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Idan, cani primitivi dell’Atlas

Dopo aver scritto sullo Sloughi, e ricevendo tantissime visite (questo mi procura un enorme piacere, essendo un cinofiloestremo), posto sulla seconda (e ultima)  razza dicani del Marocco, riconosciuti dalla FCI. L’Aïdi o cane dell’Atlas. È un cane strettamente correlato all’Atlas . Qui si dice che “non è una razza pensata e creata dagli allevatori di cani“. Il Dott. Michel Gaudois, presidente del Club Francese dell’Aïdi, non ha fatto altro che constatare la sua esistenza e studiare le caratteristiche che si sono fissate nel corso deisecoli. Questo signore ha fatto in modo che la razza venisse omologata e, con uno sparuto numero di seri allevatori, sia marocchini che stranieri, sta cercando di farlo conoscere in Europa, Francia e Spagna in prima posizione. Questo cane ha dunque uno standard preciso e chiaro, ed alcuni di questi splendidi e rari cani sono visibili nelle principali esposizioni canine. Questo cane è intimimamente legato alle popolazioni berbere delle montagne e dei pianori dell’Atlas che praticano, ancora oggi, un modello di vita agro-pastorale semi-nomade. E’ un cane primitivo, dall’intelligenza vivace,con degli istinti primordiali ancora intatti. E’ il frutto di una selezione naturaleche comporta, per i cuccioli che sopravvivono, intelligenza, agilità, prudenza e un fisico solido. L’Aîdi è molto legatoal suo circolo famigliare, allacasa, all’accampamento o al villaggio dove vive: conosce ciascun membro del gruppo umano e animale, rispettando le gerarchie stabilite a priori. Protegge i bambini, gioca con loro, è  gentile e disponibile, e si comporta con i cuccioli di uomo come con i suoi. Nella sua gerarchia i capi sono ilpadrone e l’eventuale padrona della casa. Tutti gli intrusi, che siano umani o animali estranei, sono considerati per gli “Idan” come un pericolo potenziale e cacciati in modo militaresco. Alla sera poi, pattuglia instancabilmente ilDouar o l’accampamento e si dedica alla caccia. Nelle loro regioni d’origine, gli Idan vivono in piccole mute di circa una dozzina di individui,  saldamente legati all’accampamento. Questi gruppi sono fortementegerarchizzati e sono prevalentemente costituiti da maschi. I conflitti,clamorosi ed eclatanti, si svolgono regoralmente, ma è un caso eccezionaleconstatare lesioni importanti tra i rivali. L’Aîdi è un cane che sa di poter contare sulla sua forza e sulla sua autorità. Gli Idan, plurale in lingua amazigh di Aîdi, sono per natura, molto solitari. Evitano di istinto ilcontatto con esseri umani sconosciuti e non si avvicinano agli accampamenti“stranieri“. Possono correre con ostinazione e rapidità su lunghe distanze, per compiti che sono a loro  affidati. Il lavoro importante dell’Aîdi è costituito dalla sorveglianza e la protezione delle persone, del bestiame e dei beni. Lo fà con un efficacia incredibile, forgiato da millenni di selezione e di utilizzazione, conoscendo il suo lavoro d’istinto. Sonotestimone dell’approccio che ha questo cane con gli intrusi: avvicinandomiad un accampamento dove alcuni pastori stavano accudendo le loro pecore, ho udito un abbaiare rauco e, in lontananza, ho intravisto un cane ingiallito dal sole, accucciato, un Aîdi. A questo rauco abbaio arrivò, in risposta l’abbaiare di cinque, sei, sette Idan che parevanousciti da una foresta e che, continuando con il rauco abbaio, si interposero tra me e i pastori. Se fossi avanzato entrando in una seconda “zona“, gli Idan mi avrebbero letteralmente circondato mostrandomi chiaramente la loro possentedentatura. Se, per ipotesi, fossi poi entrato nel “santuario” che forma il cerchiodell’accampamento o il cortile della casa, e nessuna autorità mi avesse protetto, i cani sarebbero passati all’azione, secondo unatecnica ancestrale, con una tipologia di guerra particolare. Gli Idan procedono con un  ”attacco tangenziale“, uscendo allo scoperto non importa da dove, infliggendo al passaggio una morsicatura, potente e dolorosa, mettendosi nuovamente in traettoria sparsa per iniziare con un nuovo attacco. Agilità e mobilità sono le due parole chiave: se l’intrusoinsiste e la battaglia scopre tutti i suoi istinti, le formidabili mascelle dell’Aîdi diventano implacabili. In questo scavalca nettamente lo sciacallo. Per tutta questa serie di fattori l’Aîdi necessità, nell’ambito famigliare, di unagerarchia chiara e precisa, dei comandi semplici e rapidi, con un capoincontestabile, con il quale creerà una alleanza forte, abbinata ad una fedeltà senza falle. Del suo lato “ primitivo“, l’Aîdi che vive sull’Atlas, ha mantenuto una grande vivacità di spirito, un senso acuto di osservazione ed una comprensione rapida. Il suo apprendistato è molto veloce, in quanto si integra immediatamente alla sua nuova famiglia, comprendendo al volo le parole e i comandi, i gesti e le abitudini, tutto in brevissimo tempo e con facilità. La FCI ha inserito gli Idan nel gruppo 2 dei cani da montagna e bovari svizzeri, giustamente, fissando la sua altezza al garrese tra i 52 e 62 cm.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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