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Archive for August, 2012

Festival degli asini, nona edizione dedicata al quadrupede in Marocco

August 8, 2012 Leave a comment

In Marocco, ci sono talmente tanti Festival che anche gli asini hanno il loro. Il Festival degli asini, organizzato dai comuni di Moulay Driss Zerhoun e Béni Ammar, si svolge a luglio ed ha raggiunto la sua 9° edizione. Una sflilata di moda costituisce una delle sue attrazioni principali (nella foto la Miss che ha vinto). Dopo tutto, se il cavallo ha la sua settimana di onori perchè no un Festival dedicato agli asini?

Fonte: My Amazighen

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Mohamed Abdelaziz, capo del Polisario minaccia guerra al Marocco

August 7, 2012 Leave a comment

Il capo del Polisario, Mohamed Abdelaziz, minaccia di riprendere le armi contro il Marocco, dichiarando che questa guerra sarà un “opzione legittima”. “Il Polisario potrà optare per una lotta armata per mettere fine al conflitto del Sahara che lo oppone al Marocco”, ha affermato il capo dei separatisti al quotidiano basco Gara. “L’Onu riconosce il nostro diritto nel ricorrere alle armi per respingere le invasioni straniere (…) questo rende legittima la nostra guerra moralmente e giuridicamente”, sostiene il capo del Polisario, che accusa il Marocco di voler bloccare i negoziati ritirando la sua fiducia all’inviato speciale dell’ONU nel Sahara, Christopher Ross. “L’intransigenza del Marocco ha fatto perdere alle risoluzioni dell’ONU la loro credibilità” spiega Abdelaziz al quotidiano spagnolo affermando che l’opzione di un azione militare contro il Marocco non è mai stata abbandonata.

Fonte: My Amazighen

Masayminch 2012, inferno e dannazione per i non digiunanti

August 6, 2012 Leave a comment

Le reazioni sono furiose, tra promesse di fiamme eterne, dopo l’uscita di un gruppo di giovani organizzati in un Collettivo marocchino per le libertà individuali che chiede  la depenalizzazione del digiuno senza se e senza ma. In occasione del mese sacro, il collettivo ha organizzato un operazione chiamata “Masayminch 2012” (letteralmente noi non digiuneremo); un evento che prende forma sotto differenti azioni e che cambia rotta rispetto all’anno passato. Lasciati da parte i pic-nic ostentatori (che hanno visto l’arresto di decine di militanti l’anno scorso), il Collettivo cambia metodo per coinvolgere gli spiriti liberi. La parola d’ordine è radunare un massimo di militanti e di simpatizzanti, in uno spazio pubblico, attorno a cibi e bevande di plastica! “Preferiamo rimanere nella simbologia perchè la gente comprenda che il nostro obiettivo non si ferma al nostro stomaco”, ha spiegato Iddine Habib, co-fondatrice del Collettivo. “Vogliamo che i marocchini capiscano che non siamo tutti uguali e che dobbiamo apprendere a vivere secondo le nostre differenze”, ha aggiunto. Diversi video di non digiunanti saranno distribuiti su Internet, per dare la massima visibilità all’evento. Questo è anche un modo di manifestare la propria individualità proteggendosi dalle sanzioni previste dall’articolo 222 del Codice penale; “Colui che, notoriamente conosciuto per la sua appartenenza alla religione musulmana, rompe ostentatamente il digiuno in un luogo pubblico durante il Ramadan, senza motivi ammessi dalla religione, è passibile dell’imprigionamento da uno a sei mesi e una ammenda da 120 a 1.200 Dh“. Il Collettivo marocchino per le libertà individuali chiede l’abrograzione di questo articolo e il suo principale scopo è quello di creare un cambiamento di mentalità. Habib spiega che il loro compito è quello di abituare i marocchini a vivere le loro scelte in pieno giorno, lontano dalla ipocrisia. Anche tra i simpatizzanti, il soggetto è ancora tabù e molti di loro si nascondono ancora davanti ai loro genitori, ai vicini o agli amici. L’iniziativa ha riunito sino ad ora 900 partecipanti e 200 altri si dichiarano senza ombre su Facebook. Ma la pagina di uno degli organizzatori è stata piratata e l’amministratore di Masayminch 2012 lancia un messaggio agli internauti: “Non mollate! Il nostro combattimento non è che all’inizio, invitate i vostri amici!”. Numeri ufficiali comunque non ne esistono in quanto è presente  una pagina “doppia” che compare durante le ricerche in rete e che accoglie molte più persone che la pagina ufficiale. Ricordo a tutti che sono rari i caffé e i ristoranti che restano aperti durante il Ramadan e i pochi servono esclusivamente a clienti stranieri o musulmani con “motivi ammessi dalla religione”. Nella pratica è molto difficile verificare questi motivi che sono tra gli altri le mestruazioni, il diabete o altre malattie croniche. Per facilitarsi la vita molte insegne proibiscono semplicemente l’accesso agli uomini; altri esigono un documento di riconoscimento o servono solo stranieri. Per i marocchini resta il take away! Il codice penale comunque non prevede nulla contro i proprietari di ristoranti  non essendo autorità pubblica e quindi non “dovrebbero” avere il diritto di giudicare i loro clienti.

Fonte: My Amazighen

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