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Archive for September 1, 2012

Facebook, nuova funzione trasforma le foto in cartoline

September 1, 2012 Leave a comment

Secondo quanto annunciato da lui stesso, Mark Zuckerberg ha intenzione di introdurre una nuova funzione dedicata alle foto sul sito in blu.
A breve, infatti, sotto ogni foto personale, comparirà la scritta ”Mail Postcard”, che permetterà di applicare effetti e scritte alle proprie foto, per poi inviarle ai contatti tramite messaggi privati o via email. Chi vorrà, inoltre, potrà condividere le cartoline create sul proprio diario.
Per ora, alcuni utenti di Facebook stanno già testando questa nuova funzione, ma non è detto che quest’ultima venga per forza attivata. Fatto sta, che secondo alcune indiscrezioni, questo servizio avrà un costo di 0,99 dollari per ogni cartolina inviata.

Fonte: GoLook-Technology.it

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“Le donne di Roma” di Annelise Freisenbruch, Bruno Mondadori

September 1, 2012 Leave a comment

LE DONNE DI ROMA
Potere, sesso e politica in età imperiale
La storia della Roma imperiale è costellata da decine di grandi figure femminili che non hanno brillato solo di luce riflessa, ma, dietro le quinte o in prima linea, hanno influenzato le sorti della capitale del mondo nei suoi anni d’oro. Nell’antichità romana, in modo assai simile a oggi, le compagne dei politici assolvevano il fondamentale compito di promuovere l’immagine “domestica” del marito, ma erano anche carismatiche opinion-leaders, icone di stile, celebrità dall’esistenza estrema e movimentata. Annelise Freisenbruch, in perfetto equilibrio tra rigore storico e sensibilità narrativa, traccia i profili a tutto tondo di queste donne affascinanti raccontandone la vita pubblica e le abitudini in camera da letto, sullo sfondo di una società in cui l’universo femminile stava mettendo a segno le sue prime, faticose conquiste. Si parte da Livia, consorte del primo imperatore Augusto, assurta a exemplum di moglie virtuosa in grado di ottenere privilegi fino ad allora sconosciuti per una donna (possidente, mediatrice politica, oggetto di culto divino dopo la morte), e si arriva a Elena, madre di Costantino, ispiratrice di un nuovo modello di femminilità intellettuale e ascetica, passando per Messalina, la moglie di Claudio affetta da sfrenata ninfomania, e Agrippina Minore, l’ambiziosa madre di Nerone protagonista di incredibili e truculenti intrighi a palazzo. “Principesse del popolo” e madri irreprensibili, scandalose party-girls e colte protofemministe: il libro della Freisenbruch svela l’impressionante attualità di queste figure, le cui vite rappresentano dei modelli che ancora, tacitamente, ispirano le mogli degli uomini potenti di oggi.
Annelise Freisenbruch nata nelle Bermuda nel 1977 e trasferitasi in Inghilterra da bambina, è al suo debutto come scrittrice. Laureata in Lettere classiche al Newnham College (Cambridge), dove ha conseguito un PhD, è insegnante di latino nel Dorset.
LE DONNE DI ROMA
Potere, sesso e politica in età imperiale
Bruno Mondadori
2012, pagine 330
25 €

Sufismo, dottrina in Marocco

September 1, 2012 Leave a comment

Molti marocchini, giovani e meno giovani, praticano il sufismo sotto diversi aspetti e forme. Elemento forte dell’identità marocchina, il sufismo assorbe tutti i membri della società, non importa quale sia l’età, sesso, status sociale o orientamento politico. Il sufismo attira sempre di più i giovani a causa della sua tolleranza, della sua interpretazione facilitata del Corano, del rifuto al fanatismo e per la sua modernità. I giovani trovano nei principi di “bellezza” e “umanità” del sufismo, uno stile di vita equilibrato che permette loro di amare le arti, la musica e l’amore senza essere obbligati ad abbandonare i loro obblighi spirituali e religiosi. Le confraternite sufiste esistono in tutto il Marocco. Organizzano regolarmente incontri di preghiera, per salmodiare e discutere di  sociale o di politica, del rispetto per l’ambiente o della solidarietà,  sino ad arrivare alla lotta contro le droghe o alla minaccia del terrorismo. Inoltre, i seminari sufi, pongono l’accento sui valori universali che l’Islam condivide con il cristianesimo e il giudaismo (come la ricerca della felicità, l’amore dei sensi, la tolleranza delle differenze razziali e religiose, la promozione della pace) e incitano i giovani a confrontarsi nel dialogo interreligioso. Nell’insieme, i seminari sufi, con i loro salmi e i loro raccoglimenti spirituali, offrono un veicolo sociale a milioni di marocchini, dove la fusione del sacro e del profano, dell’anima e del corpo, del singolo e dell’universo è a volte possibile e gratificante. I sufisti prendono le distanze dai fondamentalisti (che vedono l’Islam l’emulazione serrata e utopistica del profeta Maometto e dei suoi compagni) e insistono in particolare sull’adattamento della comunità alle problematiche e alle priorità dei tempi moderni. I sufi non condannano le donne senza velo cosi’ come non censurano le distrazioni della nostra epoca. Per gli adepti, la differenza tra vizio e virtù e strettamente correlata all’intenzione e non alla apparenza. Il sufismo è dilagato nella cultura marocchina al punto che il suo ruolo non può essere appreso se si riduce a capire una setta o un luogo sacro: la sua dottrina ha impregnato dei generi musicali detti “moderni” o “occidentali” come il raî, versione hip hop e rap marocchino, che ovviamente possono apparire troppo terresti o troppo sensuali per essere associati al sufismo. Questa musica si ispira alla poesia sufi per cantare l’essenza prima dell’essere umano, le virtù della semplicità e i doni curativi dei santi sufi come Sidi Abderrahman Majud, Sidi Ahmed Tijani e Sidi Boumediene, capi spirituali venerati dai loro discepoli per aver cercato, e trovato, l’unione spirituale con Dio nel corso della loro esistenza terrena. L’impatto del sufismo sulla cultura giovanile è esplicità nelle parole del gruppo urbano Nass Al Ghiwan e dei Sahara Gnawa. Questi due gruppi sono stati profondamente influenzati dalla musica pop marocchina dagli anni ’70 e le canzoni dei Ghiwan sono impregnate della filosofia hippie di gruppi come i Rolling Stones e i Pink Floid, spingendo un gran numero di loro ascoltatori verso una risposta psichica chiamata Shata, un termine arabo marocchino usato per parlare di danza moderna. I musicisti Gnawa, discendenti degli schiavi africani deportati in Marocco tra il XII° e XVII° secolo, produssero un effetto molto simile. Le loro musiche, mixate con parole religiose,  profondamente radicate nella tradizione dell’Africa subsahariana, e melodie melanconiche, ricordano il jazz e il blues americano. L’esecuzione Gnawa si concentra sul corpo che danza girando su se stesso, su di una voce spasmodica, ritmi poetici che rimandano ai salmi sufi in arabo come “Non esiste altro Dio che Dio e Maometto è il suo messaggero“. Queste parole, terribili se pronunciate da un terrorista, elevano l’anima quando sono cantate dai musulmani pii, dagli Gnawa e da altri musicisti ispirati dal sufismo.Anche il gruppo Fnaire, nuovo complesso  hip hop di Marrakech, si definisce come un mélange di tradizioni sufi e di rap americano. È opportuno segnalare che migliaia di giovani europei, americani e africani, affluiscono ogni anno ai Festivals di musiche sacre organizzati dai movimenti sufisti attraverso tutto il Marocco, per cantare e celebrare i loro entusiasmo per la vita e il loro attaccamento ai valori universali della Pace. La scena di questi Festivals rifiuta totalmente il tipo di immagine che i fondamentalisti cercano di trasmettere ai giovani marocchini. Questa fusione di sufismo e modernità produce un esperienza estetica unica, che attira i giovani che rifiutano la violenza, sostenendo i valori di una umanità condivisa.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Marocco, conversioni all’Islam in crescita nel reame

September 1, 2012 Leave a comment

Ragioni spirituali, mistiche sufi o più pratiche come i matrimoni, motivano nella maggior parte dei casi le conversioni all’Islam in Marocco. Antonio, nazionalità italiana, tenuto per mano dall’imam della moschea Koutoubia a Marrakech, si dirige al suo interno, qualche minuto prima dell’inizio della preghiera dell’AlÎchaa e dei Tarawih, recitando l’Achhadataine, la riconoscenza dell’unicità di Allah e delle  profezie del suo messaggero Maometto, mentre la moschea colma di preghiere, vibrerà sotto il “Dio è grande” dei fedeli.  Scene come queste sono abituali in molte moschee del reame, da Marrakech a Salé, da Agadir a Casablanca. In un recente studio del ministero degli Habous e degli affari religiosi riguardante le conversioni all’Islam in Marocco, si deduce che il fenomeno ha avuto un picco in questi ultimi anni, registrando una crescita costante. Dalle 300 conversioni registrate nel 2012, da non musulmani nel reame marocchino, le cifre sono passate a 1.947 nell 2011 con l’83% di uomini pari a 1.619 soggetti contro 328 conversioni femminili. In questi studi il ministero degli Habous ha lasciato intendere che il risultato della statistica è falsato dalle non iscrizioni ai tribunali famigliari e dai consolati stranieri, in quanto molti convertiti non denunciano il fatto alle autorità. In testa ai paesi di provenienza dei nuovi musulmani in Marocco troneggia la Francia con il 49,7% con oltre 986 francesi, seguito dall’Italia con 252 conversioni, la Spagna 150, il Belgio 101 e gli Stati Uniti con 71 convertiti.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Ruralnet, ospitalità rurale senza frontiere

September 1, 2012 Leave a comment

RURALNET: PRIMA TAPPA PER UN AGRITURISMO SENZA FRONTIERE
L’ospitalità rurale senza frontiere, in funzione della promozione dei rispettivi territori, è una prospettiva che deve trovare spazio anche nella programmazione comunitaria 2014 – 2020, perchè capace di valorizzare le singolarità, le specificità e le risorse locali. E’ questa la prospettiva emersa a conclusione del progetto RURALNET 2007 – 2013, Network per lo sviluppo e la promozione dell’ospitalità rurale transfrontaliera nel quadro della cooperazione territoriale INTERREG IV Italia – Austria, che ha verificato sul campo le opportunità e le potenzialità di cooperazione Italia – Austria nel campo dell’agriturismo.
Sulla base delle conclusioni della Conferenza finale del progetto, svoltasi a Treviso (la cui Provincia era capofila del progetto), la Regione del Veneto ha peraltro confermato l’intenzione di mantenere il proprio impegno e il sostegno ai soggetti che elaboreranno progetti nei vari settori. Nel corso della conferenza finale, un operatore trevigiano, Lorenzo Surian di Agriturismo Tenuta Collalto, uno udinese, Luigina Missana di Agriturismo Casali di Cjanor di Fagagna, e Hubert Reiner presidente dell’Associazione “Vacanze in Agriturismo” della Carinzia, in rappresentanza dei tre partner territoriali, hanno raccontato l’esperienza vissuta all’interno dell’iniziativa, con scambi di visite ai rispettivi territori e ad aziende significative, e con il confronto tra modalità operative e organizzative sia nei confronti degli ospiti che nei rapporti tra operatori e loro associazioni.
Interesse ha suscitato l’immagine consolidata su web delle attività di progetto: le cosiddette “cene esperienziali”, con scambi bilaterali di esperienze ai fornelli realizzati nei diversi territori quasi come tornei sportivi, hanno ricevuto le valutazioni positive dei blogger del settore enogastronomico. Proprio le “esperienze” a tavola e in cucina sono candidate a essere uno dei punti di forza dei prossimi progetti di cooperazione territoriale sul turismo rurale. Il sito di progetto, http://www.ruralnet-interreg.eu, ha avuto quasi 10 mila visite, per il 73% provenienti da ricerche on line: è dunque un’opportunità per gli operatori coinvolti, anche perchè predisposto per accogliere pagine dedicate a tutte le strutture ricettive dei territori, organizzate per area tematica.
Materiali sul progetto RURALNET possono essere visti e scaricati ai seguenti link:
http://www.ruralnet-interreg.eu/
http://www.vinodila.it/index.php/lang-it/ruralnet.html
-. http://giuseppe-capano.cucina-naturale.it/ospitalita-rurale-territorio-e-promozione-in-cucina
http://www.imanicarettidiannare.com/2012/05/evento-culinario-treviso-e-carinzia.html

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