrenheit, poco meno di 57 gradi centigradi. In media, nel deserto californiano, oggi la temperatura oscilla tra i 46 e i 30 gradi Celsius.
Per gli appassionati di meteorologia e gli addetti ai lavori, si tratta di una scoperta molto importante. Uno dei membri del team, Khalid Ibrahim El Fadli, direttore del centro di meteorologia nazionale libico, ha condotto gli studi nonostante la guerra civile. Secondo Usa Today, che riporta la notizia, lo scienziato ha raggiunto i risultati della sua ricerca e ritrovato la controversa tabella di dati compilata il 13 settembre del 1922, dovendosi preoccupare di ripararsi dai proiettili e difendere la sua famiglia. ” Per i meteorologi è un punto importante come per l’Everest per i geografi” ha detto Christopher Burt, esperto di storia del clima di Weather Underground, una società privata di meteorologia.
“La ricerca dimostra che, visto il continuo sviluppo in meteorologia e climatologia, esperti del settore possono analizzare record climatici del passato in modo molto più dettagliato di un tempo” ha detto al quotidiano americano Randy Cerveny, membro della World Meteorological Organization e professore in Arizona.

Fonte: TMNews

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Benedetto XVI, cristiani e musulmani insieme per porre fine alle violenze

September 17, 2012 Leave a comment

Benedetto XVI in visita a Beirut: è tempo che le due religioni convivano per costruire una società libera e umana, senza odio.
“E’ tempo che musulmani e cristiani si uniscano per mettere fine alla violenza e alle guerre”. Lo ha detto il Papa rivolgendosi ad una folla di migliaia di ragazzi libanesi e di altri paesi del Medio Oriente radunati nel piazzale di fronte al patriarcato maronita a Bkerké.
A conclusione del suo discorso il Papa ha rivolto un saluto specifico ai “giovani musulmani che sono con noi stasera. Vi ringrazio per la vostra presenza che è così importante. Voi siete con i giovani cristiani il futuro di questo meraviglioso Paese e dell’insieme del Medio Oriente. Cercate di costruirlo insieme! E quando sarete adulti, continuate a vivere la concordia nell’unità con i cristiani. Poiché la bellezza del Libano si trova in questa bella simbiosi. Bisogna che l’intero Medio Oriente, guardando voi, comprenda che i musulmani e i cristiani, l’Islam e il Cristianesimo, possono vivere insieme senza odio, nel rispetto del credo di ciascuno, per costruire insieme una società libera e umana”. Poi, dopo aver parlato della Siria, ha sottolineato che il Papa “non dimentica i mediorientali che soffrono. E’ tempo che musulmani e cristiani si uniscano per mettere fine alla violenza e alle guerre”.

Fonte: TMNews

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Neil Armstrong, disperse nell’Oceano Atlantico le ceneri del famoso astronauta

September 17, 2012 Leave a comment

Le ceneri di Neil Armstrong, il primo uomo ad aver messo il piede sulla Luna, sono state disperse ieri nell’Oceano Atlantico, nel corso di una cerimonia a bordo della portaerei americana USS Philippine Sea. Lo ha riferito la Nasa, l’agenzia spaziale americana. La Nasa non ha indicato il luogo preciso dove è avvenuta la cerimonia in mare, ma ha pubblicato delle foto sul suo sito internet da cui si può vedere che la portaerei era partita da Mayport, in Florida.
La dispersione delle ceneri, con tutti gli onori militari e in presenza della vedova, Carol Armstrong, ha avuto luogo all’indomani di una commemorazione nella Cattedrale nazionale di Washington. L’ex astronauto era morto il 25 agosto, all’età di 82 anni, a seguito di complicazioni dopo un’operazione al cuore.

Fonte: TMNews