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Archive for July 25, 2012

Consuelo Gilardoni

July 25, 2012 Leave a comment

Consuelo Gilardoni, soprano, ha studiato presso il Conservatorio «G. Verdi» di Comocanto lirico con il M° Soprano Cristina Rubin , con la quale si perfeziona tuttora. Ha studiato Arte Scenica con Maria Luisa Iotti. Dal 2009 si perfeziona a New York con il M° Carlo Faria, direttore d’orchestra e allievo del Maestro Arturo Toscanini, con il quale collabora costantemente per concerti e produzioni. Nell’ottobre 2010 è tra i semifinalisti del 4° Concorso Internazionale Lirico “Magda Olivero”. Nel maggio 2011 si qualifica al trentesimo Hans Gabor Belvedere Singing Competition alla Wiener Kammeroper in Vienna.Debutta nella stagione d’opera e d’operetta 2011-2012 del Teatro San Babila in diversi ruoli di operetta.

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Tom Cruise, star più retribuita di Hollywood

July 25, 2012 Leave a comment

Secondo l’ultima classifica stilata dalla rivista americana Forbes, Tom Cruise, il neo single ora alle prese con il suo divorzio milionario con Katie Holmes, sarebbe la star più pagata di Hollywood.
Per conoscere i sucessi del celebre personaggio, basta pensare che solo la saga Mission Impossible, dal 2011 ad oggi, ha incassato oltre 750 milioni di dollari, che equivale a dire il doppio di Leonardo Di Caprio e Adam Sandler.
Per questo, e per molti altri suoi record di incassi, l’affascinante Tom Cruise ha presieduto dunque il primo posto delle star più pagate di Hollywood su Forbes, seguito da Di Caprio e dal noto Dwayne ”The Rock” Johnson.
Secondo i media americani, però, la notorietà di Tom Cruise potrebbe essere presto offuscata dal suo divorzio con la Holmes, visto che le cose tra i due sono note al mondo intero e, a quanto pare, lui in fatti di comportamenti non sia proprio il massimo.

Fonte: GoLook.it

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Mohamed Choukri, fondazione culturale dedicata allo scrittore tangerino

July 25, 2012 Leave a comment

Innamorato della perla del nord, Mohamed Choukri ha fatto della città un elemento essenziale dei suoi scritti. In effetti, Tangeri, sarà dotata di una Fondazione culturale che avrà lo scopo di perennizzare l’opera di questo scrittore tangerino deceduto nel 2003. L’annuncio ufficiale di questo progetto è stato dato durante il sesto incontro dedicato all’autore di “Pane Nudo”, che si inscrive nel quadro della 8° edizione del Festival mediterraneo della cultura amazigh “Twiza”, i cui lavori sono terminati domenica 15 luglio, a Tangeri. Secondo gli amici e i parenti di Mohamed Choukri, la creazione di questa Fondazione culturale realizzerà il desiderio di quest’ultimo. Molto attesa ed evocata per la prima volta durante le esequie dello scrittore tangerino, questo progetto, che all’epoca era fortemente voluto dai responsabili ma mai realizzato, si concretizzerà grazie al patnerariato tra il ministro della cultura, il comune urbano di Tangeri e la Fondazione del Festival Twiza, ha dichiarato il sindaco di Tangeri, uno dei fondatori del Festival Twiza. Dalla morte dello scrittore, nove anni fa, molti incontri sono stati dedicati allo scrittore che nacque nella regione del Rif, a Beni Chiker, nel 1942, andando a vivere con i genitori a Tangeri sette anni più tardi. Era analfabeta e solo a 20 anni conobbe la lettura e la scrittura, scrivendo poi il suo primo libro a 37 anni, il famoso Pane Nudo, tradotto in diverse lingue. Questo romanzo autobriografico descrive la vita miserabile e instabile del giovane Mohamed, vita passta in gran parte nell’antica medina di Tangeri. Seguirono poi altri romanzie novelle tra cui Zaman Al Akhtae (Il tempo degli errori), Majnoun Al Ward (Il folle delle rose) e Al Khaima (La tenda). Per i critici letterari, Mohamed Choukri è riuscito grazie alla sua opera a far scoprire la storia di Tangeri, città  considerata come una terra di accoglienza per celebri artisti e scrittori come Paul Bowles, Jean Genet e Tennessee Williams.  Gli iniziatori di questo progetto della Fondazione Mohamed Choukri desiderano creare un luogo di incontro, che contribuirà alla promozione culturale della città; oltre a tutte le opere di Choukri, i visitatori potranno scoprire altri talenti tangerini nei diversi settori artistici come il canto, grande passione dello scrittore marocchino.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Sandra den Hamer

July 25, 2012 Leave a comment

Sandra den Hamer (studiosa di cinema, direttrice di festival e musei, Olanda)

Sandra den Hamer ha studiato cinema e teatro alla University of Utrecht prima di lavorare per Channel Four, nel 1984. Ha iniziato la propria collaborazione col Festival di Rotterdam nel 1986, lavorando come coordinatrice di CineMart e come produttrice, prima di diventare direttrice aggiunta del Festival nel 1991. Nel luglio del 2000 viene nominata direttrice del Festival, prima assieme a Simon Field, e, dal 2004, come direttrice unica. Durante la sua collaborazione col Festival di Rotterdam è stata anche responsabile del Hubert Bals Fund (il fondo ideato dal Festival per il sostegno economico a registi provenienti da paesi emergenti) e di CineMart. Negli ultimi vent’anni ha partecipato a numerosi panel internazionali, seminari e workshop di coproduzione, tra cui Carthage (Tunisia), Havana (Cuba), Pusan (Korea), Tokyo (Giappone) e IFFM (New York, U.S.A.). È stata inoltre membro delle giurie di Fespaco (Ouagadougou, Burkina Faso), Un Certain Regard (Festival di Cannes) e il Dutch Film Festival in Utrecht. Sandra è stata membro del comitato di consulenza per il Dutch Film Fund, del FINE (Film Investors Netherlands) e dell’AVEA (Audiovisual Entrepeneurs of Africa). Dal primo settembre 2007 è direttrice del Filmmuseum di Amsterdam. Nel 2010 il museo è stato unificato con l’Holland Film, istituto olandese per l’educazione cinematografica, e la Filmbank, dando origine al EYE Film Institute Netherlands. Dalla unione ne è nata un’organizzazione che ha lo scopo di proteggere e promuovere il cinema olandese. Sandra den Hamer è stata nominata direttrice dell’EYE Film Institute Netherlands, la cui sede è stata trasferita nell’aprile del 2012 in uno spettacolare palazzo con quattro sale cinematografiche  e un importante spazio espositivo.

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Jason Kliot

July 25, 2012 Leave a comment

Jason Kliot (produttore, Stati Uniti)
Candidato per l’Academy Award, Jason Kliot è il produttore di oltre 40 film di famosi registi del calibro di Jim Jarmusch, Brian De Palma, Steven Soderbergh, Miguel Arteta, Hal Hartley, Nicole Holofcener, Alex Gibney e Todd Solondz. Nel corso della sua carriera ha prodotto film innovativi di filmmakers esordienti e sostenuto la particolare visione di registi consolidati. Jason ha prodotto un’ampia gamma di film, spaziando da progetti d’autore a grandi successi commerciali, fino ad importanti documentari sul teatro. I film di Kliot sono stati selezionati e hanno vinto svariati premi al Sundance Film Festival, al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, al Festival Internazionale del Cinema di Cannes e alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; tra questi, anche due Gran Premi della Giuria al Sundance Festival e il Leone d’Argento per la migliore regia al Festival del Cinema di Venezia. I suoi film hanno ricevuto oltre 25 candidature per l’Independent Spirit Award. Jason è riconosciuto come uno degli esponenti di spicco della rivoluzione digitale del cinema. Le sue avanguardistiche agenzie di produzione in digitale Blow Up Pictures e HDNetFilms, che ha lanciato in partnership con Joana Vicente, Marc Cuban e Todd Wagner, hanno inaugurato una nuova era di produzione cinematografica in digitale che ha radicalmente trasformato il panorama della produzione e della distribuzione del cinema indipendente americano. Dopo la laurea all’Amherst College, Jason ottiene una borsa di studio post-laurea presso l’Ecole Normale Supérieure di Parigi; è professore associato al Graduate Film Department al Tish School of the Arts della New York University. Jason è inoltre uno dei fondatori di City Harvest, la prima associazione nata per il recupero del cibo della nazione.

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Ramadan, mercati di strada illegali e assolati

July 25, 2012 Leave a comment

In queste giornate di luglio e di Ramadan,  dove il termometro oltrepassa i 40°, molti commercianti ambulanti vendono burro, carne, o ancora pesce, sistemato sui carretti o sulla plastica appoggiata al suolo, inondandono la medina. Altri ancora espongono diversi prodotti di consumo, mortadella(nome inappropriato in quanto è un prodotto a base di impasti di carni varie halal), cioccolato, succhi, yougurt, formaggio e biscotti, tutti provenienti dal contrabbando, che stazionano ore e ore sotto il sole cocente. Oltre all’agroalimentare, molti prodotti cosmetici che sono vurnerabili alle alte temperature africane. Pannolini e fazzoletti igienici sono proposti al dettaglio a 1 o 2 Dh (10 cent) alla confezione! E ancora moltitudine di negozi che vengono datteri, frutta secca e altro esposte ovunque sulla strada.  Personalmete ho visto qualche giorno fa, in piena canicola (50° all’ombra), sulla Place Jemaa el Fna, centinaia di bottiglie di acque minerali in plastica scaricate sull’asfalto rovente  in attesa di essere prelevate, non prima del tramonto, dai vari banchi alimentari che affollano la piazza;  tutti sappiano che le bottiglie di plastica, superata una certa temperatura, diventano nocive per la salute. E ancora decine di pseudo-macellai espongono la carne “all’antica“, in pieno sole e in balia degli insetti, e non esitano a trattarla con gelatine e coloranti per fare in modo che risulti fresca.  Lo scenario è praticamente identico in tutte le città del reame marocchino, senza choccare alcuno. I clienti affluiscono su questi mercati dove i prezzi sbaragliano ogni tipo di concorrenza arrivando anche a 30-40% in meno del prezzo presente sui circuiti formali. I prodotti di contrabbando e quelli scaduti inondano il mercato, dal nord al sud del paese. Anche i droghieri ne fanno largo uso e sono esposti in prima fila davanti alle merci legali. Si salvano i medi e grandi centri commerciali in quanto sono tenuti alla tracciabilità. Ci sono comunque anche in questi centri grossi problemi di déffaillances come verdure e carni nello stesso frigo, cattiva conservazione, scadenza dei prodotti. A Tangeri anche i farmacisti inviano i prodotti di parafarmacia all’ingrosso di Sebta, ovviamente scaduti, che vengono venduti a metà prezzo. Ma da dove arrivano questi prodotti che sfuggono ad ogni controllo, minacciando la salute dei consumatori e che decapitano l’economia formale? L’olio da tavola algerino importato clandestinamente dall’Algeria, per esempio, nuoce all’operatore locale sino al 5% della sua cifra d’affari. Queste mercanzie sono introdotte in Marocco dalle enclavi di Sebta e Melilla, dall’Algeria e dalle frontiere della Mauritania, come ha dichiarato Bouzza Kherrati, presidente della Federazione marocchina dei diritti del consumatore, un collettivo che raggruppa 19 associazioni. Questa macchina illegale è ben oliata grazie a dei reseaux organizzati con professionalità, oltre a privati in cerca di buoni affari. La Federazione distingue 3 tipi di contrabbando: il nero che viene introdotto senza che nessuno se ne accorga, il grigio, quando i trafficanti usano il loro potere per far passare le loro mercanzie illegamente, e infine il chiaro: prodotti importati legalmente ma con le date di scadenza modificate o cancellate. Davanti a questo flusso di merci, i servizi della dogana sono scavalcati da queste introduzioni massive. Nelle zone frontaliere, come ovunque nel mondo, esistono fabbriche specializzate nel traffico di prodotti di contrabbando. È ovvio che molti incidenti avvengono a causa di questi prodotti; è di qualche settimana fà la notizia di una intossicazione collettiva causata da maionese e salsa ketchup avariata, nei pressi di Tetouan. Bisogna aggiungere che la responsabilità maggiore è a carico dei consumatori che non esitano ad acquistare prodotti a prezzi irrisori senza tenere in conto la composizione, la data di scadenza o le condizioni in cui il prodotto si trova. Quindi, in finale, i consumatori pagano il prezzo della loro incuranza. E il governo, insieme agli istituti preposti ai controlli stanno a guardare!

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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“Fernando Botero: disegnatore e scultore”, personale del maestro colombiano a Pietrasanta

July 25, 2012 Leave a comment

Dal 7 luglio al 2 settembre 2012
INGRESSO LIBERO
Pietrasanta – Per festeggiare i suoi 80 anni il maestro colombiano Fernando Botero ha scelto di animare l’estate di Pietrasanta, in Versilia, con un grande evento espositivo. S’intitolerà e Fernando Botero: disegnatore e scultore si terrà dal 7 luglio al 2 settembre 2012.
Il percorso espositivo, a cura di Alessandro Romanini, si snoderà nel centro storico, in quelle piazze ed in quelle vie in cui Fernando Botero è solito trascorrere con la famiglia buona parte dell’anno.
Di lunga data, infatti, è il legame creativo del maestro con la città, instaurato dagli anni Settanta. Nel 2000 è stato designato cittadino onorario di Pietrasanta.
Negli spazi esterni, in primis nella suggestiva cornice della piazza del Duomo, Botero presenterà sei bronzi monumentali, mentre dieci sculture di medie dimensioni saranno collocate nella chiesa di Sant’Agostino insieme ad un ciclo di acquerelli su tela. Inedita e di elevato interesse è anche la serie di 40 disegni, realizzati negli anni Settanta, che saranno presentati al pubblico nelle sale del chiostro di Sant’Agostino. Complessivamente saranno oltre 70 opere in cui il maestro si racconterà tra presente e passato.
La mostra offre un repertorio completo delle tecniche e dell’iconografia di Botero. Dalla semplice matita al pastello, passando per il gesso, la sanguigna e il carboncino per arrivare all’acquerello, il tutto realizzato su carta o su tela. Dal punto dei contenuti, il percorso espositivo riassume i principali temi dell’opera del maestro colombiano. La chiesa di Sant’Agostino ospita le opere di grandi dimensioni, che abbinate a una sapiente articolazione delle sculture di piccole e medie dimensioni architettata dall’artista stesso, permette allo spettatore un confronto diretto tra la plasticità intrinseca del suo disegno e il plasticismo scultoreo.
Le 10 sculture di piccole e medie dimensioni richiamano alcuni dei principali temi raffigurati nei disegni, dalle figure femminili nelle posizioni dell’iconografia “classica” (sedute, in piedi e sdraiate) o di quella mitologica (“Leda”), passando per la “Natura Morta” a quella equestre dell’ “Uomo a cavallo con cappello”.
La sala dei Putti del chiostro di Sant’Agostino raccoglie un’ampia selezione di opere di disegno dedicate ai temi della corrida e del circo.
“La mostra – afferma il curatore Alessandro Romanini – rappresenta un’armonica sintesi della cultura europea e di quella sud americana. Un connubio sinergico tra l’iconografia e il repertorio tecnico e linguistico che Botero ha incessantemente analizzato e elaborato nel corso della sua ultra sessantennale carriera e la dimensione culturale latino americana”.
La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica nell’orario 18-24, ingresso libero (come nella consuetudine di Pietrasanta).
La mostra è un’iniziativa del Comune di Pietrasanta e del Centro Arti Visive, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, della Provincia di Lucca e dell’Ambasciata di Colombia in Italia, con il patrocinio ed il contributo della Regione Toscana, con il sostegno economico di UNICOOP Tirreno, Camera di Commercio di Lucca, Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana – Credito Cooperativo, Vanelli Aldo Marmi, Gruppo Unipol, GVM – La civiltà del marmo, Banca Profilo.
Un evento che vede l’adesione del Presidente della Repubblica.
Assessorato alla Cultura
Tel. 0584-795226
fax 0584 -795221
cultura@comune.pietrasanta.lu.it