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Mira Nair

Cineasta simbolo del cinema indiano degli ultimi venticinque anni, la regista e sceneggiatrice indiana Mira Nair ha saputo imporsi da subito sulla scena internazionale. Il film d’esordio, Salaam Bombay! (1988), è un grande successo internazionale di critica e pubblico. È candidato agli Academy Awards come miglior film straniero, vince un BAFTA e la Caméra d’or al Festival di Cannes del 1988. Il suo secondo film, Mississippi Masala (1991), è presentato in concorso alla 48. Mostra del cinema di Venezia, e narra la storia di una ragazza indiana che si innamora di un afro-americano del Mississippi. La famiglia Perez (1995) è la storia di una ex-prostituta cubana emigrata negli Stati Uniti dove, sfruttando la grande diffusione del cognome Perez tra gli emigrati cubani, decide di crearsi una “finta” famiglia a tavolino. Nel 1996 Nair realizza Kama Sutra, la storia di due donne nell’India del XVI° secolo, e nel 1998 My Own Country. Nel 2001 è in concorso a Venezia con Monsoon Wedding – Matrimonio indiano, storia di un matrimonio combinato tra due importanti famiglie borghesi indiane. Il film si aggiudica il Leone d’oro come miglior film e viene in seguito distribuito in tutti i principali paesi europei, dove ottiene un importante successo di pubblico e critica. Il film è inoltre candidato ai Golden Globe e ai BAFTA. Nel 2002 la Nair ha realizzato il film per la HBO Gli occhi della vita, film con cui l’attrice Uma Thurman vince un Golden Globe come miglior interprete, mentre Gena Rowlands e Ben Gazzarra ottengono l’Emmy Award come migliori attori non protagonisti. Nel 2004 la regista dirige Reese Witherspoon nel ruolo di Becky Sharp nell’adattamento per la Focus Features de La fiera della vanità di Thackeray, presentato in concorso alla 61. Mostra del cinema di Venezia. L’anno seguente adatta per il grande schermo il romanzo best-seller L’omonimo di Jhumpa Lahiri, col titolo The Namesake – Il destino nel nome. La regista ha diretto inoltre sei cortometraggi, tutti inclusi nella collana Criterion Collection. Dopo l’11 settembre 2011, Mira Nair ha partecipato alla realizzazione di un film sui tragici eventi di quel giorno, dirigendo un episodio che racconta la storia vera di una madre in cerca del figlio che non sarebbe mai più tornato a casa. Il film dal titolo 11′ 09″ 01 – September 11 è stato presentato come evento speciale alla Mostra del cinema di Venezia nel 2002. Nel 2007 la sua società, Mirabai Films di New York, ha prodotto Aids Jaago, una serie di quattro cortometraggi realizzati da celebri registi e attori indiani. La serie, destinata ad accrescere la consapevolezza del pubblico sull’epidemia di AIDS in India, è stata vista da oltre due milioni di spettatori in tutto il mondo. Nair ha inoltre diretto un segmento del film collettivo 8, a cui hanno partecipato otto registi, diverso obiettivo di sviluppo per il nuovo millennio. L’episodio da lei diretto, How Can It Be, parla dell’uguaglianza tra uomini e donne. Nel 2009 partecipa ad un altro film collettivo dal titolo New York, I Love You, dirigendo uno dei segmenti, interpretato da Natalie Portman e Irrfan Khan. Sempre nel 2009 porta sullo schermo Amelia, film biografico sulla vita della famosa aviatrice Amelia Earhart, interpretata dal due volte Premio Oscar Hilary Swank, da una sceneggiatura di Ronald Bass ispirata a varie biografie realizzate sulla Earhart.
Mira Nair è da sempre attenta alle questioni sociali e divide le proprie energie tra il lavoro cinematografico e le due organizzazioni non-profit che ha fondato. Nel 1988 ha destinato i profitti di Salaam Bombay! alla creazione del Salaam Baalak Trust, che ha avuto un impatto diretto sulla politica del governo nei confronti dei bambini di strada in India. Dopo vent’anni l’organizzazione conta venticinque centri che, ogni anno, offrono un ambiente accogliente e sicuro a 5000 bambini di strada. Nel 2005 la Nair ha istituito il Maisha, un laboratorio annuale di cinematografia in Africa orientale che offre una formazione nei mestieri del cinema a centinaia di studenti provenienti dall’Uganda, dal Kenya, dal Rwanda e dalla Tanzania.

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