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Antoine de Saint-Exupéry, monumento alla sua memoria

September 3, 2012 Leave a comment

La bibliografia di Saint-Exupéry non ha nulla di impressionante. Cinque libri in totale, che hanno però assicurato la sua fama in campo letterario. È in Marocco, a Cap–Juby (una modestissima pista schiacciata tra il mare e il deserto nel Rio de Oro), che Saint-Exupéry scrisse il suo primo romanzo, nel 1926. Fu nominato capo scalo ed ebbe per missione quella di migliorare le relazioni della mitica compagnia aerea Latécoère (poi chiamata Aéropostale), con le tribù indigene da una parte e con gli spagnoli, che erano contrari allo scalo, dall’altra. Durante i 18 mesi della sua permanenza andò  in aiuto a ben 14 voli e ai piloti caduti in panne. Da questa avventura in terra africanascrisse  ”Corriere del Sud“, preso in prestito da una iscrizione sui sacchi postali dell’epoca. Lo scrittore/aviatore scrisse il romanzo durante le lunghe e interminabili notti marocchine, su di una panca posata sopra due bidoni di benzina, raccontando la storia di un pilota dell’Aèreopostale angosciato da un amore giovanile. Come un soffio autobiografico lo scrittore ripercorre tutti i suoi ricordi più belli con Louise De Vilmorin, suo primo amore interrotto. In Argentina poi, Saint-Exupéry scrisse il suo secondo libro, “Volo di notte“. André Gide scrisse la prefazione e il romanzo vinse il Prix Femina 1931. Ancora una volta l’aviazione e gli uomini sono al centro del romanzo e l’avventura di questi pionieri captò il gradimento del pubblico. Nel 1939 poi il libro “Terre degli Uomini“. In questo libro l’eroismo passa in secondo piano per lasciare spazio ad un pensiero più umanista che non lo lascerà più. Una giorno Saint-Exupéry si trovò su di un treno a Marrakech e vide in un vagone dei bambini marocchini con i visi sporchi e feriti, mal vestiti, con i loro corpi fragili e affamati, e disse: “Vedo in questi bambini dei Mozart assassinati“. Il suo libro più conosciuto rimane “Il Piccolo Principe” che venne pubblicato nel 1943. E’ un racconto poetico, per ragazzi (ma non solo), ed affronta temi importanti come il senso della vita e il significato dell‘amore e dell’amicizia. Alcuni parti del libro sono ambientate nel deserto del Sahara. E’ stato tradotto in oltre 180 lingue e stampato in oltre 50 milioni di copie. La sua morte risale al 31 luglio 1944 quando si imbarcò da Borgo, distante una quindicina di km da Bastia, in Corsica, per il suo decimo volo a bordo del suo P-38 Lightning versione F-5B-LO; la missione consisteva in una ricognizione sulla valle del Rhône, sorvolo di Annecy e ritorno dalla Provenza. Quel giorno lo scrittore/aviatore non fece rientro alla base. Soltanto nel 2000 alcuni pezzi del suo aereo vennero ritrovati nei pressi dell’isola di Frioul, nelle vicinanze di Marsiglia e nell’aprile del 2004, grazie ad un numero di serie venne ufficialmente riconosciuto l’aereo di Saint-Exupéry. A Tarfaya, in Marocco, luogo che vide il pilota lavorare e scrivere, è stato eretto un monumento alla sua memoria.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Idan, cani primitivi dell’Atlas

September 3, 2012 Leave a comment

Dopo aver scritto sullo Sloughi, e ricevendo tantissime visite (questo mi procura un enorme piacere, essendo un cinofiloestremo), posto sulla seconda (e ultima)  razza dicani del Marocco, riconosciuti dalla FCI. L’Aïdi o cane dell’Atlas. È un cane strettamente correlato all’Atlas . Qui si dice che “non è una razza pensata e creata dagli allevatori di cani“. Il Dott. Michel Gaudois, presidente del Club Francese dell’Aïdi, non ha fatto altro che constatare la sua esistenza e studiare le caratteristiche che si sono fissate nel corso deisecoli. Questo signore ha fatto in modo che la razza venisse omologata e, con uno sparuto numero di seri allevatori, sia marocchini che stranieri, sta cercando di farlo conoscere in Europa, Francia e Spagna in prima posizione. Questo cane ha dunque uno standard preciso e chiaro, ed alcuni di questi splendidi e rari cani sono visibili nelle principali esposizioni canine. Questo cane è intimimamente legato alle popolazioni berbere delle montagne e dei pianori dell’Atlas che praticano, ancora oggi, un modello di vita agro-pastorale semi-nomade. E’ un cane primitivo, dall’intelligenza vivace,con degli istinti primordiali ancora intatti. E’ il frutto di una selezione naturaleche comporta, per i cuccioli che sopravvivono, intelligenza, agilità, prudenza e un fisico solido. L’Aîdi è molto legatoal suo circolo famigliare, allacasa, all’accampamento o al villaggio dove vive: conosce ciascun membro del gruppo umano e animale, rispettando le gerarchie stabilite a priori. Protegge i bambini, gioca con loro, è  gentile e disponibile, e si comporta con i cuccioli di uomo come con i suoi. Nella sua gerarchia i capi sono ilpadrone e l’eventuale padrona della casa. Tutti gli intrusi, che siano umani o animali estranei, sono considerati per gli “Idan” come un pericolo potenziale e cacciati in modo militaresco. Alla sera poi, pattuglia instancabilmente ilDouar o l’accampamento e si dedica alla caccia. Nelle loro regioni d’origine, gli Idan vivono in piccole mute di circa una dozzina di individui,  saldamente legati all’accampamento. Questi gruppi sono fortementegerarchizzati e sono prevalentemente costituiti da maschi. I conflitti,clamorosi ed eclatanti, si svolgono regoralmente, ma è un caso eccezionaleconstatare lesioni importanti tra i rivali. L’Aîdi è un cane che sa di poter contare sulla sua forza e sulla sua autorità. Gli Idan, plurale in lingua amazigh di Aîdi, sono per natura, molto solitari. Evitano di istinto ilcontatto con esseri umani sconosciuti e non si avvicinano agli accampamenti“stranieri“. Possono correre con ostinazione e rapidità su lunghe distanze, per compiti che sono a loro  affidati. Il lavoro importante dell’Aîdi è costituito dalla sorveglianza e la protezione delle persone, del bestiame e dei beni. Lo fà con un efficacia incredibile, forgiato da millenni di selezione e di utilizzazione, conoscendo il suo lavoro d’istinto. Sonotestimone dell’approccio che ha questo cane con gli intrusi: avvicinandomiad un accampamento dove alcuni pastori stavano accudendo le loro pecore, ho udito un abbaiare rauco e, in lontananza, ho intravisto un cane ingiallito dal sole, accucciato, un Aîdi. A questo rauco abbaio arrivò, in risposta l’abbaiare di cinque, sei, sette Idan che parevanousciti da una foresta e che, continuando con il rauco abbaio, si interposero tra me e i pastori. Se fossi avanzato entrando in una seconda “zona“, gli Idan mi avrebbero letteralmente circondato mostrandomi chiaramente la loro possentedentatura. Se, per ipotesi, fossi poi entrato nel “santuario” che forma il cerchiodell’accampamento o il cortile della casa, e nessuna autorità mi avesse protetto, i cani sarebbero passati all’azione, secondo unatecnica ancestrale, con una tipologia di guerra particolare. Gli Idan procedono con un  ”attacco tangenziale“, uscendo allo scoperto non importa da dove, infliggendo al passaggio una morsicatura, potente e dolorosa, mettendosi nuovamente in traettoria sparsa per iniziare con un nuovo attacco. Agilità e mobilità sono le due parole chiave: se l’intrusoinsiste e la battaglia scopre tutti i suoi istinti, le formidabili mascelle dell’Aîdi diventano implacabili. In questo scavalca nettamente lo sciacallo. Per tutta questa serie di fattori l’Aîdi necessità, nell’ambito famigliare, di unagerarchia chiara e precisa, dei comandi semplici e rapidi, con un capoincontestabile, con il quale creerà una alleanza forte, abbinata ad una fedeltà senza falle. Del suo lato “ primitivo“, l’Aîdi che vive sull’Atlas, ha mantenuto una grande vivacità di spirito, un senso acuto di osservazione ed una comprensione rapida. Il suo apprendistato è molto veloce, in quanto si integra immediatamente alla sua nuova famiglia, comprendendo al volo le parole e i comandi, i gesti e le abitudini, tutto in brevissimo tempo e con facilità. La FCI ha inserito gli Idan nel gruppo 2 dei cani da montagna e bovari svizzeri, giustamente, fissando la sua altezza al garrese tra i 52 e 62 cm.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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EXPOP TEATRO 2.0, incursioni urbane per celebrare l’assassinio dell’estetica a Cagliari

September 3, 2012 Leave a comment

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EXPOP TEATRO 2.0
A CAGLIARI TRE GIORNI DI INCURSIONI URBANE PER CELEBRARE L’ASSASSINIO DELL’ESTETICA
Lavanderie a gettoni, distributori di benzina, scale mobili, mezzi di trasporto, giardini, toilette, camerini di prova e locali commerciali momentaneamente sfitti sono le originali location di un festival che dissemina arti performative e contaminazioni visuali nel tessuto urbano del capoluogo sardo, con la direzione artistica di Valeria Orani e Valeria Ciabattoni.
Teatro, installazioni e mostre vengono offerte gratuitamente alla città.
Senza dimenticare di aprire uno spazio per la riflessione, con il seminario “Lost in Promotion – produrre le arti performative nella contemporaneità”.
Cagliari, 4-5-6 settembre 2012
Dopo la fortunata partenza dello scorso anno, si presenta al pubblico con una veste interamente rinnovata e con l’ambizione di fare leva su originali e intriganti modalità comunicative la seconda edizione di exPop Teatro, vetrina di arti performative e contaminazioni visuali che si spalanca a Cagliari dal 4 al 6 settembre 2012 (con la possibilità di visitare gli eventi espositivi fino al 9 settembre). “Assassinio dell’Estetica” è la formula scelta come tema e titolo della seconda edizione della manifestazione nata nel 2011 a Cagliari, all’interno del programma dell’European Jazz Expo, con la direzione artistica di Valeria Orani e Valeria Ciabattoni, ideatrici del festival.
Con la volontà di promuovere un autentico coinvolgimento del pubblico e una più profonda contaminazione degli spazi urbani del capoluogo sardo, si rinnovano gli intenti e i contenuti dell’appuntamento settembrino con i linguaggi del contemporaneo.
A Cagliari l’arte si fa strada. exPop Teatro 2.0 rivoluziona, con vere e proprie incursioni urbane, la topologia dei quartieri di Villanova e San Benedetto e regala una nuova vita al Parco di Monte Claro, strappandoli a una quotidianità spesso distratta per farli diventare per un attimo palcoscenici non convenzionali, set di istantanee performative, ribalte per mostre e installazioni. Come in un vasto e fluido flash-mob, questi appuntamenti vengono proposti alla libera fruizione e alla sorpresa di un pubblico non sempre consapevole, attirando l’attenzione dei passanti e cercando di innescare un processo di comunicazione emozionale e coinvolgente, secondo i più schietti intenti del pop contemporaneo.
L’EVENTO. Undici nuclei artistici, selezionati attraverso un bando divulgato nello scorso marzo, propongono altrettante visioni e declinazioni dell’“Assassinio dell’Estetica” presentando performance, mostre e installazioni, offerte gratuitamente alla fruizione del pubblico: si tratta di progetti originali che si affiancano a una rivisitazione di opere già proposte su altri palcoscenici e facenti parte del repertorio ormai collaudato di artisti e compagnie. I singoli spunti si rincorrono e si completano per suggerire, nell’insieme, ironiche e intriganti analisi della realtà attuale e porre interrogativi, non senza drammi, sulle derive del contemporaneo. Progetti creati o ripensati su misura per la kermesse che, tra parole, suoni e visioni, dilatano squarci di inattesa poesia, evocando suggestioni diverse, apparizioni in non-luoghi, facendo incontrare le icone della cultura pop con i “mostri della porta accanto” e mescolando ipotetiche conversazioni private, passioni e segreti messi a nudo con pubbliche enunciazioni di soggettività artistiche non omologate.
exPop Teatro intende colorare con pennellate vivaci una Cagliari che si scopre sempre più multiculturale e contemporanea, articolando un progetto di riappropriazione del tessuto urbano che ambisce a diventare con il tempo un laboratorio aperto a sperimentazioni e contaminazioni tra generi, linguaggi e stili, in un dialogo non convenzionale con il pubblico. Solleticando la curiosità verso nuove espressioni performative e artistiche in generale.
“Assassinio dell’Estetica” è, inoltre, il punto di partenza per una riflessione sui meccanismi di negazione di tutta quell’arte che non si integra con le logiche della mercificazione contemporanea, sull’annichilimento del talento, sulla miopia di una certa gestione politica della cultura, sulla chiusura dei luoghi deputati all’espressione, sul taglio inesorabile imposto a tutte le forme di finanziamento garanti non solo dello sviluppo, ma anche del mero sostentamento della creatività. exPop Teatro 2.0 è, nelle intenzioni degli organizzatori, un modo di gettare il guanto a una società che si convince sempre che l’arte è superflua e come tale non serve, proclamando a gran voce che in periodi di crisi è giusto “assassinarla”.
“La nostra sfida – spiegano i direttori artistici Valeria Orani e Valeria Ciabattoni – è dimostrare che mai nessuno potrà sconfiggere la creatività perché l’arte e l’effimero sono l’ordito di una società contemporanea la cui trama è costituita dalla concretezza delle disillusioni. L’estetica, intesa come sogno, come arte allo stato puro, è trovare il bello nelle bruttezze del quotidiano”.
La città di Cagliari diventa così corpo vivo in cui si innestano epifanie dell’umano con il gusto dell’effimero, impreziosite dalla capacità di imprimere graffi sull’anima. Gli spettatori, invitati al ricco e vario banchetto di un calendario artistico fruibile in completa gratuità, potranno scegliere chi e cosa, quando e quanto vedere, lasciandosi sorprendere da un incontro inatteso in un negozio, in una lavanderia, al parco o in un caffè, cogliendo o perfino “inseguendo” per le vie o tra le stanze frammenti di teatro, schegge di verità e meravigliose bugie. Un teatro, quello di exPop 2.0, in cui il palcoscenico coincide con la stessa azione artistica, sia essa performativa, installativa o espositiva.
LE PERFORMANCE. Il variegato programma delle performance, che costituiscono il cuore pulsante della vetrina dell’exPop Teatro 2.0, regala improvvisi squarci di realtà, tra fruscii di stoffe e il riflesso degli oblò. Personaggi da fiaba e incubi metropolitani ridisegnano le geografie dell’immaginario, rimodellandosi e trasformandosi in virtù del luogo che le ospita e del quartiere che fa da fondale. Si privilegiano location insolite, set destinati a imprevisti cambi di destinazione d’uso, in vere e proprie incursioni urbane che sovvertono l’ordine di abitudini e percorsi consueti che i cagliaritani sono invitati a guardare con occhi nuovi.
Nel gioco della trasmutazione, Giuseppe L. Bonifati (Divano Occidentale Orientale), reduce dalla Biennale di Venezia e dal Nord Europa e artefice di “Maiden in Costa Rica” – una vita in viaggio tra Italia, Danimarca e Centro America – propone le intime confessioni di “Devodirtiunacosa” in un camerino di Donne Concept Store in via Sulis, nella toilette del Peek-A-Boo Lounge & Restaurant (Antico Mercato di San Benedetto) e di nuovo in bagno nell’elegante cornice di “Villa Clara” alla sommità del Parco. Il rione medioevale e multietnico di Villanova ospita “Noise” di Mauro Stagi, ambientato nella lavanderia a gettoni di via Piccioni. Per le strade e piazze del quartiere abita pure (per un giorno) il colorato “Pinocchio in bicicletta” di Roberto Abbiati e Lucia Baldini, divertente performance di teatro di strada per grandi e piccini, quasi un “fotoromanzo” delle avventure del Burattino. Shopping di dis/illusioni al Mercato di San Benedetto con “Save Your Wish” di Elena Arcuri ed Eleonora Pippo, fra ansie consumistiche e sentimento della mancanza – di oggetti o di pensiero – sospesi sulle scale mobili della vita. Inizia come un’installazione, con la Doblò dei due autori/performer in sosta nei parcheggi del Mercato o al Parco di Monte Claro, il “viaggio nella mente” sui sentieri dell’in/comunicabilità di “To_Two – Due alla fine del mondo” di e con Tamara Bartolini e Michele Baronio, nel paesaggio sonoro di Renato Ciunfrini, fino a catturare lo spettatore con le pulsazioni della storia “in una trasmutazione alchemica tra amore e rabbia”. Respiro di una stella e rapsodia di sguardi tra i vapori di benzina della stazione di servizio ENI di via Bacaredda con “Elvis’ stardust” del Teatro delle Moire, una tra le più interessanti realtà sulla scena del teatro pop italiano. Villa Muscas offre invece la cornice ai “Vertigo Exercises” firmati Lucido Sottile (unica compagnia sarda con un progetto nello spirito del bando, ovvero un coreografico “Assassinio dell’Estetica”) fra sequenze di teatro-danza che illustrano turbamenti e distorsioni di percezione di un gioco “per grandi”. Infine il roseto di Villa Clara, nuova sede della Biblioteca Provinciale di Cagliari, che domina la città dallo spazio verde del Parco di Monte Claro, diviene palcoscenico per “Bella Tutta!” di e con Elena Guerrini (dal teatro di poesia della Valdoca e Pippo Delbono, al cinema di Avati e Arau e al teatro civile di “Orti Insorti”).
LE MOSTRE. Un’importante novità rispetto all’edizione precedente della manifestazione sono le mostre e le installazioni di arte contemporanea che fanno il loro ingresso nel format di exPop Teatro e ne arricchiscono il programma.
“Autoportraits” (Locale Sfitto, piazza San Giacomo angolo Via Sulis – a cura di Francesco Paolo Del Re) è il titolo di un’antologica, finora inedita in Italia, degli scatti di Roberto Foddai, fotografo di origine sarda residente e operante da molti anni a Londra. Assumendo di volta in volta le sembianze di personaggi storici e della cultura e diventando protagonista di originali ripensamenti di alcuni celebri capolavori della storia dell’arte, nei suoi autoritratti Foddai offre una personale visione del mito nel mondo contemporaneo. Una riflessione, quella del fotografo, che sfida i limiti e gli stereotipi della percezione della bellezza, nel tentativo di assassinare l’estetica con una risata.
“Next-door Monsters” (Locale Sfitto, piazza San Giacomo angolo via Sulis), mostra collettiva curata da Francesco Paolo Del Re e già presentata in altri contesti nazionali, è un progetto espositivo in divenire che nasce all’intersezione tra cinema di genere e arte contemporanea. Attraverso i linguaggi della fotografia, della street art, del disegno, dell’incisione, dell’illustrazione e della pittura, la mostra traccia una riscrittura delle figure mostruose che affollano il repertorio del cinema horror, chiamando il fruitore a essere protagonista di un’indagine di desideri, ambizioni e possibilità dei mostri della porta accanto o dei mostri dentro di noi. Gli artisti protagonisti della tappa cagliaritana di “Next-door Monsters” sono quattordici: Nicola Alessandrini, Bafefit, Zaelia Bishop, Alessio Bogani, Diavù (David Vecchiato), Claudio Evangelista, Giovanni Gaggia, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, AliCè (Alice Pasquini), Paolo Petrangeli, Riot Queer, Mauro Santucci e YoIrene.
“Songs for Lovers” (Sulis71, via Sulis 71) di Elio Castellana, regista di teatro e di corti cinematografici, cofondatore di Accademia degli Artefatti e da anni impegnato in un personale percorso di ricerca sul video e sulle sue evoluzioni, è un’installazione multimediale ispirata alle compilation musicali dedicate agli innamorati ed evoca un universo popolato di sentimenti stereotipati ed emozioni di facile consumo. In un’inedita combinazione, classiche canzoni d’amore si sposano a stralci di video scaricati da siti porno in cui gli utenti si espongono liberamente e in solitudine di fronte alla propria webcam per condividere, attraverso le immagini, la pratica di un segreto erotico. Come in un viaggio di conoscenza disincantato e disperato insieme, questa compilation permette allo spettatore di abbracciare diverse forme di eros e di attraversare stati d’animo e visioni di desideri disparati ma accomunati dal bisogno d’amore, macerato nello struggimento di una solitudine profonda.
IL SEMINARIO. Non solo incursioni e provocazioni ad arte, per exPop Teatro 2.0. Il festival ospita infatti anche un importante momento di riflessione e confronto: un seminario rivolto ad artisti, organizzatori e operatori che si occupano di arti performative, interessati a sperimentare la promozione del proprio progetto culturale utilizzando strategie di sostenibilità produttiva e forme innovative di comunicazione.
A cura di 369gradi Centro Produzione e Diffusione Cultura Contemporanea e dell’Associazione culturale TK Il Tamburo di Kattrin, il seminario “Lost in Promotion – produrre le arti performative nella contemporaneità” si articola in tre intense sessioni di lavoro mattutine ed esplora le modalità in cui è possibile creare un modello personalizzato di intervento per promuovere, diffondere e valorizzare un progetto performativo, in un momento storico in cui la parola “mercato” ha profondamente mutato di significato. La riflessione contempla i vari aspetti della questione della promozione, a partire dalle problematiche legate alla comunicazione e ai rapporti con la stampa, con gli operatori e con gli organi istituzionali. Con un occhio di riguardo soprattutto verso il principale fruitore del lavoro teatrale, cioè il pubblico. I curatori del seminario intessono un dialogo con critici di testate nazionali, organizzatori teatrali, direttori di circuiti pubblici e rappresentanti delle istituzioni, allo scopo di mettere in comune il personale know-how sui diversi aspetti della produzione e della promozione della ricerca performativa. Gli interventi degli ospiti, di diverso ruolo e profilo all’interno della scena contemporanea italiana, contribuiscono a tracciare una mappatura trasversale del settore, dai nuovi orizzonti del mercato produttivo al ruolo dei circuiti e delle reti, dalla sperimentazione di percorsi di fundraising originali fino all’intreccio dei differenti livelli di comunicazione.
SINERGIE PER UN PROGETTO COMUNE. Tra momenti performativi, contaminazioni artistiche, sperimentazione plurilinguistica e riappropriazione di contesti urbani, il festival exPop Teatro 2.0 di Cagliari si propone come un ampio Stationendrama eclettico e eterogeneo, da vivere e centellinare a piacimento e secondo l’ispirazione e le inclinazioni di un pubblico che non deve per forza essere colto e preparato. La realizzazione di questo ambizioso progetto è divenuta possibile con il sostegno dell’European Jazz Expo e grazie all’attivazione di preziose sinergie con imprenditori privati, esercenti di attività commerciali, enti e istituzioni che hanno accolto con entusiasmo e sincero desiderio di collaborazione le richieste logistiche degli organizzatori, facendo vivere l’azzardato programma del festival.
INFORMAZIONI TECNICHE:
EXPOP TEATRO 2.0 – ASSASSINIO DELL’ESTETICA. Direzione artistica: Valeria Orani e Valeria Ciabattoni
Cagliari, 4-5-6 settembre 2012 (le mostre inaugurano il 4 settembre e sono visitabili fino al 9)
TUTTE LE PERFORMANCE E LE MOSTRE SONO A INGRESSO GRATUITO
INFORMAZIONI E PROGRAMMA: http://www.expopteatro.com
Info su spettacoli e mostre: expopteatro@gmail.com – cell. 393.5631511
Info sul Seminario Lost In Promotion: lostinpromotion@gmail.com
CONTATTI CON LA STAMPA:
Ufficio stampa nazionale: Francesco Paolo Del Re – 392.8918793 – fp.delre@gmail.com
Ufficio stampa Sardegna: Anna Brotzu – 328.6923069 – expopteatro.press@gmail.com

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